elezioni 2014 liveblog

assoluta assenza di silenzio elettorale. quella che con eleganza tutta italica si chiama giornata di riflessione. Ieri comizi finali a Budapest come a Debrecen (Orban) e nel resto del paese. ieri giravano coi megafoni a dire vota antonio.domanda all’inviato all’ingresso dei seggi: “Cosa è permesso?” risposta: “praticamente tutto. solo a 150 mt. dai seggi è vietato fare campagna e distribuire volantini e buoni benzina”.

può voler dire una sola cosa, stando ai sondaggi interni Fidesz è forse nn ancora certa di raggiungere i 2/3 dei parlamento come alle scorse elezioni. E Orban dovrebbe ammettere la sconfitta ahah.

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10.30. Causa assenza di silenzio elettorale a Baross tèr (la piazza della stazione est) permane la bella tenda de partito di Seress Maria. Seress Maria Szovetsegesei (i confederati di Seress Maria). Buffo vederli e sentire i megafoni. oggi si vota. Il mio giovane amico 18enne Eduardo l’aveva detto. Sandor Bacsi, io voterò Seress Maria (sorriso). E chi è? Una che fa molta pubblicità su internet. ” lo slogan comunque è grandioso. Il partito in sigla fa SMS e lo slogan è “manda un sms in parlamento..”

15.30 è domenica c’è il sole e gente per le strade del VII e del VI, anzichè starsene a casa a vedere la D’Urso o in campagna dai nonni. Vestiti bene, è domenica è oggi si vota. I figli al seguito in bicicletta con gli occhiali con le montature colorate che son bimbi…

lunga pausa

18.30 mi incammino verso la piazza dove essere oggi, c’è ancora tanta luce, faccio appena in tempo ad annotare “che pazzia votare solo fino alle 19, c’è ancora tanta luce, nn voglio mica far votare tutti, so che più è alta l’affluenza alle urne, più favorisco gli altri e allora. ed è sempre andato così
sto per arrivare al korut quando vedo due cordoni bianchi e rossi e due poliziotti giovani giovani…mi avvicino, una lunga fila, vuoi vedere che…. si, è cosi, la fila per l’ingresso ai seggi… arriva fino all’angolo e continua.
inizio a contarli 1, 2, 3..facce giovani, coppie, come sempre gli ultimi a votare, 27,28 giro l’angolo.34,35,36…pazientemente in fila, come sanno fare per essere bravi, 56,57, .., 67,68 , …  e che cazzo era domenica,89,90, … che carina questa, 105,106, 107. Nn resisto e all’ultima dico,”ma siete in fila per votare?” pazzesco, tu sei la 107esima, ma come…. che senso civico e che bella la democrazia…
arrivo giusto alle 19 meno 1 (chiusura dei seggi) al quartier generale di Fidesz, Fidesz vncerà e stravincerà e il posto dove stare è questo, per vedere che dirà Orban e che farà la sua gente..

Il quartier generale è nella balena, il grande e bellissimo e inutile centro polifunzionale inaugurato 3-4 mesi fa in riva al Danubio, giusto alle spalle del grande mercato coperto

dentro è tutto blindato, ma un gentile guardiano mi indirizza al maxischermo allestito alle spalle, dietro la coda della balena, ci arrivo costeggiando i politici e portaborse che si affrettano verso il ventre della balena e si fumano una sigaretta: facce giovani, visi tirati, brutte cravatte, adrenalina e testosterone.

il ventre della balena

il ventre della balena

Qui si capisce bene perchè Silvio e Vittorio (Orban) nn lasceranno mai la politica nemmeno ai servii sociali in casa propria.

Il maxischermo  ovviamente sulla TV di Fidesz, Hir TV, nn la vedevo da 8 anni forse, da quando me la facevo con quelli con cui nn me la faccio più.. ma l’attesa è lunga, nn ci saranno exitpoll, costan troppo, e bisogna aspettare le prime proiezioni e poi c’è ancora tanta gente che deve pagare.. ilprimo collegamento è da un seggio dell’XI distretto dove 4 anni fa l’ultimo votò dopo la mezzanotte…grandi discorsi sulla legge elettorale, sono buoni perchè nn hanno introdotto il sistema all’inglese, niente frazioni decimali da contare, chi vince prende tutto…e allora Fidesz prenderebbe il 90%

19.17ancora grandi code.. il giornalista? dice ringraziamo queste persone che vogliono tenere alta la democrazia… applauso tenue, del pubblico ma poco dopo tolgono l’audio, torna la musica.. e poi 6% in meno di affluenza alle urne, Orban dirà che questa è democrazia e ‘Ungheria è un paese normale e in USA le % sono di gran lunga inferiori e Obama nn è certo delegittimato..
calano le ombre della sera, qui dietro il muso della balena, si iniziano a distinguere le sagome degli uomini di fidesz, del partito di governo la gente, gli uffici dentro la balena,,, il macischermo e il popolo dietro, sembra Orson Welles in Citizen Kane, lui si che aveva capito tutto..

