elezioni ungheresi 2018 – liveblog

23.05

Indiscrezioni confermate, Fidesz a valanga in tutto il paese e resistenze dell’opposizione che ottiene risultati solo nella capitale. Come 4 anni Fidesz oscilla sulla soglia fatidica dei 133 seggi in Parlamento, i 2/3 dell’assemblea, la maggioranza qualificata.

22.30

(indiscrezioni, stravince Fidesz, alla sinistra metà budapest a jobbik niente)

22.11

L’ ultimo votante..

20.30

A Londra e Újbuda son tutte piene le urne di plastica provvisorie…

http://m.hvg.hu/itthon/20180408_megteltek_a_muanyag_urnak_ujbuda_es_london_a_tragikus_pont

19.30

Il dato dell’affluenza rallenta .. alle 18.30 ha votato il 68% degli aventi diritto, si suppone un datofinale attorno al 73%. Il dato alto al mattino potrebbe favorire Fidesz (elettori da abitudini più conservatrici).

19.00

Tavoli da festa della birra , maxischermo, chioschetti, qui sotto alla “balena” la struttura in vetro e acciaio, quartier generale elettorale di Fidesz, il popolo di Orban aspetta icrusltsri Delle elezioni. Ancora lunghe code alle urne, ci vorrà un po’ di tempo per exit poll e primi risultati, pare dalle 9

17.00 Ancora record di affluenza, 63% contro il 53 di 4 anni fa (e in linea con il preceente del 2002 e sconfitta di Orban), ma ora sono in molti a chiedersi se l’alta affluenza (che si diceva favorrie l’opposizione) nn sia invece dovuta a una estrema prova di forza della macchina organizzativa (chiamiamola così) di Orban.

Dati alla mano l’affluenza è n crescita soprattutto nei piccoli paesini (l’Ungheria profonda di Orban) più che nella capitale (dei liberali europeisti), dove sono addirittura indietro rispetto ai dati di 4 anni fa in primo luogo i collegi storicamente di sinistra (Ujpest, Zuglo, Angyalfold). In fondo nn solo l’opposizione ha chiamato tutti al voto per un cambiamento, ma anche Orban, per la sfida finale contro chi vuole distruggere il paese. Un orban con la supermaggioranza, sancita da questo oceano d voti nelle urne sarebbe superlegittimato e inarrestabile

In crescita anche l’affluenza nei collegi che nel recente passato e con questi numeri cosi elevati in pericolo l’ingresso in parlamento dei piccoli partiti di sinistra o quasi (egyutt, momentum..) dove li trovano centinaia di migliai di voti per superare lo sbarramento al 5%??

16.30

Il seggio simbolo delle lunghe code e dell’alta affluvnza è diventato, qui a Budapest, quello di Bocskai ut, a Buda. ecco foto e Mattia Collini: (che ci tiene a precisare: è solo una parte, la coda continua, stan distribuendo bottigliette d’acqua”)

16.00 eötvös utca, Bp VI

DSCN7266.JPG

al voto al voto @grimaldi

15.45 ha postato il politologo Tőrök Gabor:

“in molti han speculato se in Ungheria c’è o meno democrazia. Mentre era chiaro che finchè ci sono elezioni libere, e le basi di concorrenza e equità, nn possiamo parlare di dittatura. I dittatori nn temono del risultato finale delle elezioni. i seggi sono pieni, son lunghe file per raggiungerli, gli esperti non sanno se aspettarsi voti pro o contro quel partito. La campagna di certo non è stata bella, ma oggi possiamo parlare di festa della democrazia, qualunque sia il risultato

15.30 inizia ad affiorare lo spettro del 2002, governo Orban, economia in buona salute, grande affluenza alle urne, vittoria socialista…

qui fuori c’è il sole etutti son felici,

15.00 siamo già sopra il 50% (53.64)

per ora la notiza (bellissima per la democrazia) è l’enorme affluenza alle urne. hanno assicurato che a tutti quelli in coda alle 19, quando chiuderanno le urne, sarà concesso di votare. Intervista di Hirtv alla bionda di una coppietta in fila sotto il sole in quartiere bene di Buda:

-è la prima volta che voti?

