Olanda-Ungheria 8 – 1

Venerdi scorso l’Ungheria ha perso 8-1 in Olanda. Il peggior risultato di sempre. peggiore anche dell’8-2 preso dall’Austria nel 1932.

Ormai sono in Ungheria da molto tempo. e sto invecchiando. il mio sangue si sta raffreddando. e perdo la memoria. e nn mi ricordo se una cosa l’ho già scritta oppure no. Comunque sia, nel 2008 ero già qua in Ungheria.

Era l’anno degli europei di SvizzeraeAustria. Ricordo Italia Romania vista a Kertèsz utca e un mio famoso urlo, ricordo i più facoltosi fra noi andare a Vienna per la semifinale. Ma soprattutto ricordo il giorno dopo Italia Olanda 0-3 lì al bar di Carlo. Il giorno dopo il vicino, dal nome italianizzato stupidissimo, alto come un nano di compagnia dell’800, che aveva un negozio di abbigliamento fintoitaliano lì all’angolo e che veniva a prendersi il caffè tutto azzimato con un barboncino bianco in mano…

bene, lui ci portò un pacchetto con del nastro nero a lutto.

Albert il trombino invece, il figlio della Budapest bene, che giocava nella nazionale di croquet insieme ai suoi cugini, appena mi vede prima dei saluti mi fece un “sei molto triste vero Alessandro?” Stavo già incazzato e covavo al calduccio la risposta: “Caro il mio Albert, quando ha giocato l’Ungheria, in che gruppo sta? orsù bene, abbiamo perso, però vedi questa è la fase finale degli europei, qui giocano i più forti. e noi ci siamo. L’Ungheria no. Se arrivi alla finale degli europei magari rischi pure di trovare qualche squadra forte..*”. forse è una delle ultime frasi che mi rese popolare al bar nei discorsi di Angelo agli altri clineti quando capitavo là.

5 anni dopo sono ancor qui nello stesso quartiere, qualche capello e qualche speranza in meno. Almeno ho qualche anno in più di militanza in trattoria.

Giovedì in trattoria eravamo rimasti in pochi, giusto 3. Il buon Tibi, il proprietario, era tutto contento della zuppa di pesce, che fa una volta al mese.. “in tutta Pest trovatemi una trattoria in cui fanno la zuppa di pesce, davvero, nn c’è… si va bene c’era quella Csarda sul Margit korut. “no l’han chiusa” “Ah” pausa “oh” “mah vedi”.. Poi si era seduto al tavolino al centro, aveva inforcato gli occhiali come HomerSimpson e si era messo a spulciare il Nemzetisport, il tuttosport magiaro..

Il giorno dopo era il gran giorno di Olanda-Ungheria. L’Olanda è già qualificata per i mondiali, le seconde vanno agli spareggi. l’Ungheria è seconda con un punto in più sulla coppia Romania Turchia. Ma la Romania deve affrontare Andorra ed Estonia, l’Ungheria invece la fortissima Olanda che un annetto fa ha vinto al Puskas stadion 4-1. con facilità.

ma ecco Tibi che alza la testa e fa “Jozsi che dici che succede domani?”

Jozsi è l’unico altro avventore tranne me, zingaro, quelli benestanti e buoni. Ha l’aria navigata di chi ne ha viste tante…

“Mah, ti dirò. E’ una partita da tripla. ogni risultato è possibile..”

“eh si si, hai ragione, la vedo dura, ma chissà..”

piccola pausa. poi Tibi va alla penultima pagina, quella delle quote delle scommesse, le quote della lottomatica magiara. bofochia un uh. poi scorre col dito con attenzione. Chiama Erzsi, la lavapiatti…  A quanto pare la quota di Andorra vincente contro la Romania è molto invitante.. “Si è vero, l’ho vista anch’io fa Erzsi, ma guarda che è impossibile… Tibi guarda meglio poi si convince.. 35 gol subiti zero segnati fin qui…

L’ungherese sembra come quegli studenti visibilmente impreparati che si convince contro ogni logica di farcela a superare l’interrogazione. un sentimento che non conosceva classi sociali…  In un timido post su facebook, Ferruccio Altiboni stimatissimo ricercatore universitario italo ungherese, diceva in cuor suo di sognare un 1-0 al 90.esimo per l’Ungheria.. ed anche il mio amico italoungherese Carlo Ricci, ingegnere figo, ci sperava…

Poi il giorno arriva e l’Ungheria perde ne prende 8. 8-1. il gol dell’onore arrivato su rigore regalato per un fallo di mano in area. 4 gol per tempo.  Pronti via in 5 minuti due azioni con uomo solo davanti al portiere e palo clamoroso o qualcosa del genere…

Dire che nn ha funzionato niente è poco. l’ennesima coppia difensiva bruciata e infilata da tutte le parti, una squadra che attacca lenta e porge il fianco ai vice campioni del mondo. Il più forte della squadra (Dzsudzsak) finito nel campionato russo lontano e poco competitivo insieme all’ex Bari e Sampdoria Koman, ora all’Ural). I  giovani promettenti che son naufragati nel ritorno a casa dopo tanta panchina in squadre minori  e le vecchie glorie (Gera Zoltan) piene di acciacchi.. Difesa colabrodo con 6-7 coppie di centrali cambiate. E tutto questo in una fase in cui sembrava finalmente di risalire la china. l’anno scorso il Videoton di Paulo Sousa alla fase a gironi dell’Europaleague, la nazionale che batte la Svezia, prima volta in cui batte una nazione avanti a lei nella classifica FIFA, vittoria nell’importantissimo Ungheria Romania sfumata per un gol rocambolesco al 92.emo. Poi la catastrofe, come in un copione scritto per il teatro. le squadre magiare uscite dalle coppe 2013-2014 già il 25 luglio con prestazioni imbarazzanti, triste sconfitta a Bucarest contro una modesta Romania, al 2. minuto passaggio laterale del difensore intercettato dall’attacante e gol. poi 2 e 3-0 ed ora l’Olanda.

