Rassegna stampa 1.12 – Soros rilancia i bond perpetui

Covid 3951 nuovi casi oggi in Ungheria e 154 decessi, ancora record. Il numero che si discosta dal nostro esempio italiano è quello della percentuale di positivi al test, ben il 68%, dato dal numero esiguo, 5700, di tamponi effettuati (telex)

Soros George Soros interviene nuovamente nel dibattito sul veto ungherese e polacco rilanciando in un articolo su Project Syndacate la sua proposta di istituire quelli che ha definito “bonds perpetui europei”, sull’esempio dei Consols britannici del XVIII secolo, superando le divisioni nate nelle ultime settimane con il meccanismo di cooperazione rafforzata, previsto nei trattati, che riguarda anche temi fiscali ed economici, per il quale, qualora per ragioni politiche, non ci sia l’adesione della totalità degli Stati membri, è richiesta solo una partecipazione di almeno nove paesi membri (HVG) ( Project Syndacate)

Soros = Fuhrer Il ministero delle risorse umane ha vietato a Demeter Szilard, il direttore del museo della letteratura ungherese di Budapest autore dell’editoriale in cui paragona Hitler e le camere a gas a George Soros, di prendere parte alla trasmissione Egyenes Beszed di ATV, l’unica emittente “liberal” dell’etere magiaro (telex)

Wizzair lunga intervista di index a Varadi Jozsef, CEO di Wizzair, il vettore low cost ungherese, che ha visto a dispetto di un 2020 tragico per il settore aereo aumentare il valore delle sue azioni alla borsa di Londra da 38 a 46 sterline per azione. Wizzair si prepara a diventare ancor più un player internazionale puntando sui voli interni in paesi come Italia e Norvegia e rafforzando la sua consociata nei paesi del golfo (index)

Romania Domenica si vota per le elezioni legislative in Romania, causa covid è prevista una bassa affluenza e l’RMDSZ, il partito etnico degli ungheresi, che può contare su una base elettore compatta, mira ad una storica affermazione e a un posto nel governo (HVG)

Ristoranti stellati L’Onyx, uno dei grandi ristoranti di alta cucina di Budapest, due stelle Michelin, ha organizzato, con tanto di annunci, una cena gourmet per più di 10 persone durante il coprifuoco, e al termine ha dato a tutti un martello e il via libera a distruggere il locale. L’evento, dal titolo “l’Ultima Cena” è stato ripreso dalle telecamere, da qui i permessi, e il video verrà presto presentato al pubblico ed è la trovata ad effetto prima della ristrutturazione programmata (index)

@zawaja

Rassegna stampa 30.11 – Soros = Hitler? disgustoso.

Covid 5595 i nuovi positivi al covid 19 e 151 i morti. i numeri ancora molto alti per il paese nonostante le misure di contenimento possono spiegarsi anche con i test di massa per il personale sanitario e per gli insegnanti, che si sono tenuti nei giorni scorsi (nèpszava) 666, nn un numero sfortunato, i pazienti in terapia intensiva, un triste record (index)

Soros = Hitler da più voci viene la richiesta di dimissioni dagli incarichi pubblici per Demeter Szilard, direttore del Museo della Letteratura di Budapest e consulente del governo, autore sabato di un editoriale apparso su origo.hu in cui paragonava Geroge Soros a Hitler, l’Europa alle camere a gas di Soros e gli ungheresi ai nuovi ebrei (ne ho parlato qua). In primis la richiesta di dimissioni viene dal sindaco di Budapest e virtuale capo dell’opposizione Karacsony Gergo, che chiede direttamente ad Orban di prendere provvedimenti. (telex) Il mondo della cultura aderisce alla richiesta con una petizione online (szabadahang)

Ieri le reazioni più importanti sono state quelle delle comunità ebraiche di Budapest e dell’ambasciatore israeliano, tutte concordi nel definire disgustoso e indegno l’articolo, pur con varie accezioni di chi condivide la lotta dei conservatori contro le attività politiche di Soros (telex)

Nella sua risposta alla comunità ebraica Demeter riesce a dare dell’antisemita a Soros “La maggioranza dei migranti è musulmana. Le voci all’interno dell’UE, guidate dallo speculatore György Soros, stanno importando virtualmente nuovo antisemitismo.”

