Putin Niet, Europa Si.

Aspettando la visita di Putin Vladimir di domani, in corteo per dire “non lo vogliamo”putin niet, europa igen.

Riesco a uscire di casa solo alle 19, ma per fortuna questa volta il corteo mi passa quasi dentro l’udvar (il cortile di casa) e in poco tempo arrivo al korut (il grande viale circolare, vera arteria dei uartieri centrali di Budapest). La gente sfila, si è mossa da Keleti alle18 e con magiara efficienza avran sgarrato di solo un quarto d’ora e quidi son tanti si muove lentamente. li vedo. E’ che mi sono organizzato male. E’ che a metter su manifestazione e discorsi dal palco a ogni cazzata del governo (lo facessero in Italia) si perde un po’ l’eccezionalità dell’evento e tutto viene a noia.

Oggi però c’è gente, domani viene in visita Putin e questo nome non ci lascia indifferenti, altro che Obama e a questi del corteo Putin non piace.  Raggiungo il corteo, c’è gente, anzi no, cioè non tanta, è che gli organizzatori son bravi, (giovani, movimenti civili come si dice qua, quelli del corteo contro la tassa su internet)  l’importante non è portare molta gente ma far capire che ci sia. E’ bloccato solo metà korut e ogni tanto lo allungano camionicini tipo ferrivecchi con altoparlanti.  Guardo la gente, qualche barbetta, occhi vispi e viso gentile di giovani universitari politicamente attivi,ma età media sopra l’età della pensione. Evidentemente Putin smuove i cuori solo di chi una qualche idea della grande ed eterna amicizia col popolo russo ce l’ha.

Il corteo arriva a Nyugati, risalgo piano piano, ci sono parecchie bandiere, come è giusto che ci sia in uncorteo, avanti avanti una barba bianca con la bandiera del 56, la bandiera ungherese col buco al centro (per togliere il simbolo della Repubblica popolare), una ragazza avvolta nella bandiera ucraina, un uomo buono con la bandiera della pace. Di lontano una donna con la bandiera della Gemania, una bandierina di carta, mi avvicino, no, è ancora una bandiera della pace. Ecco, era tanto popolare in Italia e invece ora che abbiam la guerra alle porte di casa ci scopriam tutti interventisti pronti a partire per la terza guerra di Libia, e invece qui qualcuno la conosce ancora.

Ci fermiam tutti a Nyugati, foto di gruppo dall’alto della sopraelevata, stesso stile della mitica foto di gruppo sul ponte Elisabetta nel corteo contro la tassa su internet… Dagli altoparlanti continuano a dirci che siamo fantastici, in stile villaggio turistico, alternato a slogan facili ed efficaci. Putin niet, Europa si. Europa, Europa. Non molliamo. Vogliamo l’occidente. Li gridano due ragazzi che camminano accanto ai camioncini, un giovane figo ed uno basso con un maglioncino rosso e cappello elegante. Noi siamo i giovani. poi si riprende, il palco è giusto qui alla girata sulla Bajcsi Zsilinski angolo via della Costituzione.

Sul palco ci attendono tre discorsi. Ragazza bionda dai capelli corti. La visita di Putin oltre che di cortesia dovrebbe essere incentrata su affari energetici, un nuovo gran contratto a lungo termine per le forniture di gas e le nuove firme per l’ampliamento della centrale nucleare di Paks (PAks II) qui nel sud dell’Ungheria. Gli argomenti son facili e immediati: l’Ungheria dipenderà totalmente dalla Russia per la sua energia, il nucleare ha tanti punti discutibili a partire dall’effettivo vantaggio economico, l’ultimo tender per energie rinnovabili si perde nella notte dei tempi, tutti i dettagli dell’accordo sul nucleare con Putin  son custoditi dietro il segreto di Stato, ma soprattutto, conclude, è un problema politico. Vogliamo essere un paese dell’est o un paese dell’Europa occidentale? (Oddio, e noi che credevamo di esserci lasciati alle spalle queste categorie, vai a vedere che rinasce la mitica rivista letteraria degli anni 20, del 900, “Nyugat”, -occidente, quasi quasi domani vado a mettere un fiore sotto la statua di Ady, il fondatore della rivista..)

Segue l’intervento di una ragazza ucraina. Tradotto, traduzione alla mano, dal tipo col cappello. “io non sono in politica e nemmeno un’attivista, ma solo una studentessa ucraina qui a Budapest. Sono della Crimea“. Il discorso cosi tradotto è lungo e vuoto, ma lei è decisamente carina e ha una bella voce, dolce e risoluta insieme.

Conclude, introdotto come una rockstar, Gulyas Marton. Marci si presenta con jeans stretti, giubbotto di pelle, sciarpa in tinta e un bel taglio di capelli. Dice una cosa molto giusta per cui tutti annuiscono: Orban, che domani stringerà la mano a Putin e che gli farà mettere una bella corona di fiori al memoriale (finora dimenticatissimo in un angolo polveroso del cimetero monumenatale lontano da occhi indiscreti) dei soldati sovietici morti durante il ’56, dove compare anche la parola Controrivoluzione (i fatti del ’56  furono così etichettati, controrivoluzione contro di ideali rivoluzionari socialisti), è lo stesso Orban che tenne lo storico discorso per i funerali di riabilitazione di Nagy Imre (primo ministo del governo provvisorio del ’56, ucciso nel ’58). Viktor non ti vergogni neanche un po’? Finisce il discorso citando Syriza,Podemos, romperemo l’apatia politica (sante parole) che ci attanaglia (da almeno 15 anni).

