Rassegna stampa 28.11 – 152 decessi, ancora record

Covid: ancora per il terzo giorno consecutivo più di 6000 i nuovi positivi, 152 i decessi, ancora record (HVG) Il Comitato Medico, ha spiegato la divergenza tra i dati sui pazienti covid in ospedale comunicati da loro, 7200, e dal primo ministro, 9500-10.000, come casi sospetti, ma non ancora accertati di Covid.

Vaccini In una conferenza stampa comune insieme al collega russo Mihail Murasko il ministro degli esteri ungherese Szijjarto ha annuncIato che scienziati magiari saranno inviati nei laboratori russi per esami sul vaccino lì prodotto e sulla sua preparazione.. Secondo Murasko il vaccino pronto potrebbe arrivare in Ungheria a dicembre. Confermato anche un grosso contratto tra i due paesi per l’acquisto di gas (HVG)

Black Lives Matter Krisztina Baranyi, la sindaco di Ferencvaros, il IX distretto di Budapest, ha annunciato che ad aprile 2021 verrà inaugurato in una pubblica piazza un monumento intitolato BLack Lives Matter. La Barany, eletta a sorpresa nelle file dell’opposizione nelle elezioni dell’anno scorso si è già distinta per l’opposizione al governo per il progetto di maxistadio nel distretto per i mondiali di atletica del 2023 (telex)

Ceramiche Zsolnay Di nuovo a rischio fallimento, causa pandemia, la storica azienda di ceramica Zsolnay, a Pècs, nel cuore di tutti gli ungheresi per le ceramiche del lusso di inizio 900 come per i coloratissimi tetti in ceramica dei grandi palazzi liberty di Budapest. La ditta, dopo anni di difficoltà era stata rilevata dall’imprenditore svizzero di origine siriana Bachar Najari, osteggiato però dalla giunta comunale a guida Fidesz (Nèpszava)

Virtuozok Una storia assolutamente centroeuropea. Decisi ieri i finalisti nazionali di Virtuozok, in ungherese, una sorta di mix tra eeurofestival e talent show per giovani prodigi della musica classica, per la prima volta su base internazionale, coinvolgendo Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Serbia. il motto del talent è “la musica è la nostra lingua comune”. Per l’Ungheria la finalista è la 14enne pianista Rozsonits Ildikó (index)

Sport finisce 1-1 con gol al 92esimo l’anticipo di campionato del venerdi tra Paks e Ujpest. Oggi altri tre incontri della 12esima giornata della massima serie, spicca in serata, e sono serate fredde, il “derby eterno” Ferencvaros – MTK (Nemzeti Sport)

Rassegna stampa 27.11 – 135 morti, mai così tanti

Covid: si conferma il grande balzo in avanti nel numero dei contagi,acora sopra i seimila, 6393 ieri con il triste record di 135 morti (24.hu)

Orban Il venerdì mattina è il giorno della settimanale lunga intervista di Orban alla radio. i temo trattati:

  • Covid sul fronte covid parla a braccio di numero di pazienti ospedalizzati è tra 9.500 e 10 mila. Fino a ieri il numero comunicato era di poco superiore ai 7mila.
  • Natale: vedremo cosa faranno in Occidente, verrà presa una decisione 8-10 giorni prima. consiglia agli ungheresi di non prenotare le settimane bianche, in Ungheria l’espandersi della prima ondata fu indotta anche dal ritorno dalle vacanze sulla neve in Austria.
  • veto: l’Ungheria e la Polonia non ci hanno ripensato, resistono sulla decisione di porre il veto al budget UE e ai recovery fund. Ora è il tempo di aiutare i paesi in difficoltà e mettere da parte le dispute politiche. a luglio lo si era fatto, ma ora la Germania con un comportamento sbagliato e irresponsabile vuole rovinare molti paesi UE. Ungheria e Polonia ora sono tra l’incudine e il martello, ma l’Europa centrale saprà difendere la sovranità, la tradizione cristiana e fermare i migranti. A lungo termine la collaborazione tra i paesi dell’Europa centrale sarà molto significativa nei prossimi 10 anni. alla domanda se sarà possibile un compromesso risponde: “il compromesso è sempre possibile, ma le nostre posizioni sono chiare”. non vogliamo trovare un compromesso ma soluzioni. (HVG)

Vertice Ungheria – Polonia

“siamo appesi a un filo
o qualcuno rimarrà,
per descrivere questi
feroci e neri
tempi al mondo “

L’editoriale del Magyar Nemzet sul vertice di ieri a Budapest tra Ungheria e Polonia inizia cosí. con gli ultimi versi scritti dal poeta ungherese Sándor Petőfi poco prima di morire, al seguito del generale polacco Bem, nella guerra di indipendenza ungherese del 1848-49 contro gli Asburgo. e prosegue con: “Non esistono altri due popoli in Europa che sono stati trattati allo stesso modo nella storia negli ultimi secoli: guerre di indipendenze soffocate, parti perse del paese, mutilate o divise, molte, molte migliaia di vittime apparentemente futili e infine il ventesimo secolo e alla fine del XIX secolo, l’agognata libertà e indipendenza: questa è il destino comune del popolo ungherese e polacco. Forse è da qui che viene l’amore e il rispetto reciproci tra le due nazioni.” (Magyar Nemzet) Si é deciso di mantenere il veto al budget UE 2021-2027, l’Ungheria non ha immediato bisogno dei fondi, e l’obiettivo è quello non di rafforzare, ma di alleggerire il controllo sullo stato di diritto (24.hu)

legge elettorale Sono state già annunciate due volte importanti modifiche alla legge elettorale, in tempi di stato di emergenza, e si attendono altre novità, sempre volte a rendere più difficile la presentazione di liste singole nei collegi e a spingere l’opposizione a presentare una lista comune. Dal punto di vista della comunicazione sarebbe molto più facile per Fidesz etichettare tutto il campo avversario indistintamente come espressione di Soros, del partito dei migranti, o di Jobbik. Sarebbe un grosso ostacolo anche per i partiti fuori dai due grandi schieramenti come l’estrema destra di Mi Hazank, che potrebbe togliere voti a Fidesz, o il partito satirico del “cane a due code”, molto popolare a Budapest, ma poco presente nelle campagne (Telex)

Scacchi

la decisione finale verrà presa il 6 dicembre, ma con ogni probabilità verrà accettata la candidatura di Budapest ad ospitare nel 2024 le Olimpiadi degli scacchi, il più grande evento del mondo scacchistico, organizzato ogni 2 anni, a cui prendono parte più di 170 squadre nazionali (index)

@MagyarNemzet

Rassegna stampa 26.11 – Raddoppiano i contagi

Covid Raddoppia in 24 ore il numero di nuovi positivi al virus, ieri erano 6320. 115 i decessi (index) Molti parametri sembrano migliorare, ma la situazione negli ospedali resta critica e secondo l’ufficiale medico Cecilia muller non possiamo ancora dire di aver scavalcato il picco (telex) Si ocncluderà in settimana intanto il test di massa per i lavoratori sociali e gli insegnanti promosso nel paese, lunedi i primi dati (index) In gazzetta ufficiale i finanziamenti per rsafforzare il sistema dei medici di base, con aumento degli stipendi (24.hu)Prolungata la chiusura delle frontiere fino a febbraio , che era in scadenza il 30 novembre(HVG) si è improvvisamente aggravato ed è stato ricoverato in ospedale per polmonite bilaterale Kis Grofo, il piccolo conte, uno dei più famosi cantanti popolari ungheresi, le cui canzoni hanno avuto 50 milioni di visualizzazioni su youtube (bors)

