Lapo, Gianni , Sherlock Holmes ed io

Nella mia biblioteca egittologa vi è un solo libro in inglese: il Penguin di “The adventures of Sherlock Holmes”.
Scritto in un inglese forbito, E’ Watson che racconta le avventure del grande detective con uno sguardo distaccato e finora Sherlock Holmes, anche se ci ha sempre azzeccato, in 2 racconti su 6 nn è riuscito a salvare capra e cavoli.

E ancora i destini delle mie letture e l’attualità nn smettono di incrociarsi: proprio all’inizio a cavallo tra la prima e la seconda pagina del libro Watson accenna al suo amico Holmes, dice che lui nn ama molto la vita di società, e invece “remained in our lodgings on Baker Street alternating from week to week between cocaine and ambition, the drowsiness of the drug and the fierce energy of his own keen nature”.

Non dice niente, invece, di eventuali devianze sessuali o orgette organizzate a Baker Street dai 2.

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