il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gulyas Gergely giustifica invece Demeter Szilard con la situazione internazionale: “Se i politici non riescono a mantenere la calma, non stupitevi se lo fanno anche gli uomini di cultura ” (index) 24.hu ripesca un’intervista radiofonica di pochi giorni prima di Demeter in cui torna ancora la comparazione liberali / nazisti, “I tedeschi sono molto disciplinati quando si tratta di essere nazisti sono nazisti, e lo stesso accade quando si tratta di essere liberali” (24.hu)

Orban Oggi Orban diventa il capo di governo più longevo della storia ungherese, raggiungendo e superando i 14 anni e 144 giorni di Tisza Kalman, che governò tra il 1875 e il 1890. Ai 10 anni di carica dal 2010 ad oggi Orban può infatti sommare il primo mandato di 4 anni svolto dal 98 al 2002. In terza posizione in questa speciale classifica Lazar Gyorgy, per 12 anni primo ministro durante il periodo socialista (Magyar Hirlap) E il governo di Orban non sembra certo dare segni di arretramento. Il 59% degli ungheresi è soddisfatto di come il primo ministro ha affrontato l’emergenza covid, secondo l’istituto di sondaggi Nezopont Intezet. Un indice gradimento cosi elevato non era registrato dalla crisi migranti del 2015 (Magyar Nemzet)

Dimissioni

– Szajer Ha rimesso il suo mandato di parlamentare europeo Szajer Jozsef, 59 anni, tra i membri fondatori di Fidesz, quando era ancora un giovane appena ventenne amico di Orban, e da allora sempre ai vertici delle liste elettorali di partito. Era a Strasburgo da 16 anni.La scelta è motivata non dalla recente aspra polemica sul veto ungherese e sullo stato di diritto, ma da motivi personali, nn si ritirerà completamente dalla vita pubblica, ma manterrà un incarico scientifico. (Magyar Nemzet)

– Nagy Blanka Esce da Momentum, il partito liberale in ascesa, Nagy Blanka, la studentessa 18enne diventata famosa nel 2018 per il suo aspro discorso da comune cittadina contro il presidente della Repubblica. (azonnali)

Friends Dopo 22 anni giunge al termine la popolarissima soap opera Baratok kozt, in onda su RTL. L’ultima puntata andrà in onda in estate. Uno degli attori ha detto che la notizia è arrivata come uno schiaffo, un altro che “sebbene ami questo gruppo, serie come questa nel mondo d’oggi non hanno modo di esistere” (blikk)

Sport con un gol a pochi secondi dal fischio finale l’Honved perde il match casalingo contro il PAFC nell’ultimo match di giornata e resta desolatamente ultimo in classifica (Nemzeti Sport)

@index

E’ un compagno che sbaglia

Le reazioni sdegnate di Israele e delle comunità ebraiche ungheresi portano a ritirare l’editoriale in cuiil direttore del Museo della Letteratura Ungherese paragonava Soros a Hitler, ma..

@theremnantnewspaper


“Dò ragione a chi mi ha criticato, dare del nazismo a qualcuno è una relativizzazione. il paragone nazista anche involontariamente può offendere il ricordo delle vittime”. Con queste parole Demeter Szilard ha annunciato il ritiro e la sua cancellazione dal web del suo discusso editoriale in cui paragonava Soros a Hitler, l’Europa alle camere a gas e ungheresi e polacchi ai nuovi ebrei.

E’ la prevedibile conseguenza del turbinio di polemiche che era seguito ieri e oggi alla pubblicazione del pezzo, il termine disgustoso sembra essere il denominatore comune dei commenti, a cominciare da quelli della storica comunità ebraica di Budapest, il MAZSIHIZ, la federazione delle comunità ungheresi che aveva espresso in comunicato: “E’ disgustoso definire l’Europa la camera a gas, e imperdonabile se queste parole vengono dal direttore di un’Istituzione dello Stato. Ad Auschwitz sono stati gasati più di 430 mila nostri connazionali. Chiunque relativizza questo nel contesto di un dibattito politico in corso, anche indirettamente, è insensibile al dolore della storia ungherese del XX secolo e degli ebrei ungheresi“.