Soros

Project Syndacate, il giornale che aveva ospitato un lungo articolo di George Soros sul sistema di corruzione clpetocratico in atto in Ungheria ha rifiutato di pubblicare la risposta di Viktor Orban in quanto non conforme agli standard del giornale. entrambi i contributi disponibili e commentati su Hungarian Spektrum (HS). Nel frattempo Orban concede un’intervista al settimanale die Zeit, rivendica la lotta contro il comunismo, l’aver imparato cos’è la democrazia direttamente da Kohl, il sistema di due pesi e due misure sullo stato di diritto se si accettano o meno i migranti, rifiuta l’etichetta antisemita verso Soros: “non mi interessa se è ebreo o no, è solo uno della cattiva Ungheria” (telex)

Sondaggi

Secondo l’istituto di ricerca Zavecz cala di poco il gradimento di Fidesz nel paese, dal 34% di settembre al 32 di novembre, sempre comunque triplo del partito che segue, DK. L’unica sepranza delle opposizioni è sempre la lista comune (24.hu)

sport

Anche l’Ungheria piange la morte del più grande calciatore di sempre. Maradona ha giocato cinque volte contro squadre ungheresi, a partire dal suo esordio in nazionale, nel 1977, a soli 16 anni in un’amichevole Argentina – Ungheria finita 5-1 fino alla coppa Uefa del 1990-91 quando il Napoli incontrò l’Ujpest, allora ancora col nome socialista Ujpest Dozsa. (Magyar Nemzet) l’intera nazionale maschile di pallacanestro in quarantena in Slovenia dopo 5 casi di positività durante il girone di qualificazione agli europei (telex)

Rassegna stampa 25.11 – L’Ivermectina, il farmaco del Budapest Covid Protokoll

Covid

3806 nuovi positivi al Covid in Ungheria ieri e 106 decessi (telex) è il giorno in cui il governo decide se prolungare o meno le misure restrittive entrate in vigore due settimane fa. HVG comparando i dati austriaci, che Orban ha sempre posto come “il nostro laboratorio dato che ci precede nella seconda onda”, e con le dichiarazioni di ieri del presidente della Repubblica Kover Laszlo scommette sul semplice mantenimento delle misure senza ulteriori restrizioni (HVG)

L’Ivermectina è un farmaco antieminitico, vermicida, ad ampio spettro scoperto nel 1975, utilizzato finora per eradicare parassiti, presente nella lista redatta dall’OMS tra i medicinali piu sicuri ed efficaci di cui ogni sistema sanitario dovrebbe disporre, la cui scoperta ha dato agli scienziati Szatosi Omura e William Campbell il nobel per la medicina 2015. L’Ivermectina è alla base del “Budapest Covid Protocol” per la profilassi e la cura dei pazienti affetti da Covid, in vari stadi della malattia (index) L’ospedale di Szombathely, nell’ovest del paese, ha esaurito i posti in obitorio, i cadaveri vengono ora messi uno sull’altro sul pavimento. Questa la triste testimonianza di un lettore del giornale locale Nyugat.hu, la cui foto, troppo dura, non viene pubblicata dal giornale (Nyugat)

UE

“Siamo nelle ultime fasi della trattativa, non sarà facile, ma siamo assolutamente sicuri che prenderemo una decisione comune nei prossimi giorni sul budget europeo e il recovery fund” così il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas; domani intanto il primo ministro polacco è a Budapest per concordare la strategia sulla minaccia di veto (portfolio)

Media

24.hu intervista Ziegler Gabor, proprietario al 50% del gruppo Indamedia che ieri ha acquisito la totalità delle azioni di index.hu: “index ha ad oggi un milione di lettori ricorrenti, il nostro giornale ha forse la redazione più sfaccettata del paese. la richiesta di indipendenza è soggettiva” non ci sono piani per nuovi licenziamenti, si farà un piano per il 2021. (24.hu)

Business

Kahoot ha comprato per 31 milioni di dollari il 100% di Drops, la app e piattaforma ungherese made in Hungary per imparare le lingue. ci sono 40 lingue a disposizione, la app usa immagini e trucchi psicologici e la si può utilizzare solo per 5 minuti al giorno, il che porta a concentrarsi davvero e a non perdere tempo (Forbes.hu)

Natale

Da ieri il tradizionale albero di Natale fa bella mostra di sè davanti al parlamento di Budapest. E’ alto 17 metri, viene dal giardino di una famiglia di Szekesfehervar, piantato 40 anni fa dal precendete proprietario (telex)

Sport

Stupisce il Ferencvaros ieri nella notte di Champions League passando in vantaggio in casa della Juventus e facendosi superare solo a tempo scaduto per un errore del portiere Dibusz (telex ) L’allenatore dei biancoverdi Rebrov molto fiero della prova suoi ragazzi, l’autore del gol ungherese Uizuni ha festeggiato il gol alla maniera di Ronaldo (Magyar Nemzet)

@index.hu

Rassegna Stampa 24.11 – Clooney vs. Orban

Covid 3929 nuovi positivi in Ungheria e 117 decessi (Nèpszava) attesa per domani la decisione del governo se modificare o meno le misure restrittive in atto finora. Intanto torna da oggi in tutto il paese la fascia protetta per gli anziani, in negozi di alimentari e farmacie sarà consentito l’accesso solo agli over 65 dalle 9 alle 11 nei giorni feriali e dalle 8 alle 10 il sabato (HVG) Su 24.hu la storia di Silvia che ha perso a distanza di 24 ore entrambi i genitori per coronavirus, Avevano da poco fatto il vaccino contro l’influenza e ai primi sintomi credevano che fosse una reazione al farmaco (24.hu)

Media index

Ancora grandi scossoni nel mondo dei media ungheresi e sempre tutti in una direzione. Ieri è stato annunciata l’acquisizione delle azioni di Index.hu in mano a una fondazione da parte del gruppo Indamedia Network (Telex) contemporaneamente sono stati allontanati il direttore Szombathy

pàl e il capo redatttore Sztankoczy Andras per decisione comune. Index.hu il giornale online di gran lunga più seguito nel paese anche in ragione della sua indipendenza politica a fine luglio aveva visto l’intera redazione dare in blocco le dimissioni e formare un mese piu tardi il sito telex.hu, aveva mantenuto finora un’impronta indipendente.