Nella piazzetta inizia intanto ad arrivare pian piano gente, il posto è bello, il panorama col Danubuo stupendo, le panche e gli immancabili stand per birre e salsiscce ci sono

eccoli i budapestini, e il popolo di Fidesz: lunghe barbe nere, giovani con cappelli allamoda, sportivi con maglioncino allacciato in vita. vecchi con lunghi capelli bianchi in un codino e bicicletta rosa con bandiera dell’ungheria sul sellino e donne in nero; e queste facce tese in cravatta rosa e azzurrina..

lunghe code ai seggi ma in un’ora e mezza dovrebbero esaurirsi, arrivano le prime dichiarazioni, Jobbik ha già messo in azione gli avvocati, accuse di brogli, soprattutto a Gyongyos lì sui monti Matra, il seggio del loro giovane leader Vona Gabor, accuse di bus di zingari portati al seggio dagli uomini di Fidesz, e poi la sinistra, che ha il proprio quartier generale oggi al centro del quartiere ebraico,  in una zona di divertimenti che era stata chiusa giusto ieri per i lavori nella piazza antistante e simbolicamente violata stamattina da Bajnai, uno dei leader di questa strana coalizione di sinistra partita già sconfitta.

ormai le 20.30 arriva ancora gente, arrivano le zingare che vengono bandiere, accanto a me si siede una copia di mezza età che è venuta però per godersi il panorama della città illuminata. fan bene..

altre dichiarazioni di quel figo di Bajnai alle 21, visibilmente scosso e deluso, più di quanto nn dica a voce, parla della bassa affluenza al voto, l’unico dato certo arrivato, una sconfitta per la democrazia e un segno di disaffezione alle urne.. ma qui dallo studio i commenti profidesz ce li aspettiamo, in Occidente le percentuali sono ancora minori, piu la democrazia è matura e men si va a votare, l’Ungheria sta diventando un grande paese.. ed è anche una tendenza che si consolida, stiamo arrivando in occidente…

ecco poi Lendvai  Ildiko, cosi suoi capelli rosso fiamma, esponente della sinistra, l’MSZP, lo storico grande partito della sinistra  che difende a spada tratta il segretario Meszterhazi, ha lavorato bene, la sconfitta eventuale nn sarà colpa sua ha dei capelli rossi tremendi.. e un”dobbiamo riconoscere con dignità qualunque risultato delle urne. Già san tutto e sarà unacatastrofe..

Mi alzo un attimo anchilosato e mi fregano il posto sui gradini,allora faccio un giro, trovo i bagni chimici, mentre sono all’interno del cubicolo sento un boato, un altro, “sarà un altro caro politico dell’opposizione apparso sugli schermi” penso, e invece verso le 22 sono arrivate le prime proiezioni, e nn campioni rappresentativi ma proprio numeri, voti, 16-20% delle schede già scrutinate..

Come volevasi prevedere è una valanga arancione, il colore di Fidesz, scelto quando questi partiti arancioni erano il simbolo della lotta agli ex comunisti, in Ucraina come in Georgia.. come in uno studiato schema di allenamento i due giornalisti si rimpallano i dati ogni 4-5 seggi per tenere viva l’attenzione e fanno bene, dappertutto la freccia verso l’alto più alta è quella arancione, dal Balaton ai Carpazi, dalla grande pianura di Szolnok e KIskunfelegyhaza al Tibisco, un giro dell’ungheria virtuale tra gli applausi e qualche bottiglia di vino aperta…

vittoria Fidesz 2

sono finito proprio sotto il maxischermo. accanto a me un giovane in sedia rotelle e maglietta arancione con una bella ragazza acqua e sapone “Quanto sono felice, nn puoi immaginare…”fa lei. vorrei essere in sedia a rotelle ..

appare Rogan, il giovane sindaco di Fidesz (ricordiamoci che Fidesz ha anche tutti i i sindaci d’Ungheria espressi) della città interna di Pest, soddisfatto e serafico, aiuteremo ancora di piu famiglie e bambini, lavoro, pensioni, è un grande risultato..

scorrono i risultati, valanga arancione Szombathely, Veszprem, Szekszard, … un piccolo mugugno quando si arriva a Budapest il quarto distretto Ujpest è rosso, la gente abituata a vincere nn accetta la sconfitta… poi anche Csepel è rossa, l’ex grande quartiere operaio a sud della città.. poi riprende la cavalcata. Studio felice per Gyongyos dove il fascista Vona Gabor (quindi il grande avversario a destra) perde il suo feudo. Pècs tutta arancione, Mohàcs, ma poi la gioia sono le prime proiezioni dei voti di lista 47% Fidesz, 23 la sinsitra, 21 l’estrema destra, 4,8 i liberali. sinsitra ai minimi termini,estrema destra altissima, liberali che nn riescono a superare lo sbarramento del 5%

iniziano ad arrivare le prime proiezioni sui seggi, tra uninominale, voti di lista e scorporo. con la nuova riforma elettorale voluta da Fidesz (a sa immagine e somiglianza o quasi) 106 seggi nel maggioritario e 93 nel proporzionale, chi c’è c’è.

prime proiezioni con 93 voti a Fidesz, 11 alla sinistra 3 all’estrema destra.

i dati si attestano.. l’ungheria è in fondo ancora un paese fortemente diviso, come lo è sempre stato nei secoli, fazioni contro fazioni, città contro campagna. Budapest vede una lotta alla pari (9 seggi a 9) ma l’ungheria è ancora una volta una bella mappa tutta arancione, con appena una macchiolina rossa in fondo in un seggio dell’area di Szeged che stona parecchio..

nessuno in piazza nota però quel numerino in fondo a destra della schermata di Hirtv, i seggi totali. ora son 134 Fidesz, vuol dire 67% vuol dire (ancora maggioranza qualificata 2/3 del parlamento per un solo partito, la gioia di ogni capo e anche di Orban).