-no..

-e allora perchè stai qui sotto al sole per un’ora

– perchè ne vale la pena

13.00. i dati sull’affluenza alle urne dicono che si è recato a votare alle 13 già il 43% degli elettori contro il 32% delle precedenti politiche. più di 3.300.000 persone hanno inserito le due schede nell’urna.

L’increbile coda per poter votare, nel VII distretto, il quartiere ebraico di Budapest.

tra gli altri fantastico il video degli elettori di londra (c’è un solo seggio per 90.000 persone, gli ungheresi che si sono registrati per votare nel Regno Unito (bisognava registrarsi, si può votare solo in ambasciata, un mio amico phd a edimburgo dovrebbe andare a londra…)

12.00 arriva ancora la pubblicità di “Governo ungherese” pagina ufficiale, con i migrantii n marcia aggueriti e la scritta l’ONU vuoleportarli tutti qui STOP! che strano vederla ancora, come se fosse così. Governo ungherese, fatto quindi con soldi pubblici, e non con quelli departito.. se Orban perde sarà solo colpa sua, per la voglia di strafare, stravincere, trasformar tutto in battaglia all’arma bianca, anzichè lasciare che il suo consenso si sedimenti placidamente

11.00 l’affluenza già al 30%! il pensiero corre all’ultima volta (significativa) in cui gli unghvresi sono andati alle urne, nell’autunno del 2016 per quell’odioso referedum sui migranti che non passò e che registrò solo il 40% o quasi..

Jobbik ha già preparato sui suoi social una bella foto: serriviamo al 70% Orban perde, che Orban tremi..

jobbik affluenza elezioni ungheria 2018

9.30

il doodle qui per le elezioni ungheresi è dolcissimo..

doodle elezioni ungheria 2018

8.00 intervista ai leader di partito come sempre tra i primissimi a votare… Orban appare invecchiato, capel bianco, pancetta, viso segnato, invece Vona (leader di Jobbik, destra) par quasi ringiovanito col suo look barbetta.

Orban dice sul finire ora fateme passà ce devo andare ancora in giro a stringere mani e parlare alla gente che “secondo la legge ungherese le elezioni terminano alle 19 e fino ad allora si può far campagna elettorale” in ungheria è cosi..

Advertisements
Marcia della pace per tutti

Marcia della pace per tutti

Domani è 15marzofestanazionale e come sempre in Ungheria una grande (ex ) festa della politica e della democrazia… con ad ogni ora da mattino assera un comizio, un discorso, istituzionale del primo ministro sulla bianca scalinata del museo nazionale, poi il sindaco di Budapest a mezzogiorno a piazza Petofi (tutti luoghi e personaggi della festa, che il il 15 marzo si festeggia la lotta per la libertà del 1848) e poi ad ogni ora fissa 13, 14, 15 i vari comizi di tutti i partiti, con quello grande dell’opposizione…

ma la democrazia in Ungheria è ormai un po’ ballerina, anzi, chiamiamola come la chiama Orban, democrazia illiberale e ci laviamo le mani… il primo ministro non apre le feste, ma chiude i giochi (che quest’anno si vota e ovviamente il giorno delle elezioni guarda caso è programmato giusto dopo il 15 marzo..).

in una democrazia illiberale quindi i comizi di tutti ci sono, cavoli è una democrazia, ma il discorso del primo ministro oscura tutti e poi  c’è la marcia della pace. In un paese democratico non si organizzano manifestazioni progoverno, quelle le faceva Gheddafi buonanima, e allora in ungharia si fa la marcia della pace, organizzata dal terribile Bayer Zsolt, giornalista razzista, una marcia nata per essere antieuropa e le sue rimostranze contro la nuova costituzione, e progoverno, ma il governo vuole la pace e il cerchio si chiude.

