fatevi le Flat Tax vostre

Il servizio di Alfonso Juliano per Agorà di Rai3, a cui ho collaborato qui da Budapest..

Amici miei

Da Budapest a seguire la grande visita di Orban a Salvini del lontano agosto 2018, per suggellare l’eterna amicizia tra i due popoli, meno male che nn è arrivato in treno e non è andato a Roma..

2000.berlusconi_orban

C’è una foto che mi ritorna in mente guardo la conferenza salva di Salvini e Orban, una foto di ormai 18 anni fa, era il 2000, congresso del Ppe in Polonia, di Berlusconi e Orban, felici e sorridenti, Berlusconi alle spalle di Orban con le mani sulle spalle, scanzonato, quasi a fargli cucu, come due ragazzi all’Università..

oggi 18 anni dopo Orban ha un nuovo carissimo amico italiano e si chiama Matteo e  ieri è stato invitato a casa sua, in quel di Milano.. L’Orban che viene in Italia tra onori e contromanifestazoni come un leader libico ci tiene certo a non dimentica i vecchi amici: “ho sentito Berlusconi, a cui mi lega una lunga amicizia, è d’accordo con noi” perché “quello ungherese è un popolo fedele” (fedele, hűseges, parola importante qua, come la parola tisztelet, ovvero stima, rispetto, per il popolo italiano e per Salvini).

40259638_10156452717596093_9154894624475578368_n

Nella conferenza stampa post incontro Orban parte con un sorrisino sbagliato sulla situazione in europa che è molto eccitante (stimolante), poi si corregge, si intristisce e dice “seria”. Per un attimo è stato sincero. In fondo fa un po’ un comizietto con gli stessi slogan retorici da propaganda del ventennio che usa col grande pubblico, è qui a far presenza e a dire: “L’Ungheria ha dimostrato che è possibile materialmente e legalmente fermare le migrazioni via terra e Salvini sta facendo vedere che è possibile fare lo stesso anchv via mare”, Orban parla senza contenersi secco, a raffica, partendo in quarta e mangiandosi le parole, suo antico difetto, meno male che accanto a lui c’è Geza, lo storico interprete italiano ungherese della nostra ambasciata italiana a Budapest, che da 13 anni vedo sempre sul palco a tradurre inn maniera scanzonata  che si tratti di attori alle prime armi al festival del cinema italiano, conferenze su poeti del rinascimento o del primo ministro.

Salvini gongola, Orban è diventato l’ “amico Viktor“, che è “il presidente di una potenza europea” (è tornata la grande Ungheria e non ce ne siamo accorti) con cui “per favore, non fatemi fare una brutta figura” detto in apertura di conferenza stampa, ragazzi, please… Una potenza europea di cui seguire con attenzione anche il fulgido “esempio in economia, disoccupazione al 3,5%, crescita oltre il 4, flat tax …” peccato che nn parli con i 600.000 ungheresi migranti che vivono all’estero per uno stipendio e condizioni di lavoro decenti o semplicemente con la mia amica Olga, docente di inglese nella scuola pubblica a 500euro al mese, o con tutti quelli che hanno un conto in fiorini e hanno visto la loro moneta perdere circa il 5% del valore contro euro in pochi giorni a luglio..

… anche Orban appare contento e soddisfatto di questa sua prima uscita pubblica dopo le vacanze in Croazia (sembra proprio in forma, altro che l’uomo un po’ bolso e malvestito degli ultimi incontri al vertice di luglio), ha dalla sua il maggior partito italiano (“e l’Italia è una grande nazione europea, più di quanto crediate”), che segue la sua retorica (Salvini: “elite europea finanziata da Soros”) e sa che avrà dalla sua un bagaglio di voti importante dopo le elezioni europee 2019, la grande partita si giocherà là, Orban con la forza dei suoi voti potrebbe far svoltare a destra tutto il Ppe, e rivoltare l’europa dall’interno, Bottoni docet)

Mentre per le vie di Milano inizia il grande corteo di protesta (oh grande leader) la conferenza stampa procede come dice la parola stessa con le domande da parte della stampa.. inizia la televisione ungherese (senza specificare troppo, la TV in Ungheria è quasi soltanto una ormai, ora che la TV pubblica, questa, è una sorta di ufficio propaganda di Orban, e che il maggior canale di informazione nn conforme ai suoi diktat, quasi l’unico, ha cambiato proprietà poche settimane fa). Poi solo italiani (bravissimi). In Ungheria i quotidiani dell’opposizione son stati fatti chiudere, a quell’unico sito di informazione che ancora resiste viene negato l’accredito persino in parlamento, ma di questo Salvini nn parla certo.

No, questa non è l’europa che voglio..

Italiani, politici onesti..

le reazioni in Ungheria al No di Roma alle olimpiadi, che dà qualche chance in più al sogno di Budapest 2024. Italiani popolo onesto:

olimpiadiBudapest2024.jpg

candidatura di Budapest 2024 – i siti olimpici

Dopo Boston e Amburgo ora Roma, con la Raggi ha detto che le olimpiadi non s’han da fare e per Renzi è un capitolo chiuso. L’Italia  è un paese onesto e nn vuole sporcarsi lemani con le olimpiadi ei soldi sporchi e la morale è che ora le olimpiadi non le vuol fare nessuno, i concorrenti per i giochi del 2024 son rimasti solo 3: Parigi (che le ha già fatte ben 2 volte e ci prova da un bel po’), Los Angeles (che le ha già fatte ben 2 volte ed è saltata in corsa dopo il no di Boston) e guarda un po’ Budapest, la nostra amata Budapest (che tra europei 2020, mondiali di nuoto 2017, mille altri eventi vuol far del turismo sportivo uno dei motori economici della città).  Al popolo qui però non è stato chiesto un bel niente, e in città e sui media se ne parla pochissimo, come se davvero le olimpiadi di Buapest non riguardassero Budapest. le olimpiadi si vedono in TV da che mondo è mondo. Sui siti di opposizione però le vicissitudini di Raggi e Malagò si seguono e sentire i lettori che lodano la professionalità, competenza eonestà dei nostri sindaci e politici tutti fa un po’ stringere il cuore, ve ne dò un assaggio tradotto alla buona (il sito è 444!!!). viva l’Italia…

Petocz Istvàn: ma è irresponsabile non organizzarle… Chi sa quando ci sarà la prossima occasione storica di arraffare tanti miliardi di fiorini?

