Rassegna stampa 25.11 – L’Ivermectina, il farmaco del Budapest Covid Protokoll

Covid

3806 nuovi positivi al Covid in Ungheria ieri e 106 decessi (telex) è il giorno in cui il governo decide se prolungare o meno le misure restrittive entrate in vigore due settimane fa. HVG comparando i dati austriaci, che Orban ha sempre posto come “il nostro laboratorio dato che ci precede nella seconda onda”, e con le dichiarazioni di ieri del presidente della Repubblica Kover Laszlo scommette sul semplice mantenimento delle misure senza ulteriori restrizioni (HVG)

L’Ivermectina è un farmaco antieminitico, vermicida, ad ampio spettro scoperto nel 1975, utilizzato finora per eradicare parassiti, presente nella lista redatta dall’OMS tra i medicinali piu sicuri ed efficaci di cui ogni sistema sanitario dovrebbe disporre, la cui scoperta ha dato agli scienziati Szatosi Omura e William Campbell il nobel per la medicina 2015. L’Ivermectina è alla base del “Budapest Covid Protocol” per la profilassi e la cura dei pazienti affetti da Covid, in vari stadi della malattia (index) L’ospedale di Szombathely, nell’ovest del paese, ha esaurito i posti in obitorio, i cadaveri vengono ora messi uno sull’altro sul pavimento. Questa la triste testimonianza di un lettore del giornale locale Nyugat.hu, la cui foto, troppo dura, non viene pubblicata dal giornale (Nyugat)

UE

“Siamo nelle ultime fasi della trattativa, non sarà facile, ma siamo assolutamente sicuri che prenderemo una decisione comune nei prossimi giorni sul budget europeo e il recovery fund” così il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas; domani intanto il primo ministro polacco è a Budapest per concordare la strategia sulla minaccia di veto (portfolio)

Media

24.hu intervista Ziegler Gabor, proprietario al 50% del gruppo Indamedia che ieri ha acquisito la totalità delle azioni di index.hu: “index ha ad oggi un milione di lettori ricorrenti, il nostro giornale ha forse la redazione più sfaccettata del paese. la richiesta di indipendenza è soggettiva” non ci sono piani per nuovi licenziamenti, si farà un piano per il 2021. (24.hu)

Business

Kahoot ha comprato per 31 milioni di dollari il 100% di Drops, la app e piattaforma ungherese made in Hungary per imparare le lingue. ci sono 40 lingue a disposizione, la app usa immagini e trucchi psicologici e la si può utilizzare solo per 5 minuti al giorno, il che porta a concentrarsi davvero e a non perdere tempo (Forbes.hu)

Natale

Da ieri il tradizionale albero di Natale fa bella mostra di sè davanti al parlamento di Budapest. E’ alto 17 metri, viene dal giardino di una famiglia di Szekesfehervar, piantato 40 anni fa dal precendete proprietario (telex)

Sport

Stupisce il Ferencvaros ieri nella notte di Champions League passando in vantaggio in casa della Juventus e facendosi superare solo a tempo scaduto per un errore del portiere Dibusz (telex ) L’allenatore dei biancoverdi Rebrov molto fiero della prova suoi ragazzi, l’autore del gol ungherese Uizuni ha festeggiato il gol alla maniera di Ronaldo (Magyar Nemzet)

@index.hu

Rassegna Stampa 24.11 – Clooney vs. Orban

Covid 3929 nuovi positivi in Ungheria e 117 decessi (Nèpszava) attesa per domani la decisione del governo se modificare o meno le misure restrittive in atto finora. Intanto torna da oggi in tutto il paese la fascia protetta per gli anziani, in negozi di alimentari e farmacie sarà consentito l’accesso solo agli over 65 dalle 9 alle 11 nei giorni feriali e dalle 8 alle 10 il sabato (HVG) Su 24.hu la storia di Silvia che ha perso a distanza di 24 ore entrambi i genitori per coronavirus, Avevano da poco fatto il vaccino contro l’influenza e ai primi sintomi credevano che fosse una reazione al farmaco (24.hu)

Media index

Ancora grandi scossoni nel mondo dei media ungheresi e sempre tutti in una direzione. Ieri è stato annunciata l’acquisizione delle azioni di Index.hu in mano a una fondazione da parte del gruppo Indamedia Network (Telex) contemporaneamente sono stati allontanati il direttore Szombathy

pàl e il capo redatttore Sztankoczy Andras per decisione comune. Index.hu il giornale online di gran lunga più seguito nel paese anche in ragione della sua indipendenza politica a fine luglio aveva visto l’intera redazione dare in blocco le dimissioni e formare un mese piu tardi il sito telex.hu, aveva mantenuto finora un’impronta indipendente.

George Clooney vs Orban

George Clooney, famoso anche per le sue prese di posizione in campo democratico, in un’intervista data sul suo nuovo film al canale youtube di GQ ha detto ” l’atmosfera del film mostra quanta rabbia e odio c’è al mondo, guardate il Brasile di Bolsonaro o l’Ungheria di Orban” (444!) I media ungheresi replicano che è sotto l’influenza di Soros (Origo), Clooney nega e spera “che l’Ungheria ritrovi se stessa come quando nerl 56 lottò contro l’URSS per i principi democratici” (Telex) Chiude la telenovela per ora il sottosegretario agli esteri Menczer Tamas: “Goerge Clooney è un bravo attore ma questo non vuol dire che capisca di affari internazionali, di Orban ha detto solo idiozie” (index)