Ancora complimenti, fatevi un applauso, e poi siamo in Ungheria, ogni manifestazione che si rispetti si conclude con il commovente inno nazionale, cantiamolo anche se fa freddo, anche sottovoce.. Mi tolgo il cappelo anch’io. Poi un piccolo colpo di scena. Parte anche l’Inno dell’Unione Europea. Sentito così è davvero bello. Chissà se arriveremo a sentirlo alle Olimpiadi con gli atleti sul podio o se sentiremo le note della musica popolare salentina. E’ un bell’inno, la seconda strofa è un crescendo. si, l’inno alla gioia ci sta bene. Domani risuoneranno altre note. Sarò lì a sentirle.

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il nucleare ungherese è sicuro e ricco di iodio

Il sottopassaggio di BlahaLujza tèr non si riconosce più, cos’è un sottopassaggio di una metropolitana con il divieto di fumo e i barboni mandati via dai celerini? Il governo si occupa di cose importanti. Una cosa almeno è rimasta, i poveracci che ti danno i volantini, ma neanche quelli sono più quelli di una volta. Un tempo erano mezzi barboni anche loro che ti guardavano con cattiveria e ti nettevano a forza in mano un foglietto su svendite colossali per fine attività..  ora invece c’è un giovane come tanti a cui mi avvicino con noncuranza per prendere il volantino. Perchè l’ho visto prima in mano a un altro e mi ha incuriosito.. E’ bello, colorato, piegato in 3, e poi sulla copertina c’è la sagoma del Giappone, il smbolo del nucleare e la scritta: “Cerchi iodio?” 

(come tutti sanno in caso di fuoriuscita di materiale radioattivo, una delle sostanza più pericolose è lo iodio radioativo, si accumula nella tiroide e nn ti fa tanto bene. allora l’unica profilassi decente è prendere pillole di iodio normale, per saturare la tiroide, così l’organismo nn ne assimila altro..”  n.d.r.)

è il volantino di un integratore alimentare, c’è la ditta che lo vende insieme a quelli per il calcio o per la vitamina C, lo slogan della ditta è “Vivi bene”.

Vivi bene. fa quasi sorridere. Una specie di terrorismo psicologico, meglio giocare con le paure della gente. Che qui mica c’erano. In Ungheria c’è una bella centrale, a PAKS, nel sud, asulle rive del Danubio,..sui trent’anni, 4 reattori, tecnologia sovietica, ma quella buona, la VVR, avevo pure sfogliato un libretto in biblioteca, alla Szabo Ervin,  le memorie del padre del nucleare civile ungherese (quello della centrale) che aveva studiato a Mosca, che aveva scritto supan fgliettino tutti i suoi dubbi sulla tecnologia RMBK di Chernobyl, che aveva conosciuto in un bar un giovanissimo e promettente politico russo,  con la puzza sotto il naso, ma poi un gran simpaticone ubriaco, Boris Yeltsin.. Nello zainetto, che porto come se fossi un giovane, c’è un settimanale di 2-3 settimane fa avuto gratis da un’altra biblioteca (ne stamapno moltissime copie regalo, come da noi lo stato ti paga un tot per numero di copie, sovvenzioni all’editoria ed è loro interesse stamparne molte copie omaggio o quasi..) con una bella intervista a un esperto di nucleare.. Non lo sto a riassumere, il tipo era anche bruttino in foto, ma in questa gran confusione e distorcimento della realtà da parte dei nostri politici, come visto in settimana in un terribile anno zero di Santoro, voglio citare due cosine:

– la prima è che è inutile fare centrali sicurissime con 3 livelli di sicurezza passiva etc. se poi per errori umani (e soldi, perchè fermare una centrale costa assai) ogni 20 anni (la statistica ormai è quella) si verifica un incidente “definito grave” anzi gravissimo..

– la seconda è che qui in Ungheria c’è stato un bel terremoto un mesetto fa, io credevo di stare in una zona a basso rischio sismico, e invece il letto ha tremato e cosi via, e al precedente scuotimento della terra (dall’ungherese) credo nel ’93, già si era fatta qualche miglioria alla centrale di Paks, dato che allora nn si era pensato a questo, come il Giappone..

ma in fondo il diavolo non è poi così brutto ocme lo si dipinge, il nucleare è buono è pulito e fa del bene, per esempio la centrale sponsorizza la squadra locale di pallacanestro che è in serie A (ve lo immaginate una squadra di basket: il Tepco Fukushima).. e poi quest’anno il Paks è addirittura secondo nel campionato di calcio, se qualcuno ci viene a giocare in coppa Uefa e nn si fida mi chiami pure,  lo iodio lo procuro io…