Perché Orban vince?

25 minuti in radio a Radio Capodistria, nel programma “I divergenti” (in fondo al file, clicca sulla radio o sul link, da 1.29.00) per cercare di spiegare come e quanto ha vinto Orban . E perché. E che effetti avrà sui suoi vicini di pianerottolo, sui paesi di Visegrád, sull’Europa, sul futuro del mondo.

Egészségetekre.

Link: http://4d.rtvslo.si/arhiv/i-divergenti/174531837

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133

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Per commentare le elezioni di ieri 8 aprile 2018 in cui Orbán si è riconfermato leader maximo parto da lontano, da novembre 2017.

A novembre appena entrato al caffè da Carlo (per me resta sempre il caffè da Carlo), subito mi han fatto “chi lo vince lo scudetto?” subito ho risposto: la Juve, che domande… è la società più forte, ha un organigramma solido, un cannoniere, ha Dybala, il portiere migliore d’europa, viene da 7 scudetti di fila.. certo ha un gioco utilitaristico e il Napoli può fare un calcio meraviglioso ma…

spero che questo riesca forse a spiegare sull’italiano medio nn prevenuto il clima che c’era ieri a Budapest in piazza sotto la Balena, sede del comitato elettorale di Orbán con vtutti i suoi fedeli in festa, ma anche in TV, tutte le TV, per le strade e sui tram gialli di Budapest.. le false speranze nell’animo di chi non vince dai tempi di Maradona e Bruscolotti e le certezze granitiche di chi ha preso grande confidenza con la vittoria. E per stimolarsi deve puntare all’europa o ai 100 punti (raggiunti dalla juve di Conte n.d.a.).

I cento punti nella politica ungherese sono una frazione, i 2/3 (dei seggi in parlamento), quelli che ti danno la maggioranza qualificata e la possibilità di cambiare la Costituzione a tuo piacimento (Orbán l’ha rifatta daccapo nel 2012 e da allora l’ha emendata 6 volte, a maggio arriva la 7a). i seggi in parlamento sono 199 (con l’ultima Costituzione) e quindi il primo numero buono per superare i 2/3 è 133. 133 deputati, 133 mandati elettorali (come si dice qua).

Orbene sono tre legislature che Fidesz, la federazione dei giovani democratici, il partito di Orbán, raggiunge questa mitica quota e come la Juve la soddisfazione è sempre la stessa e la si leggeva negli occhi di Orban ieri in una delle prime interviste ad echotv, davanti al suo amato e sussiegoso Bayer Zsolt (il giornalista amico di mille avventure)

Se un numero vi sembra troppo freddo (133) allora meglio una immagine, l’Ungheria divisa per collegi tutta colorata tutta di arancione (il colore di Fidesz). è la mappa che vedo a tutte le elzioni in piazza e in TV dal lontano 2006, dalle elezioni amministrative 2006 ho sempre visto questa, Fidesz che vince circa il 90% dei collegi, da allora, e se li perde li perde a Budapest, la capitale, la città dei peccatori come diceva Horthy (l’uomo forte del ventennio magiaro), che sulla mappa appare solo come un puntino.

Al limite ci sono delle macchioline. Gli unici collegi scampati allo schiacciasassi Fidesz sono Szeged, città universitaria, rimasta feudo socialista, Pècs, città universitaria, indipendente, Dunaujvaros, nero o marrone, della destra di Jobbik. tre seggi su 88 vinti da chi nn è Fidesz fuori Budapest.

Come col Napoli di Sarri qualcuno si era illuso, specie dopo la vittoria antiFidesz alle comunali di Hódmezővasárhely, feudo di Lazar János (che ieri dopo aver vinto all’uninominale quasi nn ci credeva), le chiamate accorate al voto utile, l’idea che l’opinione pubblica fosse esausta di una campagna d’odio. Invece no, la verità è che tutti i commentatori si fermano a Budapest dove Fidesz ha vinto solo in 6 collegi su 18 o al massimo nelle città universitarie di Pècs e Szeged e nessuno conosce l’Ungheria profonda, e ci va a parlare. E sarà anche un problema di partiti, radicamento nel territorio, in Italia si direbbe cosi…

Ora metto le immagini del voto in Ungheria da 12 anni a questa parte una dopo l’altra un po’ in disordine e ci vediamo qualchescroll più in basso

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politiche 2014

Ora mi pongo una domanda e rispondo prolisso:

Vittoria schiacciante di Orban col 49% e 20% a jobbik, che paese è l’Ungheria? (in altre parole l’Ungheria è un paese fascista nell’animo?)

