Sly

“Maledetti, siate tutti maledetti” la credevo una commedia, ma le ultime parole nn son mica male.

Accanto a me Stanley e Fitzgerald nn capiscono niente, una delle piccole rivincite dell’italiano misero nel grande mondo, andare all’opera, 8 volte su 10 si parla e si canta in italiano e questo è un toccasana per la tua autostima.. e poi il tenore è bravo, urla, ha un’ottima dizione e sul palco fa le smorfie come nei film muti, negli anni 30.

Stiamo vedendo Sly, A me l’onore di scombussolare l’equilibrio dei miei amici anglofoni con un’opera che nn è Verdi o Wagner, ma uno mai sentito, Wolf Ferrari, e la storia di Sly è praticamente quella di Gasperino il Carbonaro del Marchese del Grillo, quello di Sè svejatoo. Il poveraccio ubriacone incontrato dal sor marchese annoiato che gira per bettole e per scherzone vien fatto risvegliare nel letto imperiale con paggi, lussi, orinatoi d’oro. Che poi scava scava wikipedia mica lo cita, i riferimenti quelli fighi son le mille e una notte e Shakespeare, che il povero ubriaco che vuol risvegliarsi la mattina dopo nel letto di un ricco è storia vecchia quanto il cucco… la prima di Sly è avvenuta il giorno in cui sono nato io del 1928, e a guardarla con gli occhi freddi è proprio strana, c’è quasi il belcanto e l’aria famosa (l’orso) danza alla francese, lo stile verista, la musica è ovviamente già novecento storico con strumenti che vanno ognuno dove gli pare, e gli elementi essenziali di un’opera italiana: elogio del vino, morte nel terzo atto, per amore, lei ama lui ma lui non lo sa, cortigiani vil razza danata.

il povero ubriaco in Shakespeare si chiama Sly, e lo beccano in una bettolaccia, che però il testo chiama taverna e ha un compagno di sbronze, che sembra il nome di un politico, John Page.

Sly qui a Budapest per noi però è qualcos’altro, è da Sly, in via del Grande Noce dove bere quando ti vuoi nascondere, luci fredde, grande quanto una mezzastanza, Sly è gentile, ti saluta, ha solo le birracce locali e le spilla come fosse nettare degli dei, un espositore con torte al cioccolato e alla carota e sandwich superguarniti, è la prima persona che ho visto a Budapest pulire con molta pazienza la macchina da caffè. Sly è inglese, di colore, sorride sempre, con i capelli all’insu ma ora si è rasato, ha il poster di un autobus a due piani di londra sotto il bancone ed è a budapest da un anno, il motivo è in una piccola foto attaccata con una punes (si dice ancora così?) sotto i liquori, un bimbetto di 5 anni, suo figlio.

Al tavolinetto tondo nel foyer all’intervallo eccoci qua col mondo dell’opera economica della domenica che ci sfila davanti, molti stranieri, una coppia di ottantenni.. l’opera mantiene in salute, fa Fitzgerald.. sorridiamo, continua solenne: “io ho un amico che canta nel teatro dell’opera di Vienna” Fitzgerald è di New York, è la seconda persona che incontro in 5 giorni che si è sposata un’ungherese con lei che vuole vivere a New York e lui a Budapest. Continua col suo amico tenore.. “io e lui eravamo compagni di classe. (a New York..) dovrei scrivergli: ciao ti ricordi di me,e poi incontrarlo, a Vienna, è vicino, verrà all’incontro con una grande sciarpa al collo ahah”

insomma siamo all’opera, al secondo teatro dell’opera di Budapest, che ne ha due, abbiam pagato per la platea 5 euro, si, si parla sempre di soldi, Budapest è ancora così la cultura qui costa sì poco… puoi far traduzioni, cinema, ma con la cultura così questa sarà sempre la vera città d’europa per artisti senza un soldo”. a ragione. E tutti possono esserlo qui, artisti.

Domani è lunedi, Fitzgerald si alza alle sei per portare i figli a scuola, Stanley deve imparare la parte per il film che gira martedi, fa il domatore di leoni, è un horror storico, io mi sento molto debole. Fuori ci sono -10°C, i marciapiedi son tutti ghiacciati, cerchiamo di non cadere mentre ci allontaniamo.P.S.

