Cape di morto

Dice Enrico che nei suoi giorni di riposo assoluto dopo una serata troppo alcolica (per una volta l’inglese ha la parola giusta, hangover) l’unica cosa che riesce a mettere nello stomaco senza che torni indietro ? il “karalabe” (un tubero, a pasta bianca, alquanto dolce molto comune in Ungheria e alla “Garay piac” dove faccio la spesa). Prima di venire a vivere qui lui, che è di Napoli, non lo aveva mai visto e con lui tutti gli italiani che io conosca qui. Ma io son di Bari e il karalabe alla mia “piazza” di via Nizza nel quartiere San Pasquale esiste eccome e si chiama capa-di-morto.

Ecco come il Levante e il Sud-Est Europa comprendono Bari e si spingono fino a Budapest.
Come le cipolle rosse, le cipolle di Tropea, ormai a Bari quasi scomparse che a Milano nessuno conosce e che ho ritrovato qui col nome di cipolle lilla (le cipolle bianche per gli ungheresi invece son rosse).

Budapest, unica vera capitale dell’Europa Centro Orientale dove sono confluite insieme a tutto il resto i cibi dalle vicine province dell’Impero e delle sue tante popolazioni, ed ecco che come da noi anche qui capedimorto, cipolle rosse, peperoni, aglio, dalla Croazia, da Bulgaria e Romania, dal Nord, dai miei ricordi baltici e Bielorussi, l’uso di una speciale panna acida, il tejfol, per dar sapore ad ogni piatto, dall’Europa Centrale i grandi piatti di carne e stufato (il gulyas), i dolci a base di semi di papavero, il mak, dalle comunitàebraiche…
…poi dopo Mohàcs arrivarono i Turchi e restarono con i loro minareti a Buda e Pest per 150 anni e portarono l’uso del piccante e oggi il peperoncino, che si dice paprika in ungherese è sinonimo di Ungheria in cucina, ottimo nella accezione della marca Eros Pista* per i miei famosi spaghetti aglio, olio (di Bitonto) e peperoncino.

* letteralmente “il forte Pista” Pista ? un po’ il pierino ungherese,

 

Sei in viaggio verso Budapest, sei incuriosito da cosa mangiano gli ungheresi e ritieni che cultura e conoscenza di un paese voglia dire anche esplorare le sue tradizioni culinarie e ficcarsi in qualche trattoria rifalda o in un ristorantino attento a forma e tradizione?  Concediti il tour gastronomico de L’altra Budapest

carne con carne

“Agnes..” fece il dott. Polmoni, con malcelata falsa gentilezza “che sta scritto qui sul menù?”
Il menù era già confermato insieme alla prenotazione fatta dalla mattina.
Agnes, che era meno giovane e carina delle altre segretarie del reparto ma lui se la portava  acena lo stesso, magari in un distretto un po’ lontanuccio come il XXI si accosto al foglio pergamenato. Avesse almeno più tette e culo.
Quando arrivarono i piatti guardo strano il suo piatto di carne con contorno di carne” hus hussal: (carne, hus, con, val, carne ,hus,)
Agnes ha mangiato poco hus hussal, penso, nn potrà che farci bene..

in trattoria

Qualcuno mi chiede che si mangia qui..
dunque oggi volevo stare leggero, niente spezzatino col riso e allora salgo lungo il menu, c’è il tokfozelek, (il pure di zucca), oppure alle zuppe, la zuppa di fagioli, Feri prende quella, la zuppa di uova, ma il mio occhio si fissa sulla terza zuppa nel menu del giorno della mia trattoria self service, ma si, godiamoci una buona zuppa d’aglio, nn volevo stare leggero forse?