L’Ungheria è un paese (fascista) come ogni altro, come l’Italia in cui si afferma la Lega di Salvini con le sue parole di odio e demonizzazione dei migranti, come la Francia, la Svezia dei partiti antiUe, come gli Stati Uniti di Trump grande leader dal linguaggio politico quando serve triviale, come la Gran Bretagna della Brexit. Certo l’Ungheria è l’Ungheria e tutto può e deve essere interpretato con la sua propria cultura e storia politica ma è una nazione del gran mondo, vive trend globali, epocali, come la differenza abissale città e campagna, come in una fiaba, le grandi città Parigi, New York, Londra restano liberal e democratiche, le grandi campagne si fanno ammaliare da questa retorica populista, e poi il lavoro che c’è sempre di meno e in condizioni sempre peggiori, i grandi distretti industriali rossi del 900 (in Ungheria le regioni del nord, Miskolc, Salgotarjan, feudi socialisti) come Detroit o la rust belt, ora fortemente spostati a destra, e ovviamente come la Russia di Putin e la Turchia di erdogan, con la “nazionalizzazione” dell’economia, la nuova ricca borghesia che deve tutto ai legami con lo stato etc..

Pensiamo ancora all’italia di pochi anni fa in fondo, quella del periodo più florido di Berlusconi, quello di un leader forte e comunicatore a capo di un partito granitico contro una sinistra supponente, frantumata, piena di invidie al suo interno divisa in 5-6 partitini, spesso rivali fra loro. Per dirne una ieri parliamo del secondo partito di sinsitra, DK, coalizione democratica dell’ex premier Gyurcsany, che ieri era felicissimo per aver ottenuto con solo il 5,6% dei voti di lista ben 9 deputati, mentre l’LMP (un’altra Ungheria è possibile) ne ha presi solo 8 col 7% di consensi. è un problema anche perchè nel frattempo Orban ha cambiato la legge elettorale e l’opposizione non ha ancora capito come funziona. L’Ungheria che storicamente aveva un sistema misto con doppio turno al maggioritario, ora ha un sistema misto con maggioritario a turno unico. Ci si deve presentare uniti, un’unica coalizione, un ulivo magiaro insomma, che magari si spacca alla prima guerra per colpa del Bertinotti di turno, ma che può vincere le elezioni. Presentandosi divisi è complicato poi organizzarsi e invitare gli elettori al voto utile sul candidato favorito. Magyar narancs (l’arancia ungherese, uno de pochi giornali kiberi rimasti, vedremo i prossimi anni) pubblica giusto uno studio fatto sul retro di una busta che mostra chiaramente come in 5 collegi di Budapest i partiti di opposzizione avrebbero vinto facilmente se fossero riusciti a  gestire meglio questa strategia. Fantastico poi il caso di Szél Bernadett  (leader dell’LMP) nel collegio Pest megye 2, che ha perso di 300 voti, avrebbe vinto con i voti del partito (satirico, antisistema) del cane a due code (MKKP) che ha preso 1250 voti o con quelli del perfetto sconosciuto Partito Democratico col referendum che  ne ha avuti 500 .

post ripreso dai cari amici di Q code magazine

Liberi liberi

“Cos’è questo cabaret italiano?” (Cabaret è quasi una forma d’arte in ungheria) la ragazza ungherese che chiameremo Szilvia guarda pensierosa il ragazzo italiano che chiameremo Andrea, nella cucina un po’ buia risuona la voce di Giorgio Gaber, e le risate del pubblico in giacca e cravatta in bianco e nero, poi Gaber prende la chitarra e suona qualcosa… la TV (lo smartphone) è accesa in qualche modo su Rainews (che grazie addio qui all’estero è in chiaro senza trucchetti) e c’è qualche ricorrenza, mostra ricordo di Gaber in una qualche città italiana..