P.S. se sei a Budapest vuoi andare da Sly e girare per bettole in un tour in italiano dedicato, guarda il tour delle bettole dell’altra Budapest (clicca qui)

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Pace (in) marcia

Ancora una settimana fa sentivo in giro tanta incertezza, sfiducia in Orban che li aveva trascinati, in fondo, in una crisi finanziaria perchè vuole farsi re e comandare, la gente incominciava a guardarsi dentro il portafoglio alla ricerca di quel numero di telefono scritto su un pezzo di carta da chiamare nei tempi duri.

Ma siamo in Ungheria e una settimana dopo tutto è già risolto e cambiato per il meglio, la gente ha qualcosa in cui credere, è incazzata, ha voglia di rimboccarsi le maniche. Si. E’ questo quello che ho sentito in questo vibrante paese che mi ospita, e questa grande energia e fiducia nel futuro non gliela poteva dare altri che il primo ministro e leader carismatico Orban Viktor, toccando gli ungheresi nell’unico nervo scoperto che li fa sussultare; l’Ungheria.

Viktor qui in patria ha trasformato la crisi del debito, le remore sulla nuova costituzione, la chiusura delle radio dell’opposizione e l’indebolimento dei poteri dello stato che nn siano lui  in una sorta di volontà di asservire l’Ungheria da parte dell’UE, ormai  l’Unione Sovietica è stata sostituita dall’Unione Europea, il  patto di Varsavia dal patto di Stabilità tra le Banche centrali. l’UE vuole appropriarsi delle banche e dei soldi degli ungheresi, ha distrutto l’economia ungherese, il paese nn produce niente e deve importare tutto dalla germanslovacpolonaustritalia, pagandolo per di piú in euro. E l’Unione Europea vuole anche dire che leggi devono avere gli ungheresi e scrivere la loro Costituzione. l’ungherese che si sente ripetere che il suo paese è stato negli ultimi 500 anni lasciato solo nel momento del bisogno 1.quando sono arrivati i turchi, 2. quando sono stati sostituiti dagli Asburgo, 3. dopo la prima guerra mondiale sono stati il paese piú penalizzato, 4. durante la seconda guerra le sofferenze di Budapest sono state seconde solo a Varsavia (anche qui lo sfigato arriva secondo), 5. poi nel 56 le potenze occidentali si disinteressarono, meglio occuparsi di Suez.., bene, l’ungherese fa due piu due e dice che la storia si ripete..

Bene, ora è il turno dell’UE e ora “la guerra è incominciata” mi diceva cosi una collega citando Viktor. Al che io un po’ strabuzzavo gli occhi perchè oggi c’era invece la marcia della pace organizzata dai sostenitori al governo.. nome un po’ infelice forse, ma sicuramente ambizioso, una manifestazione da piazza degli Eroi al Parlamento, lungo tutta l’Andràssy (mi sa che sono 4 Km) e poi un altro Km e mezzo fino al Parlamento, roba che neanche il turista tedesco coi calzini bianchi e gli shorts progetta con facilità..

Invece oggi ho scoperto cos vuol dire, marcia della pace a Budapest (si, nn ripetevano la Perugia-Assisi, tutta colorata, ed è un peccato, io ci speravo). ecco qua:

arrivo vicino a Hősök tere (piazza degli eroi) facendo a ritroso l’Andrassy, c’è gente, tanta gente e tante bandiere come da noi quando gioca l’Italia. Marcia della pace vuol dire essenzialmente che nn si grida, nn si fischia, non si fa baccano. Ammessi solo l’inno nazionale, un altro paio di canzoni tristi e patriottiche (tipo il szozat), canti di chiesa, inno szekely. Avrò sentito giusto un coro Viktor Viktor e un vecchietto che ha inveito contro gli sporchi liberali subito zittito in malo modo dalla gente.