Alla marcia 2018 prima Fidesz nn aveva aderito, ma poi ha invitato i suoi “fedeli” a partecipare.. che tanto si arriva poi a Kossuth tèr, per ascoltare il discorso di Vittorio Orban. E si parte da Bem tèr, che in realtà sarebbe una piazza del ’56, ma naturalmente da 4 anni a questa orban si porta la claque, gli eterni fratelli polacchi e questa è una piazza col nome di un generale polacco.. Aderiscono anche il KDNP (il partitino ipercattolico che dimostra che al govrno nn c’è un partito unico ma una coalizione) e Lungo Drom (i rom – gli zingari – di fiesz) e al parlamentare rom Farkas Florian, che dopo tanti sospetti di corruzione, ha avuto un posto sicuro in lista

la marcia della pace serve soprattutto come risposta forte alla batosta (pre)elettorale di Hodmezovasarhlely, feudo di Fidesz (fa anche assonanza) che alle comunali è passato all’opposiizone unita. La prima volta (2012) erao in 400.000. chi ha pagato i pullmann da mezzo paese nn lo sa ancora nessuno..

Domani vado e vi dico..

Giovedì : Orban in persona vi augura buona festa della donna (ai fornelli)

Screenshot_20180308-135704.png

è la festa internazionale della donna (dizione ungherese) e anche il buon Viktor si fa riprendere che ruba dal portafiori del suo tavolo da pranzo personale in ufficio dei narcisi di quelli a gambo corto che costeranno un mazzetto 5 euro, li conta, e scende a rendere il suo personale omaggio all’altra metà del cielo. Attraversa i corridoi e gli ascensori sfarzosissimi del parlamento di Budapest, ci racconta un po’ di banalità di come siano loro il vero sesso forte che addirittura ben 2 milioni di donne ungheresi oltre che avere figli hanno anche un lavoro e scende tra le sue care donne del parlamento, no, non sono sue ministre (ve ne viene in mente una?) o donne di Fidesz (ve nv viene in mente una?), ma ecco che distribuisce un fiorellino pure sghembo alle cuoche, cameriere e lavapiatti della mensa “scendiamo nella mensa della fabbrica, la fabbrica è il parlamento e la mensa è la sala pranzo”. Qualcuna emozionata, qualcuna no..

L’Ungheria è un paese in cui le donne sono indipendenti dagli anni 50, da quando nel dopoguerra dovevan lavorare e guadagnare quanto e più degli uomini, in cui l simbolo dell’arte socialista anni 50 era un quadro con la donna boccoli d’oro ferroviera che saliva sul predellino in corsa, in cui una donna può aspettare tranquillamente il bus alle 23 da sola alla fermata e nessuno si sogna di disturbarla, in cui le bettole di operai son retti dalle 9 alle 24 da piccole e forti donne, mammine di questi uomini soli nella grande città. I miei fiori collettivi son per loro.. e tutta la mia solidarietà alla casa Aniko (chè dietro un uomo potente c’è sempre una grande donna)

Gentiloni nei libri di storia

“Ora ho due lavori, sono redattore dei libri scolastici di storia della maggiore (unica) casa editrice ungherese del settore, e lavoro in un supermercato

tori12

Storia – libro dgli esercizi

“Ora ho due lavori, sono redattore dei libri scolastici di storia della maggiore (unica) casa editrice ungherese del settore, e lavoro in un supermercato”. il primo è il lavoro dei sogni, ma è solo part time e allora mi serve un secondo lavoro. È per questo secondo lavoro che ci prendiamo una birra io e Pàl dopo un paio d’anni, per parlare un po’ di italiano, che sono capitati dei turisti italiani al supermercato (in genere arrivano un sacco di russi) al supermercato in centro, (quello orrendo all’angolo tra il Dunakorzo e Regiposta utca, uno dei retaggi della città interna anni 80, che i turisti dovrebbero vedere e imparare a riconoscere sempre) e non trovava la grammatica giusta per indicargli la bottiglia di vino che aveva in testa

Pàl è un ragazzo dolce e timido, con i primi capeli bianchi, di sé dice di essere un gran bevitore. Con la sua laurea in storia indirizzo didattica ha fatto per anni una sorta di professore gardiano di turno in un collegio per ragazzi di scuola superiore, poi quando ha perso questo lavoro ha fatto a piedi Budapest Vienna e poi è partito per una specie di lavoro volontario non retribuito in Moldavia. La vita è come una scatola di cioccolatini. In Moldavia ci è tornato più volte, in bus. A Chisinau la birra costa pochissimo. Io lo invidio, è la capitale new town socialista più vicina, una di quelle città moderniste brutaliste, una Brasilia comunista con palazzi pazzeschi. Di sicuro lì ci son pochi turisti, gli stranieri si contavano sulle punte delle dita di una mano

