Rivoluzione 2.0

DSCN1705.JPGQuattro ragazzine bionde e svogliate dagli occhi pieni di alcool all’ingresso dell’unico pub o quasi vicino al parlamento. “Che birra prendo? Una economica. Oh scusa c’eri tu in fila. No ,io son qui per sbirciare la partita mentre il mio amico è alla toiletta”. Sorride. Una mica ha un cartellone di cartone con il simbolo della ace su un lato e la scritta beke (pace) sull’altro. A un tratto grida: “alairta a Janos, egni fog a varos ( Janos ha firmato, la città brucerà)” Dal fondo della strada rimbomba l’eterno Merda coi baffi a squarciagola. (alias lo Janos, il baffuto presidente dela repubblica ungherese Ader Janos, baffoni alla Mussi per intenderci, che compare  disegnato in molti cartelli con qualche variazione sul tema, la principale è con o senza mosche)

In Italia pochi lo sanno ma in Ungheria ritorna la parola rivoluzione e vuol dire che le rivoluzioni del XXI secolo sono cosi e magari le primavere arabe devo iniziare a immaginarmele diversamente con tanta birra, sorrisi maliziosi e ragazzine piene di ormoni. Ci sono certo manifestazioni ufficiali, ma hanno organizzatori impacciati, gente che dice vogliamo un’Ungheria più felice con un tono di voce molto triste e poi un cantante folk che parla di vecchi tram su binari consunti e la gente che in piazza un po’ si annoia. La manifestazione di piazza degli eroi “il veto degli eroi” è andata piu o meno vosi, con molta gente che voleva esserci e farsi sentire e far vedere cartelloni spiritosi, e dal palco gente più preoccupata di come veniva il selfi, la foto di gruppo del cuore al centro della piazza come il diario di una teenager e del pubblico con i cellulari accesi in alto, fatti e rifatti piu e piu volte che l’immagine social è tutto e devo dire che infatti è davvero venuta bene…

Ma questo è ormai la quinta manifestazione in dieci giorni, la terza in quattro, la seconda in tre, i ragazzi san cosa fare e che ci si diverte. Bisogna aspettare il sciogliete le righe, e si passa un’oretta sotto la sede di Fidesz a far volare aeroplanini di carta (dal governo avevan detto, Soros ha fatto venire in manifestanti con l’aereo) e a gridare cose tipo Bayer Zsolt tua madre è una gran p., come resistere alla tentazione (Bayer Zsolt è una specie di Ferrara ungherese , giornalista di destra dalla penna acida e cattiva, e che aveva minacciato velatamente i rivoluzonari di oggi, dicendo un e se perdiamo noi la pazienza..) bene, ora tutti sanno che sua madre è una gran t.

…poi i social ci dicon di andare a Oktogon, dove l’avanguardia è già arrivata, poi alla piazza del parlamento, e dopo un po’ di tornare a Oktogon. Insomma ancora lunghe passeggiate in città, al centro dei suoi viali principali, proprio in mezzo della strada al grido di la città è nostra e noi la vogliamo, fratelli (cit.). a camminare son giovani e giovanissimi, birra in mano e bicicletta al traino, Orban ha anche la sfiga che le scuole son già chiuse per le vacanze pasquali e domani nn si va a scuola…

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Kossuth tèr e oktogon diventano i due poli della mente del giovane magiaro dei XXI secolo. Kossuth tèr è scura, lontana da pub e minimarket con le lattine di birra da mezzolitro, spiccano le luci calde del palazzo del parlamento e in controluce la lunga fila dei poliziotti antisommossa, saranno un duecento kabe. A Kossuth tèr i tuoi sentimenti più nascosti prendono forma, si scrive ciao mamma sul pennone della bandiera nazionale (quello voluto da orban chedi giorno ha la guardia d’onore e il passo dell’oca) o lunghe poesie, si mettono uno accanto all’altro Hitler, Stalin, Castro e Orban, tutto accompagnato dall’eterno merda coi baffi, sotto i cartelli meno ironici che riporto per diritto di cronaca e per rendere davvero l’atmosfera della piazza (del tono il governo è una s (eme) fascista e  Orban s(eme) Ader ingoia)

DSCN1862.JPGA Oktogon c’è il tuo animo goliardico e in cerca di divertimentismo, i piu responsabili certo si mettono all’ imbocco delle strade per non far passare nessuno, gli altri accendono gli amplificatori, metton su techno, spunta il vinaccio, birre, si siedono nelle eleganti aiuole, insomma fanno festa. Avvolti nella bandiera ue e ogni tanto il grido europa europa. Rivoluzione 2.0.

Di una cosa siam certi, Orban per questi pischelli è un vecchio bacucco, la legge è ormai superata, qui c’è n ballo il governo, la “Fidesz maffia” l’europa europa, lo odiano, con tutta la sana rabbia di un aadolescente verso i padri, odiano nn solo la persona, ma i suoi valori e quello che rappresenta.

(zerocalcare direbbe ora parte il pistolotto di analisi socioculturale, come se nn bastassero le prime due righe a chiarir tutto) Seduto con Sid sulle grate della discesa verso gli ex gabinetti pubblici di oktogo, ci guardiamo stupefatti, orban poteva fare grandi cose, aveva i numeri, la crescita, ha cercato di imitare Putin ed erdogan, ma nn ha capito che qui siamo già in occidente o quasi, siamo a 250 Km da vienna, che la sua gente ha chiesto democrazia e libertà già nel 56, negli anni 20 e poi nell’89, quando era lui il giovane. Ora attacca un’Università, follia, se l’ungheria ha un’eccellenza questa è Budapest che è meravigliosa e se neha un’altra è la cultura, i suoi istituti di formazione superiore, da sempre, pensamo ai corsi in inglese e tedesco dell’università di medicina Semmvlweiss.

All’1.30 ci sono ancora ragazzi a ballare la techno al centro della piazza, La prossima festa la si fa ovviamente di sabato, sarà un sabato di pasqua, i fuorisede nn ci saranno, i ragazzi invece si. Che cosa ne sappiamo noi della rivoluzione?

P.S. le parole Soros e Ceu, in questo post credo nn siano state mai usate, è un mondo che va veloce, si pena ad altro, si punta in alto..

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in marcia contro Orban

Nel mezzo della grande aiuola circolare sotto la collina del castello di Buda, dove parte la funicolare dei turisti ai bei tempi c’era una grande stella rossa di fiori pregiatissima, oggi, in attesa di statue e colonne c’è un bello strisicone, un drappo circolare teso con in genere un logo di un grande evento. L’aiuola è inavvicinabile, protetta anche da un doppio anello di fiori e piante, ma oggi è un giorno speciale e ci son tanti bimbetti di vari colori di capelli che ci saltellano sopra come fosse un trampolino elastico e sopra le loro teste le terrazze dello Sandor palota, il palazzo neoclassico, lì sulla collina del castello che dal 2005 ospita gli uffici del presidente della Repubblica Ungherese.

