Perché Orban vince?

25 minuti in radio a Radio Capodistria, nel programma “I divergenti” (in fondo al file, clicca sulla radio o sul link, da 1.29.00) per cercare di spiegare come e quanto ha vinto Orban . E perché. E che effetti avrà sui suoi vicini di pianerottolo, sui paesi di Visegrád, sull’Europa, sul futuro del mondo.

Egészségetekre.

Link: http://4d.rtvslo.si/arhiv/i-divergenti/174531837

Advertisements

tempi nuovi

Ogni tanto mi ritrovo il frigo vuoto vuoto, quasi bianco, tranne qualche piatto pure bianco che custodisce qualche pietanza, in genere pasta avanzata e coperta da un altro piatto capovolto. e sono contento, perché vuol dire che forse nn avrò molti soldi e nn fò la spesa e che vado troppo spesso a mangiare carne fritta in qualche trattoria di quartiere, ma almeno questa volta ho fatto il bravo e posso dire mangio tutto  quello che compro, e nn lascio niente tranne quella carotina raggrinzita che trovo scura e freddissima lì in fondo al frigo…e allora vado al mio amato mercato del VI dstretto, perché sono nato cosi e comprare l’insalata sotto i neon del grande supermercato mi riempie di tristezza, anche se il supermercato è accanto alla catena tedesca di casalinghi e tutto il complesso si chiama città giardino.

Ordunque ero al mercato, l’ungheria si rinnova ed è iniziata una nuova era, nel paese a cominciare dai mercati, si anche quello del polveroso VI distretto… i prodotti che in genere riempiono il mio frigo questa settimana son diventati tutti nuovi, via al vecchio kaposta di una volta (la verza) sia il kel (liscio e ruvido) son tutti nuovi novelli. Ed anche il prezzo è nuovo (quasi il doppio), l’Ungheria si è svegliata e ha il portafoglio pieno. Come l’Italia. O meglio papà CommissioneEuropea gli ha detto che ha fatto la brava e ora può riavere la carta di credito in rosso.. ed era sorvegliata da quando è entrata a far parte della grande famiglia europea…

Mentre combatto con le cassettine aggiunte al netbook che appena le accendo da stamattina fanno un rumoraccio tipo poltergeist e difatti fuori piove e tira vento che solo il diavolo può parlarci in questa fredda tarda mattinata di fine maggio quasi giugno… Dicevo mentre combatto con le cassettine accendola radio enorme e socialista che la padrona di casa mi ha lasciato in eredità. Ho scoperto che spostando tutte le 4 manopole verso destra il volume è quasi accettabile. Forse nn ci voleva molto a scoprirlo, ma questa si che è una radio speciale. Nn so che è successo ma a volte canta da sola, anche col pulsante spento. E ci devo staccare la spina. Smanettando perdo la stazione di musica classica (si, perché io sono un signore) che in genere ascolto e la prima stazione che si sente decentemente descrive la breve vita di uno che ha studiato come tipografo e poi è andato al conservatorio. La musica che segue è di quelle sdolcinate anni 20, romanticissima, sembra uscire da un grammofono, in fondo è piacevole e ci sta bene con questo cielo grigio e la pioggerella fine. Al primo jingle apprendo che sto ascoltando Dankò radio, Dankò, credo il nome di un famosissimo musicista zigano (quando sono belli e bravi nn sono più zingari) dei bei tempi.

Poi segue un breve giornale radio. Il primo ministro ha affermato che si è messa la parola fine alle (ri)tristezze del regime socialista (si riferisce al passato governo liberale e ultraliberista). Chissà che c’era nel suo frigo ieri…