Budapest today

per una volta arrivo puntuale all’orario di apertura delle mie economiche e bellissime terme ottomane (se esco prima delle 12 costa poco) una folla enorme davanti alla cassiera lentissima di pensionati con giacconi lisi e bustoni di plastica e la prescrizione della mutua in mano. Esco allora sulle panchine, e torno tra 15 minuti. eccomi seduto sulle panchine della chiesa greco cattolica di Buda, proprio accanto alla statua di Shevchenko (Taras, il poeta nazionale ucraino, non Andryi). Mi sfilano accanto strafighe magrissime coi polpacci troppo sviluppati  e uomini seri in completi eleganti e grigi, diretti nei loro uffici dalle loro case alto-borghesi di Vizivaros.Budapest è tutta qui.

Il domani non arriverà

al mercato cinese di Budapest, il più grande dell’Europa centrale, il giorno prima della probabile chiusura.. 

Sembra un giorno come tanti, e lo era anche stamattina, quando ho perso il mio tram 37 a cui son tanto affezionato e ho dovuto ripiegare su un numero più scontato e normale, cosa che nn fa per me, il 28, . E dire che volevo prenderlo nel pomeriggio al ritorno dal lavoro, perhè voglio andare in un posto importante assai. Vuol dire che ci passerò ancheall’andata e ci butterò un occho non distratto.  Ci passa e dò uno sguardo dal mio tram giallo allora: tutto insolitamente normale, come nei miei ricordi di cucciolo a Budapest.. stesse scritte, stesse facce, stessa gente, stessi colori, tanto poi ci torno, ma  è strano ..

Le stesse facce del pomeriggio o quasi, come quel tipo salito lì alla fermata allangolo con l’Hungaria Korut, giusto davanti al grande murales con i Gorilla,[gruppo musicale di quando già non ero più giovane] dove Budapest finisce di essere Budapest e inizia a somigliare un po’ a una cittadona siberiana con le grande strade, i capannoni e il cielo grigio.. Sale il tipo,distinto, occhialetti, riga a lato, si sitema accanto a donne con enormi buste nere strapiene de pesantissime, due estremi del posto dove stiamo andando,il più grande mercato cinese all’aperto dell’europa orientale, che dovrebbe chiudere i battenti domani.. Che ormai la zona dov’è fa gola a molti, siamo quasi in centro e vicino a spazi verdi, strade e mezzi di comunicazione e … Il tipo dai tratti orientali, alto perché nn tutti i cinesi sono bassi ovviamente scende insieme a me duefermate dopo, a quella fermt che si ciama come il numero civico, Kobanya ut 31, si scende e c’è n chioschetto cinese, poi l’ingresso est del grande mercato cinese…

E’ come se la notizia qui nn fosse neppure arrivata, tutto come sempre, certo, con tutte le baracche aperte, i corridoi stretti di bassi tetti im lamiera, i container in fondo, zingari e sfaccendati un po’ ovunque, tanti asiatici ma tanti tratti somatici diversi he l’Asia è grande assai e qui i vietnamiti la fan da padrone, e il Vietnam sappiamo che era Nord e Sud..  Quasi all’inizio all’angolo degli arabi con un faccione pelato dalla pelle caramello in TV e le sovrascritte arabe e i cambiavalute, poi i soliti visini delicati di eterne ragazze o sguardi furbi di cinesi coi capelli a spazzola che sbucano da montagne di pacchi di 5 calze a 1000 fiorini o giubbotti coloratissimi. Quest’anno vanno alla grande anche delle calze da donna che nn ho ancora capito da che parte si indossano ma nn imprta ormai… Insomma niente funerali, gente che smantella la baracca, visi lunghi o un almeno po’ tesi. A day in the life dello splendido mercato cinese, in tutto il suo splendore da favelas quasi al centro della città, che dovrebbero dichiarare patrimonio architettonico nazionale “perchè conserva il patrimonio culturale e tradizionale di una delle minoranze che tanto hanno contribuito a dare a Budapest l’aspetto che noi tutti amiamo..”.