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È l’uomo a cui era indirizzato il grande corteo che attorno alle 17 è partito dai giardini del castello ed è passato anche attorno all’aiuola, in questa splendida domenica di primavera, per chiedergli di non firmare la legge approvata in tutta fretta dal parlamento ungherese 5 giorni fa che di fatto decreterebbe la chiusura dei una delle più prestigiose università della regione, l’Università Centroeuropea, colpevole di diffondere troppo il pensiero liberale e di essere un baluardo e simbolo del suo fondatore: il finanziere e filantropo statunitense di origine ungherese Gyorgy Soros, nemico pubblico numero uno perché finanziatore di quelle ONG che Orbàn accusa di essere una potenza occulta (lui parla di agenzie) nel paese in opposizione agli interessi nazionali e al legittimo operato del governo. e invece della Ceu si può dire tutto e le si possono muovere tante critiche ma nn che nn sia un’università di eccellenza, avrà i corsi in Gender Studies ma è bella in alto nei ranking internazionali e lì ci arrivi solo con attività di ricerca di alto livello, riconosciuta da tutto il mondo accademico e nn solo da chi caccia la grana, che dà la massima libertà ai suoi ricercatori e che partecipa a un nugolo di progetti internazionali.

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È arrivata molta gente qui davanti ai leoni disegnati da Ybl, 80. 000 persone stimate, la piu grande manifestazione contro il governo da qualche anno in qua, volti belli e puliti, forse anche troppo, è in piazza la Budapest liberale, gli universitari, gli amici degli universitari e i loro genitori, quelli che qui chiamano “attivisti”, qualche intellettuale ed artista (come il mitico Brody Janos) e il ceto medio, quello che come osserva qualcuno piu attento di me sta scendendo in piazza ovunque qui nella vecchia oltrecortina, Romania, Belgrado, Polonia. E a chi bazzica da anni queste manifestazioni fa strano non vedere tutto quel pittoresco sottoproletariato ungherese di baffoni, giubbotti jeans e facce da stipendi troppo troppo bassi che si vede ai cortei di Fidesz e Jobbik, per intenderci.. qui c’è la meglio gioventù del paese, gli universitari ci sono tutti, perché almeno loro han capito che se si chiude un’università poi magari se ne chiude un’altra e si mandano a casa i professori scomodi, e qualcuno in europa lo sta già facendo. ci sono molti stranieri, che Budapest è cosmopolita, anche grazie al Ceu e i budapestini nn piu studenti che nn vogliono che la città pian piano ritorni indietro di 25 anni, a com’era prima del Ceu, invecchiata e isolata, sognando l’america negli swing di eric Clapton e l’italia nei poster della Loren. e loro nn potranno che fare come molti dei loro padri: emigrare per lavoro, fare i “dissidenti” e nn tornare più se non a regime finito, o diventare cittadini di serie B.

Sono 80,000 e sembran venuti quasi per caso qui, come se nessuno sappia bene cosa farne, dagli altoparlanti si sente poco, i discorsi li fanno quasi illustri sconosciuti, che in ungheria se c’è qualcosa di sacro, oltre al turul, rapace progenitore di Arpad c’è la società civile, che da sempre scende in strada diffidando di potere, sindacati,opposizioni varie troppo tenere e corrotte. Ma vuol dire anche che nn c’è nessuno che li guida, che indica per bene una strada e un progetto e la vera opposizoone al progetto orban verrà da Washington o Berlino..

Senza un’organizzaizone risoluta, 80.000 risutan troppi per il punto di ritrovo sotto i leoni e la splendida scalinata dei giardini del castello, un punto troppo piccolo chiuso com’è da Danubio, tram e tavolini dei caffè, troppi per il ponte delle catene, che i grandi cortei, si sa, devon passare dal ponte elisabetta, e alla fine sembran poi pochini per la piazza del parlamento dove si tengono i discorsi finali. Si, perchè chiedono il veto alla legge al presidente della repubblica, ma mica salgono lassù, sulla collina di Buda, no, il corteo va a Pest, davanti alla piazza del parlamento, perché tutti sanno che in Ungheria se c’è uno che comanda quello è Orban e nn ammette interferenze e difatti i cori son tutti per lui.

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Inno nazionale e fine prima parte.

Inizio seconda parte.

Si scatena la serata della rabbia, la gente rimane in piazza, qualche migliaio, tutti molto arrabbiati, i cori che prima eran belli e colorati ora son sempre gli stessi, ma urlati come una canzone metal, “in prigione”, “ruszki haza (russi a casa!)” “sporco Fidesz” e il più gettonato “Orban vattene” (quel takarodj che si dice ai cani, pussa via, che ho imparato quando si tentò di cacciare l’allora leader socialista Gyurcsany). La gente rimane in piazza, la polizia accorre in massa, ma nn provoca e lascia sfogare, son giovani si sa.

Si fa sera, si accendono le luci. Orban tra i suoi mille progetti ha rifatto la piazza del parlamento nel 2014 per vincere le elezioni con un po’ di regali elettorali. La mia teoria è che ha sbagliato i conti, quello che fino al 2014 nn si può fare ora si può, manifestare fin quasi alle scale del parlamento, quelle aperte raramente, che ho visto salire solo da Cameron, erdogan e altri pochi eletti. Puoi arrivare li a un passo tu e tutta la tua folla che inveisce dietro di te. E poi il parlamento con la nuova illuminazione è di una bellezza sconvolgente, anche in inverno a -15, figuriamoci oggi. Ti vien voglia di restare. A goderti lo spettacolo. E lo spettacolo sei anche tu.

Poi ci si stanca anche di questo e allora si va in giro per la città. Un pugno di valorosi (saran cmq qualche migliaio) si sposta prima verso la vicina sede del ministero della pubblica istruzione, un palazzone terrificante nato per esser la sede del comitato rifornimenti di guerra, poi si attraversa la città, stazione ovest, grande viale, stradine buie del sesto distretto, direzione quasi piazza degli eroi, per gridare sotto la sede di Fidesz, il partito di Orban.. qui le uniche scene di tensione o quasi, ma la polizia è bravissima, è che siam stati tutti scottati dagli scontri del 2006 quando l’allora opposizione Fidesz nn fece altro che denunciare (giustamente) la “brutalità” della polizia contro i manifestanti e allora oggi..

Poco piu in là nella piazza degli eroi, bellissima, la scritta in legno Budapest illuminata da fasci di luci colorate. La città assiste impassibile.

