il sole e la tempesta..

15 Marzo festa nazionale, e giorno di grandi manifestazioni politiche, a 3 settimane dal voto per le politiche 2014. ma anche videocamere rotte sul piu bello e tempeste annunciate e mai viste…

Quando inizia a parlare Orban esce un raggio di sole;  la temperatura è ancora perfetta, quei 15-20 gradi che vorremmo tutti in un luminoso sabato di metà marzo. la gente è con gli occhiali da sole e cappotti in mano.

C’è gente, ma nn tantissima ai giardini del museo nazionale, dove è tradizione festeggiare il 15 marzo, qui dove salì Petofi, poeta romantico e patriota, a dire Magiaro alzati in piedi sei libero o schiavo… arrivo un po’ in ritardo, ma ha appena iniziato a parlare, mi son perso giusto l’inno nazionale..

ecco sul maxischermo, forse solo un po’ invecchiato, cosa rara per noi. Sarà che i nostri politici noi li abbiam visto solo da vecchi, mentre lui appare in quei fantastici video su youtube in cui un giovane teenager degli anni 80 esteuropei straparla pieno di energie, a capo dei giovani liberali..

parla per quelli che per me son 20 minuti, pochi applausi, vincerà alla grande le elezioni, ma almeno qui scatena applausi ma nn tantissimi. Certo avrà avuto difficoltà a preparare il discorso, è la festa della lotta per la libertà contro l’oppressore asburgico, ma siamo giusto il giorno prima del referendum per l’indipendenza dellaCrimea e con una scelta di tempo a dr poco sfortunata l’Ungheria si è appena legata per 20 ani alla Russia con l’accordo per la costruzione dei nuovi reattori della centrale nucleare di Paks. per di piu proprio sotto al palco ci sono le bandiere dei fratelli polacchi, per la famosa amicizia polacco- magiara e perchè nel 48 combatterono insieme, tanto che il sindaco di Budapest Tarlos Istvan quest’anno fa il suo discorso sotto la statua di Bem Jozsef, a Buda, da dove nacque anche la manifestazione che degenerò nei fatti del ’56. ma questo era il 900.

Ecco allora che Orban sfodera un metà discorso sulla rievocazione storica dei fatti, cosa vuol dire essere ungheresi, le loro lotte e la loro libertà coi loro eroi. Mi faccio largo tra la folla,  questa vasta folla eterogenea mi è ormai  familiare… Orban riesce a parlare di libertà, ungheria, polonia, europa contro i tiranni indenne e dice cos’è la libertà oggi: essere uniti tra le varie anime che hanno formato l’ungheria, dagli ebrei agli svevi,libertà è pagare meno bollette (l’abolizione dell’IMU magiara elezioni 2014) , e  nn essere le cose peggiori che un uomo e una nazione possano mai essere. debole e codardo. E l’ungheria ha dimostrato di nn esserlo.anche se nessun fuori dai nostri confini nazionali lo credeva. (cercare un nemico esterno ed interno serve sempre…) siamo un paese di gente che ci sa fare. e lo abbiamo dimostrato. siamo alle porte di una grande era..

“La festa prosegue con un corteo fino alla collina del castello e lì giochi per tutti e sfilata di soldati a cavallo”

Torno sui miei passi, venendo avevo visto alle 11.05 già la coda dei barboni per la mensa dei poveri a Blaha che formava un gomito. E’ festa nazionale e oggi daranno qualche pezzo di carne in pu nella zuppa ed ora la coda è visibilmente aumentata. ma io devo andare a casa..

..stamattina alle 9 ero puntuale per i discorsi e l’alzabandiera ufficiale nella rinnovata Kossuth tèr, la piazza del parlamento.. il tempo era peggiorato ma sempre mite. strade deserte anche alle 9, è proprio festa, ed è sabato, chi può è andato al paese dai suoceri. restano le strade con le bandierenazionali  d’ordinanza esposte e qualche scapolo che si aggira con la coccarda nazionale al petto.