Ho pochi soldi nel portafoglio e non posso comprarmi quegli scarponcini che ho sempre sognato o provare a tirare sul prezzo di un Samsnung T5.. mi faccio però tentare da un paio di guanti di lana ricamati a 1 euro (299HUF) e 5 paia di calze da uomo in varie tinte tutte virilissime dl blu notte al grigio nebbia in offerta a meno di 500 fiorini (499).. il tizio che me le vende è la tranquillità fatta persona… Mi scappa in un ottimo ungherese “che avverrà in futuro? Resterà tutto?” non si scompone diavolo di una tigre cinese “Si resterà tutto” detto con la tranquillità dei forti e di chi ne sa più come se avesse letto il giornale del giorno dopo in un film in bianco e nero di Frank Capra. La sua tranquillità si effonde anche nel mio animo irrequieto e gli rispondo:“Ne sarò molto contento”, sir… Giro un angolo di questo labirinto di tetti bassi e zainetti rosa, eccoli tra una nube di fumo, tutti inginocchiati giocatori e astanti attorno a uno scatolone di cartone rovesciato a sbattere fortissimo le carte per terra. SCIAFF!. Poco più in là spuntano due attentisismi e impassibili davanti a  una tabella con diegnata una griglia geometrica curiosa e poche pedine con ideogrammi sopra… una partita a scacchi cinesi o che diavoloneso.

Ho una meta comunque, una sosta in questa cavalcata di 1500 metri in linea d’aria guardando per terra e per nn incrociare sguardi pericolosi che ogni tanto mi concedo per sentire appieno sulla mia pelle la grande città. La meta è il bugigattolo vietnamita all’altezza della penultima porta, dall’altra parte dell’ex enorme ciminiera della fabbrica automezzi Ganz… uno dei punti di riferimento di tutto il quartiere… Qui dal vietnamita, dove guardandoun po’ in giro riesci a riconoscere gli scartamenti ridotti dei binari che dalla fabbrica portavano direttamente ai binari dell’ex prima stzione ferroviaria di Budapest, qui c’è il cibo dell’estremo oriente migliore di Budapest.. con le sue panche di legno chiaro, metà negozio di alimentari cinese e metà tavola calda. Negozio di alimentari è una parola grossa, il mio ricordo che resterà sono i grandi sacchi da 15 kili di riso nel mezzo, accatastati, e tutta quella verdura verde scuro lì esposta, giusto accanto alle panche, di una qualità che gli ungheresi snobbano o non coltivano, una specie di cicoria o rapa di cui evidentemente i vietnamiti fan largo uso. Mi siedo su una panca tutta vuota, davanti a me una coppia di giovani, si parlano in inglese con lui figo e dall’aria ben nutrita e lei biondina. Dietro un gigante dagli occhi a mandorla. Ho ordinato alla signora, spaghetti di riso, la signora piccolina, ovvio, nel suo golfino viola. Qui certo la specialità sono le zuppone vietnamite, porzioni enormi, almeno un litro di zuppa dai colori fantastici tagliatelle bianche e straccetti di carne, e soprattuto vederli mangiare da questi qui accanto che mi sa che ne capiscono piu di me di tipicipiatti della tradizione indocinese.. E di certo hanno un sapore che nn ho mai sentito in vita mia, per me fortissimo e pungente che nn ho ancora capito se venga da una radice o unerba o che so-io e che mi resta in gola almeno per un paio di giorni, ma devo dire sembra di essere a Saigon… arrivano due ragazzini anche loro occhi a mandorla, un po’ nerds, un po’ figli di questa gente, insomma budapestini ed europei, miei fratellini, si sfregano le mani quando arriva il loro zuppone, dal bel color rossiccio, gridolini disoddisfazione, foto con o’smartphone.. il titolare porta sacchi di riso, li scarica a terra. Io rimango affascinato dallo zingaro di mezza età, seduto fuori in un angolo dietro ai container. Questa è la ua casa. Qualcuno lo chiama da fuori, “Zio!!  tutto benea anche oggi?…” i veri padroni dlel’isolato sono però i due enormi gatti grigi che attraversano il vicolo con eleganza e vengono a stiracchiarsi di fronte a me..Il gigante se ne va, si sistema su una sedia a rotelle ,che trascina muovendo i piedi… Da dove sono posso buttare un occhio anche in cucina. Vedo l’enorme pentolone della zuppa, una grande ventola, che anche qui in teoria sono in regola con tutte le normative della ASL. Poi arriva il mio piatto, avevo avuto il coraggio di chiedere una porzione piccola e ho un piattone davanti di spaghetti di riso con soia, coriandolo, erbetta cipollina cinese e anacardi .diavoli. il saporaccio c’è sempre, ma meno forte. Forse sono questi germogli di soia grandi come tronchi. Pago. Mi chiede 1000 fiorini. Ricordavo meno. Provo a chiedere anche alla signora in viola se il suo futuro lo vede rosa. Prima fa finta di nn aver capito, poi dice “chissà, vedremo da dopodomani.” Vedremo.

Esco per riprendere il tram. Davanti il palazzo celestino ex dei manager della Ganz Holdng. Anche questo cinese da 15 anni, con un paio di nuovi cartelli in ideogrammi..