Quando è caduto (o almeno si è seduto a rifiatare) Berlusconi mi colpì molto la claque che si era portato dietro il giorno dell’incarico a Monti e dell’ultimo discorso a reti unificate una claque degna di quelli che Gheddafi buonanima si portava dietro nelle piazze verdi di Libia. Una manifestazione a favore del governo, nn si fa in nessun paese democratico, vediamo allora che paese è quello che mi ospita.. anche qui Viktor è stato bravo, nessun eccesso anzi, anche qui una bella manifestazione contro, per dire all’Europa che paese è l’Ungheria, all’ungherese.

Un po’ di cartelli: “saremo schiavi o liberi?”  “EU, USA, noi stiamo bene fatevi gli affari vostri” “il magiaro sarà nuovamente bello” “nn saremo una colonia” “Orban il nostro uomo” ‘ il mondo ha bisogno di Cristo’ ‘ i nostri valori (con i disegni del crocefisso  della Santa Corona’ ‘ Brussel, IMF basta col saccheggio. l’Ungheria vuole vivere’ ‘basta bugie e diffamazioni, orban victor e gli ungheresi sono democratici’ ‘ giustizia per l’Ungheria’ (disegno della grande Ungheria) ‘ il mondo è in debito con l’Ungheria’ (disegno della grande Ungheria) ‘Crediamo nell’Ungheria’ ‘Rispetta la nostra democrzia’ “Colonizzati 1956 URSS 2012 Occidente’ ‘EU nn applicare un doppio standard’ ‘ Ungheresi di Vancouver’, il piu divertente: -1956 Tanks 2012 Banks-

potrei continuare, qualcuno divertente, qualcuno burocratico questa forse è la pace (‘EU nn applicare un doppio standard’?? chi andrebbe mai in giro con un cartello del genere???)

insomma il corteo parte puntuale come un corteo ungherese alle 16 e io me ne sto ad aspettate all’inizio dell’Andrássy che sfili tutto il corteo e il tempo invece nn passa mai. meno male che nn fa freddo, ( è un inverno insolitamente mite a Budapest, l’albero davanti alla mia finestra è pieno di foglie in estate e ha 3 rami scarni in Inverno, ma quest’anno ha incredibilmente una specie di edera rampicante con ancore 3 foglie verdi che resistono……)

Insomma alle 16.45 decido di andare a vedere che succede e mi accorgo che ci vuole ancora un po’,  saranno stati qualche centinaia di migliaia, ma non li ho contati tutti, insomma tanti

poi risalgo il corteo, per vederli tutti in faccia, l’ncredibile eterogenietà di gente che si incontra in queste occasioni, da quello in mimetica e bandiera a strisce di Arpad (simbolo di estrema destra) alla vecchina col bastone portata a braccio,

Mi colpisce un gruppo di ragazzi, tipo una classe scolastica avranno 14-15anni, nn ce l’ho fatta  a dire “ma tu che ci fai qui??” e poi a un certo punto vedo una bandiera strana e familiare, una ruota rossa su sfondo verde e blu, faccio mente locale.. curdi? tibetani? no, ci sono, la bandiera dei Rom. Bambini e Rom, gli ultimi che mi aspettavo di trovare, ma sappiamo come vanno queste cose e come ci si deve da fare.

Comunque è una sensazione strana, angosciante, quando viene il buio si accendono candele fiaccole e lumini,  si attraversa la città chiacchierando, ma senza cori o …

alla fine taglio un po’ per le strade scure di Pest e arrivo a Kossuth tèr, la piazza del parlamento, punto di arrivo. se alle altre manifestazioni dlel’opposizione c’erano transenne in tutti i giardini del parlamento qui invece la folla progovernativa si può accalcare anche lì, calpesta i fiori, si arrampica sul piedistallo in granito rosso di Kossuth. Si aspetta qualcosa che nn succede, (per fortuna), un palco superimprovvisato, pare abbia parlato quel bravuomo di Bayer Zsolt (uno degli organizzatori, diciamo che gli ebrei non gli stanno simpatici) poi mentre ancora tanta gente deve arrivare,arriva il segnale “Disperdetevi”. Bene.