A kossuth tèr, però nn seguo niente, ma resto seduto sulla balaustra a smanettare col software della mia videocamera andato improvvisamente in tilt… mentre parlavano il presidente della repubblica Ader Janos e sfilavano gli ussari. giusto mi sono alzatomanie dietro la schiena per l’inno nazionale.. ma dopo una mezz’oretta era già tutto finito e un giro me lo son fatto. La nuova kossuth tèr, tutto pulito, bella, si, ampa, verde,   se son rose fioriranno si spera, c’è una vasca d’acqua monumentale, la tramvia ora passa sui sanpietrini, due statue su 4 son state rimosse. ora a fronteggiare Rakoczi a cavallo c‘è una statua in pietra bianca (wow) molto bella, la statua è stupenda, un uomo imponente ma un po’ torvo e in un atteggiamento innaturale, come sospettoso e chiuso in se stesso, nella sua grandezza. una targa ci spiega che è Kossuth (il grande capo politico del 48) “scolpita da xy e presente nella piazza dal 1927 al 1952, quando fu tolta dal potere comunista”.  peccato nn dica che i comunisti la sostituirono con un Kossuth piu grande, in bronzo,piu figo e vincente, col braccio levato a indicar la vittoria, mentre il popolo sotto lo guarda ammirato. la statua di prima era un po’ sfigata, con kossuth che aveva ai suoi piedi i membri del governo del 48 (che nn fecero una bella fine, al ritorno degli Asburgo)..

ci son due bambini che son saliti sul piedistallo e giocano a nascondersi, un’altro invece col cappello rosso di cartone degli ussari che han distribuito all’inizio piange. nn so se fa i capricci o se la statua lo inquieta.

M fermo in un all-you-can-eat economicissimo sulla kiraly, son sicuro di trovarlo aperto, è gente in gamba, han preso un vecchio supermercato l’han trasformato prima in un palacsintazo (una specie di creperia, gli ungheresei adorano le crepes, poi trattoria, poi pizzeria, finchè han trovato la formula giusta. sono in due o tre che fan tutto, le ragazze sorridono, una è zingara, giovane e sempre gentile. E’ questa la speranza perun paese migliore, penso tra me.

Dalle 13 c’è Jobbik a Deak, già verso le 10 si sono iniziati a sentire i rombi dei bikers sull’Andrassy, sarà un mondo a parte, ma un biker politicamente attivo di estrema destra nn lo vorrei per vicino di casa..

mentre ormai perdo ogni speranza per la videocamera che amavo tanto (60X ottici e chi te li da piu) i vetri di casa iniziano a rimbombare, qualche bella folata di vento, questi giorni ha fatto bel tempo e a Budapest ho imparato a conoscere i vihar una specie di tempesta che specie a giugno spazza il paese come le pulizie estive.. nn mi sorprende allora che la grande manifestazione dell’opposizione venga rinviata, qualche anno fa morirono due persone il giorno di Santo Stefano, altra festa nazionale. l’anno scorso credo nevicata eccezionale e tutto sospeso. Forze è meglio cosi, io me ne resto a casa a seguire il Torneo dei Candidati 2014 da Khanty-Mansiysk e in fondo credo sia meglio cosi’, rifarannno la manifestazione, magari sabato prossimo, una manifestazione tutta per loro senza essere l’ombra di Orban, ma certo nn suona bene che il partito di governo parli e quello d’opposizione no. Anche perchè alla fine un po’ di vento e una spruzzata di pioggia e niente di che.

solo per curiosità mi vedo il tg delle 19.30 sulla rai magiara. il potere dei media è facile da smascherare (tanto la rai magiara entra in tutte le case, ma nn la guardano in molti)..servizio sul palco dell’opposizione che viene smantellato e parole forti (folate di vento han divelto barriere e portato via strumenti..) e molta ironia sui 4 leader dell’ Unione ‘che improvvisano una manifestazione con poche centinaia di persone, e telecamera a spalla, mentre per Orban visione di folle oceaniche dall’elicottero. e poi le interviste della gente normale: per Orban i coniugi Torok, fighi, ricchi e felici, per l’Unione pensionati malvestiti che neanche riescono a parlare…

domani è un altro giorno e l’indipendenza e la libertà per un paese cruciale dell(est)Europa uscito da un lungo passato totalitario sarà nn un gioco retorico o verbale, ma realtà reale. aspettiamoci grande spettacolo in TV.