Ma in Ungheria c’è anche una “nuova e rampante” federazione delle comunità ebraiche, e la guida il giovane Koves Slomò, rabbino ortodosso della sinagoga di Obuda, il capo della potente ed in espansione corrente di Lubovich, che si è staccato pochi anni fa dalla storica Mazsihisz, per fondare la EMIH (comunità israelita unitaria ungherese), vicina ad Orban. (E protagonista anche della politica ungherese poche settimane fa quando ha ritirato il proprio appoggio, e i finanziamenti, alla troppo liberale Klubradio, condannandola . “­Il colpo di testa di Demeter Szilárd è disgustoso e indegno. E’ possibile non essere d’accordo con l’attività politica ed economica di György Soros e metterla in discussione, ma paragonare la persona ad Hitler e le sue attività alle camere a gas sono da considerarsi una scortese provocazione. Dare all’ordine mondiale costituito una critica conservatrice non è solo è possibile, ma è anche necessario. Essere conservatori tuttavia implica anche essere assolutamente consapevoli di quelle cornici linguistiche i cui confini non dobbiamo infrangere, superare. Non volgarizziamo quello che non si deve volgarizzare

Infine il tweet dell’ambasciata israeliana a Budapest, che difficilmente si può malinterpretare, ma…:

Rigettiamo assolutamente l’uso e l’abuso della memoria dell’Olocausto per ogni sopo, come sfortunatamente è stato fatto in un editoriale oggi. Non c’è alcun modo per collegare il peggior crimine nella storia dell’umanità, o chi lo ha perpetrato, con un dibattito contemporaneo, non importa quanto essenziale” C’ è un ma, quello che c’è dopo l’ultima virgola non è causale. Orban è un ottimo alleato di Nethanyau, i due si stimano, e condividono anche l’odio per il nemico Soros.

La morale è che sembra quasi una delle classiche tattiche della nuoca comunicazione della destra del XXI secolo, pensate a Trump: lanciare il sasso, poi nascondere la mano o nel caso ungherese ammettere l’errore (Trump ancora oggi parla di prove eclatanti della più grande falsificazione della stria USA), non è questo il punto, ciò che rimane è che le acque restano agitate.

Rassegna stampa 26.11 – Raddoppiano i contagi

Covid Raddoppia in 24 ore il numero di nuovi positivi al virus, ieri erano 6320. 115 i decessi (index) Molti parametri sembrano migliorare, ma la situazione negli ospedali resta critica e secondo l’ufficiale medico Cecilia muller non possiamo ancora dire di aver scavalcato il picco (telex) Si ocncluderà in settimana intanto il test di massa per i lavoratori sociali e gli insegnanti promosso nel paese, lunedi i primi dati (index) In gazzetta ufficiale i finanziamenti per rsafforzare il sistema dei medici di base, con aumento degli stipendi (24.hu)Prolungata la chiusura delle frontiere fino a febbraio , che era in scadenza il 30 novembre(HVG) si è improvvisamente aggravato ed è stato ricoverato in ospedale per polmonite bilaterale Kis Grofo, il piccolo conte, uno dei più famosi cantanti popolari ungheresi, le cui canzoni hanno avuto 50 milioni di visualizzazioni su youtube (bors)

Soros

Project Syndacate, il giornale che aveva ospitato un lungo articolo di George Soros sul sistema di corruzione clpetocratico in atto in Ungheria ha rifiutato di pubblicare la risposta di Viktor Orban in quanto non conforme agli standard del giornale. entrambi i contributi disponibili e commentati su Hungarian Spektrum (HS). Nel frattempo Orban concede un’intervista al settimanale die Zeit, rivendica la lotta contro il comunismo, l’aver imparato cos’è la democrazia direttamente da Kohl, il sistema di due pesi e due misure sullo stato di diritto se si accettano o meno i migranti, rifiuta l’etichetta antisemita verso Soros: “non mi interessa se è ebreo o no, è solo uno della cattiva Ungheria” (telex)

Sondaggi

Secondo l’istituto di ricerca Zavecz cala di poco il gradimento di Fidesz nel paese, dal 34% di settembre al 32 di novembre, sempre comunque triplo del partito che segue, DK. L’unica sepranza delle opposizioni è sempre la lista comune (24.hu)

sport

Anche l’Ungheria piange la morte del più grande calciatore di sempre. Maradona ha giocato cinque volte contro squadre ungheresi, a partire dal suo esordio in nazionale, nel 1977, a soli 16 anni in un’amichevole Argentina – Ungheria finita 5-1 fino alla coppa Uefa del 1990-91 quando il Napoli incontrò l’Ujpest, allora ancora col nome socialista Ujpest Dozsa. (Magyar Nemzet) l’intera nazionale maschile di pallacanestro in quarantena in Slovenia dopo 5 casi di positività durante il girone di qualificazione agli europei (telex)