Feher Alfred: Loro hanno molto più cervello.!!! Forza Parigi!!! (perché è più vicina)

Balogh Laszlo: come vorrei essere romano ora…

Botond Bercsenyi: la voce della saggezza

Katalin Muller: hanno deciso in maniera intelligente!

Gabor Futo; se anche Bp avesse un sindaco così.., ma, ora sveglia, basta sognare

Richard Orvath OFF in Italia i dirigenti non hanno l’arroganza come pietra miliare…

Gabor Pèli: ora noi ungheresi “intelligentoni” ne faremo 2 di olimpiadi! Roma, insieme alle altre, a causa della corruzione ha rinunciato all’organizzazione delle olimpiadi, e invece noi ungheresi abbiamo deciso di farle..

Istvan Shnk Ravi: Decisione responsabile… Lo spirito di Berlusconi non contamina più le loro menti.

Janos Konrad: prende forma, ecco che la tragedia prende forma. Ma se arriva, bisogna essere una nazione unita. Rinasceremo dalla bancarotta in 50-100 cicli olimpici.

XX – A chi vuole mangiare alla grande: A Budapest si terranno le olimpiadi. Il partito del cane a due code le organizzerà e Kiszel Tunde [anchorwoman televisiva] sarà il presidente del comitato olimpico.

Ferenc Szakal: Naturalmente a Roma la decisione non spetta al sindaco, ma al consiglio comunale. È una notizia falsa.

emoke Boross: Finora tutte le città hanno pagato care le olimpiadi. Ma Budapest ha tanto denaro da buttare.

Zoltan Karoly Kosztya: in certe circostanze le donne guardano a certe cose in maniera più complessa, e decidono meglio

Bela Jurmann: Finalmente un sindaco responsabile in una grande città. Non è mai troppo tardi per imparare dagli altri.

Gyula Babik: a chi ora santifica l’Italia consiglio di andarci, e guardare in che modo del cazzo governano lì

Leonora Goldamn Kahan: è così facile essere saggi (e onesti)?

Musica per governi caldi

Il giorno in  cui Renzi scioglie la riserva all’Accademiadi Musica Liszt Ferenc

Tempi moderni nuovi e interessanti volevo dirti

(Giovanni Lindo Ferretti)

Il 21 era un giorno che aspettavo da tempo, concerto di musica contemporanea alla riaperta e stupenda Accademia di Musica Ferenc Liszt , esegue l’Orchestra della Radio Ungherese (Magyar Radio, MR , sul programma) musiche di Weil, Hindemith, Bartok, Ravel… Al bando Beethoven, il passato e il romanticismo siamo giovani e sono tempi nuovi. è musica dei nostri tempi. Al momento di prendere i biglietti ero trepidante, ma poi a casa mi ero quasi vergognato.. musica contemporanea, che idiota, se son pezzi degli anni 3o… per wikipedia in effetti dovrebbe essere musica moderna, ma poi inizio a leggere qualcosa meglio di wikipedia e mi rassicuro, i primi bagliori di modernità vengono già dalla prima sinfonia di Mahler, quando durante il tema descrittivo romantico entra inaspettata l’eco di qualcos’altro popolare e ripetitivo, che spezza il racconto e poi ancora e ancora… Ma questa è la modernità, lo cantavano anche a Sanremo..

Arrivo all’Accademia 5 minuti giusti prima, che mi devo fare sempre aspettare e sopratutto volevo farcela a vedere aprirsi  la porta dai palazzi del Quirinale e il segretario particolare dire: “habemus papam, tra poco verrà il primo ministro Matteo Renzi ( pausa) a leggerci i nomi dei ministri…” ma quando provo a parlarne con la mia compagnia ungherese, capiscono il mio grande entusiasmo per l’emozionantissima politica italiana ma sono un po’ interdetti… “Avete il nuovo presidente?, davvero? quindi ci sono state le elezioni…” “no, no cari amici, non è proprio così. è diventato …. .Matteo Renzi MR ….. ed è voluto diventare anche  —. Lui dice che bisogna essere ambiziosi.. e poi è un governo giovane e moderno, bisogna essere moderni e twittare mentre si parla col presidente della repubblica.. Questa è la modernità” No, no, non è passato dal parlamento, del resto a che serve, sai noi siamo una vera democrazia e se vogliamo cambiare un governo lo vediamo in streaming”. (provo allora a metterci un po’ di colore) … ” è stato come un dramma shakespeariano, una congiura, il leader politico fatto fuori, l’onorato servitore dello Stato squartato davanti a tutti come la giraffa di Copenhagen. Ma è l’ambizione ed è positivo no? Se Macbeth avesse voluto rimanere solo un principe nn avremmo visto boschi camminare…” bello, ma nn cambia le cose.. e dire che dopo Berlusconi credevo di poter parlare in maniera piu pacata della politica di casa nostra per fortuna mi salvano loro “Sai, da noi in Ungheria mica è così” (Nell’era democratica ungherese tutte le legislature sono arrivate alla fine e tutte tranne una con lo stesso  primo ministro che ha vinto le elezioni)  “sì, è che siamo diversi.., ma entriamo in sala ecco i nostri posti..”

Si accomoda l’orchestra della Radio Ungherese.. poi parte la musica del nostro tempo, la musica moderna, che nn se il  governo Renzi seguirà…

nn so se aspettar un governo come la suite dall’opera datre soldi di Weil, tradizione in cui entra il jazz, il clarinetto in orchestra e qualche elemento popol(ista)are  ora piacevole ora volgare, spaventoso e coinvolgente e finire con rumori stridenti e atonali… o magari il governomoderno  Renzi I seguirà  il concerto per archi, percussioni e celesta di Bartok (il piu grande ungherese del 900) eseguito in Svizzera nel 36, con cui progettò la fuga dall’Ungheria di Horthy… primo movimento andante lento ma che fa tremare i polsi, greve e ripetitivo, poi gli archi che si fanno sentire in tutta la loro potenza, lo xilofono vibra, e quello strumento strano elementodinovità  che ha nome la celesta, gli archi passano al pizzicato alla Bartok, un pizzicato violento con le corde che sbattono sull’armatura, il violino diventa strumento a percussione, il climax, l’esplosione, terzo movimento  rarefatto, l’orchestra (il governo) che si frammenta in mille schegge  e un riconciliante e gioioso movimento finale come una danza popolare in cerchio..