 

foto:magyarhirlap

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il giorno prima del15 Marzo

Diario minimo ungherese – il giorno prima del15 Marzo (fesa nazionale. discorsi, politica, coccarde, pennoni, manifestazioni, disordini, ordini)

 

falk.statua.szeretlek.mg E’ una giornata meravigliosa, come la disegnerebbe un bambino, sole, temperatura mite ,cielo terso, uccellini in cielo. Lacosa mgliore che vorrebbe un governo per farsi benvolere. domani 15 marzo festa nazionale, la solita grande sarabanda politica con cortei, discorsi, feste e museiaperti. e si vota per le politiche tra 3 settimane. verrà inaugurata la nuova piazza del parlamento, il parchetto li accanto sul danubio (olimpia park) finora in condizioni pietose, il Bazar dei giardini del castello, mentre ieri è ststa svelata una statua al tenente colombo (si dice abbia avuto per parente dal alto materno un noto giornalista, inrellettuale, politico dell’ungheria dei tempi d’oro). se ne sntiva la mancanza, piacerà a abitanti e turisti uel kitsch piccolotedesco che ha visto anche il cagnolino del tenente colombo immortalato nel bronzo ed è stata una bella occasione per farsi bella per il sindaco del distretto (detta cosi sembra il Sindaco di fa la cosa giusta di Spike lee) Rogan Antal.

e aspettiamo la metro e altro ancora..

 

kiraly furdo

Decido di andare alle mie economiche e bellissime terme ottomane le ultime nn ancora restaurate

Nella vasca dopo le abluzioni faccio l’uovo intelligente (espressione magiara per dire quello che legge sempre e si finge quello colto) e leggo il giornal. Si parla di Ucraina, ma l’articolo contestatore di Andei Kolasnikov su Gazeta (Russia) parla di Putin e putinismo identificato con:

– la mobilitazione del suo popolo (i russi) attorno al mito della difesa dei loro fratelli connazionali d’oltreconfine

– la resa dei conti con l’opposizione

– la creazione di un nemico esterno (l’occidente) e di uno interno (gli hipster liberali e gli attivisti per i diritti delle minoranze)

Penso subito che basta cambiare le cose messe tra parentesi e otteniamo con buona approssimazione l’orbanismo. e credo che valga anche per qualsiasi capo politico un po piu che moderno dell’est europa

………………..

esco dalla sauna di calore (niente vapore o altro, qui fa solo caldo, caldo, va bene se la sauna vera è oltre ogni umana sopportazione) e vado nella vasca di acqua tiepida-freddina difronte. 2 minuti dopo si sente sbattere la porta . Accanto a me un tipo fa:

“M che modi,che cosa, XXI secolo e si fa cosi, nn va niente bene in queste terme, e nella gente, il sistema elettronico è bloccato, ..” lo guardo sui 60 anni, tanti capelli, bianchissimi ed è rosso in volto per le esalazioni. è un fiume in piena, bestemmia “cazzo, merda, qui e in tutto i l paese,  A me Orban piace, si io sono di destra, è un ragazzointelligente, ha fatto solo due grandi sbagli. cazzo, merda, cazzo. èsempre solo, sempre da solo, questo parlamento chenn funziona… e 2) l’accordo con putin, che bisogno c’era di farlo ora? tanto è sicuro che vinciamo, poteva farlo dopo ed era meglio per tutti…” se fossi in italia direi che è un grillino, qui invece è solo un povero pazzo. Si liscia le palle, appena si sposta uno dico che vado nella sauna di vapore e lo abbandono ase stesso.

…………….

Tema: il mio 15 Marzo.

 il giorno della festa nazionale, le grandi manifestazioni pubbliche, nell’anno in cui l’Ungheria è sotto i riflettori internazionali

Anche quest’anno è arrivato il 15 marzo. È bello perché è il primo giorno di primavera, anche i papà e le mamme non lavorano e si può fare una passeggiata tutti insieme per le strade, perché il 15 marzo le auto nn ci sono e la città è nostra.