Ed ecco che qualcosa si muove e la gente che si ammassa sotto quello che solo ora ci appare un piccolo palco. Sale un giovane. ammicca verso il pubblico. Giovanissimo, Orban per consolidare il potere ha riempito il partito di giovanissimi, sono i piu motivati, bravi, forti e li puoi sfruttare. “Abbiamo vinto le elezioni, tra poco salirà sul palco Orban, ha chiamato anche Barroso per congratularsi col vincitore” chi è questo Barroso che tanto si interessa alla politica ungherese, fa sarcastico il Biker dietro di me.. Orban sale un po’ tardi, con tutto lo stato maggiore di Fidesz alle sue spalle. Un grande condottiero vincitore, ma un professionista, grande oratore, ma comunque col discorso preparato in un fogliettino che spiega senza farsene accorgere.. Fa già un discorso per il futuro. “elezioni tenute in un paese libero (che bravo! libero per un europeo vuol dire democratico. qui tra i suoi vuol dire autonomo e indipendente dai condizionamenti di regime (comunista) e internazionali. ). poi ripete i suoi concetti fondamentali, lotta al comunismo e difesa degli ungheresi di fuori confine (che hanno ottenuto la doppia cittadinanza e han partecipato quindi al voto, anche se solo per i voti di lista al proporzionale). vittoria schiacciante. Abbiamo stabilito un record europeo (gli ungheresi amano i record). difesa della famiglia, indipendenza nazionale. Vincere. vuol dire dover lavorare con maggior impegno.” applausi. Dietro Rogan applaude serafico solo con i palmi a cucchiaio ed è quello che la vede più lunga di tutti. Inno nazionale. Tutti i ragazzini per bene innamorati e con i capelli a posto tra cui mi son ritrovato nella folla cantano e sono felici.

Quando ci voltiamo sul maxischermo ecco quasi in contemporanea le dichiarazioni di Bajnai, e po idi Jobbik. Bajnai attacca la legge elettorale nuova, i nuovi colleggi appena disegnati. e la non indipendenza dei media. sono tristi. Quelli di Jobbik invece in simmetria perfetta tutti uguali..

Ma intanto qualcosa è cambiato il 134 è diventato 133 e 132, il ragazzino accanto a me fa sullo smartfon 1,99 x 0,66 e trova 133,xx. nn basta o forse si. no. i voti di lista si stan riassestando. la sinistra sale fino al 25,9%, l’LMP(i verdi liberali) prende un paio di decimali, sfonda il 5% ed entra in parlamento, 5 seggi.Budapest è ancora metà e metà, wualche seggio strappato e vinto con i denti.

il fascino delle lotte uno contro uno nei seggi uninominali, come nel mio seggio ocn gli attivisti attivi fino all’ultimo. Una cosa che manca in Italia..

 

….Prendo l’ultimo tram. accanto a me 4 ragazzi per bene con camicie stirate e gonne a ginocchio timbrano 4 biglietti, anche se ci voglion solo 3 fermate e a quest’ora n passerà mai il controllore. Di fronte a me invece ragazza col viso sveglio e strana maglia a righe bianche e rosa si guarda intorno col biglietto in mano e nn lo timbra. l’ungheria è questa.

Arrivo nella piazzetta della sinistra. clima depresso. mi guardo intorno, le facce son diverse, la sinstra è ancora la sinistra, nonostante i capi che si ritrova..

e l’ungheria è sempre l’ungheria. nella dichiarazione congiunta il capo della sinsitra dice che nn può e non vuole congratularsi con Orban per la vittoria. Vittoria ottenuta con un sistema elettorale e mediatico non democratico. mi sembrano le parole di Orban di 4 anni fa nel precedente discorso della vittoria: Ho vinto, governerò per la mia parte politica, per quelli che mi hanno votato. Chi nn mi ha votato nn mi voleva e nn mi merita. – quando sentiamo ho vinto ma sarò il sindaco di tutti, tiriamo un sospiro di sollievo -.

All’una di notte però la situazione è ancora ingarbugliata, anzichèno. Fidesz ha 133 voti, 2/3 raggiunti, ma in un seggio di Budapest, al 96,38% di schede scrutinate il suo candidato è in vantaggio di 4 voti su quello della sinistra. 4 voti! 4!! riconteggio automatico e attesa dei voti di chi nel frattempo ha cambiato indirizzo ma nn l’ha comunicato. Suspence. i risultati ci saranno solo tra giorni. giusto il tempo di sistemarli un po’. C’è poi il caso di Miskolc, i tre maggiori partiti (Fidesz, Sinstra, Jobbik) che oscillano sul 30% divisi da pochi decimi, ma dovrebbe aver vinto Fidesz (al 60% dello spoglio si era 30-30,1-29.9) o qualcosa del genere.

Stravinci con 20 punti percentuale di margine sul secondo partito nel maggioritario e vinci 92 seggi su 103 all’uninominale e stai ancora li’ a fremere per il riconteggio dei voti… poi ditemi se la politica nn è eccitante in Ungheria

è primavera…

“odio le belle giornate, il sole, gli uccellini, è il modo che Dio usa per ingannarti, per farti illudere che la vita ha un senso” (Charles Bukowski)

è una giornata di sole e temperatura mite, fantastica, persino il caro vecchio e bordò Pecsa (il palazzetto dello sport anno 1980 dedicato al poeta nazionale) sembra bellobellissimo.
nn so come, ma  mi viene in mente il mio amico americano n.3, incontrato ieri in strada, per caso, ieri col suo cane nero e uno zaino da campeggio vuoto in spalla. Sempre in gamba, maora nn è piu come qualche anno fa che dimostrava 30 anni e nn 47.
Come va? Bene e tu? Ma insomma, sono un po’ teso, sai la mia ragazza aspetta un bambino, abbiamo fatto ieri l’ecografia? Hai una ..? manco lo sapevo….
Ma si, sicuramente la conosci, di vista… quella, alta, tedesca, fa il deejey con P.e P. le serate Frociodigiorno-Normaledinotte (in inglese fa rima… o era normale di giorno e frocio di notte? dipende dalla rima aabb o abba)
ma si, la conosci, è nel gruppo artistico del quartiere malfamato hippy, il gruppo d’azione scoiattolo. (Ecco il tenore delle mie relazioni sociali a Budapest.)