o magari il governo sarà come l’op.50 di Hindemith, formalmente ineccepibile  due schieramenti contrapposti archi e ottoni (rossi e bianchi?) gli archi a intonare temi e variazioni e gli ottoni a interrompere sempre ora gioiosi ora grevi, il romanticismo è finito e cosi la fiducia nel progresso del paese, grandi guerre, rivolte sociali e tempi di crisi: il futuro non è lo stesso di prima,  c’è spazio solo per il grottesco o per la ripetizione, l’accumulo e per il popol(ism)are , come nell’esecuzione finale il Bolero di Ravel, che ci fa spellare le mani alla fine, perchè tutti lo conosciamo e perchè noi siamo il popolo, anzi noi siamo il popolo. Con gli strumenti (i ministri) che si presentano a uno a uno, col loro colore e la loro personalità, anche se il ritmo dall’inizio alla fine lo dà un tamburo militare.. suadente, ipnotico e amato da tutti, catartico e fascinoso, e finisce col fortissimo di tutta l’orchestra (il governo) insieme, quasi e troppo forte con quei tre percussionisti che seduti tutto il tempo si alzano solo per i colpi finali gong, piatti, grancassa. Bang. Bang. Bang.

Orban a Wembley

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra nel mostro tempo. E’ rito nel fondo, mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa sono in declino, il calcio è l’ultima rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro” (“PierPaolo Pasolini)

Quando c’era ‘a finale della Champions’League a Roma al momento della premiazione una risata colse noi italiani, qui a Budapest, nel vedere Schifani,  in tribuna a consegnare medaglie e stringere mani, nel comitato d’onore. O forse era la coppa Italia e la Russa? boh, no, Larussa era apparso a una finale di coppa italia a premiare la sua amata Inter

Bene, io quest’anno ero al G., che è un posto così significativo della Budapest che cambia. un kert nell’VIII distretto, un tempo il West Balkan estivo, in via della grande chiesa,  accanto a un rudere tenuto in piedi perchè casa natale di Molnar Ferenc, l’autore dei ragazzi della via Pàl. C’ero stato un paio di estati fa, in parte dventato ostello, uno splendido piccolo baretto ocn le sedie gialle e le piante. Ora è diventato un posto enorme una specie di biergarten, con grandi pubblicità dell’Heineken, prezzi esorbitanti e security che controlla le borse per vedere che nn ti porti gli alcolici da casa.

Abbiamo visto una delle più belle partite di calcio degli ultimi decenni e poi tutti ni, qui a Budapest, abbiam riconosciuto nella cerimonia di premiazione, due posti accanto a Platini ieri, Orban Viktor, il primo ministro ungherese..

sembrava un po’ come in Zelig, un viso conosciuto che spunta dove nn te l’aspetti, come Leonard Zelig sulpalco accanto a Hitler Adolf..

Orban l’è un grande appassionato di calcio, che si gloriava di giocare in una squadra di d terza categoria durante il suo precedente mandato..qui in qualità di presidente di turno dell’UE, o di uomo potente, almeno a sentire il Budapest report, ha avuto i biglietti gratis, perchè la sua squadra del cuore è il Barcellona e ha chiesto di star lì a premiare, uno come noi…

come il palco reale dell’opera, che guardo dal mio posto di fiducia nel loggione a 3 euro e mezzo  durante i cambi di scena quando vado all’opera, perchè io sono un signore, si,  per vedere le teste bianche e i vestiti luccicanti accanto ai giapponesi.. lì, nel palco reale..

Quando ho incontrato Monicelli al Szimpla

[a ricordo di Mario Monicelli 1915-2010, gettatosi dal balcone della sua stanza d’ospeda all’età di 95 anni, con un cancro terminale alla prostata..] 

in un divertentissimo gioco che faccio con i miei amici ungheresi che desiderano imparare l’italiano ci chiediamo a turno se l’altro ha mai scritto una lettera d’amore, è mai andato a cavallo, ha mai perso il portafoglio.. uno spasso insomma..

la mia domana preferita è però: “hai mai conosciuto una persona famosa?”. E’ una domanda divertente, perchè in genere il mio simpatico interlocutore ci pensa, fa si con la testa e poi dice di aver visto per strada o nella metro un signor Tizio Caio Kovàcs Szaòo, che ovviamente a me nn dice assolutamente niente, mentre risulta essere un personaggio televisivo o un politico o un famoso giudice della Corte Suprema (solo uno mi ha fatto: “si certo, ne ho conosciuta una, mio fratello vive a Miami, una volta ho visto uscire da un negozio Sylvester Stallone.” ecco lui è una persona famosa..).

Se mi dicono “e tu?” io rispondo beh, si, ho conosciuto una volta una persona famosa, ho conosciuto proprio qui a Budapest, al Szimpla, (pausa tattica)….. Mario Monicelli..

L’ungherese si stringe nelle spalle, Mario Monicelli qui l’ungherese medio nn lo conosce, ma io mi sento in dovere di spiegargli chi è e di raccontare..

“…Ero povero e solo e vivevo di elemosina o di quello che i supermercati mettevano a metà prezzo perchè ormai quasi da buttare e passavo ore al Szimpla (un pub figo e famoso del VII distretto)  nelle ore di luce per sfruttare la connessione gratuita alla rete. Orbene era un sabato di fine novembre, ero ad uno di quei tavolini circolari accanto alle scale, su uno scrannetto, forse di buon umore. Di buon umore perchè se vedo entrare due coppie di signori, di cui ne conosco uno nn sono portato a distogliere lo sguardo ma a stringere la mano. Il mio conoscente è di mezza età, l’altra è una coppia di anziani, lui col basco di lana, lei schizzinosa.

Dovevamo parlare di qualcosa, non so, i vecchi si allontanano a curiosare per quel posto curioso che è il Szimpla per chi ci capita la prima volta… “Ma nn l’hai riconosciuto mi fa?” “Kicsoda?” [chi diavolo] faccio io. E’ Monicelli. uh aspetta che te lo presento..

