Ripartenze

Ripartenze, ora come nn mai, quante volte ho scritto qui ripartenze in questo blog, quando questo blog era ancora un blog, ripartenze, a come Pest tra la sua gente, fuori di testa, consci della follia della vita, dopo tanti giorni nella canicola rovente come solo a Pest: palazzi, cemento, asfalto arroventato, persino i gradini del Vittula, anche a mezzanotte, poi arriva la tempesta, lo sapevi che prima o poi arrivava, spazza tutto, tutto finisce, e tu neanche c’eri, ma il calore lo vedi nelle facce della gente, mentre tu eri in Italia a ritrovarti a guardare con curiosità tutti gli altri manifesti funerari del tuo quartiere.

Ripartenze. Alla fine capito da Sly’s. Come sempre vuoto. E Sly è lì dietro il bancone, ha giusto spostato la foto col bus a due piani cositipicodilondra, che io sappia ora ha un rene nuovo, ha problemi di tasse, è tornato da poco dall’Inghilterra e nn gli han dato molto da viveree, e ma nn me lo dice, in fondo è solo n po’ dimagrito, e la camicia ben stirata che indossa gli calza a pennello, ripartenze, è una camicia rosa, gli sta splendidamente, gli uomini di colore stan bene col rosa, che culo. Sly alla fine me la trova dal fondo del piccolo minibar una birra in bottiglia , pilsner va bene? Ottimo. Batte sui tasti del registratore di cassa assurdo nero anni 80, bellissimo, Budapest è anche questo, solo la fototessera del figlioletto messa li con lo scotch messa lì in basso a destra tradisce emozioni.

Ripartenze, torno a casa e apro le finestre l’albero davanti alla mia finestra è ancora lì ma verrà tagliato, abbattuto nonostante i miei sforzi. Provo a sdraiarmi sul mio divano fioratoneroanni80adelle, scomodissimo, a me piace cosi. Sento il frusciare del vento tra le foglie, ha fatto talmente caldo che l’edera che gli cinge il fusto da sempre è bruna seccata. L’albero ha una trentina d’anni, alto una decina di metri e verrà tagliato. Era molto malato. Cosi è deciso. Quello accanto ha 15 anni in meno, più piccolo e bruttarello, ma meno malato può invece restare, cosi è la vita.

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A Buda si dice messa

 27“Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo.” Gc 1,17-18.21-22.27. (Lettere di San Giacomo apostolo, 2a lettura, 22a domenica del tempo ordinario, 3 settembre 2006)

A Buda si dice Messa in Italiano, la domenica alle 10, nella Chiesa dei  Cappuccini di Fö utca, e  io ci son stato oggi, che per me il 4 Settembre è un giorno che non si può dimenticare.

Credevo di trovare una chiesa di massoni e figli di imprenditori di import-export con gran-donne in pelliccia anche ad Agosto e cavalieri de lavoro, invece la chiesa è mezza vuota e c’è un francescano che passa tra i banchi a salutare i presenti, poi arriva pure da noi, fra Leopoldo ci chiede da dove veniamo e se siamo in gita che mai ci hai visti. Un frate in saio francescano cinta di corda e sandali, in una gran Chiesa barocca di Buda con sopra all’altare un’adorazione di Maria, al posto della classica crocifissione, e subito accanto i magiarissimi e San Làszlo e Santo Stefano con corona in capo (primo re di Ungheria, anno 1000).

 Arrivano in ordine sparso vari italiani con i figlioletti, per lo più padri con bimbi in passeggino, segno che gli italiani qui son giovani e prolifici. Poi entra un tipo con la tuta grigia dell’Italia, abbronzato e col pizzetto, bassino e muscolato e lo sguardo concentrato dei timidi “Quello è Dolcetti” *. Uh. Dolcetti si sistema da solo un po’ dietro di noi tra gli ultimi banchi.

 L’inizio della messa è folgorante.

Il parroco si congratula per il 35esimo anniversario di matrimonio di Sergio e Andrea, che così sembra una coppia di fatto passata a Budapest dopo il ’68 per vivere più in tranquillità lontano da occhi indiscreti, e invece è un’Andrea nome femminile ungherese, ai primi banchi sul lato sinistro accanto al marito. Visti da dietro hanno tutti e due i capelli corti.

 Poi si saluta ai primi banchi lato destro il rappresentante del sindaco di Aviano (un omone in fascia tricolore) insieme ad altre tre persone, c’è pure il diacono. Ieri hanno benedetto davanti alla chiesa una statua in onore del beato Marco d’Aviano.