Chișinău

Chisinau – common photo

Fa il redattore per i libri di storia contemporanea, dove arriva il programma? Se ricordo bene dopo la terza birra, arriva ai primi anni 2000, che è una cosa splendida, mi immagino i libri di quinta liceo da portare alla maturità con la foto di Berlusconi, D’Alema e Prodi personaggi storici. Bene, ci parli di Berlusconi, no niente parolacce. Orban figura sicuro per il primo governo Orban del 98 e per il discorso di piazza degli eroi ai funerali di riabilitazione di Nagy Imre, quando disse che il re era nudo e in ungheria c’era una dittatura, come sparare sulla Croce Rossa. Ma intanto noi mica ci abbiamo Gentiloni sui libri di storia..

Paolo_Gentiloni_2017

Paolo Gentiloni – prima foto wikipedia – this file comes from the website of the President of the Russian Federation and is licensed under the Creative Commons Creative Commons Attribution 4.0

Sottovoce gli faccio, ti devo dire una cosa nell’orecchio: “ma che c’hai avuto molte pressioni per cambiare quello che c’è scritto nei libri di storia?” sottovoce risponde ridendo come se raccontasse del suo cane di quando aveva 9 anni si, qualcuno ha chiamato

Nel 2017 la corruzione è arrivata fin qua (2,5 mt)

 

 

dialogo standard sentito indifferentemente nei mie due paesi d’adozione almeno una volta al giorno: “Oddio ancora loro, non se ne può più… e sai qual è il problema? Che non c’è nessuno neanche dall’altro lato… stavolta più che mai non so proprio per chi votare..” (soprattutto ora che a distanza di un mese si vota per le politiche in entrambi i paesi.)

ohibò scelgo allora la più significativa:

Oddio ancora loro, non e ne può più… e sai qual è il problema? Che non c’è nessuno neanche dall’altro lato… stavolta più che mai non so proprio per chi votare.. nella variante magiara Kati guarda la sorella (nn si separa mai dalla sorella) allarga le braccia, poi guarda vero l’alto, ridono, c’è un adesivo con una mano che indica un livello, qui sul muro rosso del Vittula, tipo quelle mani che ricordano in giro per la città il livello che raggiunse l’acqua in città nella devastante alluvione del 1838, qui la scritta però dice: “Nel 2017 la corruzione è arrivata fin qua” (saranno 2,5 metri per la cronaca)… madonna! (tipica interazione magiara) la corruzione è davvero arrivata fin lassù quest’anno e l’opposizione nn esiste nemmeno… hanno qualche chilo in più dell’ultima volta che le ho viste, una ha i capelli mogano, l’altra un quasi arancione, le esalta il naso un pò aguzzo e le tette. l’altra ride canta: Gyere vissza kadar janos..“Kadar Janos torna indietro! (Il leader del comunismo al goulash per 30 anni, niente di piu assurdo qui, nessuno o quasi ha nostalgia)” ridiamo come pazzi. Sai quella canzone punk? Quella del langos (pizza fritta, tipico street food magiaro) freddo a 10 fiorini, ma sì dei “Pensionati borghesi”a casa la devi assolutamente sentire. prometto che lo farò.

una è disoccupata, l’altra pure, son ragazze piacenti, in cerca di marito, Kati vive a Ceglèd ora, col suo ragazzo, (Ceglèd, al centro della grande pianura ungherese, la gente emigra, ci sono molte case vuote in provincia). Se ricordo bene un bravo ragazzo.

Un consiglio di cuore ad Orban: pensi al Vittula, a Kati, alla su sorella e al suo ragazzo. e meno ai migranti, qui nn ce n’erano.