Monicelli era un vecchietto, un signore di 92 anni, con dei peletti bianchi she spuntavano dalla pelata, un po’ sordo, dovevo alzare la voce, e tremolante che a fine Novembre fa un po’ freddino a Budapest lo sguardo vivo e intelligente, nn banale, come si vedeva in tv. Ma in queste situazioni è difficile nn essere banali, ci presentano, ovviamente io nn so dir niente mentre è lui che si informa su quello che faccio, mi fa i complimenti per vivere e lavorare a Budapest, riesco a salvarmi dicendo “grazie a Lei di tutto quello che ci ha dato”.

Poi con garbo si allontana e io mi sorbisco la sua compagna, che si vede che era una bella donna, ed ora è una signora un po’ snob con l’evve moscia che mi kviede se zi zarà kvalke konzerto là al Szzimpla.. La morale di quel giorno era che anche un grande come Monicelli anche a 92 anni doveva sorbirsi una rompiballe, come tutti noi…

Monicelli era Budapest per presentare il suo ultimo lungometraggio, al fesztival dei film italiani che si fa qui, e ha sempre avuto un rapporto preferenziale con Budapest, qui ha girato giovanissimo il suo primo lungometraggio, nel 34, i ragazzi della via Pàl, etc. o ad esempio una sera eravamo in un casermone di Pesterzsebet, tra italiani esuli, per cena, e poi si è messo Brancaleone, dove all’inizio arrivano i barbari, razziano il villaggio, staccano a morsi la testa ai pulcini, parlano una lingua incomprensibile.. “Hajrà!… Hajrà!!, Nincs kegyelem!..”

quei barbari parlavano ungherese.”

Ci mancherai anche qui a Budapest, maestro..

il mago di Ozd non puo resuscitare le persone care agli stranieri di Budapest

Sono uno straniero. Ieri sentivo alla radio un intervista a un’astronoma, lavora in Cile, all’osservatorio europeo sulle Ande, la intervistano perché a quanto pare quello dell’astronomo è un tipico lavoro notturno. Ne vien fuori che è andata in Cile la prima volta per finire la sua tesi di dottorato, ora è lì da 10 anni. “Quindi ormai è cilena”, fa la giornalista… “No, no, sono italiana”, ribatte lei, pronta.

Venerdì sera il cielo era scuro, era notte, ero al Grund, un locale estivo accanto alla casa natale di Molnar Ferenc, quello dei ragazzi della via Pal, ero con amiche magiare, un gruppo che appartiene alla prima categoria di comportamenti verso lo straniero. Da quelli di questa categoria mi sento sempre dire cose del tipo: “ah ma  che bravo, conosci i ragazzi della via Pàl, sai ordinare da solo al bar”. E’ un’amica di Ózd, città famosa qui in Ungheria, non per il mago, il Mago di Ozd, ma perché è un po’ come Domodossola, o Canicattì, una città quasi di confine, una delle poche città che inizia per Ó, con l’accento, ed ha un nome breve, come Rho, quelle città che nn ti scordi.. ed era una famosa città industriale ungherese, la Busto Arsizio magiara…. Al tavolo ci sono 6 ragazze, anche le altre sono a posto, ma io son contento che proprio lei sia la mia amica. Si festeggia una biondina che va in Italia 3 mesi. I tuoi cosa dicono? “mi raccomando, una ragazza carina e sola in Italia, sta attenta..” “Papà, mica vado a fare la cubista nei localetti..” “Quando torni?” “Non ho il biglietto di ritorno”, dice stupidina. Arriva un’altra, un po’ in carne, con un tipo taciturno, lei invece va a lavorare in Inghilterra. I tuoi cosa hanno detto? “Fuori dalle balle, finalmente”. Quando torni? Spero mai. Queste di chi va a far lo straniero sono storie normali qui in Ungheria come vedete..

Ieri era domenica, ho fatto una corsa per arrivare in tempo a Messa, a Buda, dove si dice Messa in italiano. Volevo far dire una messa per un parente di primo grado. Ce l’ho fatta. Quest’anno fanno 30 anni che è morto. Era il 1978, allora io avevo 3 anni. Me ne sono ricordato con il gadget “calendario” che compare grande, bianco e arancione, sul desktop di Vista, sul mio nuovo portatile. 

In seconda serata venerdì cambio posto, c’è una festa al Vittula, due ganzi, un americano col cappello al contrario un francese, cucinano una specie di pappone a base di zucca e lo offrono, lo chiamano food party.. Qui sono con un altro tipo di ungherese, molto raro in verità, quello che visto che riesco a esprimermi nel loro idioma, mi parla a una velocità degna di un rapper e con lo stesso uso di slang.

Io sono uno straniero e vengo da lontano, a me si può dire tutto. Mi presentano un tipo dall’aria simpatica e sveglia, con un giubbino nero.  Studia economia. Dopo un po’ mi fa: mio padre è uno stronzo, la mia famiglia è ricca, i miei genitori sono divisi, mia sorella sta con mio padre, è come lui. Sai mio padre ha reso infelice mia madre, lei è avvocato e vive a Budapest. Mio padre ha una serie di fabbriche di scarpe, nell’est del paese, per questo io studio economia. E’ uno stronzo, ma è la mia famiglia, il mio destino, non posso sfuggirgli.

A uno straniero puoi mostrare anche il cuore..

 

La

A Budapest la vetrina delle bontà è il Culinaris, un gruppo di negozi di gastronomia che vendono prelibatezze estere; italiane in particolare. Il Culinaris ha un negozio a Pest, a Hunyadi tér, nel cuore del VI distretto, proprio accanto ad uno degli storici mercati coperti della città. E’ qui che una mia collega va a farsi un etto di prosciutto cotto o di bresaola, quando sente nostalgia dell’Italia. L’altro negozio è invece a Buda…

E’ dal Culinaris di Buda, che prende spunto forse la storia più bella che ho sentito da quando son là, a Budapest, sentita giusto il giorno prima di partire.  Balint mi dice, infatti, di aver accompagnato un amico al Culinaris di Buda, e mentre l’amico faceva acquisti lui curiosava qua e là. E scopre che l’Aperol (allegro, aperto, aperitivo) costa un prezzo esorbitante, 24 euro!, contro i 6 euro, che lui paga a Bibione, dove va in vacanza.

Provo a dire che in fondo, per esempio il caviale in Russia costerà come un pacco di Fonzies, mente in Italia…. A queste parole si illumina. “Alessandro, hai tempo per una storia?” Alessandro ha tempo.