“Guarda cara, quello è Giorgio Gaber, lui era….. poi ha creato il teatro canzone” ha capito. parte la canzone.. ”La libertà non è stare sopra un albero….”  “Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” (vorrei essere libero, libero come un uomo,  che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia,e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia). erano gli anni 60, 70, la musica doveva essere politica, la politica era una cosa bella (le ripete il testo che lei parla italiano ma nn poi cosi bene) ”La libertà non è stare sopra un albero (…). Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

Lei fa una faccia sgomenta, in ungheria tra 10 giorni si vota (Orban ha detto non i prossimo 4 anni, ma per l’esistenza stessa dell’Ungheira!) libertà in ungheria è un concetto sacro di eventi storici, anche molto recenti e feste nazionali, e pare che questa cosa che libertà è quasi un dovere, libertà è partecipazione è un po’ strana..

“il c. (il sedere) è la nuova bocca, il denaro pubblico è tutto nostro” (O. Viktor)

 

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“il culo è la nuova bocca” “il denaro pubblico tutto nostro”

“gli arabi sono i nuovi ebrei il gyros il nuovo Soros”

è un Orban inseguito da un cronista d’assalto telecamera in spalla che si lascia sfuggire queste parole… prova a sfuggire al cronista “mi ha fatto molto piacere, qua la mano, ha fatto il militare..?

proprio Orban, pancetta, il muso un po’ ingrugnito, le parole masticate, il tic di ingobbirsi, ma soprattutto la camicia, quelle camicie a quadretti colorati che orban porta sotto le giacche scure, dovrebbe vederle e farebbe un sacco di soldi.. o quasi lui, è Bödőcs, il comico del momento in Ungheria, ora dicono che tutti aspettavano questa imitazione, e gli è riuscita benissimo, riprende spelndiamenre gli stessi modi un po’ da ragazzo di campagna più sveglio, intelligente e deciso degli altri nella stanza dei bottoni… “mi ha fatto molto piacere.. tagliati la barba…”

Vorrei che il nostro Semjen faccia vedere che la Svezia versa ormai in un tale stato che bisogna aspetttare 40-50 minuti per un elicottero che porti via un cervo morto..”in Ungheria è tornato di moda lo screditare l’occidente come terra ricca, ma decadente, della Vienna invivibile ho già detto, poi c’è la Svezia, da dove fuggono gli ungheresi

Giusto ieri sono diventato ancora piu piccolo borghese con il nuovo abbonamento per 100 canali TV (l’offerta era quella, in fondo quanti ne prendiamo noi in casa in Italia, solo che qui te li fornisce la Fastweb magiara… il ragazzo era bravo, e ormai io sono un sgnore. Quando fa le prove e mi spiega come funziona il teleggommando e il magazine dei programmi accende sul primo canale, c’è il TG delle 12, la notizia di copertina è “un migrante che ha messo in fuga un camionista ungherese in Olanda”

è un Orban che si mangia le parole, ed è un orban parodiato, e nn l’avevo mai visto così, è vero che fino a ieri nn avevo 100 canali100, chè da sempre i regimi quasiregimi democrature illiberali mal sopportano le critiche e la satira, che sia Putin dipinto da icona gay o il vecchio Beppe Grillo a Sanremo sui cinesi tutti socialisti e allora a chi rubano e l’editto di Berlusconi.. e su Orban nn avevo mai visto una parodia seria e così mirata, che sia segno dei tempi, che Orban è un vecchio bacucco per chi ha meno di 35 anni… l’ultima parodia tagliertnte era del grande Hofi Geza (ne ho scritto qui) che poteva permettersi di tutto.. e infatti molti i paragoni diretti con Hofi sono arrivati

in fondo basta poco, appena dire la verità, Consultazione nazionale “lei vorrebbe avere 40 negri malati di ebola in salotto?” . “le elezioni decideranno se vogliamo Nèmeth Szilard (grosso e ruspante esponente Fidesz) o l’ebola, se vogliamo che Csorba diventi Las Vegas e Nyirbator Parigi

“il culo è la nuova bocca”… Hofi era anche questo, sottile e volgare, l’Ungherese medio si vanta di essere molto volgare quando vuole e qui ci siamo… “volete forse che i terroristi vngano a stuprarci i preti pedofili?” scorretto come lo era Hofi, e Kadar (capo del socialismo ungherese per 40 anni) era cosi intelligente da permettere Hofi, come sfogo e “tolleranza”..