George Clooney vs Orban

George Clooney, famoso anche per le sue prese di posizione in campo democratico, in un’intervista data sul suo nuovo film al canale youtube di GQ ha detto ” l’atmosfera del film mostra quanta rabbia e odio c’è al mondo, guardate il Brasile di Bolsonaro o l’Ungheria di Orban” (444!) I media ungheresi replicano che è sotto l’influenza di Soros (Origo), Clooney nega e spera “che l’Ungheria ritrovi se stessa come quando nerl 56 lottò contro l’URSS per i principi democratici” (Telex) Chiude la telenovela per ora il sottosegretario agli esteri Menczer Tamas: “Goerge Clooney è un bravo attore ma questo non vuol dire che capisca di affari internazionali, di Orban ha detto solo idiozie” (index)

Cinema Prende il via oggi il Festival del cinema ebraico ed israeliano di Budapest, in modalità on line causa pandemia di covid. il festiva si inaugura con il film americano “Resistenza” in cui figurano anche l’attore ungherese, residente a New York, Röhrig Géza, magnifico interprete del protagonista in “il figlio di Saul” premio oscar ungherese come miglior film straniero nel 2015 (index)

Sport

E’ il giorno in cui il Ferencvaros scende in campo allo Juventus Stadium per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League. Il Nemeti sport intervista l’uomo giusto, Aldo Dolcetti, ex fantasista del Pisa di Anconetani e in seguito allenatore dell’Honved e dello Siofok in Ungheria, ma anche tattico dello staff tecnico di Allegri al Milan e poi per 5 anni alla Juventus: “il calcio ungherese è in grande crescita, sia di mezzi che di prestazioni, ma la strada per arrivare ad alti livelli ingernazonali è lunga” (Nemzeti Sport) nel gruppo H il Lipsia degli ungheresi Gulacsi e Wiulli Orban potrebbe escludere dal torneo il PSG, finalista nella passata edizione (Magyar Nemzet)

(Photo by Tolga AKMEN / AFP) @24.hu

più connessi che mai

Perchè Orban è Orban il grande?
perchè Orban un genio della comunicazione, ovvio, e nessuno gli fa le pulci…

In questi giorni a tutte le famiglie di prof e studenti delle superiori d’Ungheria arriva una mail firmata vodafone o Telekom o Telenor che dice che il governo ti sta gentilmente offrendo 30 giorni di connessione da casa, finchè duri l’insegnamento a distanza. Anche il mio amico Enrico è corso subito ad attivare sul sito l’opzione. Orban è un genio, tuo padre ha perso il lavoro per il covid e il governo ha offerto solo minimi aiuti (il kurzarbeit, se nn vieni licenziato, ma lavori a orario anche molto ridotto il governo paga parte dello stipendio.. ma ristoranti, alberghi rtc preferiscono chiudere ebbasta) dicendo che i soldi preferisce investirli per creare nuovi posti di lavoro quando sarà il momento, essia, per ora la proverbiale arte d’arrangiarsi ungherese la trionferà, dicevamo tuo padre ha perso il lavoro e pazienza, ma il governo poi sbandiera che ti regala 15 euro al mese per la connessione da casa.

come le altre utenze che da anni arrivano con una fascia gialla che ti dice che il governo ti paga il 20% della bolletta, non importa se intanto vara la legge schiavitù. Come si diceva un tempo dell’operaio della Fiat contento per il panettone a Natale. Come il mio prof di tedesco che ad Aprile, quando avevo perso il lavoro mi diceva gongolando.. hai visto il governo Orban? siamo l’unico paese d’Europa ad aver fatto diventare gratuiti tutti i parcheggi in città. Che c.

Rassegna stampa 21.11 – Ieri 121 decessi Covid , mai così tanti

Covid Si mantiene sotto 5000 il numero di nuovi positivi al Covid 19 in Ungheria, 4397 oggi, segno che le misure di contrasto entrate in vigore ormai 10 giorni fa stanno dando i primi risultati, mentre si registra il triste record dei decessi giornalieri, 121 (index) Dove vanno i tanti senzatetto di Budapest di notte quando c’è il coprifuoco? Inchiesta di HVG: preferiscono ancora non trascorrere la notte negli ostelli, ma ognuno ha il suo posto segreto, spesso nei boschi, la polizia non li disturba, e nei ricoveri in cui ricevono assistenza e in cui si eseguono i test covid si riscontrano in percentuale molti più positivi tra i volontari che li assistono (HVG)

Opposizione “Se davvero il governo vuole introdurre il vaccino russo qui in Ungheria senza il parere favorevole dell’Ente del Farmaco europeo, che siano i membri del governo i primi ad essere vaccinati” Su Facebook Fekete-Győr András, presidente dei liberali di Momentum, sfida il partito di maggioranza (HVG)

UE Telex pubblica un’intervista con il portavoce del PPE, Pedro Lopez de Pablo: il PPE è fiducioso nella possibilità di convincere Fidesz a rispettare l’accordo sullo stato di diritto; ancora sul tavolo comunque la richiesta, da parte di 13 partiti nazionali che fanno parte del PPE di espulsione di Fidesz, che verrà discussa nella prossima Assemblea Politica (Telex in inglese!) Che cos’è lo stato di diritto ? “E’ un arma che hanno escogitato per regolamentare la destra e che usano per punire esclusivamente gli esponenti conservatori” l’editoriale di oggi sul più autorevole giornale conservatore ungherese il (Magyar Nemzet) che pubblica anche la lunga lettera aperta del primo ministro sloveno Janez Jansa al presidente del Consiglio d’Europa Charles Michels, secondo il quale non possiamo chiamare ‘stato di diritto’ una procedura arbitraria, senza una base indipendente e oggettiva, ma fondata su criteri politici (Magyar Nemzet)

Viaggi Accanto alle isole dominicane e ai ghiacciai argentini compare anche la puszta ungherese e il centro di Hortobagyi nella lista del National Geographic: “dove andiamo quando l’epidemia sarà finita?” (telex)

Sport Assegnato ieri il premio Golden Boy 2020 al miglior giovane U21 del calcio europeo, dal quotidiano sportivo torinese Tuttosport. Vincitore l’attaccante Erling Haaland del Dortmund, ottavo l’ungherese Szonoszlai (index) e per una parentesi italiana 13esimo Tonali e sesto Kulusevski.