Mi siedo su una panchina, queste incredibili panchine basse del Varosliget, avranno messi i bulloni negli anni 40, oggi sembra tutto bello, sole, caldo ma nn tanto, posso stare in giacca blu di lana e camicia. sei molto virile così, sai?mi ha detto la mia nuova studentessa di italiano, insegnante di bodybuilding, dolcissima, fidanzato geloso milanese. una specie di Kim Basinger che mi dice che sono virile con quella giacca…
Come in tutte le belle giornate di primavera del mondo ragazzini ciccioni e mingherlini che giocano sul prato tutto erbe e buche.
il ragazzino ciccione col cappello si sistema la palla per calciare. il ragazzino mngherlino conla maglia taroccata della nazionale simette in porta.
“ecco Puskas che calcia””eccolo”. (Puskas! com’è ungherese tutto questo, 60 anni di uomini della nazionale son passati e qui i ragazzini ancora vogliono essere Puskas, come se un bambino italiano dicesse Rivera o Gigi Riva e non Totti o Del Piero o Balotelli e Pirlo).
il tiro è una ciofeca, ma ilmingherlino è contentissimo di correre dietro al pallone andato in una direzione completamente sbilenca.
Puskas? ahah…. dicono i dueoperai magrissimi ma pieni di muscoli con i baffi e le borse sotto gli occhi. il bambino ciccione trova una scusa, il sole negli occhi…
dopo 5 minuti si stancano e vanno verso i due operai. ora li vedo meglio,  il mingherlino nn ha una maglia taroccata, ha una maglia di una squadra minore, con i colori nazionali e lo stemma del Csepel, il quartiere operaio di Budapest..
viene anche il bambino ciccione, chiama uno degli operai papà.
il papà apre un bottiglione da due litri di coca cola.
Papà, io vorrei un cicchetto!
li guardo, è spontaneo (e poi anch’io sono con una lattina di birra Dreher accanto, qui sulla panchina bassa..)
mi parlano: “no, no, nn si preoccupi, è un cicchetto di cola, (…) ma sa, mia nonna quando ero sui 10 anni mi dava un cicchetto di vino…”
sono in imbarazzo, provo a rispondere cercando di sfoderare un accento magiaro inappuntabile da nativo di Szolnok.
dico qualcosa poi alzo la mia lattina e dico. “alla salute” salute mi fa il bambino ciccione.

Questa è l’Ungheria. pont.

poi i bambini si siedono su una panchina a parte. il pallone sotto il piede del bambino ciccione. ci gioca e gli scappa. “Orban vieni qua…” mi piacciono proprio…

sarà la bella giornata, il parco, le papere e la Dreher, ma oggi la gente mi piace. Tra l’Hungaria korut e il Varosliget c’è da sempre un piccolo negozietto di alimentari. l’ultima volta lo  gestivano dei dark. Ci sono entrato un venti minuti fa, per la Dreher, il negozietto c’è ancora ma questa vota ecco una signora di mezza età dietro il banco e un’altra con cui fa la chiacchiera diceva A. G. Mi guardo intorno e vedo tuttoscuro. “Mi guardano “Vorrei una birra ma..” “ecco là!” mi indica sorridendo.. C’è un frigo, con lo sportello bianco, come a casa, nn quelli da bar col vetro trasparente.  Sono contentissimo. prendo anche un pacco di stickers (famosi salatini a forma di bastoncino. praticamente l’est europa). “ora c’è tutto” esclamo.

la battuta riesce.

Budapest today

per una volta arrivo puntuale all’orario di apertura delle mie economiche e bellissime terme ottomane (se esco prima delle 12 costa poco) una folla enorme davanti alla cassiera lentissima di pensionati con giacconi lisi e bustoni di plastica e la prescrizione della mutua in mano. Esco allora sulle panchine, e torno tra 15 minuti. eccomi seduto sulle panchine della chiesa greco cattolica di Buda, proprio accanto alla statua di Shevchenko (Taras, il poeta nazionale ucraino, non Andryi). Mi sfilano accanto strafighe magrissime coi polpacci troppo sviluppati  e uomini seri in completi eleganti e grigi, diretti nei loro uffici dalle loro case alto-borghesi di Vizivaros.Budapest è tutta qui.

il giorno in cui i nazisti ebbero paura della folla con la stella di Davide gialla sul petto..

Qualche impressione al volo sulla statua di Horthy svelata oggi sugli scalini dell’Hazateres temploma a Szabadsàg tèr e la contromanifestazione di protesta….

La sensazione che ho tornando a casa è strana, nn mi era mai successo di vedere quelli di Jobbik in fondo temere la folla che gli si assiepa contro, per di più in buona parte con delle belle stelle di Davide gialle al petto.. molto più numerosi (qualche migliaio contro qualche decina), comunque incazzati, e ben organizzati. Curioso vedere Jobbik per l’occasione non movimentata in tutti gli attivisti come son cosi bravi a fare di solito. In fondo solo un bandierone e gruppi di 3-4 bande e qualche nostalgico della sua infanzia felice ma poco piu. Più o meno un centinaio contro qualche migliaio dall’altro lato. Poi qualcuno che sembra stato chiamato in gran fretta..