Ieri 2 Settembre era il 320esimo anniversario della liberazione di Buda, dai Turchi, dai Musulmani (dice il prete con una pausa politica studiata e ad effetto), il giorno dopo nella Cattedrale di San Mattia (il Matyas Templom) al Castello di Buda, fu nuovamente celebrata dopo quasi cento anni la Santa Messa, officiata da Padre Marco di Aviano, patrono degli italiani di Buda e di riflesso di Pest e dunque un po’ mio, dopo San Nicola.

 La messa scorre tra le voci dei bambini che piangono e giocano coi genitori in fondo alla chiesa e che rimbombano tra le alte volte della Chiesa. Allo scambiatevi un segno di pace il prete scende dall’altare e augura la pace stringendo la mano a tutti uno ad uno, passando tra i banchi.

La benedizione ce la dà all’aperto davanti alla nuova statua, un Beato Marco un po’ inquietante che spunta dalla viva roccia col crocifisso in mano e c’è pure un santino del Beato Marco d’Aviano per ognuno.

 Poi dopo la messa c’è caffè per tutti in sagrestia, classico appuntamento del dopomessa, questa volta con torte al marzapane portate da Sergio e Andrea. Dolcetti invece è rimasto solo e in disparte per tutto il caffè, come se non fosse l’allenatore della terza o quarta squadra di calcio più blasonata d’Ungheria.

Ci son gran sorrisi, la torta è buona, ed è bello vedere che i frati fan di tutto per creare un sano clima da parrocchia italiana unita anche nel cuore di Vizivaros.

 Forse solo uno in Chiesa oggi ha avuto un groppo in gola nella seconda lettura. Oh mio Signore.   

 

  *Aldo Dolcetti, ex n.10 del Pisa di Anconetani serie A, anni 80, attualmente allenatore dell’Honved Budapest.   

2 pugliesi si incontrano e uno dice all’altro…

– Hai visto quanto costano qua le verdure?
– Già
– Uno crede che le zucchine a 2 euro. poi qua le trovi a 4 euro
– E’ che qui hanno le stesse verdure ma con nomi diversi
– Io compro sempre kaposzta e cekla, le uniche verdure economiche
– per fortuna quest’anno c’erano le offerte sulle arance
– ieri ho trovato i limoni a 179 fiorini il kilo

– Ti stavo per chiamare dov’eri. C’era un piatto con specialità esotiche. Camambert, olivette, noci, pomodori secchi sott’olio.
– Pomodori secchi sott’olio tra le cose esotiche?
– Si

Dialoghi reale tra due pugliesi che vivono da un anno e mezzo in Ungheria davanti a un buffet di un seminario aziendale.

a CIB bank

– Buongiorno, parla inglese?, Vorrei aprire un conto in banca, ho il passaporto con me.
– Per lei o per la sua ditta?
– Per me grazie
– Un attimo che le chiamo un assistente.
(Arriva una signorina bionda)
– Bene, scriva qui i suoi dati.
– Che costi ha il conto?
– Nessuno, aprirlo ? gratis. Preferisce un conto in fiorini o in euro?
– mi pagheranno in fiorini e preleverò fiorini grazie.
– Le interessa l’internet banking (100 USD)?
– Per il momento no, ma credo mi farebbe comodo un bankomat
– Allora sono 4 euro per la tessera

E’ così che apro il mio conto corrente ungherese.
Lo apro alla CIB Bank, dove mi ci han consigliato e perchè come la mia banca barese leggo in basso, banca del gruppo Banca Intesa. (il settore bancario è uno dei pochi in cui l’Italia abbia approfittato dell’apertura di questi paesi e delle privatizzaizoni in atto, qui tutto è tedesco o austriaco, dalla Telecom, all’energia, all’aeroporto).

E l’ho aperto In 15 minuti, senza spese fisse se nn 4 euro x il bancomat e 20 x la chiusura.

In Italia l’ira di Dio.

6 nazioni

Oggi inizia il 6 Nazioni di rugby e io nn me lo posso mica perdere per due anni di seguito.
Il problema è che il torneo nn è trasmesso da sport1 o sport2, le sky ungheresi, nèda Eurosport, nèdai comuni canali esteri via cavo che si prendon qui. D’accordo che qui siamo al centro dell’Europa, d’accordo c’è la Romania qui vicino vh è la settima forza in Europa dopo le squadre del 6 nazioni, ma insomma il rugby qui nn è sport molto seguito mi sa..
Per gli spatriati a cui manca il rugby, etc. ci pensano gli sport-pub, dei pub all’inglese, molto costosi e decisamente fuoriluogo, pieni di anglofoni delle multinazionali a cui manca il sidro e il cricket, o italiani con gli occhiali appassionati di rugby.