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Alla Difesa del Parco

13509121_1256718791012498_97998121456750124_nLe mie finestre danno sul cortile di dietro del palazzo: il cortile sarà largo si e no un metro, non si può farci un giardino perchè ci son grandi pietre squadrate appena sotto il terreno, messe chissà da chi e in che epoca, ma ci crescono due alberi spontanei, non sono querce ma nn si può avere tutto dalla vita, sono uno grande e uno piccolino, come dei fiori di campo, con gli uccellini che cinguettano e larghe fronde che mi fanno ombra al mattino quando batte il sole. Ora però il condominio li vuole abbattere, evidentemente per qualcuno sono un peso o ha altri interessi, io ci provo a contattare un agronomo e a difenderli con i denti, ma già mi preparo a mettere i gerani e le tende da sole…

è che gli alberi sono un grande problema a Budapest, per far tagliare degli alberi secolari ieri è dovuta intervenire la polizia, 200 agenti, un blitz all’alba come nei film, per sorprendere e dar battaglia ai sedicenti “difensori del parco”, portati via di peso in manette (i filmati son degni della val di Susa). Una pericolosa setta di amanti del verde che da un po’ di mesi sta cercando di ostacolare i grandiosi piani del governo Orbàn, che come grande investimento (speculazione) della legislatura 2014-2018 ha preso di mira il parco di Budapest, il Varosliget. (no, non è l’isola Margherita..).

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il membro della gunta del VII distretto Moldovan Laszlo portato via dalla polizia.

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è una storia vecchia.. la mia piccola trattoria di quartiere, con le tovaglie a quadretti e il cuoco gobbo e claudicante, a due passi dal caffè New York è in via Bassa del Bosco, anche se sei in mezzo alla città e di bosco non vi è alcuna traccia. In realtà, come nell’ambientazione di un’opera di Shakespeare, Pest è nata sull’ansa di un grande fiume, circondata da un fitto bosco e se si osserva oggi la pianta della città il bosco lo si vede ancora, è diventato una grande fascia verde che chiude i quartieri semicentrali, c’è il Nèpliget, il parco del popolo, l’enorme parco-cimitero monumentale Kerepesi, l’isola Margherita e il Varosliget. E quest’ultimo è quello più vicino al centro, collegato prima da via Kiraly a metà 800 e poi a fine 800 dal grandioso boulevard che ha per nome viale Andrassy, con la spettacolare piazza degli eroi a fare da ingresso trionfale al parco..

Certo si è un po’ ristretto se vedo dov’è via bassa e poi dov’è via alta e presto sarà ancora più stretto, ora che il governo ungherese sta avviando un progetto di “riqualificazione dell’area” si dice sempre così, con 3-4 musei nazionali in un nuovo quartiere dei musei che scopiazzerà Vienna… c’è di mezzo poi la ragion di stato, che vuol costruire musei nazionali per la gloria della nazione e liberare così finalmente le sale del palazzo reale di Buda, dove gli odiati comunisti misero la Galleria Nazionale ungherese, perché ridiventi sede del governo di sua maestà. Certo ci son delle regole e il verde è sacro e di tutti, ma forse era di tutti anche 150 anni fa quando qualcuno percorreva via bassa del bosco e si iniziò a chiedere dove caspita è il bosco…

é che il parco soffre di una malattia antica, la vicinanza alla città, e dalla fine dell’800, quando si pensava in grande fu tutto organizzato, il lago naturale diventa laghetto, nascono gli svaghi per la società di massa: lo zoo, il luna park, le terme, il castello delle fiabe, il circo e la società di pattinaggio.. e si è riempito già di tanta pietra e cemento, un po’ per la storica esposizione universale del 1896, quella del millennium, i festeggiamenti de 1000 anni dei magiari in europa, e poi altre fiere industriali fino agli anni 80, il parco ha un palazzetto dello sport orrendo che nn si riesce ad abbattere, strutture chiuse, i parcheggi dell’ex piazza delle sfilate, quella della statua di Stalin e poi di Lenin, quella dove Rakosi (il piccolo Stalin) fece abbattere il tempio mariano, e poi il ristorante sul lago, l’odiato monumento al 56 (eh si, bruttarello e nn piace a nessuno), c’è persino un’installazione dedicata all’ingresso dell’Ungheria nell’Ue, sfido ogni abitante di Budapest a indicarmi cos’è. E dimenticavo tre musei che già ci sono, il museo dei Trasporti, il museo di Bella Arti e il padiglione dell’Arte… insomma un po’ di tutto che da solo racconta l’incredibile storia ungherese dell’ultimo secolo ma la storia contrariamente a quanto si pensava pochi anni fa non accenna a finire.

Han provato a dirci che costruire 3-4 nuovi musei in un parco equivale a renderlo più verde. (sic). Le stazioni della metro di Budapest sono piene di grandi manifesti bianchi e verdi di un parco del 3000 con un museo che manco si vede, interrato e con l’erba sul tetto, le pareti trasparenti, e bellissimo e un lago all’ingresso, un po’ come in certe pubblicità dell’auto elettrica che prende tutti i giorni la famiglia Barilla per andare a lavorare.. Certo andranno al posto di qualcuna delle strutture che già ci sono, ma come mi dice Donald, amico inglese saccente, mettere chissà quante tonnellate di cemento sotto il terreno di un parco non è comunque una brillante idea.

Io penso solo ai musei che porteranno migliaia di persone (che qui sappiamo che con la cultura si mangia e dà attualmente 1/3 del pil) in giro per il parco, tra “eataly magiare e visitor’s center bookshops e caffè” e il parco non sarà più un parco per correre al mattino o stendere una coperta a quadri e sdraiarsi con la tua bella o solo bighellonare, come facevano i personaggi dei racconti di Ferenc Molnar…

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P.S.Ogni tanto vado in Italia, e giusto ieri  – giorno della difesa del parco – ero su un aereo carta di identità nel taschino, se no due pssi nel parco me li sarei fatti, a respirare un po’ d’aria buona (e a giocare al reporter)

P.S. n.2 se sei in visita  aBudapest e vuoi saperne di più del parco, di Orban, della città e dei suoi cambiamenti il consiglio è affidarsi ai miei tour guidati in italiano, sotto il nome  dell’altra Budapest (link)

le foto sono di ligetvedok…

Putin a Budapest

Il giorno della visita di Putin  a Budapest, tentando di stringergli la mano, o almeno di raccontare la giornata sua e della nazione

foto di Alessandro Grimaldi.

‘E’ febbraio, un mese freddo, ho portato una stufetta dall’italia,ma la spina a 3 qui non entra nelle prese. L’adattatore costa 3500 fiorini, la porto allora da un omino giusto accanto al mercato di Hunyadi tèr, lavora in uno scantinato, scendo delle scale ripide, dentro è sporco, vive col cappelino di lana. Mi cambia la spina per 400 fiorini, “Nel frattempo si sieda.” Prende un pio di giornali gratuiti che ti arrivano nella posta. (Ha capito che sono straniero) e mi fa “Siediti qui e leggi un po’, ci metto un po’. Questa…., questa é la Pravda” (per dire il giornale). La Russia a Budapest è questo. E oggi è il giorno di Putin, a Budapest in visita dopo 9 anni.

Putin pare sia uno che si alza molto tardi e lavora solo nel pomeriggio. Oggi fará uno strappo e atterra a Budapest alle due del pomeriggio. Quando esco di casa la polizia è praticamente sotto casa mia, solo dopo qualche ora realizzo che nel tragitto tra una corona di fiori e l’altra passerà da Rottenbiller utca, giusto all’angolo di casa.