La storia fa cosi’: <<1987, Balint ha 18 anni, ha appena preso la maturità, ha voglia di cambiare il mondo e di viaggiare, come tutti i 18enni; lui in più ha i capelli biondi e gli occhi chiari esteuropei..  Gli gira in testa un’idea per un po’. Poi una mattina si sveglia presto, com’è d’abitudine tra gli ungheresi, e va a Keleti, davanti alla statua di Baross, dove arrivano i pullman di linea con l’URSS. Bussa, chiede di poter salire, per fortuna ha imparato il russo, chiede se qualcuno ha del caviale da vendere. Il giorno dopo è all’ambasciata d’Italia, lì a Stefania ùt e fa la fila per il visto. Si è portato una sedia, acqua e panini, in genere per il visto servono 20 ore. Poi prende la sua Zigulì (come le caramelle, la mitica utilitaria di fabbricazione sovietica, sul pianale della 500), e va in Italia in auto, e da Udine in poi ad ogni ristorante che incontra si ferma, bussa, chiede del proprietario e propone il suo caviale. in  lingua inglese. Udine, Padova, Treviso, Mestre, Ferrara, etc, etc. Dorme in macchina, ha la barba lunga e i capelli sporchi. 3 settimane di questa vita e non vende neanche un grammo di caviale. Poi a Bologna bussa al ristorante Rodrigo. E’ la volta buona. Rodrigo arriva ed è un brav’uomo. Assaggia il caviale con un dito, approva, nessuno prima tra i ristoratori l’aveva mai assaggiato. Poi chiede il prezzo. Balint a questo non era preparato, non sa che dire, spara 4 volte quello che ha pagato sul pullman a Keleti. “E mi raccomando”  fa Rodrigo “non vendere mai il caviale cosi’, chi altri te ne comprerà mai mezzo chilo, al massimo vasetti da 90g., torna da me solo tra qualche mese, il caviale lo usiamo solo per i matrimoni e i grandi ricevimenti e a Bologna lo metto solo io nei menu. Gira solo nei grandi ristoranti (Rodrigo è ancora il secondo ristorante più caro di Bologna) E mettiti un vestito decente, ragazzo..”

Inizia così la carriera di Balint. “Se fosse andata avanti finora.., ora sarei davvero ricco” mi ammicca Balint.  Il business procede bene, la mattina alle 6 è già a Keleti, o a Piazza degli Eroi, dove arrivano i bus turistici, o alla Garay tér. Conosce gli autisti, che si prendono una piccola mancia, ed ha ormai i suoi fornitori abituali. Ha un solo concorrente serio, un serbo che dopo 1 mese scompare, e c’è anche un ‘ungherese, ma Balint è più affidabile. Poi prende la macchina e gira l’Italia, il colpaccio lo fa a Milano, 9 volte il prezzo. Ha i suoi ristoranti di riferimento, 1 o 2 per città. A Vicenza una volta vede una grossa foto alla parete,  Maradona  che mangia compiaciuto ai tavoli di quel ristorante, ha in mano una tartina con del caviale, il suo.

Poi un giorno lo chiamano da Bergamo e gli chiedono una grossa fornitura, vieni domani. Il tempo è poco, fatica a procurarsi il caviale, il sabato alle 8 bussa al ristorante della bassa bergamasca, Paolo, il proprietario non c’è, torna alle 10.  Balint, aspetta in auto, fuori ci sono -10°C. Paolo non torna, neanche la domenica, lunedì chiusura. Basta. L’ultima chance è un posto che conosce a Venezia, lì si rifà appena delle spese e gli dicono  non tornare più, fatica sprecata, ora i russi arrivano direttamente qui. E’ durata appena sei mesi..  “Ero giovane, stanchissimo, sei mesi massacranti, dormire in macchina, oggi mi sembra assurdo che mi ficcavo nella Zigulì con mezzo chilo di caviale e bussavo ai ristoranti..”  Ci pensa su “Qualche anno fa son tornato a mangiare con mia moglie da Rodrigo, l’ho subito riconosciuto..” “Ero giovane, avevo 18 anni, vivevo in un casermone in periferia. Eravamo poveri”>>

E’ anche questo che rende speciale Balint, quest’ “eravamo poveri” mentre tutti oggi mi dicono: “siamo poveri”.

 

Budapest – Bucarest – Milano

Sono a Bari, dove spesso incontro qualche sprovveduto, povero sciocco (ma quanti ce ne sono oh Signur), che mi chiede di Budapest: se c’é tanta povertá, se appena viene scopa nel giro di 4 ore e fa un po’ di confusione tra Budapest e Bucarest.

Io in genere rispondo: fatevi un giro alla stazione o per il rione Libertá; poi andate verso il lungomare per alleggerirvi la prostata e infine aprite un giornale ogni tanto e conoscete gente nuova (scoprirete che B-A-R-I è il modo in cui i cinesi dicono Parigi, Paris). E poi venite a trovarmi: a Budapest tutti corrono, pensano al  denaro, i soldi girano, le case hanno un gran cortile interno, i mezzi sono efficientissimi, c’è un gran teatro dell’Opera, insomma sembra un pò Milano

Oggi lungo viale Unità d’Italia, a Bari, fa freddo e piove e io rimpiango le belle giornate di sole che ho lasciato a Budapest, steso su un prato del Millenaris, lo scorso weekend, tra uno spettacolino teatrale e un concerto di fiati, tra i mille eventi del “Budapest Fringe Festival”.

A un tratto mi si avvicina un extracomunitario, abbronzato, vestito jeans, sui quarant’anni, bei capelli folti e faccia simpatica. Ha tre denti d’oro tra gli incisivi. Mi chiama amico e mi chiede se gli posso dare un lavoro, da meccanico o riparatore. Si presenta, si chiama Floriano, è rumeno. Vigorosa stretta di mano.

“Amico Florian, io son di Bari, ma vivo a Budapest.. “

“Davvero? Budapest, vicino al paese mio” mi mostra la sua carta di identitá romena e io a lui la mia lakcim kartya magiara, rosa e verde (una specie di permesso di residenza). Altre strette di mano. Suo zio lavora a Budapest. Mi chiede 2 euro.

Ci guardiamo strani, ci capiamo, anche per lui la Budapest e Milano pari sono. E anche lui la sa spiegare la differenza tra Budapest e Bucarest.