Orban Judit Varga

Se siete stufi di sentir parlare solo dell’Ungheria di Orban dalle parole preziose di Orban (che si concede alla stampa internazionale, specie qualche importante giornale tedesco, solo una manciata di volte all’anno) questa crisi del veto ungherese al Recovery Fund ha visto il debutto in grande stile nella trasmissione Hard Talk della mamma BBC del giovane ministro della giustizia Judit Varga, primo ministro donna dopo due legislature tutte al maschile, in uno stile di governo tutto al maschile. La ministro Varga è bella, giovane (dimostra meno dei suoi 40 anni) è uno di quei giovani fedelissimi che Orban mette nei ruoli chiave, (l’altro bell’esempio è il ministro degli esteri Szijjarto Peter, al terzo mandato, i primi due con un doppio taglio di capelli giovanilisticissimo, ora al 16esimo giorno di Covid a casa) preparati alla curatissima scuola di partito, e che non lo insidieranno mai (come Berluscono Viktor è stato abilissimo nel segare chi ha provato a deviare dalla linea ferrea che bisogna tenere, come l’ex commissario UE Navrancsics), conosce le domande (che sono quelle che mezza Europa vorrebbe porre al governo) e conosce le risposte, rispondere con una domanda e rispedire al mittente con una logica da democrazia dei social: avete fatto una legge ad hoc per cacciare l’Università centro europea, avete fatto una legge per cacciare o neutralizzare le ONG liberali, o le leggi sulla famiglia che discriminano le minoranze, la risposta è sempre che l’Ungheria ha il diritto di far parte dell’Unione Europea e di fare le leggi che vuole, siete voi a imporci “il vostro” stato di diritto, come se i diritti fondamentali siano negoziabili e siano a pari livello col diritto di discriminare. 100 anni fa qualcuno sarebbe andato alla CNN a dire che è un diritto del popolo tedesco o italiano di essere nell’UE e di fare leggi contro gli ebrei (il confronto con i fascismi è l’unico che può essere abbastanza forte per tener viva l’attenzione), sempre col sorriso e la splendida Budapest by night lì dietro sullo sfondo. come dice 444! la risposta più bella è quella sulla libertà di stampa ed è l’ultima (min. 17) buona visione

nella scuola ungherese tutto bene (?)

Enrico mi dà appuntamento in un angolo buio del VI distretto e mi trascina in uno di quei pub che incredibilmente sono ancora rimasti della vecchia Budapest, lunghe gallerie nel sottosuolo tappezzate di manifesti e ritagli di giornali anni 80 con luci calde e niente musica a palla. Le birre qui sono calmierate al prezzo politico di 500 cucuzze.

Enrico nn usciva mai, temendo il virus, ma ora mette il naso fuori di casa, “sai ora lavoro in una scuola, lì sì che è pericoloso, la settimana scorsa la mia collega mi scrive sai domani nn vengo, ho insegnato in una classe in cui c’è un caso di covid, ma sto bene.
(A casa stanno tutti bene.)
Oggi la rivedo, come un fantasma, si è fatta il tampone, gratis, negativo, ed eccomi qua. Comunque fa attenzione, ci sono 8 classi in quarantena, nn le mie, ma mi han raccontato che quindi il prof va a a fa rlezione online dall’aula vuota. Ah, oh,e il collega di matematica è positivo. E’ un caos. Aspettiamo quelle che qui chiamano vacanze d’autunno dalla festanazionale al giorno dei morti e poi vediamo cosa decide la Azzolina Magiara.

Enrico fa finta di niente, si umetta le mani con qualche goccia di gel sanificante che sembra diventata la nostra pozione magica e dà un sorso alla sua birra scura

Tutto ha un inizio….

le prime modifiche legislative che han portato al controllo del governo sugli Atenei sono del 2011, e allora nessuno ci fece caso..

#freeszfe
#freeSZFE

 

 

“Il governo non si occupa di università” questa è la risposta (solita) nella lunga conferenza stampa di ieri alle domande dei giornalisti data dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gergely Gulyas a chi gli chiedeva cosa ne pensasse dei circa 600 studenti dell’Università di Teatro e Arte Cinematografica di Budapest sono arrivati alla seconda settimana di occupazione della sede dell’Università.

Chi ha invece una memoria migliore può forse ricordare che niente accade per caso e che si parte dalle basi. Appena dopo la prima strabordante vittoria elettorale del 2010 (in cui conquistò i 2/3 dei seggi in parlamento, la cosidetta supermaggiornaza che potrebbe perdere tra pochi giorni), una delle prime importanti e contestate modifiche legislative riguardò la Legge sull’Istruzione Superiore . Prima del 2011 difatti i rettori delle università venivano eletti dal Senato Accademico e confermati dal ministro competente che disponeva di diritto di veto che però non esrcitava mai. La legge invece venne emendata disponendo che il governo non solo può esercitare questo diritto di veto, ma anche scegliere direttamente un rettore senza il consenso del Senato. Il rettore nominato dal governo non deve nemmeno essere tra coloro che si erano candidati alla posizione.

Proprio quello che è capitato a fine agosto con la nomina a sorpresa del regista teatrale Attila Vidnyánszky a capo dell’Accademia di Arti Drammatiche della capitale contro ogni delibera del Seanto Accademico, che si è subito dimesso in blocco.

Nel 2014 è stata inoltre introdotta la figura di un cancelliere, sempre nominato dal governo, che monitora il funzionamento dell’Università con potere di indirizzo sulla spesa (e quindi i fondi alla ricerca), sulla carriera dei docenti, come dice Stefano Bottoni nella suo ottimo libro su Orban dell’anno scorso. “un controllo politico-ideologico sulla vita dell’ateneo”.

Tutte modifiche che ovviamente hanno eroso l’indipendenza accademica ela libertà degli atenei ungheresi e i cui frutti si sono visti, pian piano, nel tempo, fino ad arrivare qui all’occupazione, passando per la cacciata dell’Università Centro europea a Vienna, per la “nazionalizzazione” dell’Accademia delle Scienze ungheresi, e iniziando dalla prima nomina di spessore, quella del prof. Andràs Lanczi, filosofo e capo del thinktank di Fidesz Szazadvèg a rettore dell’università di economia Corvinus, destinata a diventare la scuola di eccellenza del pensiero conservatore “illiberale” di Orban.

Intanto il braccio di ferro foverno studenti prosegue (sempre che nn  si arrivi a qualche compromesso creativo, che Orban ogni tanto riesce a trovare, dopo averti spaventato) domani mattina grandi esponenti della cultura ungherese (come i registi Eniko Enyedi e Szabolcs Hajdu) domani faranno delle lezioni collettive gratuite a tutti gli interessati sulle scale dell’accademia..

 

*Orban, un despota in Europa” Stefano Bottoni, 2019, Salerno editore link

Le chiavi

Come si fa a perdere le chiavi di casa in questi giorni? Ieri ce l’ho fatta. Cosa c’è di più sacro in questi giorni, quale la nostra unica difesa, il nostro fortino da difendere con i carri in circolo, gli arcieri con le frecce infuocate mentre donne e bambini sono al sicuro? La casa. Bene ierimattina all’alba torno a casa con le buste della spesa cariche, avvisto due tizi nella piazzetta sottocasa, li aggiro passando per il parco, fò una scrollatina alla tasca della giacca, sento tintinnare qualcosa ma son monete, mi fermo, mi frugo pian piano cercando di mantenere la calma, ma niente. Inizio allora freneticamente a travasare una busta nell’altra nella speranza che sian li, arance, cavolini di bruxelles, fagiolini, lamponi surgelati (ho deciso di combattere il virus con le vitamine, so che forse riuscirà a sfondare le difese del castello, ma lo aspetto al varco con un valido esercito di anticorpi ben allenati) niente. Panico. Continuo a farlo davanti alla porta di casa, escono degli operai, mi intrufolo, frugo ancora, vedo la ragazza del terzo piano scendere le scale il suo cane pulcioso, lo fa 4-5 volte al giorno, qui nn è cambiato niente, ho visto l’altra vicina rientrare a casa con due uomini che sembrano gli zii della provincia che hanno un’impresa di ristrutturazioni interni, quale momento migliore per rifare il parquet di casa. Le lascio le buste, corro al supermercato, poi al secondo (ho trovato code lunghissime e avevo provato a cambiar esercente, da Despar a Penny Market cambia poco, vuoti gli scaffali di pasta, pomodori pelati, conserve varie, anche la crema di fegato, legumi secchi, le penne liscie ungheresi sono le lenticchie gialle). Nel mentre chiamo amico uno poi amico due, no, i doppioni delle chiavi ho avuto la brillante idea di riprendermeli, ora ce li ha una mia amica che in genere è a Budpaest ma che ora è a 100km da qui, pratico no?