 

per qualchenotizia in più sul mercato cinese andate qui http://laltrabudapest.wordpress.com/2013/11/21/le-4-tigri-di-budapest/

Olanda-Ungheria 8 – 1

Venerdi scorso l’Ungheria ha perso 8-1 in Olanda. Il peggior risultato di sempre. peggiore anche dell’8-2 preso dall’Austria nel 1932.

Ormai sono in Ungheria da molto tempo. e sto invecchiando. il mio sangue si sta raffreddando. e perdo la memoria. e nn mi ricordo se una cosa l’ho già scritta oppure no. Comunque sia, nel 2008 ero già qua in Ungheria.

Era l’anno degli europei di SvizzeraeAustria. Ricordo Italia Romania vista a Kertèsz utca e un mio famoso urlo, ricordo i più facoltosi fra noi andare a Vienna per la semifinale. Ma soprattutto ricordo il giorno dopo Italia Olanda 0-3 lì al bar di Carlo. Il giorno dopo il vicino, dal nome italianizzato stupidissimo, alto come un nano di compagnia dell’800, che aveva un negozio di abbigliamento fintoitaliano lì all’angolo e che veniva a prendersi il caffè tutto azzimato con un barboncino bianco in mano…

bene, lui ci portò un pacchetto con del nastro nero a lutto.

Albert il trombino invece, il figlio della Budapest bene, che giocava nella nazionale di croquet insieme ai suoi cugini, appena mi vede prima dei saluti mi fece un “sei molto triste vero Alessandro?” Stavo già incazzato e covavo al calduccio la risposta: “Caro il mio Albert, quando ha giocato l’Ungheria, in che gruppo sta? orsù bene, abbiamo perso, però vedi questa è la fase finale degli europei, qui giocano i più forti. e noi ci siamo. L’Ungheria no. Se arrivi alla finale degli europei magari rischi pure di trovare qualche squadra forte..*”. forse è una delle ultime frasi che mi rese popolare al bar nei discorsi di Angelo agli altri clineti quando capitavo là.

5 anni dopo sono ancor qui nello stesso quartiere, qualche capello e qualche speranza in meno. Almeno ho qualche anno in più di militanza in trattoria.

Giovedì in trattoria eravamo rimasti in pochi, giusto 3. Il buon Tibi, il proprietario, era tutto contento della zuppa di pesce, che fa una volta al mese.. “in tutta Pest trovatemi una trattoria in cui fanno la zuppa di pesce, davvero, nn c’è… si va bene c’era quella Csarda sul Margit korut. “no l’han chiusa” “Ah” pausa “oh” “mah vedi”.. Poi si era seduto al tavolino al centro, aveva inforcato gli occhiali come HomerSimpson e si era messo a spulciare il Nemzetisport, il tuttosport magiaro..

Il giorno dopo era il gran giorno di Olanda-Ungheria. L’Olanda è già qualificata per i mondiali, le seconde vanno agli spareggi. l’Ungheria è seconda con un punto in più sulla coppia Romania Turchia. Ma la Romania deve affrontare Andorra ed Estonia, l’Ungheria invece la fortissima Olanda che un annetto fa ha vinto al Puskas stadion 4-1. con facilità.

ma ecco Tibi che alza la testa e fa “Jozsi che dici che succede domani?”

Jozsi è l’unico altro avventore tranne me, zingaro, quelli benestanti e buoni. Ha l’aria navigata di chi ne ha viste tante…

“Mah, ti dirò. E’ una partita da tripla. ogni risultato è possibile..”

“eh si si, hai ragione, la vedo dura, ma chissà..”

piccola pausa. poi Tibi va alla penultima pagina, quella delle quote delle scommesse, le quote della lottomatica magiara. bofochia un uh. poi scorre col dito con attenzione. Chiama Erzsi, la lavapiatti…  A quanto pare la quota di Andorra vincente contro la Romania è molto invitante.. “Si è vero, l’ho vista anch’io fa Erzsi, ma guarda che è impossibile… Tibi guarda meglio poi si convince.. 35 gol subiti zero segnati fin qui…

L’ungherese sembra come quegli studenti visibilmente impreparati che si convince contro ogni logica di farcela a superare l’interrogazione. un sentimento che non conosceva classi sociali…  In un timido post su facebook, Ferruccio Altiboni stimatissimo ricercatore universitario italo ungherese, diceva in cuor suo di sognare un 1-0 al 90.esimo per l’Ungheria.. ed anche il mio amico italoungherese Carlo Ricci, ingegnere figo, ci sperava…