Leggo e volentieri aggiungo queste parole di Andryi Sevcenko, grande centravanti ucraino del Chelsea, che, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, cosi’ si esprime sul suo paese e l’Est Europa, certamente richiamandosi al mio blog:

Quelli che dicono che non abbiamo strade o alberghi devono fare una cosa sola: prendere un aereo e venire a vedere

 

Dimissioni dimissioni

Il giovane italiano all’estero del 2000, torna a casa dal lavoro, accende il laptop, apre repubblica.it per vedere che è successo in madrepatria, e contemporaneamente telefona alla famiglia con Skype. “Hai visto che Prodi si è dimesso?” mi fanno da Bari.. “Stavo appunto leggendo orora..” rispondo incerto. Ringrazio la politica del mio paese per essere sempre ricca di spunti e che mi fa passare delle allegre giornate tra interessanti cronache, dibattiti politici, politologi alla radio.rai.it e su rai.click.it perchè davvero di questi scenari futuri (Prodi, Prodibis, D’Alema si, D’Alema no, maggioranza allargata, convergenze, Marini,  Follini, Turigliatto, Trotskisti, senatori a vita, Pininfarina, autonomisti di Lombardo, e perchè no? legge elettorale) siam maestri. Quasi nessuno parla di guerra in Afganistan e politica estera che in fondo è quello che ha fatto cadere il governo, mi pare di aver capito.

Le cose di casa nostra son così complicate che index.hu, il miglior sito di news ungherese spende un lungo articolo solo per spiegare all’ungherese confuso quel che è successo e quel che succederà. L’unica cosa chiara è che Prodi si è dimesso,* quello che qui il buon Gyurcsany tra mille scandali polemiche e barricate nn farà mai. E’ questo che sorprende il mio interlocutore ungherese, che mi vede attento a sentire un dibattito alla radio: possibile che per una sola votazione il vostro primo ministro, seppur di 75 anni,  si debba dimettere? Provo a rispondere che era un voto sul programma di politica estera del governo, se  non c’è una maggioranza lì è cosa grave, ma l’interlocutore è perplesso. L’Ungheria dall’89 ha avuto sempre governi giunti al termine della legislatura, tranne nel 2004.  Nel 2004 si scopri’ che lu primo ministro era un ex collaboratore della polizia segreta dei comunisti  e allora al governo salì il ministro dello sport, multimiliardario ed ex capo dei giovani comunisti, il sig. Gyurcsany Ferenc.

– E secondo me questa notizia deve essere giunta anche alle orecchie di Berlusconi. me li immagino lui e Guzzanti al bar: “Ecco un bel motivo per delle dimissioni: Paolo, assolda qualcuno, e fammi sapere che Prodi è un’ex spia dei comunisti. Che bella pensata. Fa’ una cosa, dillo a quel Sgaramella, è il tipo che fa per noi, i soldi li trovi in qualche commissione inutile che ho creato.. –

Il principale quotidiano ungherese, Libertà del Popolo, socialista,  parla invece con circospezione, è politica, ed è caduto un governo amico, mette in risalto che  la coalizione di Prodi radunava ben 13 partiti (urca) e che sabato scorso qualcuno della maggioranza è sceso in strada contro l’allargamento di una base militare USA. E questa è musica per il CentroEst Europa, miei cari lettori: come ben sapete da un mesetto gli USA hanno annunciato nuove basi antimissilistiche  e radar in Rep. Ceca e Polonia. La Russia si è sentita minacciata e ha risposto con un dichiarato aumento delle spese militari e di missili a medio raggio. L’Ungheria no, l’Ungheria è un paese furbo e di gente ospitale, che cerca di essere amico di tutti, dove sono graditi ospiti sia Bush che Putin. E ospitare una base USA perchè si è un paese NATO, ma dichiararsi un po’ contrari è protestare è molto italico, pardon magiaro.

 

* del resto dimissioni: lemondàs è la parola magiara che tutti abbiamo imparato a dire in questi mesi

E’ solo un gioco

 

Volevo fare una breve cronaca di quello che è successo qua che ci si diverte e anzi credo che lo farò, raccontare della polizia che gioca con i manifestanti, li fa andare indietro di 3 isolati, poi loro ritornano, poi blinda un angolo, e qualcuno si affaccia all’altro, poi arresta uno dei capi dei manifestanti.. Insomma piccoli giochi anche perchè è Febbraio e inizia a far freddo. Si legge nei lanci d’agenzia: la polizia ha confinato i manifestanti all’angolo tra Alkotmany utca e Kozma utca perchè lì c’è ombra ed è molto più freddo. Qualcuno  di quelli aveva un cartello: “Viktor (Orban) dove sei?”.

Da parte mia, era mia intenzione invitare tutti i giocatori al Beckett’s, il pub irlandese a un tiro di schioppo dal Parlamento, perchè lì si può vedere su France2 il 6 Nazioni di rugby che è iniziato oggi. Lì il gioco è sul serio divertente e si gioca fisicamente e con agonismo, ma lealmente, che lo spirito del rugby è questo. E ci si diverte.

Ma al Beckett’s quando mi raggiunge Angelo mi dice: ma com nn sai niente? e allora mi racconta che anche in Italia ci si diverte, dentro e fuori dagli stadi e anche li’ si gioca a guardie e ladri e al gatto col topo e i campionati sono fermi, rinviati a data da destinarsi.

Visto da qua sembran fatti molto simili: calcio o politica basta che ci si diverta e credo che in entrambi i paesi bisognerebbe chiedersi, usando le parole de ministro degli interni Amato:”cos’è successo per incubare così tanta violenza, tanta rabbia e tanta irresponsabilità? E cosa dobbiamo fare, subito, non solo per riportare l’ordine, ma per cancellare questo odio omicida dalle strade, dagli stadi, dalla vita dei nostri ragazzi?”

Nn so che aria c’era a Catania  venerdì sera, io però vi racconto lo spirito del Beckett’s. Accanto a me dalle 14.30 Ian, irlandese, a Budapest con un po’ di amici per il suo compleanno. l’Irlanda gioca domani, ma lui è qui a godersi 5 ore di buon rugby di Italia-Francia e Inghilterra-Scozia. Arriva un tipo per la partita dell’Inghilterra, si avvicina ci guarda che vediamo anche noi lo schermo, nn ci chiede per chi tifiamo o da quale nazione veniamo, invece fa istintivamente: siete tifosi di rugby?. Si lo siamo. Jimmy è inglese, anzi no, è un tifoso di rugby.