E’ stato bello e mi sono divertito, ma all’inizio ho pianto un po’ perché non c’era nessuno per le strade quando siamo arrivati noi, eppure erano solo le 10.30 e le danze e i canti ai giardini del museo nazionale,  nn c’erano già più e nn potevamo vedere gli spettacoli e poi prendere un gelato , come negli anni scorsi che duravano fino alle 17, almeno c’era il sole.. allora con papà siamo andati in piazza del parlamento, lì c’era l’erba e c’era gente. C’era molta gente vestita con l’abito tradizionale ungherese, anche se nn erano ballerini o figuranti, anche i bambini erano vestiti cosi, ma nn sembravano felici. Il parlamento era infiocchettato con tre grandi drappi bianchi rossi e verdi ed era buffo. La gente era strana e mi sono divertito molto, c’era gente grande e grossa senza capelli con delle grosse moto, c’erano vecchietti seduti per terra con delle valigie di cuoio che vendevano qualcosa, c’era un gruppo di zingari che papà ha detto che tifavano per Orban ed era strano perché Orban nn ama gli zingari dice papà, c’erano anziani in divisa militare, anche se carnevale, farsang come si dice qui, era passato, c’era molta gente con una spilla strana sul bavero. Papà ha detto che erano polacchi, che quel signore basso e sempre accigliato che si fa chiamare primo ministro li ha invitati per far vedere che ha degli amici che lo vengono a trovare dall’estero. Sono polacchi e la maestra ci ha detto che sono nostri fratelli. Qualcuno aveva anche uno striscione solidarnosc 80 e papà mi ha detto di ricordarlo, pechè poi saremmo andati a vedere il nuovo solidarnosc ha detto, solidarnosc era una specie di partito e vuol dire solidarietà, ma questo lo capisco da solo, ho 7 anni ormai..

Poi siamo entrati nel nèpmuvèszeti muzeum, il museo etnogafico, che in italia c’è solo nei paesi piccoli e di montagna, mentre qui è di fronte al parlamento, papà dice che serve a capire chi sono gli ungheresi.. oggi è festa nazionale ed era gratuito, era buio e la mostra temporale intitolata le donne e i tappeti fatti a mano era noiosa. peccato, mi piacciono i musei, ma questo proprio no.

Poi ci siamo mossi, perché alle tre dovevamo essere con i nostri amici, dall’altra parte del centro, ma vicino alll’ufficio di papà abbiamo sentito il rumore di gente. Era la marcia della fratellanza polacca e ungherese. Molti avevano bandiere bianche e rosse, i baffi ed abiti eleganti, papà ha gridato alle signore che avevano lasciato le pellicce a casa. Qualcuno ha alzato il dito verso di noi, altri hanno aperto indice e medio che vuol dire vittoria, un altro ha steso il braccio destro in alto, papà ha detto che cosi facevano i fascisti. Quanti amici polacchi che ci abbiamo e quanto ci vogliono bene che vengono a festeggiare le nostre feste nazionali ho pensato. Sembravano tanti, ma io so che c’era il trucco perché le strade del centro sono strette eil serpentone era più lungo..

Siamo arrivati dai nostri amici, vicino al ponte elisabetta appena in tempo, erano le 3 meno dieci. Che bello vedere tutta quella gente che affollava il ponte, peccato solo che l’orario mica andava bene, avevamo un terribile sole negli occhi  e dovevamo girarci. Qui la gente era meno divertente, ma papà ha detto che noi nn ne avevamo bisogno di vestiti militari o di bandiere di paesi confinanti pseudoamici per far vedere che ci vogliono bene anche fuori dai nostri confini. Infatti si sentiva parlare anche in inglese, tesco, francese, italiano e uno che a parlato era un deputato francese ha detto papà. Poi è venuta mamma e sono rimasto con lei, la mamma ha detto al papà di stare attento e poi si è allontanato. A cena ho sentito questo discorso:

<<Hai presente lo striscione che vedevamo vicino allo Jègbufe? Per fortuna nn era molto chiaro, c’era EU, ma c’erano due NEM, no, accanto. Estrema destra, giubbotti neri, teste rasate, bandiere di arpad, sono venuto a provocare, come hanno fatto a permettere a un migliaio di neonazisti di venire a inveire a 2 metri 2 dalla manifestazione per la libertà di stampa? Hanno fatto pure un comizio, avevano anche loro un ospite straniero, quest’anno siamo tutti internazionali, polacchi, Cohn Brandt, anche l’estrema destra ha il suo bell’amico di fuori… E dire che quest’anno nn volevo andare a vedere Jobbik , che ormai sono sempre la stessa cosa, ma come a gennaio, jobbik sta alzando un po’ il tiro, si sente quasi legittimata… e poi i cori la cosa bella è stata che dalla folla è uscito spontaneamente il coro “Nàcik haza” Nazis go home, come si gridava ai russi, e loro rispondevano con sporchi ebrei e il braccio teso, c’era la polizia dietro le transenne a dividerci, meno male che ora sono ben addestrati, nn come 5 anni fa… a un certo punto c’è stato un “vivace scambio di battute” tra i due lati della barricata, un uomo in camicia gialla e blu contro un a testa pelata,

<!–Vergognatevi

<!–Vergognati tu

<!–Volete che torni Gyurcsàny?

<!–E tu che opinione hai sul recente aumento del prezzo della benzina?

<!–Io nn sono ebreo

<!–Ebreo? io mica sono Deutsch

<!–Io sono qui per difendere la famiglia

– -L-la famiglia? Io ho cresciuto 4 figli. Non pratico l’autoerotismo come te.

Foto: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.3050163567846.136106.1075926659&type=1

 

sotto il sole con un passamontagna

il 15 marzo ho (quasi) sempre scritto qualcosa e allora anche ora devo. scrivo qualcosa perchè qui è festa nazionale, una buona fetta dei budapestini vanno videkre, in campagna, fuori, specie quest’anno che c’era un ponte di 4 giorni. Gli interessati alle vicende politiche nazionali possono sempre passare una giornata che farebbe invidia a Pannella, in cui ad ogni ora c’è un comizio in diversi punti della città di autorità istituzionali, sindaci, capi di partito ed affini..

quest’anno ho avuto un impegno, maledetto lavoro, e sono arrivato davanti al Museo nazionale tardi, proprio quando la gente già sfollava sotto uno stupendo sole dopo il discorso del primo ministro, l’uomo che si vuole fare re, Viktor Orban. C’è tanto sole e la gente sfila, io sono lì impalato, senza la coccarda (kokkarda in  ungherese) e riesco a perdermi, poi, anche il discorso del nuovo sindaco di Budapest, Tarlos Istvan (maledetto  lavoro). e dire che da giorni sulla free press nn si parla d’altro che della sua idea di dedicare una piazza a Elvis prestley, che a quanto pare nel ’56 alla tv americana citò i moti d’ungheria o dedicò una canzone ….

riesco a perdermi anche i comizi dei liberali, LMP, e dei socialisti, MSZP; maledetto lavoro, questi ultimi sempre in un vicoletto del centro, come un partito piccolo e indifeso (che realmente sono se nn fosse per i pensionati e pochi altri), e pensare che fino a 5 anni fa erano un partito al 48%.. e governavano con i socialdemocratici, che ora si sono sciolti.. se la politica ungherese ha un piccolo fascino è ancora questa immensa volatilità del voto, questa nn fidelizzazione dell’elettorato..

Almeno riesco ad essere a Dèàk per il comizio dell’estrema destra, cose già viste, grande palco, gente simpatrica e pittoresca nelle loro teste rasate o aria da saggi di provincia in cappottoni improbabili e un simbolo magiaro del XIV secolo sul bavero..

ma la sorpresa è alle 4, al ponte Elisabetta, nn un posto e un’ora a caso, qui negli ultimi anni parlava sempre davanti a tanta gente Viktor (Orban, il primo ministro), sarà un segno. Infatti ora quando sbuco dall’angolo dello jègbufe, c’è una visione da sogno, un fortissimo controsole e un mare di teste che ondeggia, tanta, tantissima gente, nella leggera salita verso il ponte.. Gli organizzatori dicono 300.000 persone, la più grande manifestazione apartitica di protesta dal 1989, gli organizzatori sono civil mozgalom, associazioni, e la gente qui è gente normale, la società civile, come quella che scese in piazza e prese il comando nel 1989 qui, come quella che sta facendo la storia a Tunisi, al Cairo, a Bengasi:

Attenti allora a nn rifare gli errori di 20 anni fa, gente di brava volontà, ingegneri, professori universitari, intellettuali che guidano la società, ma finiscono per litigare fra loro, corrompersi, e farsi corrompere, o nn sanno bene cosa fare quando e perchè.

o forse importeremo noi le rivoluzioni, nn sarebbe male, come una bella vignetta politica di un mese fa:”Hai visto, migliaia di tunisini sono sbarcati a Lampedusa” “Evviva! vengono a liberarci..!!”

…..3 settimane fa ero in una specie di biblioteca-bar-associazione, c’erano due con una videocamera semiprofessionale e che giocavano con i video di un telefonino al tavolo accanto e facevano casino, dopo mezz’ora si avvicina uno, dimesso, inerme, barbetta, si mette dietro un muro e nn lo vedo,    registrano un video, in cui fa un pistolotto  sulla libertà, belle parole, lo ripetono più volte per vedere qual era la meglio, due ragazze carine che studiano ad un altro tavolo dicono che secondo loro era meglio la seconda.

Mi alzo per andare a prendere una tazza di te, e vedo il tipo mentre si toglie un passamontagna, wow

 

15 Marzo – un popolo diligente

Oggi e’ 15 Marzo festa nazionale (o lettori nn fatemi ripetere, leggete che si festeggia qui nel blog di un anno fa..).
Vuol dire cioe’ che, coccarda biancarossaeverde puntata sul petto, ho rivisto il primo ministro Gyurcsàny, in piena corsa elettorale, pronunciare il suo discorso dalla scalinata del Museo Nazionale, come fece il buon Petofi 150 anni fa.
E l’atmosfera e’ molto cambiata, un anno fa un Gyurcsany nervoso e a disagio mentre tutti lo fischiano, oggi un presidente operaio disinvolto che conquista il pubblico un po’ scettico col suo eloquio.

Nn e’ che l’ho capito tanto ma deve essere stato un grande artista x averci convinto che nn era opportuno calcare la mano quest’anno sui fatti d’Ungheria del ’56 (oh guarda giusto 50 anni fa) che giustamente dovranno essere ricordati il giorno della festa nazionale, perchè ora i russi sono suoi amici e dividerannno il gas da buoni amici.

Gyurcsany forse nn sa mica che sono fierissimo che nella mia tasca segreta che mi tiene libero le mani ho una copia di “La rivolta ungherese” il saggio di Sartre sui fatti d’Ungheria scovato per puro caso ieri all’Olasz Intezet e che il prossimo anno lo stendo con una domanda difficilissima.

Comunque vorrei già dare il mio contributo alla storiografia ufficiale riportando la fantastica prima lezione del libro ufficiale di italiano x le scuole ed. 1960 scovato in un antiquario per 1 euro come validissimo aiuto ai miei programmi educativi. Vediamo cosa si imparava qui nella prima lezione di lingua italiana 4 anni dopo i fatti d’Ungheria:

Ecco la famiglia Biro. Il padre è un operaio. L’operaio lavora molto. Anche il padre Biro lavora molto. Il padre si chiama Pietro Biro. Pietro Biro e’ un operaio diligente.

La madre si chiama Elena Biro. La madre non e’ un’operaia. Elena Biro lavora a casa. La madre Biro e’ una massaia diligente. Anche Elena Biro lavora molto a casa.

Il figlio si chiama Giuseppe Biro. Giuseppe e’ uno scolaro. Giuseppe e’ uno scolaro diligente. Lo scolaro diligente lavora molto. Beppe lavora anche adesso.

La figlia si chiama Eva Biro. Eva e’ una scolara. Eva e’ una scolara diligente. Anche Eva lavora adesso a casa.

Ecco lo zio Ladislao. Anche lo zio Ladislao e’ un operaio. Lo zio si chiama Ladislao Nagy. anche lo zio e’ un operaio diligente. Lo zio lavora molto.