Ho visto la partita spalmato sul divano. non ho mandato sms beffardi, nè messo post irriverenti su facebook. non cerco vendette. ma sono contento.

 

*l’Ungheria non siqualifica per la fase finale di una grande competizione dal 1986. ultima partita URSS – Ungheria 6-0.

 

 

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Ungheria – XXXXX Y – 3

Mi ero spinto in un angolo buio del IX distretto quel pomeriggio, alla ricerca del miglior ristorante cinese di Budapest, come dicevano i miei appunti almeno, il ristorante del signor W., e ho camminato davvero tanto, per una via che prima era figa e aggiustata, tutta sampietrini e case colorate a toni pastello e e poi finalmente dopo qualche  isolato diventa una strada normale n po’ decadente, con l’emblema della vecchia stazione dei pompieri, un edificio enorme, abbandonato, senza i vetri alle finestre, dove un 4 anni fa c’era un locale incredibile con un grande fuoco che ardeva al centro e poi la via diventa una zona residenziale, ma sempre urbana , che è una bella definizione..

Il  ritorno si sa sembra sempre più breve e mi ritrovo in poco tempo al körút, il viale circolare che unisce i vari distretti centrali di Pest.. Da  lì in 15 minuti trovo una stada dove ero stato qualche anno fa inseguendo una commercialista, vicino a un ponte, importante,  qui c’è una bettola, la conosco ma nn ero mai entrato, per timidezza ovvio.  Immaginate un bar a Roma che si chiama come Italia Germania 4:3, anche qui la bettola porta il nome  di un’incontro di calcio cher ha fatto la storia, la storia dei meravigliosi anni ü50. Dentro per fortuna è pulito penso e la signora al banco pure simpatica. C’è una coppia di anziani normali a uno dei tavolini, tavolini di legno pesante, con dei centrini rossi tradizionali. E’ come in un sogno uno stilista disegnerebbe una bettola, c’è una signora in là con gli anni dietro al bancone, dicevo simpatica e premurosa, ci sono i tavolini ma ci sono anche i tavolacci alti su cui bere in piedi o sugli sgabelloni, ci sono le tendine bianche ricamate alle finestre, c’è una TV sempre accesa sul canale nazionale che tutti ma proprio tutti guardano con estremo interesse. Tutti vuol dire 5 persone, si, in un angolo di un angolo, come se l’avessero disegnata c’è una donna, con dei lunghi capelli grigio biondi, sfibrati, lisci, che fuma una sigaretta dopo l’altra, con un  posacenere strapieno di mozziconi e una nuvola di fumo denso attorno. Bene, prendo il mio bicchiere di vino e szoda e scelgo il mio posto. Come in un film di Woody Allen faccio un movimento maldestro e rovescio il bicchiere di vino. Nessuno fa una piega, neanche se ne accorgono, io  mi scuso, per fortuna la signora è tranquilla “ il secondo giro è arrivato subito..” sorride e mi serve un altro bicchiere di vino e szoda, dé un’altra generosa mancia di 50 fiorini, 15 centesimi di euro..  Sono giovane e sicuramente il mio accento mi tradisce, ma prendo il vino della casa, il vino “che scorre” non il vino “di qualità” dalle bottiglie..

Stavolta cambio posto, mi metto sui tavoli alti, su uno sgabello. In un certo senso provo un senso di protezione, come in un nido. E’ bello star qui a vedere M1, magyar televiziò 1, danno “l’isola del tesoro” il protagonista è biondo e con i boccoli, curioso il doppiaggio ungherese.

Mi guardo meglio intorno, c’è un juke-box fantastico, rosso acceso, spolverato, sicuramente coevo della grande partita, c’è la prima pagina del giornale ungherese del giorno dopo e anche del giornale straniero, eh si, era la partita tra due nazionali, c’è una foto con Ferenc Puskàs, mattatore di quella partita in visita alla bettola dove sono ora, una foto dai colori sbiaditi, dove Puskàs ha i basettoni anni 70. C’è una vetrinetta con dei cimeli, un pallone di cuoio, un paio di libri sul calcio.. ma ho dovuto fare uno sforzo per vedere questi particolari, verrei qui anche se non si chiamasse Ungheria – XXXXXX X-3. C’è pure un poster del Ferencvaros, siamo sempre nel quartiere di Ferencvàros in fondo, stagione 82-83, con le caricature dei giocatori, l’unico che riconosco è Nyilasi, che mi dicono più forte di van Basten, quand’era in giornata….

Entrano un uomo calvo ed uno più giovane, poi una coppia ben vestita, poi un vecchio quasi in pantofole con una tuta da ginnastica e gli occhialoni spessi. È una kocsma, una bettola, o traducendo dall’inglese pub una casa pubblica dove cercare conforto…

Verrai a Budapest e vorresti visitare questa bettola, farti un bicchiere di vino e szoda, girare per i dintorni, e poi spostarti in un’altra bettola tradizionale con la storia dei suoi avventori e dei palazzi che vi sono attorno…? clicca qui