La cura è peggiore del male

<<un altro giornalista (Robert Scheer) disse della Fallaci dopo averla intervistata nel 1981: “Per la prima volta nella mia vita mi sono sentito dispiaciuto per gente come Khomeini, Gheddafi, lo Scià di Persia o Kissinger: tutti fatti oggetto della sua collera”.>>

(Repubblica.it di oggi)

Non sono più un extracomunitario

Sono in Italia, qui un po’ spaesato ed ho persino la TV con tutti i canali italiani. La notizia di ieri (pur sepolta tra guerre varie) è che son stati concessi dall’Italia ulteriori permessi di lavoro per gli extracomunitari con buona pace della Bossi-Fini. E giuùpolemiche di Calderoli, fascisti e sedicenti partiti di valori liberali.

Mi sembra di capire anche qualcos’altro come notiziola in calce, qualcosa di importante per noi, italiani d’Ungheria, ma nn ne son sicuro, aspetto a gioire e mi scoraggia comprare il quotidiano il giorno dopo per nn esser costretto a dover leggere tra le righe anche lì.

Ricordo che quando traslocai, da O utca a Damjanich utca, mi aiutò Giuseppe eravam pieni di valigie e buste, e io dissi “sembriamo 2 albanesi” senza ironia perché da noi a Bari gli albanesi sono arrivati con tante buste.

Quando poi Giuseppe trovò lavoro presso una grande ditta europea con filiale a Budapest si fece tra mille problemi tutti i documenti, permesso di lavoro, permesso di soggiorno, certificato di residenza (il lakcim,$ che qui è molto utile) etc. e commentava: mi han trattato male, come un albanese, e me l’hanno pure spiegato, è che voi trattate cosi gli Ungheresi in Italia. È vero noi qui siamo come albanesi.

In Italia gli ungheresi son trattati come se fossero extracomunitari e vige la reciprocità, quello che facciamo a loro in Italia fanno a Giuseppe ed Enrico qua. Da quando ci fu l’allargamento dell’UE il 1 Maggio 2004 (il 1 maggio perché eran paesi postcomunisti no?) ci fu anche qui la libera circolazione dei beni e dei capitali e dei servizi  ma nn la libera circolazione dei lavoratori* che va bene per la vecchia europa, ma nn per i giovani fratelli del centro Est, che i tedeschi temevano orde di banchieri polacchi a rubargli il lavoro tra le banche di Francoforte, o operai specializzati cechi nella grandi industrie automobilistiche. In Italia quote di ingresso, come extracomunitari (solo i veri paesi liberali UK, Irlanda, Svezia avevano aperto i confini dall’inizio). In più una postilla: ne riparliamo tra 2 anni, cioè giusto il 1 Maggio scorso. E io che ero informato, allorchè discutevo con l’ufficio amministrativo il mio contratto dicevo fiducioso il primo maggio forse cambia la legge e tutto sarà piu’ semplice e mi guardavano come si guarda un povero sciocco.

Infatti a Maggio la Spagna, Portogallo, Grecia, Finlandia han levato le restrizioni; altri hanno aperto i cordoni per particolari settori, l’Italia che discuteva se si poteva governare con ¾ di voto in piu’ al senato, niente.

Poi oggi leggiucchio la stampa straniera e sorridente posso scrivere oggi che

LeMonde.fr titola invece: <<l’Italia apre ai lavoratori dell’Est e regolarizza 517.000 clandestini>> e prosegue:

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, si è felicitato caldamente con l’Italia, venerdì 21 luglio, per la sua decisione di  aprire le sue restrizioni sul mercato del lavoro nei confronti dei cittadini dei nuovi Paesi membri dell’Unione Europea. La decisione di eliminare le quote di ingresso per i paesi dell’allargamento (ad eccezione di Malta e Cipro) è stata annunciata venerdì dal governo di Romano Prodi.

<<. Da oggi in poi uno potrà essere Italiano in Polonia e Polacco in Italia, tutti siamo cittadini europei con gli stessi diritti>>, ha detto Giuliano Amato, il ministro dell’interno.

Ahl’Europa Unita..

 

*Every citizen of the EU has the right to work and live in another Member State without being discriminated against on grounds of nationality.

Germania -Italia 0-2

“Tutto intorno a noi si imbeve con un’aridità virginale di un ardore italiano che certo sembra alla carne dell’uomo pieno di tenebre schiave e alla fibra da vegetali che non amano dare succhi allo straniero” (Marinetti – L’alcova d’acciaio)

spigolature

Son contento che sia stato eletto al Quirinale un giovane senatore (cazzo, 81 anni…) ma mi accorgo che nel mio paese che qualcosa nn va se quando leggo il portale del primo o secondo giornale d’Italia per saperne di più mi imbatto nella sezione principale in:

Jovanotti: “Ha rigore morale pazzesco

“Ieri sera sono andato a letto dicendomi ‘speriamo che lo facciano Presidente’, perchè so che è un uomo di un rigore morale pazzesco e ora sono contento“: cosi Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, incontrando i giornalisti a Milano, commenta l’elezione di Giorgio Napolitano. “Napolitano è l’ultimo della generazione dei costituzionalisti, dei resistenti, dopo – prosegue l’artista – ci dovremmo inventare qualcosa. Per ora sembra che abbiamo un presidente di cui essere orgogliosi“.

da repubblica.it (e non da cioe.it)

e gia che ci siamo, avvertite Silvio che e in minoranza, voi che siete li’ vicino..

15:07 Berlusconi: “Hanno eletto un militante”

Con Napolitano l’Unione ha eletto “un militante” a presidente della Repubblica. Lo afferma il premier dimissionario Berlusconi, parlando al Gr1 dopo la proclamazione dell’undicesimo capo dello Stato. “Il mio no a Napolitano – spiega Berlusconi – non e mai stato in dubbio” perche “avevamo chiesto una personalita che non fosse un militante di sinistra. E invece prima ci hanno proposto D’Alema, appena reduce da una campagna di offese e di insulti anche contro di me. Poi – continua – ci hanno indicato il nome di Napolitano, che ha una militanza di oltre cinquant’anni con i comunisti. Per coerenza abbiamo votato no”.