Poi il giorno arriva e l’Ungheria perde ne prende 8. 8-1. il gol dell’onore arrivato su rigore regalato per un fallo di mano in area. 4 gol per tempo.  Pronti via in 5 minuti due azioni con uomo solo davanti al portiere e palo clamoroso o qualcosa del genere…

Dire che nn ha funzionato niente è poco. l’ennesima coppia difensiva bruciata e infilata da tutte le parti, una squadra che attacca lenta e porge il fianco ai vice campioni del mondo. Il più forte della squadra (Dzsudzsak) finito nel campionato russo lontano e poco competitivo insieme all’ex Bari e Sampdoria Koman, ora all’Ural). I  giovani promettenti che son naufragati nel ritorno a casa dopo tanta panchina in squadre minori  e le vecchie glorie (Gera Zoltan) piene di acciacchi.. Difesa colabrodo con 6-7 coppie di centrali cambiate. E tutto questo in una fase in cui sembrava finalmente di risalire la china. l’anno scorso il Videoton di Paulo Sousa alla fase a gironi dell’Europaleague, la nazionale che batte la Svezia, prima volta in cui batte una nazione avanti a lei nella classifica FIFA, vittoria nell’importantissimo Ungheria Romania sfumata per un gol rocambolesco al 92.emo. Poi la catastrofe, come in un copione scritto per il teatro. le squadre magiare uscite dalle coppe 2013-2014 già il 25 luglio con prestazioni imbarazzanti, triste sconfitta a Bucarest contro una modesta Romania, al 2. minuto passaggio laterale del difensore intercettato dall’attacante e gol. poi 2 e 3-0 ed ora l’Olanda.

Ho visto la partita spalmato sul divano. non ho mandato sms beffardi, nè messo post irriverenti su facebook. non cerco vendette. ma sono contento.

 

*l’Ungheria non siqualifica per la fase finale di una grande competizione dal 1986. ultima partita URSS – Ungheria 6-0.

 

 

tempi nuovi

Ogni tanto mi ritrovo il frigo vuoto vuoto, quasi bianco, tranne qualche piatto pure bianco che custodisce qualche pietanza, in genere pasta avanzata e coperta da un altro piatto capovolto. e sono contento, perché vuol dire che forse nn avrò molti soldi e nn fò la spesa e che vado troppo spesso a mangiare carne fritta in qualche trattoria di quartiere, ma almeno questa volta ho fatto il bravo e posso dire mangio tutto  quello che compro, e nn lascio niente tranne quella carotina raggrinzita che trovo scura e freddissima lì in fondo al frigo…e allora vado al mio amato mercato del VI dstretto, perché sono nato cosi e comprare l’insalata sotto i neon del grande supermercato mi riempie di tristezza, anche se il supermercato è accanto alla catena tedesca di casalinghi e tutto il complesso si chiama città giardino.

Ordunque ero al mercato, l’ungheria si rinnova ed è iniziata una nuova era, nel paese a cominciare dai mercati, si anche quello del polveroso VI distretto… i prodotti che in genere riempiono il mio frigo questa settimana son diventati tutti nuovi, via al vecchio kaposta di una volta (la verza) sia il kel (liscio e ruvido) son tutti nuovi novelli. Ed anche il prezzo è nuovo (quasi il doppio), l’Ungheria si è svegliata e ha il portafoglio pieno. Come l’Italia. O meglio papà CommissioneEuropea gli ha detto che ha fatto la brava e ora può riavere la carta di credito in rosso.. ed era sorvegliata da quando è entrata a far parte della grande famiglia europea…

Mentre combatto con le cassettine aggiunte al netbook che appena le accendo da stamattina fanno un rumoraccio tipo poltergeist e difatti fuori piove e tira vento che solo il diavolo può parlarci in questa fredda tarda mattinata di fine maggio quasi giugno… Dicevo mentre combatto con le cassettine accendola radio enorme e socialista che la padrona di casa mi ha lasciato in eredità. Ho scoperto che spostando tutte le 4 manopole verso destra il volume è quasi accettabile. Forse nn ci voleva molto a scoprirlo, ma questa si che è una radio speciale. Nn so che è successo ma a volte canta da sola, anche col pulsante spento. E ci devo staccare la spina. Smanettando perdo la stazione di musica classica (si, perché io sono un signore) che in genere ascolto e la prima stazione che si sente decentemente descrive la breve vita di uno che ha studiato come tipografo e poi è andato al conservatorio. La musica che segue è di quelle sdolcinate anni 20, romanticissima, sembra uscire da un grammofono, in fondo è piacevole e ci sta bene con questo cielo grigio e la pioggerella fine. Al primo jingle apprendo che sto ascoltando Dankò radio, Dankò, credo il nome di un famosissimo musicista zigano (quando sono belli e bravi nn sono più zingari) dei bei tempi.