3-4 poliziotti a ogni angolo, ma posso andare lungo l’Andrassy, ché secondo programma Putin atterra alle 14 e subito va a deporre una corona di fiori a piazza degli Eroi, sulla tomba del milite ignoto (come tutti i militi ignoti, nato negli anni 20-30, cosa ci va a fare Putin ancora non l’ho capito, se non un doveroso paio con l’altra corona di fiori, all’obelisco per i morti sovietici del 45 (ma anche del 56, quelli che schiacciarono”gli aneliti di libertà del popolo magiaro”). Alle  sull’Andrassy 13.55 c’é un po’ di gente, saremo un centinaio, fin dove fanno arrivare, fino all’ultimo incrocio prima della piazza, qui nella zona della ambasciate, con i nomi delle strade dedicati a grandi pittori, qui siamo a Rippl Ronai u. post impressionismo e amicizia con Gauguin.

Andrassy ut, after Putin

Un bel gruppo di poliziotti, ma rilassati, han lo stesso sguardo nostro, il secondo uomo piu potente del mondo o quasi passerà di qua, e ora che gli dico..

Fa freddino. S.B , una persona che credo abbia capito tutto dell’Ungheria ha messo su facebook un post fantastico: qualcosa del tipo” il servizio meteorologico dell’aeronautica militare (magiara) annuncia l’arrivo di un’ondata di gelo da est. Le temperature si abbasseranno a partire dalle 14, è previsto ghiaccio.  Non uscire di casa”. La credevo solo una geniale trovata e invece Putin ha davvero portato un’ondata di gelo.

Passa il tempo e Putin nn si vede, tutti un po’ spazientiti, vecchi e turisti. Poi si apprende che l’aereo di Putin è in ritardo, manco avesse peso un aereo della Wizzair. Nell’attesa apro Index.hu. sempre geniale. C’è uno fisso a studiare quel sito che ti dà in tempo reale le rotte degli aerei. La flotta imperiale di Putin ha 4 aerei, (Eva Balogh dice invece 8)uno è sulla Slovacchia, uno in Bielorussia, uno era in volo un’ora fa, uno é tornato indietro). Ci aggiorna ogni 10 minuti. Nell’attesa postano un vecchio discorso di Putin, poi una foto di Putin bambino che dà un fiore a Ronald  Reagan, o forse mi sbaglio.e le ultime sul Videoton (lasquadra di Szekesfehevar, gioiellino personale diOrban) che  incontra in amichevole il CSKA di Mosca)

Spunta un pallido sole solo verso le 15.30 un segno divino. Ancora qualche minuto a cercarsi di riscaldare le mani al sole di Budapest di febbraio ed ecco il ronzio di un elicottero. Poi debolissimo in lontananza la banda, la gente allineata sull’Andrassy sporge i colli all’insù. Poi arrivano sfrecciando 10 auto nere e auto della polizia, in direzione opposta a quella che pensavamo. Niente corteo trionfale lungo l’Andrassy, vetri oscurati. Poi un grande vuoto. Tutto qui?

appena consentono vado in piazza. Drappi russi e ungheresi sui pennoni, corona di fiori coi colori russi, semplice ed elegante, la statua a cavallo di Arpad che si chiede cosa sia.

Davanti alla vicina ambasciata russa era in programma subito dopo una manifestazione proPutin.

Mi aspettavo un piccolo gruppo autoorganizzato tipo le manifestazioni”spontanee” che inneggiavano a Gheddafi (ora che lo rimpiangiamo). Invece appena arrivo vedo due inconfondibili figure di Jobbik (la temutissima estrema destra magiara), giubbotti neri, aquile, baffi all’insù, grandiungherie tatuate sulle guance, ma a guardar bene c’è di tutto, un paio di bambini felici con i loro genitori che posano con bandiere bianche rosse e blu, siriani budapestini con bandiere della Siria, qualche rispettabilissima ragazza russa che ci fa tanto amare questo paese, vecchi nostalgici in logori cappotti coi nastri neri e arancioni di SanGiorgio sui baveri, un uomo molto sospetto vestito normalmente ma con delle scarpe bellissime, che di sicuro sarà uscito dall’ambasciata dalla porta principale. C’è pure una faccia nota, un amico italiano che citerò per iniziali (P.N.) che mi saluta e mi dice, vedi, siam tutti compagni, ti presento il compagno ungherese R. Dopo un’ora e mezza piú o meno tutti i presenti si sono avvicendati sul palco (saremo in tutto una cinquantina) e tutti han piu o meno detto, siam qui per la pace. Pace in Ucraina, pace per i nostri fratelli russi in Ucraina, come in Scozia  e Catalogna. Il primo ha fatto “Accusano tutti Putin di essere un dittatore. E allora?? sarà pure un dittatore, ma lo nella direzione della pace. “ Applauso. Prende la parola anche uno che fa il giovane ed è tutto incipriato, il reverendo Hegedus Lorandt il giovane, (il padre fu uno degli “eroi” del 56, lui è uno dei leader di jobbik, la sua chiesa in pienissimo centro ha un busto del “dittatore” magiaro sulle scale. Destra e sinistra, cattolici, ortodossi e protestanti uniti nel nome di Putin e della pace.

Io rimpiango invece di nn essere diretto subito verso il Parlamento (terza tappa del tour di Putin). Dovevo aspettarmelo. Dove c’è Putin c’è sempre una bionda che si spoglia: una delle Femen ha dato anche lei sfoggio della sua passione la politica. Quando vado io invece tremante dal freddo strade buie e polizia che ha isolato tutto il parlamento per il raggio di 500 metri.

Budapest today

La giornata però ancora nn è finita. Putin e Orban sono ancora al lavoro, chiusi in una stanza del parlamento a discutere e discutere nn si sa neanche di cosa, dovevano uscire alle 18.30 ma ancora nn si fanno vedere. Solo alle 19.45 si mostrano per la conferenza stampa congiunta. I due sembrano un po’ stanchi. Prima di parlare però una sfilza di ministri e sottosegretari si siedono su due poltroncine Luigi XVI per siglare una serie di trattati bilaterali energia, infrastrutture, sanità,  alla quint firma si siede il capo di Rosatom, l’ente di stato russo per ‘energia nucleare. Sembra Arrigo Sacchi.

La conferenza stampa dura 45 minuti. La seguo sulla TV dell’opposizione (ATV), quella che si vede meglio sul net. Incredibilmente Putin è ancora più basso di Orban e con Berlusconi potevano fare gli sfigati a scuola. All’inizio ognuno ringrazia l’altro (cosa tutt’altro che scontata). Ringraziamo il presidente Putin per la visita. “E’ stato un grande onore per noi”. No, no sono io ,che devo ringraziarmi per avermi dato l’immenso piacere di essere venuto nella sua

Conclusione degli esperti di ATV: non è successo niente. Almeno niente di quello che nn sapessimo già. La Russia continuerà a fornire il gas all’Ungheria, con un nuovo contratto a lungo termine, la Rosatom costruirà due nuovi reattori per la centrale nucleare ungherese di Paks, si aprirà un nuovo consolato ungherese a Kazan. Rapporti tra industrie farmaceutiche. Le sanzioni sono cattive. In Ucraina vogliamo tutti la pace. Speriamo che la pace di Minsk tenga. Sia lode al signore.