Cinema Prende il via oggi il Festival del cinema ebraico ed israeliano di Budapest, in modalità on line causa pandemia di covid. il festiva si inaugura con il film americano “Resistenza” in cui figurano anche l’attore ungherese, residente a New York, Röhrig Géza, magnifico interprete del protagonista in “il figlio di Saul” premio oscar ungherese come miglior film straniero nel 2015 (index)

Sport

E’ il giorno in cui il Ferencvaros scende in campo allo Juventus Stadium per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League. Il Nemeti sport intervista l’uomo giusto, Aldo Dolcetti, ex fantasista del Pisa di Anconetani e in seguito allenatore dell’Honved e dello Siofok in Ungheria, ma anche tattico dello staff tecnico di Allegri al Milan e poi per 5 anni alla Juventus: “il calcio ungherese è in grande crescita, sia di mezzi che di prestazioni, ma la strada per arrivare ad alti livelli ingernazonali è lunga” (Nemzeti Sport) nel gruppo H il Lipsia degli ungheresi Gulacsi e Wiulli Orban potrebbe escludere dal torneo il PSG, finalista nella passata edizione (Magyar Nemzet)

(Photo by Tolga AKMEN / AFP) @24.hu

Dov’è la libertà?

 La piazza per il Nèpszabadsàg, il giornale della sinistra ungherese, chiuso inaspettatamente due settimane fa, per difendere la libertà di informazione.

Ripreso dagli amici di Q Code Magazine qui

In piazza Vorosmarty, il cuore della Budapest dei turisti c’è un vecchietto alto, con la barba bianca lunga lespalle un po’ curve e l’impermiabile beige che vende giornali. Un giornale autoprodotto, donazione libera. È il giornale dei barboni, “il senza tetto” quello che ti vendono i barboni ufficiali (quelli col badge al collo) alla fermata del tram. Questa però è un’edizione speciale e anch’io ne prendo una copia, la mia donazione è di 300 fiorini (un italico euro) come a casa nostra un vero giornale, perché questa è un’edizione speciale, un numero del giornale fatto dalla redazione del più storico giornale ‘Ungheria, il Nèpszabadsàg, ovvero la Libertà del Popolo, il giornale della sinistra ungherese, il giornale che fu del partito socialista operaio e poi del partito socialista, e infine di un magnate austriaco, che tutto a un tratto e con mezzi subdoli lo ha chiuso. È successo due settimane fa.

C’è una piccola folla in questa parte della piazza, è un sabato pomeriggio di sole e c’è il converto artisti per il Nèpszabadsàg. All’ungherese: commosso e contenuto, cantautori e musica folk. La redazione in eleganti soprabiti di stagione con l’aria comunque rilassata. La più giovane del gruppo dei giornalisti è salita sul palco all’inizio, carina caschetto nero e pelle chiara “ci chiamano comunisti ma io sono nata nel 1984, voglio solo fare giornalismo, il rammarico sono le storie, gli articoli che avrei voluto scrivere in questi giorni e che non ho potuto scrivere. Volevo scrivere di Bob Dylan. Ci hanno chiuso il giornale e, ancor peggio, hanno messo off line tutto l’archivio storico del sito, (dove tutti i pezzi degli ultimi 10-20 anni erano consultabili liberamente). Vogliono cancellarci dalla memoria collettiva.

Chi ha tenuto l’ultimo discorso ha invece detto: “sono un giornalista, la chiusura forzata del più grande giornale del paese è una notizia, ma da allora i media “nazionali” nn ci hanno minimamente cercati, non fanno che ripetere solo la posizione del governo. Noi ci aspettiamo ora la seconda parte della storia, con Meszaros Lorincz (imprenditore compaesano e grande amico del primo ministro Orban Viktor) che arriva e compra tutto.”

Ha chiuso con un appello alla gente: “Continuate a seguirci, nn lasciateci soli, il governo ha in fondo paura di voi, finché avremo lettori ci sarà il Nèpszabadsàg

Andiamo a casa, sotto il palco prosegue la vendita di “Hanno liquidato il Nèpszabadsàg” l’instantbook scritto dalla redazione. Il giornalismo prosegue in tante forme. Ne mostra due copie, in mano, in piedi sulla fontana una signora bionda con i capelli lisci e la montatura dorata, da lontano sembra quasi emma bonino” Una manifestazione organizzata in fretta, non certo “con tutti i soldi che il governo ha speso per il grande palco a Kossuth tèr, per le grandi celebrazioni di domani, (sessantennale della rivoluzione di Ungheria del ’56), soldi che dopo due ore andranno già in fumo, se li avessero spesi per la pluralità d’informazione invece...”

C’era poca gente in fondo, circa 500 persone, ma una spiccava su tutti, riconoscibilissimo con il folto barbone nero e il cappellino blu calato sugli occhi Rohrig Geza, lo scrittore ungherese trapiantato a New York, grandissimo interprete de “il figlio di Saul” il film sull’olocausto dell’esordiente Nemes Laszlo, che ha vinto l’Oscar per il miglior film straniero 2016. Un piccola capannello si forma attorno a lui per farsi autografare il libro. Tra la folla si aggira anche un ragazzone con aquila tedesca sul giubbottone nero, e simboli nazisti sulle spillette. È solo. Ma satà a 2-3 metri da Rohrig. La libertà di cui si è parlato oggi è anche questa.

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Rohrig Geza

Domani è un altro giorno. Domani è festa nazionale, si festeggia il ’56, il grido di libertà di un popolo, e oggi dal palco a un certo qualcuno ha detto: “in un paese che chiude i giornali, e in cui tutti i media sono quasi totalmente asserviti al potere, in questo paese il vero giornalista oggi è diventato lui il combattente per la libertà.