Rivoluzione 2.0

DSCN1705.JPGQuattro ragazzine bionde e svogliate dagli occhi pieni di alcool all’ingresso dell’unico pub o quasi vicino al parlamento. “Che birra prendo? Una economica. Oh scusa c’eri tu in fila. No ,io son qui per sbirciare la partita mentre il mio amico è alla toiletta”. Sorride. Una mica ha un cartellone di cartone con il simbolo della ace su un lato e la scritta beke (pace) sull’altro. A un tratto grida: “alairta a Janos, egni fog a varos ( Janos ha firmato, la città brucerà)” Dal fondo della strada rimbomba l’eterno Merda coi baffi a squarciagola. (alias lo Janos, il baffuto presidente dela repubblica ungherese Ader Janos, baffoni alla Mussi per intenderci, che compare  disegnato in molti cartelli con qualche variazione sul tema, la principale è con o senza mosche)

In Italia pochi lo sanno ma in Ungheria ritorna la parola rivoluzione e vuol dire che le rivoluzioni del XXI secolo sono cosi e magari le primavere arabe devo iniziare a immaginarmele diversamente con tanta birra, sorrisi maliziosi e ragazzine piene di ormoni. Ci sono certo manifestazioni ufficiali, ma hanno organizzatori impacciati, gente che dice vogliamo un’Ungheria più felice con un tono di voce molto triste e poi un cantante folk che parla di vecchi tram su binari consunti e la gente che in piazza un po’ si annoia. La manifestazione di piazza degli eroi “il veto degli eroi” è andata piu o meno vosi, con molta gente che voleva esserci e farsi sentire e far vedere cartelloni spiritosi, e dal palco gente più preoccupata di come veniva il selfi, la foto di gruppo del cuore al centro della piazza come il diario di una teenager e del pubblico con i cellulari accesi in alto, fatti e rifatti piu e piu volte che l’immagine social è tutto e devo dire che infatti è davvero venuta bene…

Ma questo è ormai la quinta manifestazione in dieci giorni, la terza in quattro, la seconda in tre, i ragazzi san cosa fare e che ci si diverte. Bisogna aspettare il sciogliete le righe, e si passa un’oretta sotto la sede di Fidesz a far volare aeroplanini di carta (dal governo avevan detto, Soros ha fatto venire in manifestanti con l’aereo) e a gridare cose tipo Bayer Zsolt tua madre è una gran p., come resistere alla tentazione (Bayer Zsolt è una specie di Ferrara ungherese , giornalista di destra dalla penna acida e cattiva, e che aveva minacciato velatamente i rivoluzonari di oggi, dicendo un e se perdiamo noi la pazienza..) bene, ora tutti sanno che sua madre è una gran t.

…poi i social ci dicon di andare a Oktogon, dove l’avanguardia è già arrivata, poi alla piazza del parlamento, e dopo un po’ di tornare a Oktogon. Insomma ancora lunghe passeggiate in città, al centro dei suoi viali principali, proprio in mezzo della strada al grido di la città è nostra e noi la vogliamo, fratelli (cit.). a camminare son giovani e giovanissimi, birra in mano e bicicletta al traino, Orban ha anche la sfiga che le scuole son già chiuse per le vacanze pasquali e domani nn si va a scuola…

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Kossuth tèr e oktogon diventano i due poli della mente del giovane magiaro dei XXI secolo. Kossuth tèr è scura, lontana da pub e minimarket con le lattine di birra da mezzolitro, spiccano le luci calde del palazzo del parlamento e in controluce la lunga fila dei poliziotti antisommossa, saranno un duecento kabe. A Kossuth tèr i tuoi sentimenti più nascosti prendono forma, si scrive ciao mamma sul pennone della bandiera nazionale (quello voluto da orban chedi giorno ha la guardia d’onore e il passo dell’oca) o lunghe poesie, si mettono uno accanto all’altro Hitler, Stalin, Castro e Orban, tutto accompagnato dall’eterno merda coi baffi, sotto i cartelli meno ironici che riporto per diritto di cronaca e per rendere davvero l’atmosfera della piazza (del tono il governo è una s (eme) fascista e  Orban s(eme) Ader ingoia)

DSCN1862.JPGA Oktogon c’è il tuo animo goliardico e in cerca di divertimentismo, i piu responsabili certo si mettono all’ imbocco delle strade per non far passare nessuno, gli altri accendono gli amplificatori, metton su techno, spunta il vinaccio, birre, si siedono nelle eleganti aiuole, insomma fanno festa. Avvolti nella bandiera ue e ogni tanto il grido europa europa. Rivoluzione 2.0.