Mentre vo via vedo una bandiera gialla e azzurra con una stella e una mezza luna. Vuoi vedere che ci son davvero i musulmani e sostengono Orban perchè ce l’hanno con l’UE? invece no, è la bandiera dei Szekelyi (di nazionalità ungherese che vivono in ua regione della Romania). il tipo che regge la bandiera, bassino, robusto, biondo, più simpatico e affabile della media (come molti dei transilvani) mi spiega i simboli della terra dei Szekely, il sole e la luna, i Szekely mantengono ancora il culto degli astri. quando sa che sono italiano, mi dice che ama l’italia e che l’anno scorso è stato con la moglie che gli è al fianco e la figlia che è avvinghiata alla gamba della mamma, in toscana, pisa, lucca e tutta la val di chiana. Vorrei chiedergli perchè è qui, ma desisto. E in cuor mio spero che la figlia nn avrà bisogno del passaporto per andare a Firenze quando sarà grande..

viva la Repubblica!

ieri mi sono ubriacato, la sbronza peggiore della mia vita, mi sono svegliato oggi e nn trovo più la mia Repubblica. (Cartello di un manifestante)

Stasera torno a Budapest e sono agitato. Perché come premetto sempre quando parlo di Ungheria, nella nuova costituzione è scomparsa la parola Repubblica. La Repubblica d’Ungheria è diventata semplicemente Ungheria.  Chi lo ha fatto, dice che cosiólo stato che ha cambiato nome svariate volte anche solo negli ultimi 100 anni (il Regno di Austria-Ungheria, Regno d’Ungheria, Repubblica Popolare Ungherese, Repubblica Ungherese e sicuramente scordo qualcosa) ora sarà solo Ungheria. ma nn è una bella motivazione.

Sono agitato perché torno in un paese dove il partito unico di governo che ha oltre i due terzi del parlamento si è scritto da solo la costituzione, la legge di tutti (le altre forze hanno abbandonato quasi subito i lavori), se l’è approvata senza sottoporla neanche a referendum confermativo (come succederebbe in Italia). E il paese si ritrova a protestare  non nel giorno in cui l’hanno approvata, solo il giorno dell’entrata in vigore e magri solo perché seguiva di poco le manifestazioni a favore della libertà di stampa, l’unica cosa che ha avuto eco all’estero. Mentre quella non è che una piccola parte dell’opera di erosione e indebolimento degli organi indipendenti (dal potere esecutivo) e di controllo che configurano uno stato democratico (magistratura, discussioni parlamentari, corte dei conti, corte costituzionale, banca centrale, comitato di vigilanza sui mezzi di informazione, etc.) che mi rende agitato mentre torno in Ungheria. (per qualche dettaglio andate qui). e ora mi ricordo perché delle lezioni di educazione civica alla scuola media ricordo solo: i poteri dello stato sono tre: legislativo, esecutivo e giudiziario…

Il perché lo fanno è nello stesso discorso di fine anno del presidente del consiglio Orban che ha affermato col suo profilo da Paperino:

“Abbiamo rioccupato la nostra posizione in Ungheria in una maniera senza precedenti.  Abbiamo deciso di serrare le fila e abbiamo deciso di riparare agli errori per cui abbiamo sofferto nel corso degli ultimi anni. Abbiamo lavorato molto nel 2011, quest’anno è stato per l’Ungheria l’anno del rinnovamento. Abbiamo cambiato quello che doveva essere cambiato. Sappiamo che le famiglie ungheresi dovranno affrontare sacrifici(…) quest’anno l’augurio è che sarà l’anno della speranza. Che il signore protegga voi, le vostre case e le vostre famiglie, buon anno.”

Abbiamo cambiato quello che bisognava cambiare” dopo gli scandali corruzione, i socialisti sono scesi dal 48% al 18%, in un paese con storicamente una forte volatilità elettorale. E Orban dell’odio contro i socialisti (liberisti) e il loro leader milionario Gyurcsany ne ha fatto una questione personale, vuole cambiare la costituzione, perché i comunisti e i loro amici capitalisti non possano più essere un pericolo per l’Ungheria.