Mezz’ora di conferenza stampa e cose che già sapevamo energia, guerra, sanzioni. Allora bisogna pesare le parole. Orban usa la parola Eurasia. E nn usa la parola Paks (la località  mitia della centrale nucleare magiara). Putin dice la parola 10.000 posti di lavoro e 10 miliardi di euro “prestati all’ungheria a condizioni mooolto vantaggiose”.

 Di cosa han parlato allora,cosa è successo.. la risposta forse è tra le pieghe, nei dettagli in quella frase in cui Orban ha detto.. “ah si mi son dimenticato di dirvi che c’è un po’ di gas avanzato dalla fornitura precedente e non lo paghiamo, siamo d’accordo e in cambio facciamo usare i nostri depositi  di gas a Gazprom che ne ha tanto bisogno” e in quel sottovoce di Putin “e visto che il South Stream è saltato per aria con i nostri amici turchi abbiam pensato di fare un TurkishStream e  l’Ungheria ci darà una mano”. E solo alla fine forse stanchi si allargano un po’. Putin si scalda un po’ per accusare l’UE di aver sabotato il South Stream (è vero!) ponendo dei trappoloni in Bulgaria. Orban prende d’impeto la parola per dire che se l’Europa vuol essere competitiva ha bisogno della Russia e dell’energia russa. e che “Ieri sera alle 20 è volato a cena da Vucic, premier serbo per parlargli giusto di questo. E anche Grecia e Macedonia sono d’accordo”. L’Europa dell’Est si sta spaccando in due: pro Russia (Ungheria, Serbia, Bulgaria, Grecia, Cipro, Rep. Ceca,Slovacchia) e antiRussia (Polonia, Romania, paesi baltici). Stretta di mano, Putin ha fretta, Orban invece gli fa un cenno, andiamo davanti ai microfoni, stretta di mano.

No, i commentatori di ATV ne son sicuri. “Io nn ho visto niente, non è successo niente. o nn ce l’hanno detta tutta.

Free internet in free country

sottotitolo: – Possono anche portarci via il nostro futuro, ma non il porno in HD

IMG_20141026_181008I parteciperò su facebook erano arrivati a 40.000 in piazza ce n’erano ancora di piu. Una delle piazze dimenticate di Budapest con la statua alta alta del palatino Jozsef e il mastodontico e bruttarello ministero delle Finanze, una delle poche piazze della città interna non toccate dall’ondata di lavori e rifacimenti e restauri che ha investito la città in questo clima elettorale. Lo diceva anche OV Orban Viktor, ora finalmente le elezioni sono finite, politiche ad aprile, europee a maggio e amministrative a d ottobre. 2/3 dei seggi ottenuti in tutte e tre dal partito unico di governo Fidesz (magari anche meritati, ma i commenti post elettorali son sempre  stati del tipo: quanti anni ci vorranno a ricostruire la sinistra in Ungheria)  e ora finalmente tre anni e mezzo senza elezioni. Poi l’errore. In Ungheria si impara subito che il comunismo ha preso il potere alla chetichella con la politica del salame. Prima una fetta poi l’altra, finchè non finisce tutto. Prima attacco solo la chiesa, poi solo la classe sociale A e poi la categoria B. L’errore di Orban è stato dire di voler introdurre una tassa che colpisce tutti ma proprio tutti, e a cui tutti sono contrari, una tassa che colpisce la posta, i film, le telefonate, il sesso estremo, i giornali e le ricette di cucina, i sentimenti e i soldi,  il lavoro e il tempo libero, una tassa su internet.

Non so molto e magari mi basterà leggere qualche articolo su internet per essere superinfromato, ma io sono uno che vuol consumare le suole delle scarpe e guardarsi attorno, so solo che c’era questa manifestazione di protesta contro la tassa, un evento creato su internet, scoppiato credo tra le mani degli organizzatori. 40.000 parteciperò e gente che scopre che la democrazia ormai non è andare al seggio ma mettere un mi piace. Ho invitato un po’ di gente, su internet ovvio. Poi ieri un amico canadese Tod, mi fa” ma che cosa è quell’invito, dici che ci devo andare?” “Beh si, sai….” e un inglese un po’ più informato “E’ una cosa stupida no?” “passi punire i tabagisti o chi vuol studiare una cosa non utile alla società come letteratura o economia, ma internet è comunicazione… “ perché tassare internet per togliere l’IVA sugli animali da fattoria?” insomma tanta gente, tutti qua, la piazza è piena stracolma.  Ma senza fretta. Dateci solo il nostro torrent e web radio. Niente bandiere, giusto una dei pirati e al massimo qualcuno con qualche scheda video vecchia o un tower in mano. Quasi una manifestazione spontanea,  niente Camusso e correnti di partito  in libera uscita, il palco è piccolino e cattiva è l’amplificazione. Due discorsi un po’ penosi, giusto slogan e neanche 4 parole messe in fila.. il colpo di scena è “facciamo vedere quanti siamo, tiriamo su i nostri telefonini..” eccoli. Mi guardo intorno, la piazza è piena, c’è tanta gente, stavolta forse una certa idea di chi è venuto la si può avere, nn le solite piazze supereterogenee di partiti e voti volatili, ma soprattutto tanti giovani, e chi è che usa internet?, educated people direbbero i miei amici anglofoni, studenti che studiano per lo più, gente che si informa, gente che magari non ha votato o ha votato Fidesz, che nn segue la politica, che magari non protesta per tante cose, ma che qui sa che deve scendere in piazza, sa che è nel giusto, sorride. Dateci internet. Passa uno con la pettorina fosforescente e in mano lo scatolo di un router con un buco al centro che chiede donazioni. Non si capisce per chi.

pochi cori: “Non molliamo!” per lo più e poi qualche sparuto “Orban vattene!” e “Orban dimettiti!”, detti quasi con paura, caso mai ci sentano. Il piu forte è “Internet libero in libero Stato!”. È il XXI secolo.

E pensare che un 2-3 ore prima c’era stata la manifestazione degli ultras di tutta l’Ungheria davanti al parlamento per protestare contro la lega calcio e le misure di sicurezza negli stadi, la tessera del tifoso e un No al calcio moderno. Lo leggevo dirante lo spuntino premanifestazione, 2000 persone e veloci 10-15 minuti di discorsi. Poi tutti a lavorare.

Altro colpo di scena: 48 ore di tempo al governo per togliere la tassa, se no ci ritroviamo di nuovo in piazza a protestare.. e ora tutti in marcia lungo l’elegante Andrassy ut.