“(caro giornalista) è venuto in cerca di guai? (in magiaro “è venuto a casa mia in cerca di cazzi da cavallo?) li (lo) porti (metta) a sua madre..”

elezioni austriache: i cartelloni

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elezioni austriache: birra al limone o spumante?

 Le elezioni presidenziali austriache, risolte al fotofinish per qualche migliaio di voti spediti per posta, vissute a Vienna a pochi metri dalla sede del Presidente, in un clima idilliaco

 

 

            Vienna – La sede del presidente della repubblica austriaco a quella del cancelliere, sono proprio una di fronte all’altra, in un angolo dell’Hofburg, le porte nn disteranno più di 20 metri, al centro della piazzetta un’installazione d’arte moderna, di grandi scaloni in pietra nera, dove alle 15.30 stava giusto arrivando l’ombra e i curiosi prendevano posto.

Qu in un angolo dell’Hofburg, il momento clou delle elezioni presidenziali austriache 2016, con un testa a testa degno di una finale dei mondiali trascorre così, con la gente sui gradoni incollata alle radioline, (che oggi sono gli smartphone collegati a twitter o al canale tv austriaco in streaming) e la polizia in un angolo della piazza, all’ombra, con le transenne ancora per terra, che se vuole passare una macchina come fa.

Guardo la porta di fronte, quella del cancelliere, quella che era di Radetszky,  non più tardi di due settimane fa, è cambiato l’inquilino, dopo 7 anni emezzo di buon (?) governo il cancelliere è cambiato. Ora sembra una porta come tante. Ma forse prorpio questo cambiamento, dovuto, in extremis,  è servito a convincere quello 0.2% che darà la vittoria a van der Bellen.

è una bella giornata di maggio, lo splendido maggio viennese, come scriveva Joseph Roth in la cripta dei Cappuccini, quel “maggio viennese, che nuotava nelle piccole “Coppe oro” dal bordo d’argento [del caffè Dehmel], che si librava sul tavolino, sui sottili bastoncini di cioccolata ripieni, sui pasticcini rosa e verdi alla crema”. Nel libro fu allora che il consigliere Sorgsam disse, nel bel mezzo di quel maggio dfu allora che : «Non ci sarà guerra, signori miei!» (1). e anche oggi la guerra e lo scontro su migranti sembra cosi lontano, mentre sui social qualcuno un po’ preoccupato tira un sospirone di sollievo qui il capo dei poliziotti perde 15 minuti buoni a spiegare a un turista americano che Schonbrunn è parecchio distante e come arrivarci coi mezzi, ride spesso, le sue ultime parole sono: “è come il presidente USA”. Uno è in cima ai gradoni con una lattina di birra al limone, un tipo col cappello sta addirittura facendo le parole crociate, la notizia della vittoria di Van der Bellen, non suscita boati o grida di gioia o cori nazisti, la prima fonte autorevole a dare conferma è la BBC, i ragazzi davanti a me verificano in continuazione se la pagina di Wikipedia è cambiata. Passa una coppia, per caso, lei ha una bella hijab rosa sul capo, ed è una bella donna una delle tante belle coppie miste qui a Vienna. Ma siamo a Vienna, la rossa, città culturale europea per eccelenza, in un’Austria in cui si è assistito al paradosso chele città, che han davvero visto i migranti, han votato per l’accoglienza, mentre i monti, che di migranti ne han solo sentito parlare han votato per i muri. Ma si sa, se una cosa impari a conoscerla vinci anche le tue paure..

