Amici miei

Da Budapest a seguire la grande visita di Orban a Salvini del lontano agosto 2018, per suggellare l’eterna amicizia tra i due popoli, meno male che nn è arrivato in treno e non è andato a Roma..

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C’è una foto che mi ritorna in mente guardo la conferenza salva di Salvini e Orban, una foto di ormai 18 anni fa, era il 2000, congresso del Ppe in Polonia, di Berlusconi e Orban, felici e sorridenti, Berlusconi alle spalle di Orban con le mani sulle spalle, scanzonato, quasi a fargli cucu, come due ragazzi all’Università..

oggi 18 anni dopo Orban ha un nuovo carissimo amico italiano e si chiama Matteo e  ieri è stato invitato a casa sua, in quel di Milano.. L’Orban che viene in Italia tra onori e contromanifestazoni come un leader libico ci tiene certo a non dimentica i vecchi amici: “ho sentito Berlusconi, a cui mi lega una lunga amicizia, è d’accordo con noi” perché “quello ungherese è un popolo fedele” (fedele, hűseges, parola importante qua, come la parola tisztelet, ovvero stima, rispetto, per il popolo italiano e per Salvini).

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Nella conferenza stampa post incontro Orban parte con un sorrisino sbagliato sulla situazione in europa che è molto eccitante (stimolante), poi si corregge, si intristisce e dice “seria”. Per un attimo è stato sincero. In fondo fa un po’ un comizietto con gli stessi slogan retorici da propaganda del ventennio che usa col grande pubblico, è qui a far presenza e a dire: “L’Ungheria ha dimostrato che è possibile materialmente e legalmente fermare le migrazioni via terra e Salvini sta facendo vedere che è possibile fare lo stesso anchv via mare”, Orban parla senza contenersi secco, a raffica, partendo in quarta e mangiandosi le parole, suo antico difetto, meno male che accanto a lui c’è Geza, lo storico interprete italiano ungherese della nostra ambasciata italiana a Budapest, che da 13 anni vedo sempre sul palco a tradurre inn maniera scanzonata  che si tratti di attori alle prime armi al festival del cinema italiano, conferenze su poeti del rinascimento o del primo ministro.

Salvini gongola, Orban è diventato l’ “amico Viktor“, che è “il presidente di una potenza europea” (è tornata la grande Ungheria e non ce ne siamo accorti) con cui “per favore, non fatemi fare una brutta figura” detto in apertura di conferenza stampa, ragazzi, please… Una potenza europea di cui seguire con attenzione anche il fulgido “esempio in economia, disoccupazione al 3,5%, crescita oltre il 4, flat tax …” peccato che nn parli con i 600.000 ungheresi migranti che vivono all’estero per uno stipendio e condizioni di lavoro decenti o semplicemente con la mia amica Olga, docente di inglese nella scuola pubblica a 500euro al mese, o con tutti quelli che hanno un conto in fiorini e hanno visto la loro moneta perdere circa il 5% del valore contro euro in pochi giorni a luglio..

… anche Orban appare contento e soddisfatto di questa sua prima uscita pubblica dopo le vacanze in Croazia (sembra proprio in forma, altro che l’uomo un po’ bolso e malvestito degli ultimi incontri al vertice di luglio), ha dalla sua il maggior partito italiano (“e l’Italia è una grande nazione europea, più di quanto crediate”), che segue la sua retorica (Salvini: “elite europea finanziata da Soros”) e sa che avrà dalla sua un bagaglio di voti importante dopo le elezioni europee 2019, la grande partita si giocherà là, Orban con la forza dei suoi voti potrebbe far svoltare a destra tutto il Ppe, e rivoltare l’europa dall’interno, Bottoni docet)

Mentre per le vie di Milano inizia il grande corteo di protesta (oh grande leader) la conferenza stampa procede come dice la parola stessa con le domande da parte della stampa.. inizia la televisione ungherese (senza specificare troppo, la TV in Ungheria è quasi soltanto una ormai, ora che la TV pubblica, questa, è una sorta di ufficio propaganda di Orban, e che il maggior canale di informazione nn conforme ai suoi diktat, quasi l’unico, ha cambiato proprietà poche settimane fa). Poi solo italiani (bravissimi). In Ungheria i quotidiani dell’opposizione son stati fatti chiudere, a quell’unico sito di informazione che ancora resiste viene negato l’accredito persino in parlamento, ma di questo Salvini nn parla certo.

No, questa non è l’europa che voglio..

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Democrazzia

Dallo spogliatoio del circolo tennis di quartiere ormai diventato il mio rapporto più diretto con l’ungherese tipo, ora che nn lavoro più negli uffici pubblici comunali e che nei peggiori bar della capitale se rivolgo la parola a qualcuno mi ritrovo con uno che mi ruba le noccioline dicendo eh ma erano proprio qua, sotto il mio naso..

ungherese 30enne barba baffi rossiccia appassionato di studi uralici : “allora nn si vota più in Italia”

Io: “no caro amico, abbiamo un nuovo governo”

U “si, è una bella notizia, mi piace proprio il governo” (so che è orbanista, io ascolto)

“a mia no, ma nn durerà molto”

“come come”

“è il governo del cambiamento ma c’è l’avvocato di Andreaotti (15 minuti si sforzi per spiegare chi è andreotti, parto dalle olimpiadi del 1960) e poi c’è un presidente del consiglio ma i veri leader sono i vice primoministro, e chièchecomanda? nn sembra una cosa normale..” (annisce, annuisce, qualcuno che comandi… qui in Ungheria un uomo solo al comando è la regola aurea)

cambio discorso… “hai letto, domani esce l’ultimo numero di Heti Valasz (“la risposta settimanale” storico settimanale magiaro, un altro pezzo di democrazia che se ne va…)

ah si l’ho sentito dir

(insisto) sai, a me mi garba andare in quei bar dove si legge il giornale, magari nei caffè con il reggigiornale in legno, che fa tanto Vienna di Freud e Mahler) e ora che ci mettono da leggere? Fa così tale tristezza, ohi, la stampa libera stan scomparendo tutta

non fa una piega” beh, che il Nèpszabadsag (il giornale principale del paese fino a due anni fa, storico giornale dela sinistra ungherese)non ci sia più è un bene, quello era il giornale dei comunisti” (democrazia ungherese e  se volete capire orban segnarsi la parola “comunista”, metà paese vota ancora contro i comunisti, anche i trentenni con la barbarossa)

Ora faccio insieme quello maturo che fa la ramanzina al pivello e l’occidentale che fa la ramanzina al figlio dell’est): da noi c’è una legge che dà un botto di soldi a tutti i minigruppi parlamentari per gestire un loro giornale..

U:ah si, ma ci sono anche nuovi giornali… c’è il “tempi magiari” (estremissima destra orbaniana). Ci pensa un po’… sai che c’è.. nel primo governo Orban poi nn rivinse le elezioni perché era senza un giornale..

lunga pausa (“e allora ha pensato bene di chiuderli tutti cosi ora il dittatore è lui in nome del popolo..,” pensiamo entrambi..)

cambio discorso parlando del tipo di grip che usiamo, a casa leggo il giornale (La Repubblica, bella parola) del mattino.. nella rubrica della posta Augias risponde a un lettore che gli chiede.. “siamo populisti?” così: ” la nostra costituzione recita, già all’articolo 1: l’italia è una repubblica fondata sul lavoro.. (ok) ma poi: la sovranità appartiene al popolo (ma attenzione) che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”.. che bel paese che siamo..