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E’ una bella passeggiata sull’Andrassy, l’occhio esperto capisce che si è in tanti, io vorrei osare addirittura un 100.000, nessuna bandiera e nessun servizio d’ordine. Ma tanto siam gente civile. Prima dell’Opera una bella camionetta della polizia. I volti non sono tesi, ma si vede che è gente al lavoro. “Ciao ragazzi!!!” fan le ragazze divertite.  Nessuna bandiera, pochi anche i cartelli. Mi sposto un po’, capito accanto a due ragazzetti, tipo Beavis & Butthead. Hanno due cartelli scritti sul retro del cartone delle pizze. (Pizzaforte) Uno ha un cartello in inglese Say no to tax. L’altro ha il cartello girato, una ragazza lo vede di sfuggita, lo rincorre, lui si mette tutto contento in posa per la foto. Il cartello dice “Possono anche portarci via il nostro futuro, ma non il porno in HD!” Kodaly korond, coro forte “Europa Europa!”. Bajza utca. Due di mezz’età accanto a me.. “Mi ricorda le sfilate del primo maggio” “io non riesco a camminare, non ho le scarpe adatte” “le scarpe o le suole?” “non le posso pagare.” Si indica il petto con l’indice “Sono un’azienda in crisi” Piazza degli eroi.

Piazza degli eroi. La piazza si riempie. C’è un mucchio di gente sulle statue, gli organizzatori, ragazzetti, neanche carismatici, il capo ha il megafono e una barbetta, ma è più che sufficiente a queste 100.000 persone. Ci sono anche i due  di prima con i cartelli di cartone, appollaiati di lato, l’altro ha scritto sul retro del suo cartello “Teniamoci il porno!” si vede che anche a lui piacciono le ragazze. i cori diventano più convinti, parte addirittura uno “Sporco Fidesz” (che qui mocskos è una delle peggior cose che puoi dire a qualcuno) ma c’è di più. Parte un “Hazaarulo” traditore della patria, che è invece la peggio accusa che si può dire di ogni vero ungherese. I ragazzi sono contenti.  Sappiamo di avere ragione. In alto i vostri cellulari. Cori. Piazza degli eroi è sempre splendida con la sua illuminazione notturna, luci fredde per le statue dei capi tribù magiari di 1000 anni fa  e luci calde per le colonne neoclassiche del Museo di Belle Arti. Il drone della polizia si abbassa rumorosamente.  Ancora il alto i cellulari. (uno parla nell’orecchio del barbetta) “Un’ultima volta, poi cantiamo l’inno e tutti a casa”.

Via del ritorno, sull’Andrassy  ancora solo per noi pedoni al centro della strada. Nell’ombra di lato un barbone che ravana dentro un bidone. A lui la manifestazione non interessava.IMG_20141026_194643

Dal Kazakistan con amore

Whether for good or ill, I have lived my life, travelling a long road fraught with struggles and quarrels, disputes and arguments, suffering and anxiety, and reached these advanced years to find myself at the end of my tether, tired of everything. I have realized the vanity and futility of my labors and the meanness of my existence. What shall I occupy myself with now and how shall I live out the rest of my days? I am puzzled that I can find no answer to this question. (Abai Qunanbaiuli) IMG_20140602_10291225 anni fa in Ungheria eran tutti comunisti, ma ora son tempi duri, tempi di crisi, al governo la destra è più forte che mai, prende più del 50% dei voti e più dei due terzi dei voti in parlamento, è una destra solida e unita, insomma un solo partito, un sol’uomo,  e tra i suoi miti fondatori ha la lotta al comunismo. Comunismo vuol dire come potere che viene da fuori che impedisce la piena realizzazione del vero spirito ungherese, perché questo sul magiaro medio fa sempre presa. In realtà se cambiasse le magliette o se vedessimo allo specchio il parlamento ungherese nn ce ne accorgeremmo neanche. Sentivo, a 8 e mezzo di Lilli la Rossa, Curzio Maltese candidato alle europee per la lista Tsipras. Le ricette che proponeTsipras (grandi interventi pubblici, aumento di spesa su tutti, intervento dello stato nelle banche, no al trattato di libero scambio con gli USA, etc. ) in Ungheria  è programma già da 4 anni. Magari la democrazia ce la perdiamo ma..

Chi vive a Budapest sa che la città è un brulicare di belle statue in bronzo e marmo, non solo di santi dorati nelle chiese, ma di uomini politici piu o meno noti un po’ in tutte le piazze. Budapest è una città di piazze stupende. Una bella statua nn si nega a nessuno, tra le ultime son spuntati Cseh Tamas (il Gaber ungherese) e Peter Falk, si, il tenente Colombo (la leggenda vuole di origini magiare). Anche il suo cane ha una statua.  Si seminano statue senza interruzione da un centocinquant’anni chiunque sia al comando.. liberali, conservatori, comunisti, fascisti, comunisti, e quelli di oggi (orbanisti). Ognuno vuol dire io c’ero, ed ho un poster in camera che voglio condividere con voi. Chi apre una guida turistica sa che le statue comuniste più compromettenti son tutte in un parco fuori città, fatti un’ora di mezzi e ci sei. Qualcuna meno compromettente ha cambiato nome, da statua della liberazione a statua dei liberatori cambia tutto. C’era poi lo spinoso caso della statua fatta dai comunisti davanti al parlamento, ma che raffigurava un padre della patria, Kossuth Lajos, una sorta di Mazzini ungherese. Una statua bella e vincente, col dito in alto e il popolo in basso ad ammirarlo. Ma si è pensato bene di mettere quella di prima, imponente, ma triste, marmo e viso corrucciato all’ingiù.

Cseh Tamás

Peter Falk

Kossuth Lajos

Kossuth-emlékmű

Nel manuale Cencelli dell’arte pubblica magiara il caso ancora più delicato è se la statua è pubblica, ma nn all’aperto. Che fare allora della statua di Marx nell’atrio dell’università di economia prima università Carlo Marx?.  Ancora se ne discute e avevo letto cose strane, e allora ieri ci sono stato a fingermi studente fuoricorso tra i corridoi ma eccolo là, Marx seduto in poltrona, proteso in avanti col libro in mano e l’altra mano semichiusa con i palmi in giu che a un napoletano sembrerebbe dire questo è il piunto, caro mio.. Marx resiste ancora nonostante in città sia sorto anche un bel busto del “duce” (vezèr) magiaro del ventennio et al

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Karl Marx

Karl Marx Budpaest

Karl Marx

Marx mi strizza l’occhio, ma sulla mia personalissima agendina avevo segnato anche altro.. Succede che se in Italia siam tutti contenti che il Qatar abbia comprato il 49% di Alitalia, mentre Airfrance ci preoccupava molto, l’Ungheria di Orban ha da tempo teorizzato il concetto di apertura ad Est, ormai in  europa ci siamo e sarà difficile cacciare qualcuno, andiamoallaconquista di altri mercati. I russi costruiranno i nuovi reattori della centralenucleare di Paks, cinesi indiani e coreani useranno la terra dei magiari per produione e logistica, siamo un ponte tra oriente e occidente, dialoghiamo con tutti. Un tre anni fa ero all’inaugurazione della seconda statua di Reagan a Budapest, un mesetto fa han ripreso i rapporti diplomatici con la Corea del Nord (c’è pure un monumento a un compositore sudcoreano, il grande Ahn Eak Kai,  però nel parco).. Un colpo al cerchio ed uno alla botte piena ed uno alla moglie ubriaca però…

