Papp Laszlo

Ogni tanto rileggo il blog quando voglio sentirmi in buona compagnia.

Esattamente un anno mi chiedevo chi diavolo fosse Papp Laszlo a cui è intitolato il palazzo dello sport di Budapest.

Oggi lo so.

“Papp Laszlo era un famoso pugile ungherese anni 40-50. Voleva diventare calciatore (quando il calcio danubiano era il primo in europa) ma era basso e prendeva sempre botte. Allora decise di diventare pugile. Vinse tre titoli olimpici. Come tutti i grandi pugili nn seppe smettere in tempo e un durissimo incontro contro uno molto piu giovane e piu incazzato, sul ring del Vasas. fu il suo ultimo incontro.
Papp Laszlo morto nel 2003.”

Hockey sul ghiaccio o come far pace con il romeno

A Budapest lo sportivo può vedere gare di alto valore tecnico nelle seguenti discipline: pallanuoto, corse dei cavalli, hockey sul ghiaccio, football americano, scherma, etc. 

L’hockey su ghiaccio perchè l’Europa centrale è tra le quattro grandi scuole di questo sport con almeno 2 stati (Cechi e slovacchi) tra i primi 5-6 al mondo perchè uniscono la grande tecnica della scuola russa e scandinava, all’hockey fisico del Nord America). Il campionato più bello d’Europa è in Germania.

Ed io oggi ero all’ultima giornata della Skoda Kupa di hockey su ghiaccio: quadrangolare tra Ungheria, Romania, Giappone e i campioni di Slovacchia del HKM Zvolen, allo stadio del ghiaccio dell’Ujpest.
Lo stadio è rinnovato, ma ammette i posti allo, posti in piedi, che costan la metà e si sta appoggiati alla balaustra sopra i posti a sedere- per veri appassionati – ed io fra questi..

La bella partita è alle 15.00 tra i forti slovacchi e le matricole giapponesi, che esprimono un hockey tutto velocità, un 3-3 divertente, che i nipponici (+ motivati) vincono ai tiri liberi, i rigori in movimento, senza mai arretrare, dell’hockey..

alle 18.30 c’è invece l’epico incontro: Ungheria – Romania, aspetto lacrime e sangue vista il secolare odio tra i due popoli, invece no, l’hockey è uno sport minore di grand’uomini veri appassionati dove nn c’è spazio per facili isterismi e poi dove mai si potrà giocare hockey sul ghiaccio in Romania se nn tra i monti, tra i monti della Transilvania e infatti scendono sul ghiaccio per il riscaldamento i nomi dei giocatori sulle maglie dei romeni ci son tanti tipici cognomi magiari come Papp, Basileudzs, Mihaly, Molnar S., Molnar P., cugini transilvani insomma..

Ma la cosa curiosa qui tra i ghiacci è che la Romania ha una casacca classica da nazionale di hockey con lo stemmone del regno di Romania enorme sul petto, come la mia maglia di Jagr della Rep. Ceca (come la foglia d’acero canadese, il rosso fuoco dei russi, i tre monti slovacchi, i tre leoni finnici), mentre lo scudo magiaro con la croce di S. Stefano etc. è invece piccolo sulle casacche dell’Ungheria, piccolo piccolo per far posto alla megascritta “Pannon GSM”, (l’Omnitel ungherese), come la marca sul pacchetto delle sigarette…

Ed ecco allora come risolvere il secolare odio allora tra i popoli del Centro-Est, ci vuole un bello sponsor..

Esercizio

Giustifica con un esempio le brillanti affermazioni di Bibo’ in materia di mentalità dei popoli del Centro-Est riportate nel blog htt://agrimald.tripod.com/Budapest di Alessandro Grimaldi

Soluzione:
La nazionale di pallanuoto ungherese, campione olimpica in carica, ha sconfitto ieri ai mondiali incorso di svolgimento a Montreal la nazionale romena 14-4. La Romania si è dimostrata palesemente inferiore, una squadra di 3 categorie inferiore. Una squadra, che nn sapeva stare in campo, senza i rudimenti tattici della pallanuoto, parola di napoletani. Per intenderci è come se l’Italia di calcio battesse 4-0 le isole Far Oer.

Ma titola oggi il quotidiano sportivo ungherese Nemzeti Sport: “Erő’s demonstracio Romanok ellen” dimostrazione di forza contro i romeni.

SCG

In tv c’e’ spesso la pallamano, dove le donne d’Ungheria sono campionesse olimpiche in carica. L’altra sera ci giocava il Pècs contro una squadra straniera forte, eppure la sigla nn mi diceva niente SCG. Poi ci sono arrivato, e’ la vecchia Yugoslavia, Serbia e Crna Gora (Montenegro), come si dice ora. E le ragazze ci dan dentro perchè nn è mica un paese amico, c’è un pezzettino di Yugoslavia, la Vojvodina, dove ci abitano 300.000 ungheresi, e Novi Sad per loro nn si chiama Novi sad, bensì Ujvidek..

All’inizio dell’Andrassy, dove già lo sguardo si allarga ad abbracciare Piazza degli Eroi c’e’ la loro ambasciata. Ogni tanto ci passo, quando prendo il 75 per tornare a casa. Ci passo e mi fa impressione. Perchè c’e’ sotto la targa bronzea recante Ambasciata di Serbia & Montenegro vedo un depliant turistico in bacheca, su Belgrado e le colline belgradesi spiegato sui 3 lati e messo sotto il vetro.

Ci ripasso oggi e vedo un pallone da basket rimbalzare sopra il cancello. Un ragazzetto smilzo nel cortile dell’ambasciata che mira alla pietra scura del muro di cinta. Nn c’è un canestro, nn ha compagni. Mira alla pietra scura del muro di cinta dell’ambasciata di Serbia e Montenegro a Budapest. Come se all’interno dell’ambasciata del Brasile un bimbetto palleggiasse contro il muro.