Un po’ come quei colpi di stato in cui l’esercito (o il Berlusca) prende il potere per impedire ai comunisti o alle forze imperialiste di occupare il paese, in cui uno chiede poteri speciali, perché la situazione è grave e ci vogliono misure speciali, come quei tiranni come come la nascita dell’Impero nell’antica Roma o in guerre stellari, fate voi..

Ieri è stata una giornata particolare. Era in programma la festa di Gala per festeggiare la nuova costituzione, entrata ufficialmente in vigore. Nn un posto a caso in fondo, il teatro dlel’Opera di Budapest è una specie di colpo di coda reazionario dell’aristocrazia ungherese alla fine dell XIX secolo, quando la borghesia stava realizzando la sua tumultuosa ascesa sociale, Un tempio del conservatorismo, mentre una ventina d’anni dopo nel VII distretto sorgea la Nèpopera, il teatro d’opera del popolo. Ricordo anche un film degli anni 50, quando nell retorica comunista il giovane operaio approfitta dei biglietti scontati per gli operai allora disponibili, per andare all’opera, e qui conoscere una bella ragazza..

La cronaca dall’interno raccontava di belle parole e discorsi in doppiopetto del presidente della repubblica (un ex campione di scherma, indovinate chi lo ha messo lì e che potere di controllo espleta?) e di musiche ungheresi  ovvio, soprattutto Kodàly, che magari si starà rivoltando nella tomba. Fuori invece Brody Janos (uno dei componenti degli Illés, celebre rock band del passato) e soprattutto tanta gente unita, finalmente unita. Ricordo di essere stato in piazza il giorno in cui approvarono la costituzione, aprile scorso. Si c’ero, anche se mi era completamente passato di mente. e so anche il perché, perché era una cosa molto triste, nei 3 giorni precedenti ci furono almeno  una dozzina di manifestazioni,  tutte minuscole, dei 3 partiti(ni) di opposizione (nn importa elencarli) e delle categorie toccate dai provvedimenti come gli omosessuali ora che la costituzione dice che l’ungheria è un paese basato sul matrimonio tra un uomo e una donna. Io ero stato al comizio dell’LMP (4 gatti). E la cosa più triste era che ad aver fatto più discutere era stata la sfilata delle forze dell’ordine (che uscivano dai lavori usuranti e dovevano andare in pensione piu tardi) che aveva causato un po’ di caos.. (ma dov’era la polizia a fermarli..?)

Ieri invece c’erano tutti, anche quei movimenti della società civile che finora avevano tenuto alta la bandiera della protesta a difesa della libertà di stampa, ricordo le assemblee al freddo un annetto fa, davanti al parlamento o la grande massa umana all’imbocco del ponte Elisabetta, con il  primo sole di primavera negli occhi, il comizio più seguito del 25 marzo, festa nazionale ungherese e giorno di adunate, quando Orban era al Consiglio d’Europa credo e Fidesz neanche tenne un discorso…

La bella notizia è questa, ieri c’erano tutti. Nn parliamo oggi di sovranità nazionale, banche, rating, politiche sociali, finanza, riforma della scuola, anche se sarebbe bello discuterne, no, oggi  parliamo di tutti quelli che credono nella Repubblica, e citiamo un cartello che diceva: ieri mi sono ubriacato, la sbronza peggiore della mia vita, mi sono svegliato oggi e nn trovo più la mia Repubblica.

Viva la Repubblica

 

Orban a Wembley

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra nel mostro tempo. E’ rito nel fondo, mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa sono in declino, il calcio è l’ultima rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro” (“PierPaolo Pasolini)

Quando c’era ‘a finale della Champions’League a Roma al momento della premiazione una risata colse noi italiani, qui a Budapest, nel vedere Schifani,  in tribuna a consegnare medaglie e stringere mani, nel comitato d’onore. O forse era la coppa Italia e la Russa? boh, no, Larussa era apparso a una finale di coppa italia a premiare la sua amata Inter

Bene, io quest’anno ero al G., che è un posto così significativo della Budapest che cambia. un kert nell’VIII distretto, un tempo il West Balkan estivo, in via della grande chiesa,  accanto a un rudere tenuto in piedi perchè casa natale di Molnar Ferenc, l’autore dei ragazzi della via Pàl. C’ero stato un paio di estati fa, in parte dventato ostello, uno splendido piccolo baretto ocn le sedie gialle e le piante. Ora è diventato un posto enorme una specie di biergarten, con grandi pubblicità dell’Heineken, prezzi esorbitanti e security che controlla le borse per vedere che nn ti porti gli alcolici da casa.