 Le transenne non verranno mai alzate, capisci che tutto è finito quando le due troupe meglio piazzate iniziano a fare i servizi, spunta da dietro un microfono rosso di ORF, la TV pubblica austriaca, c’è anche il TG3. I ragazzi davanti a me hanno una bottiglia di spumante, li sento dire fraternitè, egalitè… e poi. si ferma. Libertè intervengo io.

Solo dopo le 17 arriva finalmente qualcuno con una bandiera, un padre con la zainetto del Rapid Wien e una bambina in maglietta rosa. La bambina sventola una bandiera bianca e rossa e sorride. Che tutte le elezioni siano così..

elezioni 2014 liveblog

assoluta assenza di silenzio elettorale. quella che con eleganza tutta italica si chiama giornata di riflessione. Ieri comizi finali a Budapest come a Debrecen (Orban) e nel resto del paese. ieri giravano coi megafoni a dire vota antonio.domanda all’inviato all’ingresso dei seggi: “Cosa è permesso?” risposta: “praticamente tutto. solo a 150 mt. dai seggi è vietato fare campagna e distribuire volantini e buoni benzina”.

può voler dire una sola cosa, stando ai sondaggi interni Fidesz è forse nn ancora certa di raggiungere i 2/3 dei parlamento come alle scorse elezioni. E Orban dovrebbe ammettere la sconfitta ahah.

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10.30. Causa assenza di silenzio elettorale a Baross tèr (la piazza della stazione est) permane la bella tenda de partito di Seress Maria. Seress Maria Szovetsegesei (i confederati di Seress Maria). Buffo vederli e sentire i megafoni. oggi si vota. Il mio giovane amico 18enne Eduardo l’aveva detto. Sandor Bacsi, io voterò Seress Maria (sorriso). E chi è? Una che fa molta pubblicità su internet. ” lo slogan comunque è grandioso. Il partito in sigla fa SMS e lo slogan è “manda un sms in parlamento..”

15.30 è domenica c’è il sole e gente per le strade del VII e del VI, anzichè starsene a casa a vedere la D’Urso o in campagna dai nonni. Vestiti bene, è domenica è oggi si vota. I figli al seguito in bicicletta con gli occhiali con le montature colorate che son bimbi…

lunga pausa

18.30 mi incammino verso la piazza dove essere oggi, c’è ancora tanta luce, faccio appena in tempo ad annotare “che pazzia votare solo fino alle 19, c’è ancora tanta luce, nn voglio mica far votare tutti, so che più è alta l’affluenza alle urne, più favorisco gli altri e allora. ed è sempre andato così
sto per arrivare al korut quando vedo due cordoni bianchi e rossi e due poliziotti giovani giovani…mi avvicino, una lunga fila, vuoi vedere che…. si, è cosi, la fila per l’ingresso ai seggi… arriva fino all’angolo e continua.
inizio a contarli 1, 2, 3..facce giovani, coppie, come sempre gli ultimi a votare, 27,28 giro l’angolo.34,35,36…pazientemente in fila, come sanno fare per essere bravi, 56,57, .., 67,68 , …  e che cazzo era domenica,89,90, … che carina questa, 105,106, 107. Nn resisto e all’ultima dico,”ma siete in fila per votare?” pazzesco, tu sei la 107esima, ma come…. che senso civico e che bella la democrazia…
arrivo giusto alle 19 meno 1 (chiusura dei seggi) al quartier generale di Fidesz, Fidesz vncerà e stravincerà e il posto dove stare è questo, per vedere che dirà Orban e che farà la sua gente..

Il quartier generale è nella balena, il grande e bellissimo e inutile centro polifunzionale inaugurato 3-4 mesi fa in riva al Danubio, giusto alle spalle del grande mercato coperto

dentro è tutto blindato, ma un gentile guardiano mi indirizza al maxischermo allestito alle spalle, dietro la coda della balena, ci arrivo costeggiando i politici e portaborse che si affrettano verso il ventre della balena e si fumano una sigaretta: facce giovani, visi tirati, brutte cravatte, adrenalina e testosterone.

il ventre della balena

il ventre della balena

Qui si capisce bene perchè Silvio e Vittorio (Orban) nn lasceranno mai la politica nemmeno ai servii sociali in casa propria.

