A Budapest l’inno di Mameli

E questi sarebbero i campioni del mondo del cazzo?
– Campioni del mondo, queste merde?
– Fanculo. Italiani.
– Questi dall’Africa vengono. Sono scimmie, scimmie africane”
(Discorso raccolto al 20′ del primo tempo dietro di noi)

Ungheria u.21 – Italia u.21, ottavi di finale del campionato europeo di calcio.
Siamo allo stadio ed abbiamo con noi un bustone con dentro uno striscione di 9 metri in vivaci colori rossoeblu “CIAO MAMMA – piero, giuseppe, angelo” ma visto i discorsi che sentiamo dietro di noi nn ne parliamo neppure di esporlo… Come ogni partita al campo che si rispetti, nn ci son solo budapestini raffinati, ma siamo attorniati dalla peggio risma delle periferie cittadine ad urlare “Hia Hia Hungaria” che sembrava che fossero appena scesi con le 7 tribù di Arpad dalle pianure del Volga.
E poi sarebbe difficile esporlo. Il vecchio e glorioso stadio del Ferencvàros (il Nepliget, stadio del parco del popolo, 30.000 spettatori*, qui ci giocavan Puskas e compagni) e zeppo oltre la capienza, perchè han fatto l’ingresso gratuito, che la partita l’abbiam vista in piedi e stretti stretti e che si capisce come possano morire a volte 50-100 persone ad un incontro di calcio se succede qualcosa.

Del resto vuoi mettere questa fantastica esperienza con il settore apposito per i supporter della squadra ospite (mezzo vuoto) che abbiam scoperto una volta incastrati ai nostri posti e dove sventolava addirittura un tricolore?

30.000 e più spettatori ad una partita che a Napoli come dice Giuseppe “ci saremmo stati solo io la Jervolino e Pippo Baudo”, tantissimi se paragonati ai 5000 spettatori che fa di media il campionato di calcio qui, ma la nazionale fa emergere il sano ed eterno nazionalismo che batte nel cuore di ogni buon magiaro.. Tanto che nella metro del ritorno parte tra i lord accanto a me pure il coro su Trianon e la Transilvania….

Domani invece mi sparo l’ultima giornata della “Skoda Cup” quadrangolare di Hockey su ghiaccio tra Giappone, Ungheria, Romania e i campioni di Slovacchia del HKm Zloven, allo stadio del ghiaccio dell’Ujpest.
Come vedete a Budapest la cultura è tutto.