PACE a voi

Finora De Trizio era il mitico libero del Bari di Catuzzi, da oggi anche altro:

11:20 Pisanu: “Morti per la pace”

I militari italiani morti a Nassiriya sono caduti “per costruire la pace”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu nel suo intervento alla festa dei vigili del fuo

Salto di generazione

Nella sala riunioni aziendale quando provo a commentare con molto tatto i risultati elettorali, mi sento dire: Berlusconi e’ come Gyurcsany, son proprio uguali, gli uomini più ricchi del paese, e quindi con un passato nn certo pulitissimo alle spalle (certo oggi la P2 e’ solo una porta x il pc, ma nuove prove su Dell’Utri mafioso ecco che saltan fuori…), a capo di forti lobby di potere, da 20 anni al vertice del paese con piglio autoritario, le TV son tutte loro, tutti dicono di non votare per loro, ma poi li votano in tanti…

Ma poi provoco l’ilarità generale quando dico l’età dei nostri aspiranti capi del governo.
Se in Ungheria lo scontro e’ stato tra due giovani rampanti di 42 e 44 anni, in Italia ci sono due uomini in là con gli anni, in età da pensione mattinate al parco e figli che ti portan le pastarelle la domenica. Berlusconi e Prodi sono ultra-settantenni.
In Ungheria nn è che hanno azzerato 2 generazioni: il commissario europeo ungherese, il presidente della repubblica ungherese, l’ex primo ministro eran sui 50-60 anni, ma è che come in tutti i paesi con economia in transizione come si dice all’Est, loro sì, i 30enni che eran gli uomini nuovi.

“Mi immagino il vostro parlamento” fa la grassona davanti a me e mima un esercito di vecchi arteriosclerotici. L’imitazione le riesce benissimo, con la sua pappagogia penzolante, frutto della troppa cipolla fritta nella pastella di panna e burro che da vera ungherese prepara per se’ e il marito e che aggiunge 20 anni ai suoi 34 anni da carta di identità (secondo me taroccata).

Oggi che si riunisce per la prima volta il nuovo Parlamento, accanto a un sublime pezzo di analisi politica LeMonde accompagna un articolo impietoso dove commenta dati alla mano il parlamento con l’età media più alta di sempre, il maggior numero di over 60 e il minore di under 40 mai visto, e già che c’è 2 parole anche sulla riconferma per altri 7 anni di un 85enne malfermo sulle gambe al Quirinale e l’inoxidables” Andreotti’ di anni 87 che lotta disperatamente con uno di 73 per la poltrona del Senato.

E giù considerazioni sull’età media degli italiani che sale perchèin Italia si scopa con più attenzione e si fan meno figli. Ma forse oltrealpe nn sanno che da 15 anni (guarda un po’ da quando Silvio scese in campo) ci son meno soldi e lavoro sicuro per noi giovani e chi si azzarda a metter su famiglia che poi si fa la fine della coppia di barboni sotto casa che han fatto un letto matrimoniale tra i portici. E nn sanno che la generazione politica successiva e’ semplicemente schiacciata dai predecessori che nn si faranno mai da parte, tipo principe Carlo e regina Elisabetta,
perche’ di certo nn han mai visto il secondo tragico Fantozzi, dove il protagonista chiusosi in casa per seguir tutti quei programmi demenziali con tribune elettorali alla fine sogna Craxi che lo illumina sulla politica italiana:

“Sgorbio, il mio obiettivo e’ la stabilità. Io voglio stabilrmi stabilmente nello stabile di Palazzo Chigi”

O ancora ricordiamoci della frase che il senatore a vita Andreotti si porterà nella tomba (da cui di certo resusciterà nelle notti di plenilunio) insieme a tutte le risposte su Ustica, l’Italicus, la stazione di Bologna e piazza Fontana:

“Il potere logora chi nn ce l’ha.”

Largo ai trentenni nella Repubblica Italiana.

Che il nuovo Parlamento viva a lungo, con affetto
Alessandro

Largo all’avanguardia

Incazzato dopo una bella storia di nn pagarti tasse e assicurazioni che tutti i datori di lavoro ti fanno in ogni parte del mondo ho preso spunto da una bella poesia di un friendly blog (http://cielodungheria.blogspot.com/)per dire:

Largo all’avanguardia

Nn sono un’anima in pena.
Nn son fuggito
(mi avrebbero preso).

Assicuro tutti. Ricerche, inquietudini, fardelli, cazzi per la testa, movimenti, non sono più di quelli di chi è in patria.

Un governo fallimentare ha portato il mio paese alla stagnazione economica da 5 anni. **
L’Università è piena cani bastardi e bambini di 40 anni che giocano a fare il dottore.

Sono qui perchè posso dare lezioni a tutti.
Qui vivo in una delle grandi capitali del mondo.
qui ho casa da 7 anni. anche perchè da bambino tifavo per gli uomini in cannottiera rossa CCCP, perche’ ad Inghilterra-Galles tutti tifiamo Galles. Diceva H.A.*, l’Est e’ il nostro spazio vitale.

Sono solo in centro a Budapest. sul lungomare. e allo stadio di Fay utca con 5000 fratelli di ferro.

Se oggi mi sento solo è solo che (link):

<< A volte sento, sento dentro, lo ho sempre sentito forse.

Ho sempre sentito quella “cosa” dentro.

Che mi spinge, mi consuma, mi mangia. >>

solo quando

il

mio Prossimo

mi

Incula.

* Hitler Adolf. cancelliere della Germania dal 1933 al 1945. Il suo corpo nn fu mai trovato. Amava il suo cane. Amava la Polonia. Aveva un cuore grande cosi’ ma nessuno riusciva a capirlo.

**Although Confindustria is officially neutral in the campaign, its leaders have pulled no punches in pointing out that Mr Berlusconi’s government has presided over five years of mediocre economic growth and modest structural reform. (..) Andrea Pininfarina, vice-president of Confindustria, said Mr Berlusconi “was in a confused state of mind, perhaps caused by tiredness. We are not pessimists, we are realists, and the fact that Confindustria wants to know the true facts of the economic situation isn’t defeatism.” (The Financial Times. 20.3.2006)

perchè scendere per votare..

dal Financial Times on line di oggi:
– Questo weekend il nuovo governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha detto che “l’Italia è un paese in affanno” e che deve migliorare la sua produttività per recuperare il declino della sua economia, la quarta nell’Unione europea. Nel suo primo intervento pubblico dalla sua nomina a dicembre, e a cinque settimane dalle elezioni politiche, Draghi ha parlato dei seri problemi che pesano sul paese.