Il maxischermo  ovviamente sulla TV di Fidesz, Hir TV, nn la vedevo da 8 anni forse, da quando me la facevo con quelli con cui nn me la faccio più.. ma l’attesa è lunga, nn ci saranno exitpoll, costan troppo, e bisogna aspettare le prime proiezioni e poi c’è ancora tanta gente che deve pagare.. ilprimo collegamento è da un seggio dell’XI distretto dove 4 anni fa l’ultimo votò dopo la mezzanotte…grandi discorsi sulla legge elettorale, sono buoni perchè nn hanno introdotto il sistema all’inglese, niente frazioni decimali da contare, chi vince prende tutto…e allora Fidesz prenderebbe il 90%

19.17ancora grandi code.. il giornalista? dice ringraziamo queste persone che vogliono tenere alta la democrazia… applauso tenue, del pubblico ma poco dopo tolgono l’audio, torna la musica.. e poi 6% in meno di affluenza alle urne, Orban dirà che questa è democrazia e ‘Ungheria è un paese normale e in USA le % sono di gran lunga inferiori e Obama nn è certo delegittimato..
calano le ombre della sera, qui dietro il muso della balena, si iniziano a distinguere le sagome degli uomini di fidesz, del partito di governo la gente, gli uffici dentro la balena,,, il macischermo e il popolo dietro, sembra Orson Welles in Citizen Kane, lui si che aveva capito tutto..

Nella piazzetta inizia intanto ad arrivare pian piano gente, il posto è bello, il panorama col Danubuo stupendo, le panche e gli immancabili stand per birre e salsiscce ci sono

eccoli i budapestini, e il popolo di Fidesz: lunghe barbe nere, giovani con cappelli allamoda, sportivi con maglioncino allacciato in vita. vecchi con lunghi capelli bianchi in un codino e bicicletta rosa con bandiera dell’ungheria sul sellino e donne in nero; e queste facce tese in cravatta rosa e azzurrina..

lunghe code ai seggi ma in un’ora e mezza dovrebbero esaurirsi, arrivano le prime dichiarazioni, Jobbik ha già messo in azione gli avvocati, accuse di brogli, soprattutto a Gyongyos lì sui monti Matra, il seggio del loro giovane leader Vona Gabor, accuse di bus di zingari portati al seggio dagli uomini di Fidesz, e poi la sinistra, che ha il proprio quartier generale oggi al centro del quartiere ebraico,  in una zona di divertimenti che era stata chiusa giusto ieri per i lavori nella piazza antistante e simbolicamente violata stamattina da Bajnai, uno dei leader di questa strana coalizione di sinistra partita già sconfitta.

ormai le 20.30 arriva ancora gente, arrivano le zingare che vengono bandiere, accanto a me si siede una copia di mezza età che è venuta però per godersi il panorama della città illuminata. fan bene..

altre dichiarazioni di quel figo di Bajnai alle 21, visibilmente scosso e deluso, più di quanto nn dica a voce, parla della bassa affluenza al voto, l’unico dato certo arrivato, una sconfitta per la democrazia e un segno di disaffezione alle urne.. ma qui dallo studio i commenti profidesz ce li aspettiamo, in Occidente le percentuali sono ancora minori, piu la democrazia è matura e men si va a votare, l’Ungheria sta diventando un grande paese.. ed è anche una tendenza che si consolida, stiamo arrivando in occidente…

ecco poi Lendvai  Ildiko, cosi suoi capelli rosso fiamma, esponente della sinistra, l’MSZP, lo storico grande partito della sinistra  che difende a spada tratta il segretario Meszterhazi, ha lavorato bene, la sconfitta eventuale nn sarà colpa sua ha dei capelli rossi tremendi.. e un”dobbiamo riconoscere con dignità qualunque risultato delle urne. Già san tutto e sarà unacatastrofe..

Mi alzo un attimo anchilosato e mi fregano il posto sui gradini,allora faccio un giro, trovo i bagni chimici, mentre sono all’interno del cubicolo sento un boato, un altro, “sarà un altro caro politico dell’opposizione apparso sugli schermi” penso, e invece verso le 22 sono arrivate le prime proiezioni, e nn campioni rappresentativi ma proprio numeri, voti, 16-20% delle schede già scrutinate..