Un plauso poi al  servizio d’ordine interno della protesta, spuntato dopo un 10minuti con un ulteriore cordone accanto a quello della polizia. Gente dura e pronta e grossa, nn come la poliziotta alta 1 metro e 53ultima dela fila della polizia, forse professionisti. Bene così. Quando la polizia invita a sciogliere la manifestazione, loro eseguono liberando la strada ma una buona parte della gente resta sui marciapiedi (tanto che sembrava un flashmob per altri mezzi), e poi subito scioglie la manifestazione dopo che tutto era finito e i poveri fascisti rimanevan là aggrappati alla statua ma in fondo circondati..

Leggo di tensione all’interno della chiesa… e dunque  per questo tardavano a uscire e liberare il povero reggente del lenzuolo.. Alla fine è stata una messa infinita, dalle 10 che è iniziata son scesi dalla chiesa solo alle 12.15 e han fatto tutto in fretta, e poi son rimasti là, a guardarsi negli occhi e a parlamentare con la polizia.. E poi quell’eterno scampanio, come a morto, durante i discorsi diffusi da un altoparlante che per fortuna non  si sentivano bene o un po’ quando capitava, unica risposta alle grida di chi protestava. Belle grida, spontanee. “Nazik háza” (nazisti a casa, riprendendo il Ruszki haza-russi a casa- del ’56) che è già molto bello. “Házaarulò” (traditore della patria – classico epiteto usato dalla destra) che è ancora più bello. “Többen vagyunk” (siamo di più) che era la verità. “Megvárjuk”e “Nem hagjuk” (aspettiamo fino alla fine e non molliamo) promesse mantenute. “Bünös Horthy” (Horthy colpevole, classico epiteto usato dalla destra durante il ventennio) neanche questo era male.. Un paio di volte dagli altoparlanti parte l’innonazionale. Per protesta innonazionale anche dall’altra parte.

In fondo siamo a Szabadsàg tèr e qualche turista che decide di andare dal Parlamento alla Basilica passa anche di qua.. Arriva una turista francese bionda ossigenata con figlia, fa qualche foto col suo ipad, ma nn capisce molto. Le spiego che sveleranno la statua di Horthy il reggente dell’Ungheria nel ventennio, un dittatore. Capiscono. Appena se ne vanno quello accanto a me mi dice, ok, va bene, ma la prossima vlta nn devi abbellire (szepiteni) il discorso. Dì subito che è un nazi. Annuisco.

E’ rimasta ancora molta gente. Ora sono accanto a una simpatica famiglia, con una ragazza in sedia a rotelle che urla Nazik haza. Ci si fronteggia ma nn si è armati. Anzi si. Nelle manifestazioni moderne si è armati di strumenti di ripesa, macchine fotografiche, videocamere. Ce le si punta contro. Anche la camionetta della polizia lì parcheggiata nn ha mica il cannone ad acqua in cima ma una bella telecamera  e i vetri oscurati. Sembra la Conversazione di Coppola.  Anche se sei abbastanza defilato le videocamere sembrano tutte contro di te.

Ecco una coppia di turisti, italiani. Qui è più facile. Horthy è il Mussolini ungherese. Certo con le dovute differenze. E chi c’è al governo?. Provo a spiegarlo. Beh come in Italia. Forse si o purtroppo no.  Ma vi immaginate un busto a Musollini a piazza del popolo? Ah si giusto…

Dopo un tempo infinito col fantasma di Horthy lì davanti col suo lenzuolo finalmente scendono i grandi uomini e la statua eccola risplendere tra boati di fischi e i cori Eljen Horthy (viva Horthy) dei fedelissimi. Passa un ragazzo, straniero. Che succede? Provo a spiegarlo—Ma a questa gente piace il dittatore? Vedi, a quelli sotto le bandiere si. A quelli dietro la polizia no. Capito. Inizia a piovere. Campane a morto. Nn è stato un bel giorno. Per nessuno.

 

i miei potenti mezzi nn sono un gran che, ma spero che questo video renda un po’ l’atmosfera.. http://www.youtube.com/watch?v=8-7o-Vb0QCE

 

un papa ungherese

Quando mi trovo in giro verso l’ora di pranzo con un buco nello stomaco un dubbio mi assale, devo provare a infilarmi in un nuovo ma sconosciuto kifozde (le mille trattorie e tavole calde aperte rigorosamente solo all’ora di pranzo per il lavoratore medio affamato) o andare in uno di quei pochi ma buoni che cosi bene conosco e a cui mi sento tanto affezionato… In genere tento la prima carta solo se sono davvero di ottimo umore, se sono solo cosi cosi o molto peggio se va bene ripiego su una mediocre via di mezzo tornando nei posti in cui sono stato solo poche volte… Eccomi allora qui seduto in questo kifozde di via dell’acacia, nel mio ex tanto amato VII distretto, è più grande rispetto agli altri ed è sempre pieno, di gente di tutti i tipi, e nn starò a ripetere che le stazioni di servizio piene di camionisti, sono le migliori. In realtà nn c’è gente di tutti i tipi, qui ci sono i poveri (e un italiano curioso) si, perché qui il cibo sarà anche buono, ma certamente costa poco, il mio lauto pasto l’ho pagato 1.30 euro (potere dell’euro forte), l’avrei pagato 3 euro, in un posto certo nn elegante,

ed eccoli qua gli unghersi in fila, che domani festeggeranno la loro festa nazionale, eccoli in fila, mentre gusto il mio fozelek (passato) alla zucca con una fetta di pane in carrozza, operai  in tuta da lavoro, vecchine col cappellino lilla e bitorzoli sotto il mento, signori di mezza età che la vita ha lasciato soli,  uno studente con i capelli lunghi e lo sguardo che doveva avere Raskolnikov, signorine ben vestite alle prese con la crisi..