Poi segue un breve giornale radio. Il primo ministro ha affermato che si è messa la parola fine alle (ri)tristezze del regime socialista (si riferisce al passato governo liberale e ultraliberista). Chissà che c’era nel suo frigo ieri…

un papa ungherese

Quando mi trovo in giro verso l’ora di pranzo con un buco nello stomaco un dubbio mi assale, devo provare a infilarmi in un nuovo ma sconosciuto kifozde (le mille trattorie e tavole calde aperte rigorosamente solo all’ora di pranzo per il lavoratore medio affamato) o andare in uno di quei pochi ma buoni che cosi bene conosco e a cui mi sento tanto affezionato… In genere tento la prima carta solo se sono davvero di ottimo umore, se sono solo cosi cosi o molto peggio se va bene ripiego su una mediocre via di mezzo tornando nei posti in cui sono stato solo poche volte… Eccomi allora qui seduto in questo kifozde di via dell’acacia, nel mio ex tanto amato VII distretto, è più grande rispetto agli altri ed è sempre pieno, di gente di tutti i tipi, e nn starò a ripetere che le stazioni di servizio piene di camionisti, sono le migliori. In realtà nn c’è gente di tutti i tipi, qui ci sono i poveri (e un italiano curioso) si, perché qui il cibo sarà anche buono, ma certamente costa poco, il mio lauto pasto l’ho pagato 1.30 euro (potere dell’euro forte), l’avrei pagato 3 euro, in un posto certo nn elegante,

ed eccoli qua gli unghersi in fila, che domani festeggeranno la loro festa nazionale, eccoli in fila, mentre gusto il mio fozelek (passato) alla zucca con una fetta di pane in carrozza, operai  in tuta da lavoro, vecchine col cappellino lilla e bitorzoli sotto il mento, signori di mezza età che la vita ha lasciato soli,  uno studente con i capelli lunghi e lo sguardo che doveva avere Raskolnikov, signorine ben vestite alle prese con la crisi..

Credo molti di loro avranno mosso le labbra per recitare il padre nostro, l’ave maria e il gloria al padre insieme al nuovo vescovo di Roma Francesco, perché è di amore, pane e buone parole  che abbiamo bisogno.. E certo in cuor loro saranno rimasti un po’ delusi, lì al balcone nn c’era la sagoma di Erdo Peter, l’arcivescovo di Esztergom e d’Ungheria, un giovane di 60 anni dato in 4-5 posizione, nel gruppo di Reitzinger, Schonbron, Scola, & co., al suo posto c’era un vescovo alto, semplice, con le mani lungo il corpo che a un certo punto si è piegato in silenzio verso la piazza e che parlava con un italiano dolce e gentile e che tra le tante lingue che parla purtoppo non avrà certo l’ungherese…

ed ecco tutto l’orgoglio (……) magiaro che esce fuori, e poi la delusione del popolo sconfitto dalla storia.  un amico mi aveva scritto un paio di domeniche fa, se ce la fai vai alla basilica di Santo Stefano, alle 18 il vescovo dice messa, poi parte per Roma, se diventa Papa sarà la sua ultima messa qui…  poi ci siamo sentiti anche ieri, “ti piace il nuovo Papa, Mark?” da Mark nessun giudizio di merito o simpatia sul buon Francesco con la sciarpa del San Lorenzo, no Mark mi risponde “Io sono cattolico, accetto quello che decide la Chiesa…” 

Ma a pensarci bene l’ungheria un papa già ce l’ha (link), uno che ha tanto potere ed ha assunto come compito quello di salvare un paese e moralizzare le banche, che ieri proprio mentre tutti stavano guardando un balcone di Roma ha fatto controfirmare dal presidente della Repubblica la 4a modifica costituzionale (voluta e approvata dal suo partito unico) un Papa assunto al soglio governativo lui si per incarnazione divina e della santa corona, nato da povera famiglia e che da giovane era fidanzato, di educazione religiosa e col potere di cambiare tutto se solo lo vuole senza render conto a nessuno, che alle elezioni precedenti era stato lì lì per farcela e alle successive si è rifatto con gli interessi, uno che domani 15 Marzo festa nazionale per il secondo anno consecutivo nn parlerà alla piazza per legittimo impedimento, trovasi a Bruxelles, per una riunione di altri porporati,

Subito dopo l’elezione ecco poi “il popolo della rete” far spuntare la scritta Francesco, Ferenc I, sotto il faccino angelico, gli occhialetti, il vestito umile e il taglio di capelli da fraticello di Gyurcsany Ferenc, Francesco per la verità ora un po’ appannato, ex primo ministro travolto dagli scandali, uomo  immensamente ricco che mai si è spogliato dei suoi beni e che sicuramente da giovane avrà fatto la comunione con qualche piccolo dittatore comunista..