Ahn Eak Tai statua Budapest

Ahn Eak Tai

statua Ronald Reagan Budapest

Ronald Reagan

C’è poi che con da un annetto ho ripreso a correre nel suddetto parco, grande bello e selvaggio in parte, il Varosliget, il grande parco municipale che si apre alle spalle di piazza degli eroi e nel mio percorso abituale, tra via Stefania e via Tolstoy ho iniziato a leggere bello nuovo e nero su bianco il segnale stradale via Asztana (il piccolo okoskodo (HUN),  bambino intelligente degli anni ’80 – primi anni ’90, che amava aprire l’Atlante Geografico de Agostini per vedere le capitali del mondo e la cartina fisica dell’Europa o dell’Antartide, riconoscerebbe al volo la capitale del Kazakistan, neo membro dell’Alleanza euroasiatica (Russia, Bielorussia- Kazakisztan, da cui l’Ucraina si è defilata e…) Il kazakistan sarà uno stato comunista e dittatoriale, ma ci dà il gas e ci fa fare impresa e noi siamo gente aperta, come gli italiani.

Asztana ut Budapest

Ed ecco che poi nel mio ultimo allenamento vedo su via Asztana un grande faccine in bronzo, scalini in marmo e piedistallo bianco, e capisco ci siamo, eccolo finalmente il monumento all’indimenticato scrittore kazako  Abai Qunanbaiuli, finalmene a Budapest (l’unica sua statua al di fuori del kazakistan è a Mosca, che twitter ha pure reso famosa, qui si incontravano quelli delle proteste a Putin nel 2012, il leader della protesta che twittava..”un monumento a uno sconosciuto kazako”. Ma Budapest è ponte tra  oriente e occidente. Certo un monumento di cui si sentiva la mancanza qui in città. Ok, ci sono ancora i sigilli, lo inaugurano domani 4 giugno (non un giorno qualunque qua, ricorreranno i 94 anni dal trattato di pace con cui l’Ungheria perse i 2/3 del territorio, cose che succedono se perdi le guerre mondiali). Ma il faccione è già lì e io voglio fotografarlo ocn calma.poeta kazako Budapest

Quando mi avvicino c’è un tipo in bicicletta che parla con un giovane, inizio a scattare foto, un bel viso dell’Asia centrale, altipiani, cappelli strani, treccine, labbra carnose, occhi a mandorla, scalini bianchi e panca in marmo, han pure rizollato il terreno circostante, la differenza col prato spelacchiato attorno è curiosa. Ci giro attorno per prendere tutte le angolazioni, dietro c’è la scritta ”regalo del kazakistan al popolo ungherese” che mi fa ricordare il regalo dei lavoratori di Sofia al popolo magiaro del busto di Dimitrov che era in linea d’aria a 100 metri da quel Carlo Marx di prima.. Arrivo a favore di sole. si vedono striature, mateirale un po’ deteriorato, è una statua vecchia, beh  comunque non nuova, diciamo usata, tirata fuori da chissà quale magazzino.. mi accorgo solo ora che il signore in bici è praticamente uguale al sommo poeta. Nn ce la faccio a fotografarlo bene senza farmene accorgere. Si allontana, mi avvicino al giovane, gli fo:“come ti piace?” (tipica espressione magiara) il giovane nn sa nn risponde (tipico modo di fare magiaro) lo incalzo col sorriso sulle labbra: “se ne sentiva la mancanza, dì là verità? Espressione ebete “almeno è qualcosa di nuovo” ( ecco me la cavo cosi e siamo tutti d’accordo).

Accanto a noi un’intera squadra di barboni-giardinieri – lavoratorisocialmenteutili è al lavoro per innaffiare le aiuole improvvisamente comparse ad abbellire questo tratto di parco e a togliere i fili d’erba spuntati dall’asfalto sulla strada. Domani abbiamo graditi ospiti da un lontano paese dell’est.

Ma poi c’è anche un’altra Budapest a cui mi piace attaccarmi e allora, io che ho informatori nei peggiori bar della capitale, mi dirigo in mezzo al prato trale frasche al termnine della via Tolsztoy, dove su indicazioni precise del mio caro amico Mark vado ad abbracciare il busto di Csercsa Tamas anche lui un po’ orientale e sorridente. Lì un po’ nascosto, ma comuqnue a 100 metri da Tolstoy e a 50 da Rudolf, figlio sfortunato di Sissi e Francesco Giuseppe. Prima di Pasqua mi era arrivato un sms, vieni qui e qua domani sabato alle 18, inauguriamo una statua. La statua è questa, è illegale, l’han messa loro, artisti, l’ha fatta un nostro amico scultore, o almeno uscito dall’isttuto d’arte. E’ bella. Ed è rimasta lì. Non disturba nessuno, nn l’hanno levata. Immortala un loro amico elettricista. E’ davvero bella. La targa dice: Csercsa Tamas, elettricista

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stauta illegale budapest Csercsa Tamas elettricista

Pace (in) marcia

Ancora una settimana fa sentivo in giro tanta incertezza, sfiducia in Orban che li aveva trascinati, in fondo, in una crisi finanziaria perchè vuole farsi re e comandare, la gente incominciava a guardarsi dentro il portafoglio alla ricerca di quel numero di telefono scritto su un pezzo di carta da chiamare nei tempi duri.

Ma siamo in Ungheria e una settimana dopo tutto è già risolto e cambiato per il meglio, la gente ha qualcosa in cui credere, è incazzata, ha voglia di rimboccarsi le maniche. Si. E’ questo quello che ho sentito in questo vibrante paese che mi ospita, e questa grande energia e fiducia nel futuro non gliela poteva dare altri che il primo ministro e leader carismatico Orban Viktor, toccando gli ungheresi nell’unico nervo scoperto che li fa sussultare; l’Ungheria.

Viktor qui in patria ha trasformato la crisi del debito, le remore sulla nuova costituzione, la chiusura delle radio dell’opposizione e l’indebolimento dei poteri dello stato che nn siano lui  in una sorta di volontà di asservire l’Ungheria da parte dell’UE, ormai  l’Unione Sovietica è stata sostituita dall’Unione Europea, il  patto di Varsavia dal patto di Stabilità tra le Banche centrali. l’UE vuole appropriarsi delle banche e dei soldi degli ungheresi, ha distrutto l’economia ungherese, il paese nn produce niente e deve importare tutto dalla germanslovacpolonaustritalia, pagandolo per di piú in euro. E l’Unione Europea vuole anche dire che leggi devono avere gli ungheresi e scrivere la loro Costituzione. l’ungherese che si sente ripetere che il suo paese è stato negli ultimi 500 anni lasciato solo nel momento del bisogno 1.quando sono arrivati i turchi, 2. quando sono stati sostituiti dagli Asburgo, 3. dopo la prima guerra mondiale sono stati il paese piú penalizzato, 4. durante la seconda guerra le sofferenze di Budapest sono state seconde solo a Varsavia (anche qui lo sfigato arriva secondo), 5. poi nel 56 le potenze occidentali si disinteressarono, meglio occuparsi di Suez.., bene, l’ungherese fa due piu due e dice che la storia si ripete..