Credo molti di loro avranno mosso le labbra per recitare il padre nostro, l’ave maria e il gloria al padre insieme al nuovo vescovo di Roma Francesco, perché è di amore, pane e buone parole  che abbiamo bisogno.. E certo in cuor loro saranno rimasti un po’ delusi, lì al balcone nn c’era la sagoma di Erdo Peter, l’arcivescovo di Esztergom e d’Ungheria, un giovane di 60 anni dato in 4-5 posizione, nel gruppo di Reitzinger, Schonbron, Scola, & co., al suo posto c’era un vescovo alto, semplice, con le mani lungo il corpo che a un certo punto si è piegato in silenzio verso la piazza e che parlava con un italiano dolce e gentile e che tra le tante lingue che parla purtoppo non avrà certo l’ungherese…

ed ecco tutto l’orgoglio (……) magiaro che esce fuori, e poi la delusione del popolo sconfitto dalla storia.  un amico mi aveva scritto un paio di domeniche fa, se ce la fai vai alla basilica di Santo Stefano, alle 18 il vescovo dice messa, poi parte per Roma, se diventa Papa sarà la sua ultima messa qui…  poi ci siamo sentiti anche ieri, “ti piace il nuovo Papa, Mark?” da Mark nessun giudizio di merito o simpatia sul buon Francesco con la sciarpa del San Lorenzo, no Mark mi risponde “Io sono cattolico, accetto quello che decide la Chiesa…” 

Ma a pensarci bene l’ungheria un papa già ce l’ha (link), uno che ha tanto potere ed ha assunto come compito quello di salvare un paese e moralizzare le banche, che ieri proprio mentre tutti stavano guardando un balcone di Roma ha fatto controfirmare dal presidente della Repubblica la 4a modifica costituzionale (voluta e approvata dal suo partito unico) un Papa assunto al soglio governativo lui si per incarnazione divina e della santa corona, nato da povera famiglia e che da giovane era fidanzato, di educazione religiosa e col potere di cambiare tutto se solo lo vuole senza render conto a nessuno, che alle elezioni precedenti era stato lì lì per farcela e alle successive si è rifatto con gli interessi, uno che domani 15 Marzo festa nazionale per il secondo anno consecutivo nn parlerà alla piazza per legittimo impedimento, trovasi a Bruxelles, per una riunione di altri porporati,

Subito dopo l’elezione ecco poi “il popolo della rete” far spuntare la scritta Francesco, Ferenc I, sotto il faccino angelico, gli occhialetti, il vestito umile e il taglio di capelli da fraticello di Gyurcsany Ferenc, Francesco per la verità ora un po’ appannato, ex primo ministro travolto dagli scandali, uomo  immensamente ricco che mai si è spogliato dei suoi beni e che sicuramente da giovane avrà fatto la comunione con qualche piccolo dittatore comunista..

Liber  nos a malo.. 

e le macchine vincenti diventarono macchinette..

21.45 In una sera che mi ero detto, ancora un po’ a poltrire e poi esco, ancora 5 minuti,  mi imbatto nella rete in una notizia, di quelle che ti fanno dire fammi vedere se è vero e che succede, fammi scendere in strada, sta succedendo proprio qua sotto… devo scendere io che vivo in una grande città….

22.00 scendo in strada e punto verso la bettola vicino casa, butto un occhio all’interno, niente di niente, proprio niente.. allora me la prendo comoda e faccio un giro largo, vediamo un po da altre parti, ma anche altrove proprio niente… Bene,  un tempo era uno dei lussi della ricerca, anche se nn trovi niente è una notizia,…

22.40 ritorno alla bettola, trovo il mio posto, prima però ordino la mia birra scura, ci metto un po’ che prima di me ci sono tre ragazze che sono entrate giusto avanti a me, con qualche chilo in più, a esser gentile,  avran capito il sale della vita, la barista di turno oggi (quella che oggi fa da mammina a noi dell’isolato), e due sue compagne, scarmigliate e mal vestite, così è la vita.

23.03 una delle due amicheunpincarneesguaiate  con un vestito nero elasticizzato un po’ corto.. appoggia la bottiglia di birra sugli sgabelli accanto alle due slot machine del locale, poi si siede, poi anche l’amica con una specie di pigiama lilla e viola a righe ei si siede accanto,  fanno due giri di slot machine la barista le vede: “guarda che dopo la mezzanotte viene la polizia…”. “ e lei annuisce ..“Si lo so. Volevo solo dirgli addio”..…

Io sono giusto là di fronte, mi ero piazzato in posizione strategica, giusto di fronte al motivo della mia curiosità, che ora è muto, fermo e nn si muove,  la nyerogep, alla lettera la macchina vincente, insomma le slot machine che qui le puoi trovare in ogni santa bettola (e qui ce ne sono ancora tante) e che sorprendentemente e in quattro e quattr’otto il governo ha dichiarato illegali a partire dalla mezzanotte di oggi. Macchina vincente, da noi sarebbe la Ferrari, l’Italiano è una lingua più sera e anche un po’ un gigiona e le chiama piccole macchine, macchinette, un po’ come un animale domestico, che ti fa passare il tempo, e ti costringe a scendere giu in strada almeno un po, a cui dare tutto i l tuo amore e per cui spendere un po’ di soldi al mese, per il tuo divertimento e per continuare ad avere uno scopo nella vita…

Eppure finora nessuno si è avvicinato…

………..