C’e il Champs-pub, aperto da 3-4 ex campioni olimpici magiari sulla mia amata Dohany utca, e io conoscevo il “Box utca” (la corsia dei box) di fronte alla Basilica di Santo Stefano, ma da lì mi mandano al Beckett’s pub, un po’ più giù sulla Bajcsi–Zsilinszki ut.
Niente di più indicato per Irlanda-Italia, partita inaugurale del 6-nations mi pare.

In 2 ore e mezza dentro al Beckett’s nn ho sentito niuna parola in ungherese, nemmeno dai camerieri, nemmeno per sbaglio, in compenso qualche kilt e tante polo blunotte e colletto bianco della Scozia, (e la Scozia gioca domani), maglie rosse gallesi, una verde irlandese e birra a fiumi.
Mi procuro uno scrannetto appoggiato al bancone giusto di fronte al maxischermo e seguiamo la partita su France 2 e poi il match clou Inghilterra – Galles sul canale satellitare in celtico. Alle 16 inspiegabilmente si alza il volume dei televisorini piu piccoli che danno il calcio inglese in diretta e che seguono quelli seduti ai tavoli, mentre l’Italia fa una gran bella figura a Dublino e Inghilterra-Galles ci regalano 3 mete in un tempo.

Alle mete dell’inghilterra per un attimo si distraggano dal calcio e fanno baldoria, alla meta del galles gli applausi son pochi, ma solidali contro l’impero, come lo scozzese e i gallesi next to me…

Ormai sono più di cinque mesi che sto qua. L’ho capito ierisera, quando mi son trovato sorpreso dalle nuove pubblicità in tv. 

Nuovo cinema Esteuropeo

Volo W!zzair del lunedì da Ciampino. Corrado in mezzo alla fila storta per il check-in è imperturbabile nella sua camicia coloniale da viaggiatore. Ha un borsone e una valigetta metallica con una grossa scritta in caso di smarrimento, “Hungaria Cinema Kft., O’ utca 36, 1066 Budapest”.
E’ a Budpaest da un mese, ma della città nn conosce nulla. Quando parla con gli ungheresi al lavoro dice “Dobre, dobre..”, come nei 10 mesi a Praga, ma si è accorto che non va bene. Si gira, osserva il caos che lo circonda con i suoi occhi azzurri da miope strizzati come nei western, sotto i tanti capelli bianchi….
Pensa al lavoro di domani, ai colleghi, agli ungheresi, al lavoro che lo ha portato a Budapest ancora lontano dalla famiglia. E’ un bel lavoro, si è’ sempre risposto cosi’ a quella domanda, 35anni vissuti di corsa nel mondo del cinema.
Rivede il giovane Zeffirelli con cui iniziò a lavorare ragazzo come costumista, e poi Fellini, Lizzani Storaro e tanti altri..
E’ un semplice sarto di scena lui, ma nella squadra di una dei costumisti di fama. Un tempo faceva film storici, Giulietta e Romeo, il Satyricon di Fellini, che ora appare proprio ingenuo.., fa uno sforzo per ricordarli tutti,… Novecento di Bertolucci.., il Marco Polo per la Rai, primianni80, 5 mesi in Cina, poi Venezia, Cipro e Tunisia.
Ora che nn esiste un cinema italiano, costumisti come lui lavorano per le grandi produzioni americane, in genere film fantasy, con città fantastiche, cavalieri alati, regine cattive, film che si girano nell’Europa dell’Est, dove costano tanto meno che a Roma. Prima gli americani giravano in Tunisia, Marocco, ma ora hanno paura. Per il “Van Helsing” è stato 5 mesi a Praga, ma poi ha fatto altri 2 film dopo là, ma a volte si fan anche filmacci per TV via cavo americane che in Italia nn vedranno mai..

L’ultimo film italiano importante che ha fatto è Gangs of New York, di Scorsese, mezza New York ricostruita a Cinecittà, come ai bei tempi che lui ha fatto in tempo a vedere, forse. Lui non è tanto alto, ma Scorsese gli arrivava alla spalla con la sua bella barba e parlava in un buffo italo –americano, mentre si faceva fare un vestito italiano su misura..

A Budapest col pulmino della produzione va a prendere il resto della squadra, Marcella con le sue occhiate, un paio di giovani, Donato e Fabio, adorabili checche costumiste del mondo dello spettacolo. Mentre lui parla poco e strizza gli occhi azzurri..