Mi permetto il lusso di una scenata alla Mario Merola davanti alla tipa del Despar che mi dice, qualcosa tipo io nn ce le ho in tasca, cazzi tuoi amico, (chiamasi solidarietà). Vado verso la stazione, ho deciso, chiamo l’amica, nn raggiungibile. Attraverso la carreggiata all’angolo tra via Damjanich e via Rottenbiller, a due passi da Lovolde ter, dove soffia sempre il vento, dice la canzone, di fronte alla chiesa metodista che ti dice che ti ama. Il semaforo mi fa fermare sull’enorme spartitraffico, riprovo, l’amica risponde, pronto senti vedi che…., mi giro, vedo un oggetto metallico sull’enorme portafiori al centro dello spartitraffico. Mi avvicino, vedo sporgere un pendaglio bruttarello di un bel verde acceso. Le mie chiavi.

Da qualche anno han deciso che i viali alberati di questa parte del mio quartiere devono convertirsi a la modernità e oggi per molte strade ci sono schiere di alberelli rachitici che nn son mai cresciuti e nn hanno mai messo foglie da anni perchè nn piantati nel terreno, come Cristo comanda, ma in un gran portafiori anonimi di metallo. Ieri l’ho trovata una idea eccellente…

il cacciatore

il cacciatore - Kovacs Zoltan

Domenica, ore 13.30, l’ora che ho scelto per uscire di casa e andare a far la spesa al supermercato, che qui nom c’è nessuna distanza obbligatoria, nessun a fila col carrello in mano, l’ungheria è un paese sicuro e il male nn ci colpirà, ma io sono italiano e so come vanno le cose e allora ho scelto domenica 13.30, quest’ora che son tutti a tavola o, o niente (un tempo scrivevo o in campagna dai nonni, no, i nonni meglio che nn vedano i nipotini ora). Qui cmq ci sono ancora 10 gradi di massima, se esco con cappottino lungo, sciarpa a coprire il volto tipo tempesta di neve e guanti passo quasi inosservato, ho detto quasi).

Ma il supermercato è chiuso, nessuna ordinanza, c‘è un cartello, oggi è 15 marzo, festa nazionale ungherese, si ricordano i moti del 1848, contro gli asburgo, in genere è un gran bagno di folla, di comizi politici di ogni ordine e grado dall’ultradestra alla sinitra che sogna, al leader viktor, ma oggi nn si fa niente ovviamente, per nn seguire l’esempio della spagna che festeggia l’8 marzo ed poi una settimana dopo si ritrova con 2000 casi al giorno. Vuota allora la scalinata del Museo Nazionale, dove in genere un coro di bambini ricorda l’eterno poeta Petofi che legge la lirica Alzati in piedi, o magiaro, ma in TV vediamo cmq a ripetizione i soldati ungari che marciano compatti per l’alzabandiera davanti al Parlamento con presidente della camera e presidente della repubblica solenni che avanzan, non mano nella mano ma a 5 cm l’uno dall’altro si. Orban invece se ne è andato in Serbia, ai microfoni dice per assicurarsi che gli amici dei balcani nn facciano arrivare italiani e migranti, ma ungheresi si.

Alla conferenza stampa quotidiana oggi nn c’è la zia Cecilia e accanto al militare pieno di medaglie si presenta il sottosegretario alla presidenza del consiglio Zoltan Kovacs, quello sicuro di  se e della linea orban che parla alla CNN, responsabile comunicazione internazionale. In giacca di camoscio e sottopetto manco tornasse da una battuta di caccia tra i boschi del Vermont, è in un visibile stato di agitazione, attacca i giornalisti, arrogante e aggressivo ben lontano dal ruolo rassicurante che dovrebbe avere un politico vero in questo frangente.si potrebbe pure esser giocato la carriera

Vuol dire che l’Ungheria è messa male e io inizio ad avere paura.

I numeri sono ancora bassi, 32 infetti, oggi il primo morto (“è morto un nostro compatriota” annuncia Zoli), ma intanto tutti anche restando ai paesi qua vicino Slovacchia, Polonia, Austria, han chiuso i confini, i negozi e la vita sociale. Qui ancora la gente fa tutte le cose che avrebbe fatto l’anno scorso di questi tempi.

Mi aspettavo un discorso importante da statista di Orban oggi, festa nazionale, ma niente. Mi rifaccio la sera con Burioni, Gualtieri, Borrielli, Sacco. L’Italia mi manca.

 

il lattivendolo

L’ungherese medio c’ha ancora capito poco del virus e ha le idee un po’ confuse. Sabato mattina qui è giorno di mercato, il giorno in cui si colorano i banchi dei piccoli contadini, quelli fuori dal piccolo grande mercato coperto del mio quartiere, e se ho tempo per andarci ci vado e in questi giorni il tempo proprio nn ci manca.

L’appuntamento da non mancare è quello col mio lattivendolo, quello che viene col suo piccolo van da Lajosszentmise, dalla pianura ungherese e che ha un buon spirito imprenditoriale da migliorare sempre l’offerta, i prodotti e il marchio. Sul marchio ora c’è un tizio un po’ robusto con la barbetta rossiccia che sorride mentre è in posa accanto ad una placida mucca, mentre al mercato sul suo van con ripiano verso il pubblico c’è sempre un tizio magrolino, pelatino con il pizzetto rossiccio, il fratello. Ed è un tipo simpatico, con quel pizzetto, uno di quelli che ti ispira un saluto più sincero del solito, che ti sorride, con cui la gente si apre e scambia due parole. Ci vado quando il mercato sta per chiudere, poco prima delle 13 cosi nn trovo nessuno, nel mercato come per le strade, (ormai faccio solo stradine laterali o cammino in mezzo alla strada per nn incrociare nessun pedone) ed in effetti metà ha sbaraccato, ma so che lui c’è fino all’ultimo. c’è solo una signora in cappotto nero che nn la finisce piu di far chiacchiere con lui, con quel modo concitato e sicuro che solo le massaie di tutt’Europa hanno. Ogni tanto sbuca la parola virus, ma tengo il mio metro e mezzo di sicurezza e nn capisco niente di piu.