Abbiamo visto una delle più belle partite di calcio degli ultimi decenni e poi tutti ni, qui a Budapest, abbiam riconosciuto nella cerimonia di premiazione, due posti accanto a Platini ieri, Orban Viktor, il primo ministro ungherese..

sembrava un po’ come in Zelig, un viso conosciuto che spunta dove nn te l’aspetti, come Leonard Zelig sulpalco accanto a Hitler Adolf..

Orban l’è un grande appassionato di calcio, che si gloriava di giocare in una squadra di d terza categoria durante il suo precedente mandato..qui in qualità di presidente di turno dell’UE, o di uomo potente, almeno a sentire il Budapest report, ha avuto i biglietti gratis, perchè la sua squadra del cuore è il Barcellona e ha chiesto di star lì a premiare, uno come noi…

come il palco reale dell’opera, che guardo dal mio posto di fiducia nel loggione a 3 euro e mezzo  durante i cambi di scena quando vado all’opera, perchè io sono un signore, si,  per vedere le teste bianche e i vestiti luccicanti accanto ai giapponesi.. lì, nel palco reale..

Una notte all’Opera

Andrea (che qui è un nome femminile) mi chiama al cell. sono appena sopra la fermata della metro, che fai sali?, è che si va all’opera oggi, insieme a una sua amica che e dell’ambiente della lirica, “ma mi raccomando vieni vestito casual, la gente vien pure in calzoni corti e porta del cibo, Wagner dura assai (5 ore), io porto del cibo” Salgo con i miei jeans e zainetto con panini e birra, manco andassi allo stadio, e lei e in gran sera, seta rosa su corpetto nero, tacchi, borsettina. Mi spiega che ha solo 2 collection di vestiti e quelli invernali son troppo pesanti. per il cibo ha un Duplo nella borsetta. Lo ammetto, sono un “pappucs“. A Budapest, ci sono ben due teatri d’opera, l’Operahaz (uno dei piu belli e famosi al mondo) e l’Erkel, e noi siamo all‘Erkel, che è un teatro socialista da 2500 posti, foyer immensi ed essenziali, per il divertimento dell’uomo nuovo e anche di quello contemporaneo: l’Erkel sembra quasi necessario ad una città che ha la vita teatrale tra le più ricche d’Europa, qui si fan cose strane e d’avanguardia, dunque si vede Wagner, cioè il Lohengrin (mamma mia), la regia è della bisnipote di Wagner e dell’ex moglie di Liszt (famosa tresca di inizio secolo), La signorina Wagner ci ha 27 anni, e alla sua seconda regia ed ha fatto un Lohengrin ambientato nn tra conti e semidei Nibelunghici ma negli anni’ 80 tra trame di partito e comizi parlamentari, il cigno su cui arriva Lohengrin e il simbolo del partito ed è bianco e blu. Mi dicono che l’opera è molto bella, perchè è moderna ha avuto tante critiche e smosso i benpensanti. Alla fine si scopre che il semidio era sceso in terra nelle vesti di un barbone che si trascinava per ogni atto come un personaggio del presepe. A metà secondo atto esco tra gli immensi corridoi vuoti per stapparmi la lattina di birra, ancora schizzava dappertutto, poi la fo fuori con cautela al riparo del nostro palchetto (siamo noi 3 in un palchetto semicentrale al primo piano). Le altre 2 ore e mezza di Wagner in tedesco coi sottotitoli in Ungherese sono più piacevoli dopo.

Il meglio del teatro europeo d’avanguardia, in un palchetto per 3-4 persone, con un po’ di anticipo ci e costato 600 fiorini (2.40 euro). La prossima volta si va a vedere Madame Butterfly, credo che mi divertirò di più perchè e in italiano, ci sono le giapponesine e lei si uccide per lui. Però metterò la giacca.