Budapest today

per una volta arrivo puntuale all’orario di apertura delle mie economiche e bellissime terme ottomane (se esco prima delle 12 costa poco) una folla enorme davanti alla cassiera lentissima di pensionati con giacconi lisi e bustoni di plastica e la prescrizione della mutua in mano. Esco allora sulle panchine, e torno tra 15 minuti. eccomi seduto sulle panchine della chiesa greco cattolica di Buda, proprio accanto alla statua di Shevchenko (Taras, il poeta nazionale ucraino, non Andryi). Mi sfilano accanto strafighe magrissime coi polpacci troppo sviluppati  e uomini seri in completi eleganti e grigi, diretti nei loro uffici dalle loro case alto-borghesi di Vizivaros.Budapest è tutta qui.

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Ai bagni

Ho seguito per un pò i consigli di Marai Sandor, e son rimasto da solo. Ora eccomi qua.

C’è una foto che campeggia sulle scatole dei fiammifieri ungheresi, come sulla Lonely Plonet Eastern Europe ultima edizione: Gente arzilla a mollo nell’acqua di una piscina ed intenti a giocare a scacchi. Sullo sfondo arabeschi e tetti dai colori caldi.

Ora sabato pomeriggio figuro anch’io in questa foto..

L’Ungheria e uno di quei paesi del centroeuropa con le terme, le acque dove vanno i personaggi aristocratici di Dostoevsky a passare le acque e a stupirsi di come sono i tedeschi…

Solo che qui arrivarono li turchi e allora trasformano le terme in bagni turchi, belli e spettacolari, con marmi, colonne contorte, colori verderame e archi a volte strane.

Anche oggi i bagni son pieni di gente nell’acqua a 38 gradi che è moderatamente bollente, ma le piscine son 3 puoi mettere la cuffia e nuotare o stare con le bolle d’acqua che salgon sulla schiena fandoti felice. Ma è pieno di gente, vecchi e bambini e ragazzi muscolosi e belle fighe, e fuori faran 10 gradi ma qui siamo a 39 e dobbiamo solo correre veloci tra una piscina e l’altra o ficcarci nella sauna con una pallottola di ghiaccio in mano