Di una cosa siam certi, Orban per questi pischelli è un vecchio bacucco, la legge è ormai superata, qui c’è n ballo il governo, la “Fidesz maffia” l’europa europa, lo odiano, con tutta la sana rabbia di un aadolescente verso i padri, odiano nn solo la persona, ma i suoi valori e quello che rappresenta.

(zerocalcare direbbe ora parte il pistolotto di analisi socioculturale, come se nn bastassero le prime due righe a chiarir tutto) Seduto con Sid sulle grate della discesa verso gli ex gabinetti pubblici di oktogo, ci guardiamo stupefatti, orban poteva fare grandi cose, aveva i numeri, la crescita, ha cercato di imitare Putin ed erdogan, ma nn ha capito che qui siamo già in occidente o quasi, siamo a 250 Km da vienna, che la sua gente ha chiesto democrazia e libertà già nel 56, negli anni 20 e poi nell’89, quando era lui il giovane. Ora attacca un’Università, follia, se l’ungheria ha un’eccellenza questa è Budapest che è meravigliosa e se neha un’altra è la cultura, i suoi istituti di formazione superiore, da sempre, pensamo ai corsi in inglese e tedesco dell’università di medicina Semmvlweiss.

All’1.30 ci sono ancora ragazzi a ballare la techno al centro della piazza, La prossima festa la si fa ovviamente di sabato, sarà un sabato di pasqua, i fuorisede nn ci saranno, i ragazzi invece si. Che cosa ne sappiamo noi della rivoluzione?

P.S. le parole Soros e Ceu, in questo post credo nn siano state mai usate, è un mondo che va veloce, si pena ad altro, si punta in alto..

in marcia contro Orban

Nel mezzo della grande aiuola circolare sotto la collina del castello di Buda, dove parte la funicolare dei turisti ai bei tempi c’era una grande stella rossa di fiori pregiatissima, oggi, in attesa di statue e colonne c’è un bello strisicone, un drappo circolare teso con in genere un logo di un grande evento. L’aiuola è inavvicinabile, protetta anche da un doppio anello di fiori e piante, ma oggi è un giorno speciale e ci son tanti bimbetti di vari colori di capelli che ci saltellano sopra come fosse un trampolino elastico e sopra le loro teste le terrazze dello Sandor palota, il palazzo neoclassico, lì sulla collina del castello che dal 2005 ospita gli uffici del presidente della Repubblica Ungherese.

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È l’uomo a cui era indirizzato il grande corteo che attorno alle 17 è partito dai giardini del castello ed è passato anche attorno all’aiuola, in questa splendida domenica di primavera, per chiedergli di non firmare la legge approvata in tutta fretta dal parlamento ungherese 5 giorni fa che di fatto decreterebbe la chiusura dei una delle più prestigiose università della regione, l’Università Centroeuropea, colpevole di diffondere troppo il pensiero liberale e di essere un baluardo e simbolo del suo fondatore: il finanziere e filantropo statunitense di origine ungherese Gyorgy Soros, nemico pubblico numero uno perché finanziatore di quelle ONG che Orbàn accusa di essere una potenza occulta (lui parla di agenzie) nel paese in opposizione agli interessi nazionali e al legittimo operato del governo. e invece della Ceu si può dire tutto e le si possono muovere tante critiche ma nn che nn sia un’università di eccellenza, avrà i corsi in Gender Studies ma è bella in alto nei ranking internazionali e lì ci arrivi solo con attività di ricerca di alto livello, riconosciuta da tutto il mondo accademico e nn solo da chi caccia la grana, che dà la massima libertà ai suoi ricercatori e che partecipa a un nugolo di progetti internazionali.