Come volevasi prevedere è una valanga arancione, il colore di Fidesz, scelto quando questi partiti arancioni erano il simbolo della lotta agli ex comunisti, in Ucraina come in Georgia.. come in uno studiato schema di allenamento i due giornalisti si rimpallano i dati ogni 4-5 seggi per tenere viva l’attenzione e fanno bene, dappertutto la freccia verso l’alto più alta è quella arancione, dal Balaton ai Carpazi, dalla grande pianura di Szolnok e KIskunfelegyhaza al Tibisco, un giro dell’ungheria virtuale tra gli applausi e qualche bottiglia di vino aperta…

vittoria Fidesz 2

sono finito proprio sotto il maxischermo. accanto a me un giovane in sedia rotelle e maglietta arancione con una bella ragazza acqua e sapone “Quanto sono felice, nn puoi immaginare…”fa lei. vorrei essere in sedia a rotelle ..

appare Rogan, il giovane sindaco di Fidesz (ricordiamoci che Fidesz ha anche tutti i i sindaci d’Ungheria espressi) della città interna di Pest, soddisfatto e serafico, aiuteremo ancora di piu famiglie e bambini, lavoro, pensioni, è un grande risultato..

scorrono i risultati, valanga arancione Szombathely, Veszprem, Szekszard, … un piccolo mugugno quando si arriva a Budapest il quarto distretto Ujpest è rosso, la gente abituata a vincere nn accetta la sconfitta… poi anche Csepel è rossa, l’ex grande quartiere operaio a sud della città.. poi riprende la cavalcata. Studio felice per Gyongyos dove il fascista Vona Gabor (quindi il grande avversario a destra) perde il suo feudo. Pècs tutta arancione, Mohàcs, ma poi la gioia sono le prime proiezioni dei voti di lista 47% Fidesz, 23 la sinsitra, 21 l’estrema destra, 4,8 i liberali. sinsitra ai minimi termini,estrema destra altissima, liberali che nn riescono a superare lo sbarramento del 5%

iniziano ad arrivare le prime proiezioni sui seggi, tra uninominale, voti di lista e scorporo. con la nuova riforma elettorale voluta da Fidesz (a sa immagine e somiglianza o quasi) 106 seggi nel maggioritario e 93 nel proporzionale, chi c’è c’è.

prime proiezioni con 93 voti a Fidesz, 11 alla sinistra 3 all’estrema destra.

i dati si attestano.. l’ungheria è in fondo ancora un paese fortemente diviso, come lo è sempre stato nei secoli, fazioni contro fazioni, città contro campagna. Budapest vede una lotta alla pari (9 seggi a 9) ma l’ungheria è ancora una volta una bella mappa tutta arancione, con appena una macchiolina rossa in fondo in un seggio dell’area di Szeged che stona parecchio..

nessuno in piazza nota però quel numerino in fondo a destra della schermata di Hirtv, i seggi totali. ora son 134 Fidesz, vuol dire 67% vuol dire (ancora maggioranza qualificata 2/3 del parlamento per un solo partito, la gioia di ogni capo e anche di Orban).

Ed ecco che qualcosa si muove e la gente che si ammassa sotto quello che solo ora ci appare un piccolo palco. Sale un giovane. ammicca verso il pubblico. Giovanissimo, Orban per consolidare il potere ha riempito il partito di giovanissimi, sono i piu motivati, bravi, forti e li puoi sfruttare. “Abbiamo vinto le elezioni, tra poco salirà sul palco Orban, ha chiamato anche Barroso per congratularsi col vincitore” chi è questo Barroso che tanto si interessa alla politica ungherese, fa sarcastico il Biker dietro di me.. Orban sale un po’ tardi, con tutto lo stato maggiore di Fidesz alle sue spalle. Un grande condottiero vincitore, ma un professionista, grande oratore, ma comunque col discorso preparato in un fogliettino che spiega senza farsene accorgere.. Fa già un discorso per il futuro. “elezioni tenute in un paese libero (che bravo! libero per un europeo vuol dire democratico. qui tra i suoi vuol dire autonomo e indipendente dai condizionamenti di regime (comunista) e internazionali. ). poi ripete i suoi concetti fondamentali, lotta al comunismo e difesa degli ungheresi di fuori confine (che hanno ottenuto la doppia cittadinanza e han partecipato quindi al voto, anche se solo per i voti di lista al proporzionale). vittoria schiacciante. Abbiamo stabilito un record europeo (gli ungheresi amano i record). difesa della famiglia, indipendenza nazionale. Vincere. vuol dire dover lavorare con maggior impegno.” applausi. Dietro Rogan applaude serafico solo con i palmi a cucchiaio ed è quello che la vede più lunga di tutti. Inno nazionale. Tutti i ragazzini per bene innamorati e con i capelli a posto tra cui mi son ritrovato nella folla cantano e sono felici.