P.S. A casa mi informo, i Pensionati borghesi erano una punkband di Pècs, si sono sciolti nel 2004, compaiono persino in uno degli ultimi film di Jancso Miklos (il piu grande regista ungherese sel 900), la canzone mi è entrata nella testa e nn vuol piu uscire

(allego anche il testo, preceduto da una elaborata traduzione)

10 fiorini un langos che scotta, è una merda Kadar Janos

20 fiorini un langos caldo, lunga vita a Kadar Janos

50 fiorini un langos tiepido, che sarà di noi Kadar Janos

100 fiorini un langos freddo torna indietro Kadar Janos

i pensionati non hanno piu il langos, non ci aiuta più Kadar Janos

……………………………………………………………………………..

10 Ft a forró lángos, le van szarva Kádár János
10 Ft a forró lángos, le van szarva Kádár János

20 Ft a meleg lánogs, éljen soká kádár jános
20 Ft a meleg lánogs, éljen soká kádár jános

50-es a langyos lángos, mi lesz velünk Kádár János
50-es a langyos lángos, mi lesz velünk Kádár János

100 Ft a hideg lánogos gyere vissza Kádár János
100 Ft a hideg lánogos gyere vissza Kádár János

Nyugdíjasnak nincsen lángos, nem segít már Kádár János
Nyugdíjasnak nincsen lángos, nem segít már Kádár János

elezioni Austria, Vienna è più vicina a Budapest?

Adam è ungherese, uomo di successo, parla un ottimo italiano e una volta è andata così:

  • Adam parli tedesco?
  • Certo, sai, io sono di Budapest, per noi Vienna deve essere come il nostro cortile di casa.

è con questo spirito assolutamente con questo che sono andato a Vienna a seguire un po’ cosa si diceva e come andavano le elezioni del nostro cugino più ricco, che poi quello che gli succede influenza di rimbalzo anche la vita qui un po’ più a valle lungo il Danubio, e dei riflessi del voto austriaco in Ungheria ho parlato con gli amici di Radio Capodistria a “I divergenti” cliccate qui  (io parlo dal min. 1.08 più o meno)

radio-celebración-mundial

Rivoluzione 2.0

DSCN1705.JPGQuattro ragazzine bionde e svogliate dagli occhi pieni di alcool all’ingresso dell’unico pub o quasi vicino al parlamento. “Che birra prendo? Una economica. Oh scusa c’eri tu in fila. No ,io son qui per sbirciare la partita mentre il mio amico è alla toiletta”. Sorride. Una mica ha un cartellone di cartone con il simbolo della ace su un lato e la scritta beke (pace) sull’altro. A un tratto grida: “alairta a Janos, egni fog a varos ( Janos ha firmato, la città brucerà)” Dal fondo della strada rimbomba l’eterno Merda coi baffi a squarciagola. (alias lo Janos, il baffuto presidente dela repubblica ungherese Ader Janos, baffoni alla Mussi per intenderci, che compare  disegnato in molti cartelli con qualche variazione sul tema, la principale è con o senza mosche)

In Italia pochi lo sanno ma in Ungheria ritorna la parola rivoluzione e vuol dire che le rivoluzioni del XXI secolo sono cosi e magari le primavere arabe devo iniziare a immaginarmele diversamente con tanta birra, sorrisi maliziosi e ragazzine piene di ormoni. Ci sono certo manifestazioni ufficiali, ma hanno organizzatori impacciati, gente che dice vogliamo un’Ungheria più felice con un tono di voce molto triste e poi un cantante folk che parla di vecchi tram su binari consunti e la gente che in piazza un po’ si annoia. La manifestazione di piazza degli eroi “il veto degli eroi” è andata piu o meno vosi, con molta gente che voleva esserci e farsi sentire e far vedere cartelloni spiritosi, e dal palco gente più preoccupata di come veniva il selfi, la foto di gruppo del cuore al centro della piazza come il diario di una teenager e del pubblico con i cellulari accesi in alto, fatti e rifatti piu e piu volte che l’immagine social è tutto e devo dire che infatti è davvero venuta bene…

Ma questo è ormai la quinta manifestazione in dieci giorni, la terza in quattro, la seconda in tre, i ragazzi san cosa fare e che ci si diverte. Bisogna aspettare il sciogliete le righe, e si passa un’oretta sotto la sede di Fidesz a far volare aeroplanini di carta (dal governo avevan detto, Soros ha fatto venire in manifestanti con l’aereo) e a gridare cose tipo Bayer Zsolt tua madre è una gran p., come resistere alla tentazione (Bayer Zsolt è una specie di Ferrara ungherese , giornalista di destra dalla penna acida e cattiva, e che aveva minacciato velatamente i rivoluzonari di oggi, dicendo un e se perdiamo noi la pazienza..) bene, ora tutti sanno che sua madre è una gran t.