Bene, ora è il turno dell’UE e ora “la guerra è incominciata” mi diceva cosi una collega citando Viktor. Al che io un po’ strabuzzavo gli occhi perchè oggi c’era invece la marcia della pace organizzata dai sostenitori al governo.. nome un po’ infelice forse, ma sicuramente ambizioso, una manifestazione da piazza degli Eroi al Parlamento, lungo tutta l’Andràssy (mi sa che sono 4 Km) e poi un altro Km e mezzo fino al Parlamento, roba che neanche il turista tedesco coi calzini bianchi e gli shorts progetta con facilità..

Invece oggi ho scoperto cos vuol dire, marcia della pace a Budapest (si, nn ripetevano la Perugia-Assisi, tutta colorata, ed è un peccato, io ci speravo). ecco qua:

arrivo vicino a Hősök tere (piazza degli eroi) facendo a ritroso l’Andrassy, c’è gente, tanta gente e tante bandiere come da noi quando gioca l’Italia. Marcia della pace vuol dire essenzialmente che nn si grida, nn si fischia, non si fa baccano. Ammessi solo l’inno nazionale, un altro paio di canzoni tristi e patriottiche (tipo il szozat), canti di chiesa, inno szekely. Avrò sentito giusto un coro Viktor Viktor e un vecchietto che ha inveito contro gli sporchi liberali subito zittito in malo modo dalla gente.

Quando è caduto (o almeno si è seduto a rifiatare) Berlusconi mi colpì molto la claque che si era portato dietro il giorno dell’incarico a Monti e dell’ultimo discorso a reti unificate una claque degna di quelli che Gheddafi buonanima si portava dietro nelle piazze verdi di Libia. Una manifestazione a favore del governo, nn si fa in nessun paese democratico, vediamo allora che paese è quello che mi ospita.. anche qui Viktor è stato bravo, nessun eccesso anzi, anche qui una bella manifestazione contro, per dire all’Europa che paese è l’Ungheria, all’ungherese.

Un po’ di cartelli: “saremo schiavi o liberi?”  “EU, USA, noi stiamo bene fatevi gli affari vostri” “il magiaro sarà nuovamente bello” “nn saremo una colonia” “Orban il nostro uomo” ‘ il mondo ha bisogno di Cristo’ ‘ i nostri valori (con i disegni del crocefisso  della Santa Corona’ ‘ Brussel, IMF basta col saccheggio. l’Ungheria vuole vivere’ ‘basta bugie e diffamazioni, orban victor e gli ungheresi sono democratici’ ‘ giustizia per l’Ungheria’ (disegno della grande Ungheria) ‘ il mondo è in debito con l’Ungheria’ (disegno della grande Ungheria) ‘Crediamo nell’Ungheria’ ‘Rispetta la nostra democrzia’ “Colonizzati 1956 URSS 2012 Occidente’ ‘EU nn applicare un doppio standard’ ‘ Ungheresi di Vancouver’, il piu divertente: -1956 Tanks 2012 Banks-

potrei continuare, qualcuno divertente, qualcuno burocratico questa forse è la pace (‘EU nn applicare un doppio standard’?? chi andrebbe mai in giro con un cartello del genere???)

insomma il corteo parte puntuale come un corteo ungherese alle 16 e io me ne sto ad aspettate all’inizio dell’Andrássy che sfili tutto il corteo e il tempo invece nn passa mai. meno male che nn fa freddo, ( è un inverno insolitamente mite a Budapest, l’albero davanti alla mia finestra è pieno di foglie in estate e ha 3 rami scarni in Inverno, ma quest’anno ha incredibilmente una specie di edera rampicante con ancore 3 foglie verdi che resistono……)

Insomma alle 16.45 decido di andare a vedere che succede e mi accorgo che ci vuole ancora un po’,  saranno stati qualche centinaia di migliaia, ma non li ho contati tutti, insomma tanti

poi risalgo il corteo, per vederli tutti in faccia, l’ncredibile eterogenietà di gente che si incontra in queste occasioni, da quello in mimetica e bandiera a strisce di Arpad (simbolo di estrema destra) alla vecchina col bastone portata a braccio,

Mi colpisce un gruppo di ragazzi, tipo una classe scolastica avranno 14-15anni, nn ce l’ho fatta  a dire “ma tu che ci fai qui??” e poi a un certo punto vedo una bandiera strana e familiare, una ruota rossa su sfondo verde e blu, faccio mente locale.. curdi? tibetani? no, ci sono, la bandiera dei Rom. Bambini e Rom, gli ultimi che mi aspettavo di trovare, ma sappiamo come vanno queste cose e come ci si deve da fare.

Comunque è una sensazione strana, angosciante, quando viene il buio si accendono candele fiaccole e lumini,  si attraversa la città chiacchierando, ma senza cori o …

alla fine taglio un po’ per le strade scure di Pest e arrivo a Kossuth tèr, la piazza del parlamento, punto di arrivo. se alle altre manifestazioni dlel’opposizione c’erano transenne in tutti i giardini del parlamento qui invece la folla progovernativa si può accalcare anche lì, calpesta i fiori, si arrampica sul piedistallo in granito rosso di Kossuth. Si aspetta qualcosa che nn succede, (per fortuna), un palco superimprovvisato, pare abbia parlato quel bravuomo di Bayer Zsolt (uno degli organizzatori, diciamo che gli ebrei non gli stanno simpatici) poi mentre ancora tanta gente deve arrivare,arriva il segnale “Disperdetevi”. Bene.

Mentre vo via vedo una bandiera gialla e azzurra con una stella e una mezza luna. Vuoi vedere che ci son davvero i musulmani e sostengono Orban perchè ce l’hanno con l’UE? invece no, è la bandiera dei Szekelyi (di nazionalità ungherese che vivono in ua regione della Romania). il tipo che regge la bandiera, bassino, robusto, biondo, più simpatico e affabile della media (come molti dei transilvani) mi spiega i simboli della terra dei Szekely, il sole e la luna, i Szekely mantengono ancora il culto degli astri. quando sa che sono italiano, mi dice che ama l’italia e che l’anno scorso è stato con la moglie che gli è al fianco e la figlia che è avvinghiata alla gamba della mamma, in toscana, pisa, lucca e tutta la val di chiana. Vorrei chiedergli perchè è qui, ma desisto. E in cuor mio spero che la figlia nn avrà bisogno del passaporto per andare a Firenze quando sarà grande..