Quando ci voltiamo sul maxischermo ecco quasi in contemporanea le dichiarazioni di Bajnai, e po idi Jobbik. Bajnai attacca la legge elettorale nuova, i nuovi colleggi appena disegnati. e la non indipendenza dei media. sono tristi. Quelli di Jobbik invece in simmetria perfetta tutti uguali..

Ma intanto qualcosa è cambiato il 134 è diventato 133 e 132, il ragazzino accanto a me fa sullo smartfon 1,99 x 0,66 e trova 133,xx. nn basta o forse si. no. i voti di lista si stan riassestando. la sinistra sale fino al 25,9%, l’LMP(i verdi liberali) prende un paio di decimali, sfonda il 5% ed entra in parlamento, 5 seggi.Budapest è ancora metà e metà, wualche seggio strappato e vinto con i denti.

il fascino delle lotte uno contro uno nei seggi uninominali, come nel mio seggio ocn gli attivisti attivi fino all’ultimo. Una cosa che manca in Italia..

 

….Prendo l’ultimo tram. accanto a me 4 ragazzi per bene con camicie stirate e gonne a ginocchio timbrano 4 biglietti, anche se ci voglion solo 3 fermate e a quest’ora n passerà mai il controllore. Di fronte a me invece ragazza col viso sveglio e strana maglia a righe bianche e rosa si guarda intorno col biglietto in mano e nn lo timbra. l’ungheria è questa.

Arrivo nella piazzetta della sinistra. clima depresso. mi guardo intorno, le facce son diverse, la sinstra è ancora la sinistra, nonostante i capi che si ritrova..

e l’ungheria è sempre l’ungheria. nella dichiarazione congiunta il capo della sinsitra dice che nn può e non vuole congratularsi con Orban per la vittoria. Vittoria ottenuta con un sistema elettorale e mediatico non democratico. mi sembrano le parole di Orban di 4 anni fa nel precedente discorso della vittoria: Ho vinto, governerò per la mia parte politica, per quelli che mi hanno votato. Chi nn mi ha votato nn mi voleva e nn mi merita. – quando sentiamo ho vinto ma sarò il sindaco di tutti, tiriamo un sospiro di sollievo -.

All’una di notte però la situazione è ancora ingarbugliata, anzichèno. Fidesz ha 133 voti, 2/3 raggiunti, ma in un seggio di Budapest, al 96,38% di schede scrutinate il suo candidato è in vantaggio di 4 voti su quello della sinistra. 4 voti! 4!! riconteggio automatico e attesa dei voti di chi nel frattempo ha cambiato indirizzo ma nn l’ha comunicato. Suspence. i risultati ci saranno solo tra giorni. giusto il tempo di sistemarli un po’. C’è poi il caso di Miskolc, i tre maggiori partiti (Fidesz, Sinstra, Jobbik) che oscillano sul 30% divisi da pochi decimi, ma dovrebbe aver vinto Fidesz (al 60% dello spoglio si era 30-30,1-29.9) o qualcosa del genere.

Stravinci con 20 punti percentuale di margine sul secondo partito nel maggioritario e vinci 92 seggi su 103 all’uninominale e stai ancora li’ a fremere per il riconteggio dei voti… poi ditemi se la politica nn è eccitante in Ungheria