Il treno dei desideri

Il mio ungherese migliora e riesco a fare un colloquio in ungherese, ma solo se il mio interlocutore ha voglia di comunicare, cioè se fa gesti, muove le labbra, ha voglia di parlare con un italiano e di sapere dove vive e perchè fuma quella marca di sigarette, se no son contro un muro indecifrabile.

A volte poi succede che con l’interlocutore nn si va tanto d’accordo ed e allora che mi sento davvero straniero, perchè nn riesco a spiegarmi e a difendere le mie ragioni se ce le ho.
I vicini, alle ragazze, al lavoro, ai trucchi che uso per risparmiare sui biglietti del treno..

I treni, e’ il mio primo impatto con l’Italia quando atterro a Roma o dov’altro e devo raggiungere il tavoliere, una giungla di tariffe, offerte, treni ok antimeridiani e promozioni notturne e treni ultimominuto, per viaggiare tradotti come bestie nei treni merci. Per sentirmi davvero libero vado alla stazione il giorno prima e chiedo un biglietto e affanculo a tutti.

La mia stazione ungherese e piccolina c’e’ un solo capostazione nelle sue camere, e nella biglietteria una scritta rossa che dice che 5 minuti prima che arrivi il treno e’ chiusa e il biglietto si può fare anche sul treno quindi.
Allora in genere restavo un po’ di più al lavoro bighellonando nella rete, per prendere il treno delle 15.36 che e un treno speciale, perchè viene 1ora e 30minuti dopo il precedente (in genere vanno a intervalli di mezz’ora) e dopo 4 Km arriva all’Università Cattolica dove il treno si riempie. Il treno allora diventa pieno di vita e di fighe, e molti stanno in piedi nel corridoio e il bigliettaio per quieto vivere rinuncia al suo giro di controllo e io mi sento fiero di essere barese levantino. Se proprio passa poi, scusasse, chiusa la biglietteria era (costruzione ungherese).

Ora pero han mangiato la foglia, sul treno salgono pure 2 pensionati con una targhetta della MAV tipo ausiliari del traffico che danno grande aiuto e il controllore se anzianotto o donna, mi riprende, fa una scenata e mi fa un biglietto da chissà quale stazioncina più a monte senza biglietteria. Il biglietto e + costoso dunque e io faccio brutta figura con le ragazze attorno e devo riparare dicendo che a volte pago ma prendono i soldi senza farmi il biglietto perchè son corrotti.

Nei primi approcci alle biglietterie ho imparato la parola prezzo intero (teljes aron) che era l’opposto di studente. Allora dall’Italia ho portato la mia vecchia tessera da studente internazionale ISIC (ormai datata 2002, ma con il 2 così rovinato che a me sembrava davvero possa andar preso per 7). Nella biglietteria ottocentesca in ferro giallo battuto di Nyugati a Budapest sono scaltri e avveduti, neanche per sogno, devi essere uno studente ungherese, mi spiace 182 fiorini, prego, e mi stampano elettronicamente un triste biglietto azzurro e grigio.

Ma al paese tutti gli studenti sono uguali e mi danno un vecchio biglietto bianco e rosa, piccolino, da studente, con una scritta grande 67.5%. e questo e lo sconto, nn il prezzo scontato, cioè io caccio giusto 59 fiorini.

Cioe’ in Ungheria gli studenti viaggiano sui treni col 67.5% di sconto.
Lunga vita al presidente.

Io ho un sogno, un paese con un Eurostar Bari-Roma a un onesto 12 euro prezzo normale per studenti, e un Bari-Milano Intercity a 21

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