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È arrivata molta gente qui davanti ai leoni disegnati da Ybl, 80. 000 persone stimate, la piu grande manifestazione contro il governo da qualche anno in qua, volti belli e puliti, forse anche troppo, è in piazza la Budapest liberale, gli universitari, gli amici degli universitari e i loro genitori, quelli che qui chiamano “attivisti”, qualche intellettuale ed artista (come il mitico Brody Janos) e il ceto medio, quello che come osserva qualcuno piu attento di me sta scendendo in piazza ovunque qui nella vecchia oltrecortina, Romania, Belgrado, Polonia. E a chi bazzica da anni queste manifestazioni fa strano non vedere tutto quel pittoresco sottoproletariato ungherese di baffoni, giubbotti jeans e facce da stipendi troppo troppo bassi che si vede ai cortei di Fidesz e Jobbik, per intenderci.. qui c’è la meglio gioventù del paese, gli universitari ci sono tutti, perché almeno loro han capito che se si chiude un’università poi magari se ne chiude un’altra e si mandano a casa i professori scomodi, e qualcuno in europa lo sta già facendo. ci sono molti stranieri, che Budapest è cosmopolita, anche grazie al Ceu e i budapestini nn piu studenti che nn vogliono che la città pian piano ritorni indietro di 25 anni, a com’era prima del Ceu, invecchiata e isolata, sognando l’america negli swing di eric Clapton e l’italia nei poster della Loren. e loro nn potranno che fare come molti dei loro padri: emigrare per lavoro, fare i “dissidenti” e nn tornare più se non a regime finito, o diventare cittadini di serie B.

Sono 80,000 e sembran venuti quasi per caso qui, come se nessuno sappia bene cosa farne, dagli altoparlanti si sente poco, i discorsi li fanno quasi illustri sconosciuti, che in ungheria se c’è qualcosa di sacro, oltre al turul, rapace progenitore di Arpad c’è la società civile, che da sempre scende in strada diffidando di potere, sindacati,opposizioni varie troppo tenere e corrotte. Ma vuol dire anche che nn c’è nessuno che li guida, che indica per bene una strada e un progetto e la vera opposizoone al progetto orban verrà da Washington o Berlino..

Senza un’organizzaizone risoluta, 80.000 risutan troppi per il punto di ritrovo sotto i leoni e la splendida scalinata dei giardini del castello, un punto troppo piccolo chiuso com’è da Danubio, tram e tavolini dei caffè, troppi per il ponte delle catene, che i grandi cortei, si sa, devon passare dal ponte elisabetta, e alla fine sembran poi pochini per la piazza del parlamento dove si tengono i discorsi finali. Si, perchè chiedono il veto alla legge al presidente della repubblica, ma mica salgono lassù, sulla collina di Buda, no, il corteo va a Pest, davanti alla piazza del parlamento, perché tutti sanno che in Ungheria se c’è uno che comanda quello è Orban e nn ammette interferenze e difatti i cori son tutti per lui.

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Inno nazionale e fine prima parte.

Inizio seconda parte.

Si scatena la serata della rabbia, la gente rimane in piazza, qualche migliaio, tutti molto arrabbiati, i cori che prima eran belli e colorati ora son sempre gli stessi, ma urlati come una canzone metal, “in prigione”, “ruszki haza (russi a casa!)” “sporco Fidesz” e il più gettonato “Orban vattene” (quel takarodj che si dice ai cani, pussa via, che ho imparato quando si tentò di cacciare l’allora leader socialista Gyurcsany). La gente rimane in piazza, la polizia accorre in massa, ma nn provoca e lascia sfogare, son giovani si sa.

Si fa sera, si accendono le luci. Orban tra i suoi mille progetti ha rifatto la piazza del parlamento nel 2014 per vincere le elezioni con un po’ di regali elettorali. La mia teoria è che ha sbagliato i conti, quello che fino al 2014 nn si può fare ora si può, manifestare fin quasi alle scale del parlamento, quelle aperte raramente, che ho visto salire solo da Cameron, erdogan e altri pochi eletti. Puoi arrivare li a un passo tu e tutta la tua folla che inveisce dietro di te. E poi il parlamento con la nuova illuminazione è di una bellezza sconvolgente, anche in inverno a -15, figuriamoci oggi. Ti vien voglia di restare. A goderti lo spettacolo. E lo spettacolo sei anche tu.

Poi ci si stanca anche di questo e allora si va in giro per la città. Un pugno di valorosi (saran cmq qualche migliaio) si sposta prima verso la vicina sede del ministero della pubblica istruzione, un palazzone terrificante nato per esser la sede del comitato rifornimenti di guerra, poi si attraversa la città, stazione ovest, grande viale, stradine buie del sesto distretto, direzione quasi piazza degli eroi, per gridare sotto la sede di Fidesz, il partito di Orban.. qui le uniche scene di tensione o quasi, ma la polizia è bravissima, è che siam stati tutti scottati dagli scontri del 2006 quando l’allora opposizione Fidesz nn fece altro che denunciare (giustamente) la “brutalità” della polizia contro i manifestanti e allora oggi..

Poco piu in là nella piazza degli eroi, bellissima, la scritta in legno Budapest illuminata da fasci di luci colorate. La città assiste impassibile.

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