Poi è il mio turno: due pezzi di formaggio fresco (li vende solo in pezzi da 200 grammi l’uno). Tre vasetti di yogurt (è tutta roba che in 3-4 giorni inizia a diventar rancida nel frigo, quando si dice prodotti freschi senza conservanti, nn ne posso comprar di più), ricotta, korozott (una sorta di ricotta mescolata a panna, paprika dolce, aglio, prezzemolo, gustosissima sul pane). È il mio turno anche per la chiacchiera “ma la gente ha paura del virus?” “si, tantissima”, dai quartieri semicentrali di Budapest alle fattorie della puszta.., “fanno bene, l’unica è restare in casa” “restare in casa?” mi guarda come se volessi combattere l’AIDS con un corona d’aglio attorno al collo… di restare in casa nn ne ha mai sentito parlare, comunque è una cosa impossibile e inattuabile, gli parlo del metro di distanza e delle mani, oh si, ha un pacco di salviettine umidificate e nn fa che umettarsi le mani, i soldi, i soldi trasmettono il contagio. Ecco, gli ungheresi non venderanno le loro madri e i loro nonni per un punto di PIL, l’idea che il peccato, il primo vettore del contagio siano i soldi, il male che infetta il mondo siano le banconote che incassa ce la meritiamo tutta. Buona domenica a te.
In Ungheria comunque come nel resto del mondo c’è tanto orgoglio in questi giorni ad essere italiani, santi, navigatori ed eroi, gente che vuol salvare i suoi anziani. Il popolo che quando arrivò l’epidemia cantò dai balconi.

RAINEWS – l’Europa al bivio: l’Ungheria di Orbán

Sono stato molto lieto di aver collaborato qui a Budapest all’ottimo reportage di RaiNews “l’Europa al bivio: l’Ungheria di Orbàn” di Martino Seniga.. con interviste (nell’ordine) ai deputati europei Balàsz Hidveghi (Fidesz) e Brando Benifei (capogruppo PD); allo storico Stefano Bottoni (autore dell’eccellente libro” Orban, un despota in Europa” 2019, Salerno ed.), al politicologo di Visegrad Analitica Tamás Lánczi; al vicedirettore di pestisrácok.hu, giornale on line conservatore, Szilveszter Szarvasi; al sindaco di Budapest Gergely Karácsony; al presidente della sezione di Ozd (ex grande centro industriale del nord dell’Ungheria) del partito socialista ungherese Sándor Kiss e ad Ákos Várnagy, direttore della clinica universitaria di neonatologia di Pècs, con cui abbiamo parlato di fecondazione in provetta e delle politiche sulla famiglia del governo Orban.

LINK AL VIDEO

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Europa-al-Bivio-ungheria-di-Viktor-Orban-Martino-Seniga-Fidesz-ppe-73bccd82-e536-4090-9896-ccba63a3c52a.html

Virungheria

Il ministero degli esteri ungherese tiene una conferenza stampa al giorno di aggiornamento sul coronavirus. Va tutto bene. l’ungheria è un paese sicuro e protegge i suoi cittadini per terra per aria e per mare.
i numeri: 18 persone in quarantena (camionisti o studenti trovatisi nella zona infetta), zero infetti, 62 tamponi effettuati (63!), 383 controlli alla frontiera e 4247 all’aeroporto, di cui piu di mille cinesi. Una donna di Gyomro (hinterland di Budapest), di ritorno dal carnvale di Venezia e con i sintomi dell’influenza è andata dal medico di bsase, han chiamato le autorità, ma ci fan sapere che è sfebbrata. Eppure ci sono ungheresi che l’han beccato, nel gran mondo, quancuno nell’hotel di Tenerife, una donna delle pulizie della navecrociera in Giappone (ce n’erano altri due, componenti dell’orchestra, gli ungheresi son sempre giramondo), un romeno di etnia ungherese della contesa transilvania, (di lui si sa solo che ha 45 anni e viene da un territorio che le autorità itlaiane non considerano infetto, detta così potrebbe essere sia Lambrate che Agrigento).
 
la verità è che andare oggi in italia equivale a perdere 2 settimane di stipendio, circolari interne avvertono più o meno in tutti i posti di lavoro di comunicare immediatamente eventuali viaggi di ritorno dalla terra di Dante, o di comunicare in via confidenziale se qualcuno ci va e non lo dice.
Nel frattempo mi son trovato a spiegare a 4-5 persone cos’è l’amuchina, ho risposto alla domanda secondo te andrà sempre meglio o andrà sempre peggio e un’amica cinese da Zagabria mi ha mandato il video della nonna di Casa Surace con i consigli della nonna sul virus sottotitolato in cinese: lavatevi le mani, quante volte ve l’ho detto, ti sei lavato le mani, vatti a lavare le mani… le mani davanti alla bocca quando starnutite, ma non per il virus, è educazione… W l’Italia.
Zingarate

Zingarate

Dal 2 gennaio la convivenza mi impone di cedere il telecomando tra le 21.15 e le 21.45 per seguire l’appassionato sceneggiato televisivo Batràk foldje, la terra dei coraggiosi, avvincente storia di amori e rivoluzioni antiasburgo tra la nobiltà ungherese dell’800; ci sono giubbe blu con i risvolti rossi, aitanti ragazzi coi baffetti all’ungherese presi a scudisciate nei fienili-prigioni dagli starshiptroopers della guardia imperiale, i primi amori tra il biondino e la ragazzotta con la treccia, e la zingarella che legge il futuro, coi vestiti dai mille colori e 5 gonne. la zingarella de “la terra dei coraggiosi” ha però la pelle chiarissima ed è con tutta evidenza una ungherese che recita la parte della zingara. un po’ come quando a teatro non potevano recitare le donne e le parti femminili le interprtavano uomini travestiti.  in Ungheria ci sono quasi un milione di rom, presenti qui anche dal 1400, han tutti case e lavoro e nn esistono i campi rom, son cittadini, ma in ungheria, in TV, nella terra dei coraggiosi, gli zingari non esistono.

qualche giorno prima…

 

Mi dispiace per lor signori ma siamo pieni, si, si, tutto prenotato

è metà dicembre, ho la fame di chi a mezzogiorno ha mangiato panini in frantumi, ora sono le 16 e ho il piatto in mano ripieno di varie leccornie di un ottimo ristorante a buffet a 6 euro (2000 fiorini) e sono entrato 5 minuti fa, giusto il tempo di levarmi il giaccone e fiondarmi sul carrello dei secondi (in ungheria si mangiano solo zuppe e secondi) per fare incetta di cavolo fritto, funghi fritti, involtini alla greca e caprese, gran bontà. (ecco, a me evidentemente han fatto entrare).

Siamo pieni e lo siamo anche domani. E anche dopodomani, son desolato” il meitre, stempiato e impeccabile nel completo scuro, l’ha chiamato una cameriera, i clienti sono in un angolo cieco e nn li vedo. Si esprime con le giuste locuzioni e la solita aria da eccessivo formalismo e cordialità di facciata che voglion dire l’esatto opposto. Qui se qualcuno ti ferma per strada, gli dici grazie nel giusto tono per dirgli grazie, ora VATTENE VIA. Continuo a riempirmi il piatto, per fortuna lo stinco è già stato affettato. Ci andrebbero le patate lesse, ma io abbondo di purè…

Quando torno dai miei viaggi d’affari (vendo bottoni di giacche che nessuno abbottona) e prendo i mezzi pubblici ora son costretto a scendere a piazza Nagyvarad (storica e importante città exungara, ora appena oltre il confine romenu, ora vuol dire da 100 anni esatti), che prima era un punto della città proprio scalcagnato, mentre ora han fatto importanti lavori di riqualificazione urbana (si dice così?) ed è quasi impeccabile con il parco Orczy all’interno dei tre grandi plessi ipermoderni dell’NKE, l’accademia di polizia e accademia ufficiali at once.. e da allora ha aperto questo fantastico posto dal convenientissimo all you can eat, televisori, interni eleganti, adatto anche ai piccoli meeting tra colleghi col sushi a cena.