DRINIUN DREENF DRIRIRIRIN C’è la musichetta di accompagnamento a cocomeri, dadi e ciliegie, PSIRPSIR PSIRD  i soldi che sembrano cadere, il conto alla rovescia, i soldi che cadono felici… e tante lucine colorate e brillanti…

Giusto due domeniche fa quando ancora nn era una notizia,  preso da una malinconia domenicale me ne ero venuto, a lavoricchiar e vedere a partita in TV ed il tipo culone su quegli sgabelli mi aveva incuriosito… puntava alto, cifre con decine di migliaia di fiorini passavano sul display, e io che credevo che fossero bruscolini, lui si godeva la sua domenica con i baffi eil giubbotto jeans, poi uno chiamava la barista, che arrivava, usciva da chissaddove da sotto il grembiule una chiave, leggeva o faceva qualcosa, poi andava alla cassa e dava mazzette di soldi, certo era in perdita, ma nn ci avevo mai fatto caso…

O qualche sera fa, era un venerdì, insomma un giorno di festa, oppure un giovedi, c’erano 3-4 zingari a fare un gran casino, insomma si divertivano, due coppie, lei gli andava vicino e gli schiacciava i tasti, lui si incazzava e diceva va vai, poi solo dopo un’oretta quando festeggiano com una gazzosa mi accorgo che ha unbraccio offeso, un braccino nn cresciuto, quasi un’appendice di bimbo attaccato al busto di un cinquantenne bolso

23.18 Ma ecco la coppia di ragazzi ventenni della bella gioventù magiara del tavolo accanto che vanno a godersi gli ultimi momenti preproibizionismo. Ovviamente è lei che si mette ai comandi e lui che mette i soldi e le spiega come funziona la baracca… (Il proibizionismo è arrivato, perderemo  questo clima  da far west che si respira qui, e diventeremo tutti più buoni e bravi padri di famiglia, niente macchinette, meglio una bottiglia di alcool economica e una donna sottomano)

E si che qui in tanti dovrebbero soffrire, ma  mi son fatto un bel giro, ma nessuno festeggiava la fine, insomma niente orchestra, bare di funerale e grandi imbrogli al miglior amico, il magiaro è superiore e nn si danna l’anima per certe cose, o meglio  li su, lì in alto, c’è il potere quello vero, ogni tanto sai che sbatte il tallone per terra, devi solo cercare di evitare la merda lì nell’angolino e la polvere che si solleva, tossire e sperare di nn essere il prossimo… e poi le macchinette son roba per vecchi ed emarginati.. mica per me che di speranze nella vita ne ho tante, ieri per esempio ho adocchiato un bidone dove trovo sempre delle lattine che agli altri sfuggono, e sono 5 centesimi l’una al macero..

BLEGGN BDADABLAANGAERR SUPERDICE luce luce rosso bianco azzurro MULTIDICE…, (chissà come sarà domani, oh dio la mia vita che cambia, come sarà vedere le partite con solo le luci della bettola  le tv e nn questi lucette colorate….. )

23.20 sono ancora vuote e mute. (una volta volevo godermi gli ultimi 10 minuti di un napoli che vinceva a san siro o roba del genere ed ecco che invece appena mi siedo la ragazzetta mi fa, signore lì nn si può sedere, è per i giocatori delle macchinette….) loro si che erano importanti, ma ora il vento è cambiato…

23.25 anche a barista ci butta un gettone anche lei è una romanticona,.. .

23.26 la grassona a righe ci riprova,

23.28 tutto tace

23.40 venti minuti prima, meglio nn farsi prendere dalla malinconia   eccola con un quadernetto,  si avvicina, scrive, prende appunti, poi si fa di lato, si abbassa  e stacca la spina, nero. ……………………. Certo ci sono sempre  i due televisori, oggi per la pausa nazionale niente calcio e eccezionalmente sui canali musicali, ora su uno c’è Madonna 50enne mascherata da strafiga scosciata su una decapottabile, con gli occhialoni scuri, mentre frotte di maschi cercano di sedurla , e sull’altro senza voce un negretto con un completo bianco e nero suona il piano in una stanza tuttarancione…

23.50 viene un ragazzetto dall’aria simpatica in felpa bianca, saluta un po’ tutti, dà il bacetto alla grassona, poi la barista va a fumarecon lui fuori, è il suo ragazzo, ha trovato lavoro nella pizzeria a domicilio accanto alla bettola, l’amore trionfa, la famiglia ritorna al centro dell’attenzione

00.07 si avvicina alla macchinetta (che prima era macchina vincente) col vassoio ,si abbassa  ancora,  il pantacollant cede un po’,  prende tutti i  soldi, fa scivolare le monetine sul vassoio, le amiche grassone, la aiutano a spostare le sedie, e poi a girare le macchinette, Merda vaffanvulo qui casca tutto, cadono i depliant pubblicitari che erano sopra, le due macchinette erano attaccate, s dietro hanno un lucchettone, ora sono girate di 180 gradi, così a nessuno vengono brutte idee di farsi una partita alle 00.11… cosi è la vita…

 

Tema: il mio 15 Marzo.

 il giorno della festa nazionale, le grandi manifestazioni pubbliche, nell’anno in cui l’Ungheria è sotto i riflettori internazionali

Anche quest’anno è arrivato il 15 marzo. È bello perché è il primo giorno di primavera, anche i papà e le mamme non lavorano e si può fare una passeggiata tutti insieme per le strade, perché il 15 marzo le auto nn ci sono e la città è nostra.