Liber  nos a malo.. 

e le macchine vincenti diventarono macchinette..

21.45 In una sera che mi ero detto, ancora un po’ a poltrire e poi esco, ancora 5 minuti,  mi imbatto nella rete in una notizia, di quelle che ti fanno dire fammi vedere se è vero e che succede, fammi scendere in strada, sta succedendo proprio qua sotto… devo scendere io che vivo in una grande città….

22.00 scendo in strada e punto verso la bettola vicino casa, butto un occhio all’interno, niente di niente, proprio niente.. allora me la prendo comoda e faccio un giro largo, vediamo un po da altre parti, ma anche altrove proprio niente… Bene,  un tempo era uno dei lussi della ricerca, anche se nn trovi niente è una notizia,…

22.40 ritorno alla bettola, trovo il mio posto, prima però ordino la mia birra scura, ci metto un po’ che prima di me ci sono tre ragazze che sono entrate giusto avanti a me, con qualche chilo in più, a esser gentile,  avran capito il sale della vita, la barista di turno oggi (quella che oggi fa da mammina a noi dell’isolato), e due sue compagne, scarmigliate e mal vestite, così è la vita.

23.03 una delle due amicheunpincarneesguaiate  con un vestito nero elasticizzato un po’ corto.. appoggia la bottiglia di birra sugli sgabelli accanto alle due slot machine del locale, poi si siede, poi anche l’amica con una specie di pigiama lilla e viola a righe ei si siede accanto,  fanno due giri di slot machine la barista le vede: “guarda che dopo la mezzanotte viene la polizia…”. “ e lei annuisce ..“Si lo so. Volevo solo dirgli addio”..…

Io sono giusto là di fronte, mi ero piazzato in posizione strategica, giusto di fronte al motivo della mia curiosità, che ora è muto, fermo e nn si muove,  la nyerogep, alla lettera la macchina vincente, insomma le slot machine che qui le puoi trovare in ogni santa bettola (e qui ce ne sono ancora tante) e che sorprendentemente e in quattro e quattr’otto il governo ha dichiarato illegali a partire dalla mezzanotte di oggi. Macchina vincente, da noi sarebbe la Ferrari, l’Italiano è una lingua più sera e anche un po’ un gigiona e le chiama piccole macchine, macchinette, un po’ come un animale domestico, che ti fa passare il tempo, e ti costringe a scendere giu in strada almeno un po, a cui dare tutto i l tuo amore e per cui spendere un po’ di soldi al mese, per il tuo divertimento e per continuare ad avere uno scopo nella vita…

Eppure finora nessuno si è avvicinato…

………..

DRINIUN DREENF DRIRIRIRIN C’è la musichetta di accompagnamento a cocomeri, dadi e ciliegie, PSIRPSIR PSIRD  i soldi che sembrano cadere, il conto alla rovescia, i soldi che cadono felici… e tante lucine colorate e brillanti…

Giusto due domeniche fa quando ancora nn era una notizia,  preso da una malinconia domenicale me ne ero venuto, a lavoricchiar e vedere a partita in TV ed il tipo culone su quegli sgabelli mi aveva incuriosito… puntava alto, cifre con decine di migliaia di fiorini passavano sul display, e io che credevo che fossero bruscolini, lui si godeva la sua domenica con i baffi eil giubbotto jeans, poi uno chiamava la barista, che arrivava, usciva da chissaddove da sotto il grembiule una chiave, leggeva o faceva qualcosa, poi andava alla cassa e dava mazzette di soldi, certo era in perdita, ma nn ci avevo mai fatto caso…

O qualche sera fa, era un venerdì, insomma un giorno di festa, oppure un giovedi, c’erano 3-4 zingari a fare un gran casino, insomma si divertivano, due coppie, lei gli andava vicino e gli schiacciava i tasti, lui si incazzava e diceva va vai, poi solo dopo un’oretta quando festeggiano com una gazzosa mi accorgo che ha unbraccio offeso, un braccino nn cresciuto, quasi un’appendice di bimbo attaccato al busto di un cinquantenne bolso

23.18 Ma ecco la coppia di ragazzi ventenni della bella gioventù magiara del tavolo accanto che vanno a godersi gli ultimi momenti preproibizionismo. Ovviamente è lei che si mette ai comandi e lui che mette i soldi e le spiega come funziona la baracca… (Il proibizionismo è arrivato, perderemo  questo clima  da far west che si respira qui, e diventeremo tutti più buoni e bravi padri di famiglia, niente macchinette, meglio una bottiglia di alcool economica e una donna sottomano)