Ecco la zia Teresa. La zia Teresa nn e’ un’operaia. La zia lavora a casa (la fa a casa). Anche la zia Teresa e’ una massaia diligente.

La famiglia Biro lavora molto. La famiglia Biro e’ una famiglia (indovinate un po’?) diligente.”

Nn sappiamo come sia uscito fuori un popolo di testedic. ma ecco forse perchè le biro nn funzionano mai… (Scherzo, ovvio).

*”Olasz nyelvkonyv”, aut. Kyraly Rudolf – Szabo Mih?ly; p. 7 – ed. Tankonyvkiado, 1960

democrazia avanzata

finora di politica non si e parlato, ma e arrivato il momento. Oggi ho visto il primo ministro, Gyurcsany Ferenc, ecco qua.

teneva il discorso durante i festeggiamenti per il 15 Marzo, festa nazionale, prende la parola e dopo le prime parole una selva di fischi, e di boo… Lui continua con la sua coccarda tricolore al petto, parla poco, incita il paese ad essere unito e quelli si incazzano…
Piu tardi fischieranno anche il sindaco di Budapest sotto il monumento a Petofi.

Gyurcsany e apparso una volta a Porta a Porta, quando hanno firmato la costituzione europa a roma. Somiglia ad Henry Potter, ha quest’aria da bambino intelligente, quieta dietro gli occhiali con la montatura d’oro, ha sposato una miliardaria, e nipote di un ex capo del partito comunista ungherese.
Si mostra calmo e pacato, ma poi abbatte con un gesto nervoso uno dei piccoli microfoni che gli penzolano davanti. Non ha vinto le elezioni, l’ex capo del governo, Medgyessy, è stato costretto alle dimissioni perchè si e scoperto che ha lavorato nei servizi prima dell’89.
La folla radunata, e davanti al museo nazionale dove Petőfi salì in cima alle scale ed incitò gli ungheresi ad alzare la testa e ribellarsi all’aquila austrieca, continua a inveire. In maniera contenuta, come ormai ho capito fanno gli ungheresi, ma inveiscono.
Non gli vogliono bene, mi fa Milan, nn lo hanno eletto, e lu ha fatto scelte discutibili, come quando la sinistra non fa le cose di sinistra, perchè è riformista, liberale e moderna e fa un referendum per privatizzare la sanità. la democrazia moderna.

LA DEMOCRAZIA MODERNA= L’UNGHERIA

1)La II Repubblica Ungherese (dopo l’89) ha avuto finora 5 legislature: tutte arrivate alla loro scadenza naturale, ogni volta l’opposizione e andata al potere.

2)esiste un partito e un partitino di sinistra, un partito e un partitino di destra + qualche gruppuscolo di estrema destra

3)la destra insegue il centro e fa cose da destra “sociale”, la sinistra insegue il centro e fa cose da sinistra “liberal”

4) la gente si disinteressa della politica, se chiedi ingiro son tutti ladri, hanno fatto un referendum che dal di fuori sembrerebbe storico, e non è stato raggiunto il quorum

5) il presidente del consiglio va a Porta a Porta

con una coccarda biancorossoverse all’occhiello

Quando mi stringe la mano mi accorgo che ha un dito mozzato, il mignolino. E’ sporco, una tuta blu, ci parla in ungherese anche se noi non capiamo . Ci ha avvicinato a Deak Ferenc con una scatola di cartone piene di coccarde per l’occhiello del cappotto, bianche rosse e verdi. i colori nazionali.Ha 3 bambini, capiamo dai gesti, ci mostra la scritta sulla tuta, una scritta gialla con accanto un disegnino stilizzato di un omino che fa le pulizie. Lui.

La coccarda e’ per il 15 Marzo prossimo venturo, festa nazionale, si festeggia l’inizio del moti del 48, quando il buon Petofi Sandor sali’ sulle scale del Museo Nazionale e incito’ gli ungheresi ad alzare la testa contro l’oppressore.

Arrivera’ un altro Sandor per aiutare al mio amico, schiacciato dai cambiamenti degli ultimi anni?
E noi che in questa domenica quasi primaverile ci raduniamo per andare pischelli all’all you can eat mongolo..