E’ stato bello e mi sono divertito, ma all’inizio ho pianto un po’ perché non c’era nessuno per le strade quando siamo arrivati noi, eppure erano solo le 10.30 e le danze e i canti ai giardini del museo nazionale,  nn c’erano già più e nn potevamo vedere gli spettacoli e poi prendere un gelato , come negli anni scorsi che duravano fino alle 17, almeno c’era il sole.. allora con papà siamo andati in piazza del parlamento, lì c’era l’erba e c’era gente. C’era molta gente vestita con l’abito tradizionale ungherese, anche se nn erano ballerini o figuranti, anche i bambini erano vestiti cosi, ma nn sembravano felici. Il parlamento era infiocchettato con tre grandi drappi bianchi rossi e verdi ed era buffo. La gente era strana e mi sono divertito molto, c’era gente grande e grossa senza capelli con delle grosse moto, c’erano vecchietti seduti per terra con delle valigie di cuoio che vendevano qualcosa, c’era un gruppo di zingari che papà ha detto che tifavano per Orban ed era strano perché Orban nn ama gli zingari dice papà, c’erano anziani in divisa militare, anche se carnevale, farsang come si dice qui, era passato, c’era molta gente con una spilla strana sul bavero. Papà ha detto che erano polacchi, che quel signore basso e sempre accigliato che si fa chiamare primo ministro li ha invitati per far vedere che ha degli amici che lo vengono a trovare dall’estero. Sono polacchi e la maestra ci ha detto che sono nostri fratelli. Qualcuno aveva anche uno striscione solidarnosc 80 e papà mi ha detto di ricordarlo, pechè poi saremmo andati a vedere il nuovo solidarnosc ha detto, solidarnosc era una specie di partito e vuol dire solidarietà, ma questo lo capisco da solo, ho 7 anni ormai..

Poi siamo entrati nel nèpmuvèszeti muzeum, il museo etnogafico, che in italia c’è solo nei paesi piccoli e di montagna, mentre qui è di fronte al parlamento, papà dice che serve a capire chi sono gli ungheresi.. oggi è festa nazionale ed era gratuito, era buio e la mostra temporale intitolata le donne e i tappeti fatti a mano era noiosa. peccato, mi piacciono i musei, ma questo proprio no.

Poi ci siamo mossi, perché alle tre dovevamo essere con i nostri amici, dall’altra parte del centro, ma vicino alll’ufficio di papà abbiamo sentito il rumore di gente. Era la marcia della fratellanza polacca e ungherese. Molti avevano bandiere bianche e rosse, i baffi ed abiti eleganti, papà ha gridato alle signore che avevano lasciato le pellicce a casa. Qualcuno ha alzato il dito verso di noi, altri hanno aperto indice e medio che vuol dire vittoria, un altro ha steso il braccio destro in alto, papà ha detto che cosi facevano i fascisti. Quanti amici polacchi che ci abbiamo e quanto ci vogliono bene che vengono a festeggiare le nostre feste nazionali ho pensato. Sembravano tanti, ma io so che c’era il trucco perché le strade del centro sono strette eil serpentone era più lungo..

Siamo arrivati dai nostri amici, vicino al ponte elisabetta appena in tempo, erano le 3 meno dieci. Che bello vedere tutta quella gente che affollava il ponte, peccato solo che l’orario mica andava bene, avevamo un terribile sole negli occhi  e dovevamo girarci. Qui la gente era meno divertente, ma papà ha detto che noi nn ne avevamo bisogno di vestiti militari o di bandiere di paesi confinanti pseudoamici per far vedere che ci vogliono bene anche fuori dai nostri confini. Infatti si sentiva parlare anche in inglese, tesco, francese, italiano e uno che a parlato era un deputato francese ha detto papà. Poi è venuta mamma e sono rimasto con lei, la mamma ha detto al papà di stare attento e poi si è allontanato. A cena ho sentito questo discorso:

<<Hai presente lo striscione che vedevamo vicino allo Jègbufe? Per fortuna nn era molto chiaro, c’era EU, ma c’erano due NEM, no, accanto. Estrema destra, giubbotti neri, teste rasate, bandiere di arpad, sono venuto a provocare, come hanno fatto a permettere a un migliaio di neonazisti di venire a inveire a 2 metri 2 dalla manifestazione per la libertà di stampa? Hanno fatto pure un comizio, avevano anche loro un ospite straniero, quest’anno siamo tutti internazionali, polacchi, Cohn Brandt, anche l’estrema destra ha il suo bell’amico di fuori… E dire che quest’anno nn volevo andare a vedere Jobbik , che ormai sono sempre la stessa cosa, ma come a gennaio, jobbik sta alzando un po’ il tiro, si sente quasi legittimata… e poi i cori la cosa bella è stata che dalla folla è uscito spontaneamente il coro “Nàcik haza” Nazis go home, come si gridava ai russi, e loro rispondevano con sporchi ebrei e il braccio teso, c’era la polizia dietro le transenne a dividerci, meno male che ora sono ben addestrati, nn come 5 anni fa… a un certo punto c’è stato un “vivace scambio di battute” tra i due lati della barricata, un uomo in camicia gialla e blu contro un a testa pelata,

<!–Vergognatevi

<!–Vergognati tu

<!–Volete che torni Gyurcsàny?

<!–E tu che opinione hai sul recente aumento del prezzo della benzina?

<!–Io nn sono ebreo

<!–Ebreo? io mica sono Deutsch

<!–Io sono qui per difendere la famiglia

– -L-la famiglia? Io ho cresciuto 4 figli. Non pratico l’autoerotismo come te.

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