E si che qui in tanti dovrebbero soffrire, ma  mi son fatto un bel giro, ma nessuno festeggiava la fine, insomma niente orchestra, bare di funerale e grandi imbrogli al miglior amico, il magiaro è superiore e nn si danna l’anima per certe cose, o meglio  li su, lì in alto, c’è il potere quello vero, ogni tanto sai che sbatte il tallone per terra, devi solo cercare di evitare la merda lì nell’angolino e la polvere che si solleva, tossire e sperare di nn essere il prossimo… e poi le macchinette son roba per vecchi ed emarginati.. mica per me che di speranze nella vita ne ho tante, ieri per esempio ho adocchiato un bidone dove trovo sempre delle lattine che agli altri sfuggono, e sono 5 centesimi l’una al macero..

BLEGGN BDADABLAANGAERR SUPERDICE luce luce rosso bianco azzurro MULTIDICE…, (chissà come sarà domani, oh dio la mia vita che cambia, come sarà vedere le partite con solo le luci della bettola  le tv e nn questi lucette colorate….. )

23.20 sono ancora vuote e mute. (una volta volevo godermi gli ultimi 10 minuti di un napoli che vinceva a san siro o roba del genere ed ecco che invece appena mi siedo la ragazzetta mi fa, signore lì nn si può sedere, è per i giocatori delle macchinette….) loro si che erano importanti, ma ora il vento è cambiato…

23.25 anche a barista ci butta un gettone anche lei è una romanticona,.. .

23.26 la grassona a righe ci riprova,

23.28 tutto tace

23.40 venti minuti prima, meglio nn farsi prendere dalla malinconia   eccola con un quadernetto,  si avvicina, scrive, prende appunti, poi si fa di lato, si abbassa  e stacca la spina, nero. ……………………. Certo ci sono sempre  i due televisori, oggi per la pausa nazionale niente calcio e eccezionalmente sui canali musicali, ora su uno c’è Madonna 50enne mascherata da strafiga scosciata su una decapottabile, con gli occhialoni scuri, mentre frotte di maschi cercano di sedurla , e sull’altro senza voce un negretto con un completo bianco e nero suona il piano in una stanza tuttarancione…

23.50 viene un ragazzetto dall’aria simpatica in felpa bianca, saluta un po’ tutti, dà il bacetto alla grassona, poi la barista va a fumarecon lui fuori, è il suo ragazzo, ha trovato lavoro nella pizzeria a domicilio accanto alla bettola, l’amore trionfa, la famiglia ritorna al centro dell’attenzione

00.07 si avvicina alla macchinetta (che prima era macchina vincente) col vassoio ,si abbassa  ancora,  il pantacollant cede un po’,  prende tutti i  soldi, fa scivolare le monetine sul vassoio, le amiche grassone, la aiutano a spostare le sedie, e poi a girare le macchinette, Merda vaffanvulo qui casca tutto, cadono i depliant pubblicitari che erano sopra, le due macchinette erano attaccate, s dietro hanno un lucchettone, ora sono girate di 180 gradi, così a nessuno vengono brutte idee di farsi una partita alle 00.11… cosi è la vita…

 

c’è del fumo che esce dalla mia Costituzione..

Tornando in Italia per Natale all’aeroporto ho preso il giornale, perchè è figo leggere il quotidiano in aereo e vedere gli italiani sull’aereo che nn capiscono chi sei..

E sul giornale di quel lontano 20 dicembre c’era un bell’articolo sulla nuova riforma del lavoro e della scuola,  cambia un po’ tutto, questo governo vuol cambiare tutto e anche di più.

Al mio ritorno in terra magiara, allora, immaginavo nel posto di lavoro (come si dice anche in ungherese) fitte discussioni, informative e circolari, invece nella riunione plenaria nn si parla di questo o di politica ma l’argomento principale è il fumo. Già, perchè dal 1 Gennaio è entrato in vigore il divieto di fumo nei locali, negli istituti scolastici, negli ospedali, nei locali pubblici. La discussione dura più di mezz’ora, un mare di domande, gli animi si accendono, i colleghi si accalorano… nn si pué fumare neanche sul terrazzino?, il divieto è esteso ad un raggio di 50 metri dall’edificio?, e se qualcuno fuma in bagno?. e se nei 15 minuti di pausa esco e fumo faccio in tempo a tornare? e se vedo un collega che fuma lo devo denunciare alla famiglia? ma scusate se io cammino per strada tra fermate del tram, scuole, ospedali, uffici,  quasi ogni 100 metri, praticamente nn si può fumare, questo è assurdo…(quest’ultima un’osservazione di Zsolt cervello fine e uno che si gode ogni sigaretta che fuma). E in effetti fa un certo effetto entrare in una kocsma, accorgersi che c’è qualcosa che non va e capire che quello che manca è la nuvola di fumo del vicino e i posaceneri ai tavoli..