…poi i social ci dicon di andare a Oktogon, dove l’avanguardia è già arrivata, poi alla piazza del parlamento, e dopo un po’ di tornare a Oktogon. Insomma ancora lunghe passeggiate in città, al centro dei suoi viali principali, proprio in mezzo della strada al grido di la città è nostra e noi la vogliamo, fratelli (cit.). a camminare son giovani e giovanissimi, birra in mano e bicicletta al traino, Orban ha anche la sfiga che le scuole son già chiuse per le vacanze pasquali e domani nn si va a scuola…

DSCN1817.JPG

Kossuth tèr e oktogon diventano i due poli della mente del giovane magiaro dei XXI secolo. Kossuth tèr è scura, lontana da pub e minimarket con le lattine di birra da mezzolitro, spiccano le luci calde del palazzo del parlamento e in controluce la lunga fila dei poliziotti antisommossa, saranno un duecento kabe. A Kossuth tèr i tuoi sentimenti più nascosti prendono forma, si scrive ciao mamma sul pennone della bandiera nazionale (quello voluto da orban chedi giorno ha la guardia d’onore e il passo dell’oca) o lunghe poesie, si mettono uno accanto all’altro Hitler, Stalin, Castro e Orban, tutto accompagnato dall’eterno merda coi baffi, sotto i cartelli meno ironici che riporto per diritto di cronaca e per rendere davvero l’atmosfera della piazza (del tono il governo è una s (eme) fascista e  Orban s(eme) Ader ingoia)

DSCN1862.JPGA Oktogon c’è il tuo animo goliardico e in cerca di divertimentismo, i piu responsabili certo si mettono all’ imbocco delle strade per non far passare nessuno, gli altri accendono gli amplificatori, metton su techno, spunta il vinaccio, birre, si siedono nelle eleganti aiuole, insomma fanno festa. Avvolti nella bandiera ue e ogni tanto il grido europa europa. Rivoluzione 2.0.

Di una cosa siam certi, Orban per questi pischelli è un vecchio bacucco, la legge è ormai superata, qui c’è n ballo il governo, la “Fidesz maffia” l’europa europa, lo odiano, con tutta la sana rabbia di un aadolescente verso i padri, odiano nn solo la persona, ma i suoi valori e quello che rappresenta.

(zerocalcare direbbe ora parte il pistolotto di analisi socioculturale, come se nn bastassero le prime due righe a chiarir tutto) Seduto con Sid sulle grate della discesa verso gli ex gabinetti pubblici di oktogo, ci guardiamo stupefatti, orban poteva fare grandi cose, aveva i numeri, la crescita, ha cercato di imitare Putin ed erdogan, ma nn ha capito che qui siamo già in occidente o quasi, siamo a 250 Km da vienna, che la sua gente ha chiesto democrazia e libertà già nel 56, negli anni 20 e poi nell’89, quando era lui il giovane. Ora attacca un’Università, follia, se l’ungheria ha un’eccellenza questa è Budapest che è meravigliosa e se neha un’altra è la cultura, i suoi istituti di formazione superiore, da sempre, pensamo ai corsi in inglese e tedesco dell’università di medicina Semmvlweiss.

All’1.30 ci sono ancora ragazzi a ballare la techno al centro della piazza, La prossima festa la si fa ovviamente di sabato, sarà un sabato di pasqua, i fuorisede nn ci saranno, i ragazzi invece si. Che cosa ne sappiamo noi della rivoluzione?

P.S. le parole Soros e Ceu, in questo post credo nn siano state mai usate, è un mondo che va veloce, si pena ad altro, si punta in alto..