Signori davvero siam tutti prenotati, nun c’è posto, nun me fate fà veleno..” con la cosa dell’occhio vedo i signori, una coppia di mezz’età, lui con un po’ di pancia, lei tutta in ghingheri e quello che sembra il loro amatissimo figlio con la sua squinzia, vestiti come praticamente tutti qui a Budapest, potrebbero essere i nostri vicini o gli zii, vivranno qua a cavallo tra l’VIII e il IX distretto, saran qui da 12 generazioni, ma il problema è che han la pelle un po’ piu scuretta e è che son rom.

Questa cosa in ungherese ha un nome e si chiama ciganyozni che vuol dire zingarare, discriminare uno perchè è zingaro e qui come vedete è perfettamente normale. C’è stato un caso famoso nel Gozsdu udvar, la lunga galleria di 6 cortili e 7 palazzi affiancati cuore della movida, l’ gli han fatto causa e hanno avuto un sacco di soldi…

alla fine i signori han raggiunto l’accordo di portar via da asporto, li ho visti dal mio posto strategico accanto al carrello dei dolci, mi ero preso doppia porzione di cheesecake + torta cioccolato e amarene, macedonia. La signora rom invece sceglie i linzer biscotti marmellata ricoperti da uno strato di cioccolato). Han pagato un sacco di soldi alla casa, siamo usciti quasi insieme, ho pagato dopo di loro, uscendo il figlio ha fatto tra rabbia e sarcasmo alla ragazzetta che stava giusto allora entrando “è tutto pieno, festa privata”.

Ovviamente ho deciso che la prossima volta che torno dall’aeroporto andrò direttamente a casa..

Camici bianchi magiari

Chiamano il mio nome, mi alzo facendo forza solo sulla coscia destra e arrivo zoppicando appoggiando appena la punta del piede destro per nn sentire fitte lancinanti, poi inizio a saltellare su una gamba. La signora in camice bianco fa: “Ma dove ti fa male, ah, al polpaccio, allora han scritto male sulla scheda, non hai problemi alla gamba, qui bisogna aspettare che arrivi il dottore allora, accomodati che ti richiamiamo...” faccoùio una faccia comprensiva (da ergo il dottore nn c’era).

e ritorno zoppicando all’assurda panchina del pronto soccorso del traumatologico di Budapest, il grande edificio verde, con una bella B in cima proprio di fronte al cimitero monumentale…

la panchina è lì dagli anni 70, ferro, di un marrone scurissimo, alta, a L con i bordi rialzati, che tutti noi siam costretti a pose innaturali, o star con le gambe a penzoloni, le sedioline normali 5-6 son tutte occupate, i più prepotenti si son messi sulle 5 barelle parcheggiate proprio davanti alla porta.

è la seconda volta che torno in questo fantastico posto in meno di due settimane, è il classico caso di recupero affrettato dall’infortunio e ricaduta, nel senso letterale della parola, due settimane fa sono caduto correndo nel Varosliget (il grande parco municipale di Budapest), e poi dicono che correre al parco fa bene, ma se poi inciampi in una radiciona, può capitarti di farti una ferita abbastanza profonda proprio sulla rotula da cui esce sangue appena la muovi anche molte ore dopo…

Era un mercoledi e al CTO me l’ero cavata in un’oretta e mezza, compresi i raggi (prendi questo foglio, mettilo nella cassetta delle lettere, nella porta sull’altro corridoio, tipo sportello del agnolino, sì, quelli lo leggono e ti chiamano, va’ pure figliolo) , con il dottore che all’ungherese se la tirava tanto per il suo ruolo di potere e nn dava confidenza. Ma poi risalendo come uno zoppo la rampa del garage in Italia avevo incuriosito l’altro tipo che con me era tornato a casa sul tardi, uno che aveva una borsa da dottore, mi guarda e mi fa: “ginocchio o caviglia? E quando è successo? Fa un po’ vedere…” poi la sentenza che ti riempie di gioia e fiducia nel paese in cui vivi… “hanno fatto proprio un buon lavoro..” (commento a un filino di una sorta di nastro adesivo trasparente messo per chiudere sulla ferita).

Questa volta invece di gente ce n’è molta e il tempo raddoppia, esco dopo 3 ore, zoppicando e dolorante con la diagnosi che piu o meno suona come non hai niente, il dolore è solo una tua fissazione, 30 giorni a riposo e tornerai come nuovo.  Difficilissimo il dialogo quando sai dire ferito, mi fa male, dolore, ferita, muscolo, osso, disinfettante, e raccontare come ti è successo ma ti mancano parole fondamentali come polpaccio (vadli!), contrattura (gorcs), strappo muscolare (izomszakadas, questo era piu facile, ma usato in un altro contesto).

in 3ore con lo smartphone scarico nn posso che guardarmi attorno per scoprire l’ungherese medio che va al pronto soccorso del CTO nella prima domenica di Agosto..

in prevalenza sono coppie di ciccioni con una fascia elastica sotto il ginocchio, del resto negli ultimi giorni di vita magiara son stato più o meno costretto a mangiare solo maiale e patatine fritte, una bella ragazza in maglietta rosa che se ne è stata buona e serena e poi ha zoppicato anche lei su una gamba al suo nome… chè l’infermiera sbraita il nome da fuori la porta, quasi come le inservienti della tavola calda, birreria, biliardo dove si andava a mangiare la sera.. nn fa nessuna smorfia per nomi italiani o russi. Il nome Kovacs Pèter esce parecchie volte.

C’è un vecchietto ovviamente compito, in giacca, scarpe da ginnastica, bastone, polso fasciato, un uomo sui 65 anni a torso nudo, braccio legato al collo alla Beckenbauer, con ancora le scarpe da calcio e calzettoni, che aspetta in piedi come se volesse continuare la partita, e un giovane ancora in maglietta da calcio rossa disteso sulla barella con praticamente due profondi buchi alla caviglia destra. Mi chiede in ungherese come si chiama questo ospedale, lo scrive su whattsapp, poi fa telefonate lunghissime in inglese con un bell’accento americano (si, a volte può essere bello) a ragazze dalla voce sexy. Origlio “poteva andarmi meglio ma poteva anche andarmi molto male… e a te come va? Oh davvvero? Benvenuta in America, ah, ah, ah” Arriva un gruppo di 4 zingari con belle pance, Origlio “si, pagava le bollette solo quando minacciavano di tagliargli le forniture, ora ha 60.000 fiorini (circa 2.000 euro n.d.r.) di arretrati”. ogni tanto echeggia la voce di una ragazza che urla dal dolore, ci spostiamo tutti per vederla dietro alla colonna… è bellissima, mora, un corpo da statua, capelli da diva, zingara, l’accompagna un tipo ben vestito e muscoloso.