il fumo è un tema che appassiona e coinvolge tutti, altro che la politica di cui in fondo si parla poco… Ne parlava l’altra volta giusto chi è contro Orban ma in modo scherzoso, tanto noi siamo italiani e si può scherzare.. chi ama Orban invece sta in silenzo perchè il fatto è delicato, nn interviene e ascolta (meno male che nn prende appunti).

Perchè in politica l’Ungheria è sempre molto divisa, come lo è sempre stata da quando son qua, chi vede i comunisti e chi vede i fascisti e chi sceglie uno perchè soprattutto perchè odia l’altro.. Generalizzando (cosa che nn fa mai bene) da un lato gli ungheresi cosmopoliti, che viaggiano in Europa e parlano le lingue, dall’altro chi si lascia vincere dalla tentazione di “ripiegarsi su se stessi, appigliandosi all’idea di una Grande Ungheria, magari con un pizzico di ottuso vittimismo, per ciò che è successo nel corso della Storia (…)” (-link Bruno Ventavoli-).

Eh si, gli ungheresi son molto divisi e pure in maniera strana, qui dove la sinistra è liberista e liberale e la destra ultraconservatrice, nazionalista e pappa e ciccia con la chiesa (ohibò sembra normale), ma insomma si sente gente che noi definiremmo di sinistra lodare Orban per la sua politica contro i grandi capitali stranieri e le banche e poi si, dire che insomma, si deve chiudere un occhio sul dleficit di democrazia della costituzione, lasciamolo lavorare, per fortuna che Viktor c’è..

Sembrerà strano, eppure il clima generale, almeno tra i comuni mortali,  non è da scontri di piazza e tensioni sociali.  A parte la grande volatilità politica dell’elettorato (non sorprende che ora la popolarità del partito unico di governo è precipitata),  l’ungherese medio è in fondo molto rassegnato, con la stessa  sfiducia nella politica che viviamo in Italia, che si somma a quel distacco che si aveva qui fino a una ventina d’anni fa, in cui tutti dovevano scendere in piazza col fazzoletto al collo il primo maggio, e giurare di credere anche se non credevano … e poi la gente si interessa di politica, e di diritti del cittadino, ma è molto piu spaventata dalla crisi finanziaria, dal fiorini arrivato a 324 contro euro, dal che fine faranno i nostri soldi..

Per capirci qualcosa il consiglio migliore è sempre quello di studiare le fonti, allora ho letto l’inizio della costituzione nuova ma i dubbi sono restati… saltando a piè pari l’ampio preambolo che inizia con Dio salvi l’Ungheria, la parte I (c’è anche la II e la III, insomma una trilogia) comincia con: articolo A: il nome della nostra patria è Ungheria [e non più repubblica ungherese, come sta scritto sulle monete per esempio]; articolo B: (1) la forma legislativa (?) in ungherese jogallam) è la democrazia (2) la forma di stato è la Repubblica (3) la fonte del potere è il popolo (4)….

sembra un po’ di fare i salti mortali, vuoi mettere con: articolo 1: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. la sovranità appartiene al popolo.

Ieri al Vittula (la mia bettola di fiducia) ne parlavo con un’amica che lavorava al ministero degli interni, poi si è intromesso Arpad, con la sua cresta e camicione da neorockabilly, che era in una serata no, taciturno, con le guance scavate “scusate parlate della costituzione?.. ma Alessandro, è solo un pezzo di carta, nessuno la segue veramente è solo fumo negli occhi che nn lo sai…??” ho risposto subito che “quella è la legge a cui tutte le leggi dello stato si devono uniformare, quindi è importante..”  ma nn volevo rovinargli la serata o impelagarmi in discussioni politiche..

..allora ho fatto un esempio, quello giusto, l’articolo che ricordo meglio della nostra costituzione (che è bellissima): L’Italia ripudia a guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali…” ecco non è straordinaria? e i nostri soldati poi vanno a morire in Afganistan, Iraq e dov’altro.. “hai ragione è solo sulla carta (pausa) ma almeno sono contento che la mia costituzione dica questo….” (pausa). ogni tanto qualche numero mi riesce..