Punk is (not) dead

  Sono al Gödör, appoggiato a una colonna, di fronte a me, sul palco il gruppo sta prendendo posizione. Purtroppo sono solo appoggiato con una mano, mi son distratto un attimo e un tipo di mezz’età con i capelli ricci brizzolati mi ha fregato il posto di schiena.

Poco male, ho fatto una corsa per essere al Godor, all’ultimo momento ho scoperto che c’era il concerto di Ogi Pèter, che il Pestiest descriveva come ex cantante punk magiaro anni ‘70, per l’occasione al rientro sulle scene.

E per l‘occasione non farà un semplice concerto ma un èletmû koncert, cioé un concerto che ne ripercorre l’intera carriera, con numerosi ospiti noti e meno noti. Si presenta: Ogi, che é un vero rocker: capelli lunghi mossi e sporchi, chitarra al collo e faccia segnata  dai segni del tempo e degli eccessi. Ogi li enumera tutti gli ospiti, ma non ci sono tutti tutti: quello è malato, quell’altro ha avuto problemi di visto, quello.., beh quello.., ha un altro concerto.. uh Ma intanto sul palco ci sono ben due batterie, percussionisti, e pure un violinista dall’inconfondibile look zingaro.

Ogi era un cantante punk, il che vuol dire che da 25 anni è un cantante post punk, e il concerto è quindi di di un sano gusto blues e rock; ottimo per l’ambiente trendy e un po’ snob da 20enni levigati ai 50enni con i soldi e un cuore trentenne tutti con sciarpine di cachemere al collo e jeans strappati ad arte che si respira al Godor stasera. A un tratto il posto spalle alla colonna si libera, vedo il tipo andare dietro le quinte e mettersi degli occhiali scuri, e poi sale con impermeabile e cappello sul palco…Signore e signori: Muller Pèter, grandi abbracci, ha dei fogli in mano per non scordarsi le parole.. Fa un paio di canzoni, di fianco ad Ogi, inizia piano, il testo è molto parlato, poi si mette letteralemente a urlare, come un pazzo, un punk di cinquant’anni, sono i pezzi punk storici di Ogi: Ann Frank e Nirvania. Grandi

Provo a chiederne un poü giro nei giorni successivi, ma Ogi è praticamente sconosciuto ai più a Budapest, nessuno ricorda il suo nome, (Ogi chi?) nè il suo vecchio gruppo, gli Spions, ma io incontro per il Vittula un tipo molto basso coi capelli rossicci ricci tipo cugini di campagna, che va in giro sempre dentro una vecchia tuta azzurra dell’Adidas, che riconosco essere uno dei batteristi di Ogi.. e scopro che:

Ogi Pèter, nome d’arte di Hegedûs Pèter, si è diplomato in composizione presso la qui presente Liszt Ferenc Akademia, ‘Accademia Musicale Ferenc Liszt’, giusto uno dei più prestigiosi conservatori del mondo, figlio di musicisti. Ma Peter é giovane e sono gli anni 70: lascia il conservatorio e  fonda gli Spions, primo gruppo cult del punk magiaro. Scelta coraggiosa, il punk non era ben accetto dal regime, devon suonare illegalmente nei klub,  nelle cantine, negli spazi universitari, anche senza amplificazione; e poi vanno all’estero a cercar fama e denaro: Parigi, Londra, per un po’ ha avuto per manager Malcolm MacLaren, lo stesso dei Sex Pistols, tanto USA. Come tanti dal 1990 di nuovo in Ungheria; dá un grande concerto al Petofi Csarnok, la grande arena del Varosliget, si dá anche alla musica da film, poi dal ‘96 scompare, di lui non se ne parla più, lotta con un grave male, ne esce dopo 10 anni.. Ora é ripartito, scrive di nuovo in ungherese e riprende piano dai piccoli locali, se lo puó permettere Alla domanda: Che musica faccio ora? risponde: kavehazi pop (pop da bar), szalonpunk (punk da salotto!).

Con Muller Petér invece é tutto piú facile.. Muller Pèter, è il cantante dei Sziami (i siamesi) altra storica band magiara, ancora sulla breccia. Tanto popolare che si esibisce ogni anno al Sziget Festival, anche perchè il Sziget è suo (facile no?), è uno dei proprietari dell’ente che lo organizza.

Circa un mese fa parlando di libri con un’amica lei mi fa: da teenager leggevo tanto, ora leggo solo cose leggere, per esempio? Per esempio Muller Peter. E chi diavolo è? E’ un po’ filosofo, un po’ scrittore, scrive del senso della vita, eccetera eccetera. Un Paolo Coelho magiaro. Il suo ultimo libro è in bella mostra nella vetrina della libreria sul körüt, ad Oktogon.. Credevo fosse un omonimo del cantante. Ma mi sbagliavo. E’ il padre..

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