Per tutti noi il dottore avrà avuto si e no 23 anni, l’Ungheria è questa qua, e meno male che c’era questo dottorino, ovviamente con un pizzetto alla film di Alberto Sordi, che qui a Budapest dei 4 grandi ospedali generalisti due hanno chiuso il pronto soccorso in estate per mancanza di personale (e io avevo un po’ di paura lo confesso a varcare questa soglia) in Ungheria un medico nel pubblico prende sui 1000 – 1200 euro, e allora quello che viene formato nelle università preferisce andare a esercitare la professione in Inghilterra o Germania, stessi problemi di personale, paga 5 volte più alta. Oppure sei costretto a dare “la gratifica” insomma la bustarella, manco fossimo nell’Inghilterra di Dickens e nn avessero inventato lo stato sociale.

Già, lo stato sociale c’è, ma nn si vede, nell’Ungheria di Orban della flat tax credet si investa negli ospedali?

fatevi le Flat Tax vostre

Il servizio di Alfonso Juliano per Agorà di Rai3, a cui ho collaborato qui da Budapest..

Reato di vagabondaggio

DSCN6387In Ungheria è entrata in vigore lalegge antibarboni e il primo arrestato (e poi rilasciato, ma intanto paga 60 euro di “spese processuali”) è un senzatetto di Godollo, la cittadina a 25 km da Budapest, quella del palazzo di Sissi, del parco del castello, dell’Arboretum, dell’Università di Agraria, della colonia di artisti inizio novecento, con la piazza del centro nuovafondiUe, e un mega hotel rosa antica monarchia tutto ghirigori, insomma con la puzza sotto il naso.

Ho tradotto (alla meglio, sorry) l’articolo di 444:

È una persona nota a Godollo, c’è gente che gli porta cibo ogni tanto, non è una persona che crea problemi. In passato era ingegnere, poi ha perso la casa. È in cattive condizioni fisiche.” Così l’avvocato d’ufficio Varga Zoltan ha descritto il senzatetto suo assistito davanti al tribunale.

L’uomo è stato “sorpreso sul fatto” a inizio serata mentre era seduto su una panchina di Kossuth Lajos utca. Gli agenti hanno stabilito che conduceva una vita da senza fissa dimora, cosa che non ha negato, e quando l’uomo ha dichiarato di non volersi recare in un ostello per barboni, ma che avrebbe dormito nel vicino Parco elisabetta, lo hanno portato in questura, arrestato per infrazione alla legge, e portato in manette davanti al tribunale di Godollo. L’avvocato Varga Zoltan racconta che l’uomo ha provato a spiegare davanti al giudice perché non voleva andare nel ricovero, a causa delle risse, conflitti, dei continui furti

Il processo per direttissima ha condannato l’uomo a 30 giorni di reclusione, pena poi comminata in un semplice ammonimento. (…) L’uomo è stato condannato a pagare 20.000 fiorini (60 euro) di specie processuali. Le sue cose sono state prese dagli agenti e restituite al termine del dibattimento.

Ha promesso davanti al tribunale di risiedere da amici o, nel caso nn fosse possibile, in ricoveri per barboni anche contro le sue riserve. Secondo l’avvocato Varga Zoltan nel processo non è stato chiarito quando gli agenti avrebbero dovuto ammonire l’uomo: secondo la nuova legge la procedura contro il vagabondaggio vien fatta partire dal terzo ammonimento comminato in 90 giorni. Nel primo giorno di entrata in vigore della legge, il 15 ottobre, vi sono stati 27 ammonimenti di questo tipo. Secondo la nuova legislazione in Ungheria il vagabondaggio, il soggiorno prolungato e come conduzione di vita in suolo pubblico, è considerato infrazione alla legge. Chi la infrange può essere condannato a lavori di interesse pubblico o alla reclusione.

Orban in Parlamento e la dittatura

qualche giorno dopo l’avvio della procedura di infraizone del parlamento europeo per infrazione dei diritti fondamentali contro l’Ungheria e un giorno dopo il sospetto passaggio di proprietà dell’nico organo di informazione libero rimasto index.hu

index

Qui in Ungheria si discute animatamente se viviamo o no in una dittatura, ogni definizione di dittatura è lecita: siamo in un paese libero perché nn c’è nessuna restrizione all’uso di internet e facebook come piu o meno avviene a Mosca, Pechino, Teheran o in Zimbawe? O siamo in una dittatura perché giusto ieri è stato annunciato il passaggio di proprietà dell’ultimo vero grande baluardo di informazione libera in Ungheria (leggesi grandi gruppi popolari, letti e scoltati, nn certo il mio onoratissimo blog) il sito index.hu?

Qui di seguito l’opinione di Dopeman, rapper dell’ottavo distretto, anche candidato indipendente alle elezioni dell’anno scorso sostenuto dai partiti di opposizione, direttamente dal suo divano letto su Facebook, in 40 minuti (riassunto: nelle dittature nn ci sono partiti di opposizione)

In parlamento invece il deputato Gyurcsany Ferenc ex primo ministro, ormai coi capelli bianchi e la voce un po’ roca attacca: “Dillo chiaramente: sei un vigliacco, sei come un bambino che va a rifugiarsi sotto le gonne della madre, ti si fa una domanda diretta a te e tu dici “nn permetto che si parli male dell’Ungheriamia madre che ha 85 anni nn c’entra niente con le tue politiche” rivolto ad Orban, che è lì con una cravatta viola ad ascoltare a non più di 4-5 metri.

. Uno dei vantaggi di ridurre il numero dei parlamentari è che ora quando si riunisce l’assemblea ci si parla quasi faccia a faccia, specie questi sono i capipartito seduti giusto all’inizio dell’emiciclo. Orban sembra quasi approvare… i partiti d’opposizione ungherese avranno forse ricevuto un po’ di telefonate dall’estero, dagli amici sparsi per l’europa, di chi forse si è accorto che per contrastare Orban bisogna irrobustire l’opposizione interna (ridotta al lumicino), ma è stato un inizio di lavori parlamentali autunnali scoppiettante quello di ieri al Parlamento Ungherese.

Prima aveva destato sensazione e intasato i social l’intervento di Szabo Timea, del Partito Socialista Ungherese (MszP) per la forza del discorso e perché si capiva che ci credeva veramente in quello che diceva. Le parole erano all’incirca: ci accusa di essere “traditori della patria” (la massima offesa qui in Ungheria, da chi dice che forse il rigore per il Fradi non c’era, al generale che firma la resa per evitare guai peggiori) perché nn prendiamo le vostre parti in questa disputa con l’Ue, ma i veri traditori della patria siete voi, che costringete con salari da fame i nostri figli ad andare a lavorare al’estero, che lasciate i nostri ospedali in condizioni pietose, carenze di personale e reparti che cihudono… si sono voltati tutti..